Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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L’ex primario a Savona: ‘Cari colleghi fate sapere perché mancano i dottori…’

Scrive il dr. Massimo Vecchetti sulla pagina Facebook. “Cari Colleghi ospedalieri, vorrei condividere con Voi questa mia riflessione, relativa alla carenza di medici ospedalieri, argomento ultimamente assai dibattuto sulla stampa e in televisione. Se concordate, diffondetela tra i vostri contatti, affinché la gente comprenda quale sia la reale situazione in cui noi tutti ci troviamo”.

NON CI SONO PIÙ DOTTORI ?
Il dr. Massimo Vecchietti

Ultimamente leggo molti articoli e vedo molti servizi televisivi relativi alla preoccupante carenza di medici specialisti ospedalieri.

Il problema riconosce le seguenti principali cause:
– mancata pianificazione del fabbisogno di specialisti da parte di tutti i Governi degli ultimi 20 anni.
– progressivo ed inesorabile incremento dei contenziosi medico-legali e degli episodi di violenza e percosse a danno dei Colleghi.
– costante incremento dei carichi di lavoro assistenziale (visitare e curare i pazienti).
– costante incremento delle incombenze burocratiche e gestionali, non correlate all’attività assistenziale.
– retribuzione assai poco attrattiva (in rapporto al costo della vita, lo stipendio del medico ospedaliero italiano è al penultimo posto tra i 27 Paesi europei).
Risultato? I medici ospedalieri attualmente in servizio scappano appena possono (anticipando la pensione o licenziandosi per lavorare come liberi professionisti nel privato) e i (pochi) neospecialisti scappano all’estero.
Pertanto, nonostante oggi in Italia esercitino la professione circa 400 mila medici, i concorsi ospedalieri per assumere specialisti vanno deserti. (Massimo Vecchietti)
COMMENTI – 
Bruno Cacciola –
Condivido in pieno con qualche aggiunta. Fare il medico è una vocazione, se lo fai solo per mestiere non sei un bravo medico. I medici (almeno buona parte) sono molto attaccati al denaro ed approfittano delle situazioni. La disastrosa politica degli ultimi trent’anni per mantenere i propri privilegi hanno tagliato sulla sanità.
Vecchietti risponde – “…Credo che non conosca molto bene l’evoluzione contrattuale del comparto sanità in Italia ….”

Maurizio Garatti – Dopo 40 anni trascorsi lavorando in ospedale, dr. Vecchietti, non posso far altro che condividere le sue riflessioni…

Aggiungerei anche l’aspetto non di poco conto, legato al fatto che in tutto ciò che Lei ha osservato, in parecchi ne hanno tratto giovamento…
Mi riferisco alla forte spinta verso la Sanità Privata… abbiamo visto poi, in occasione dell’attuale emergenza COVID, il sostanziale supporto che la stessa ha dato alla causa comune…
Angelo Giusto (medico a Savona)- Direttore, ci sono TANTISSIMI dottori. E con la D minuscola. Quelli che mancano, sono i Medici. Con la M maiuscola. Come eri tu, anche quando hai minacciato di licenziarmi, perché forse (a posteriori) potevi aver ragione. E, con somma modestia, penso di essere io, dopo vent’anni.
Luigi Lonigro (medico a Parma)Ah non sapevo che eri un collega massimo(se mi posso permettere del Tu)…. io sono vicino al pensionamento… lavoro a Malattie Infettive… reparto Covid….. e spero tanto che sto casino si tranquillizzi un po’ perché voglio scappare dalle tue parti….. sogno caro Massimo …… sogno.
IL 26 OTTOBRE 2020 SCRIVEVA ANGELO GIUSTO:
Siamo stanchi. Anche arrabbiati, ma quello poi passa, anche se a volte ritorna… Poi, peggio di tutto, è la delusione.
Nella “prima fase” non sapevamo e non conoscevamo tutto, e si è comunque andati a testa bassa, fino allo stremo, fino all’esaurimento, fino a tirare, finalmente, un sospiro di sollievo, quest’estate.
Non sto a biasimare o a sindacare sui comportamenti scellerati che in tanti, fino a pochi giorni fa, e ancora in questi giorni, hanno tenuto in casa e in giro.
Ma questo, probabilmente, è stato il pabulum sui cui ha giocato, facile, l’innesco di questa “nuova” fase. Vero, forse ci saranno meno morti, rispetto alla prima ondata. La “Grande Falce” ha fatto sicuramente il grosso del suo lavoro in primavera. Ma ci sono di nuovo TANTI malati. E purtroppo TANTI ricoverati, da valutare, soccorrere, trasportare, curare.
Ma noi siamo stanchi.
Medici e infermieri dell’emergenza, volontari delle ambulanze… siamo stanchi. Non solo fisicamente e, certamente, dal punto di vista psicologico. Stanchi anche di sentire, di ascoltare tante e troppe cazzate “lette su feisbuc” o riportate dall’esperto di turno… magari nemmeno un sanitario. Io, davvero, non sono un catastrofista, né un allarmista. ma non so per quanto l’argine potrà reggere.
Cito, in ultimo, un amico e straordinario Collega, Davide Gasparino: “TACETE, riguardo agli argomenti non vostri, e FIDATEVI SEMPRE di chi fa il suo meglio per voi”. Aggiungo, io… Almeno finchè riusciremo a farlo.
AUGURI NATALIZI DELL’AVV. ANTONIOBENEDETTO CHIRO’
IN PARTICOLARE AI MEDICI, ALLE INFERMIERE E PERSONALE SANITARIO
Natale è tornato anche quest’anno. Diverso, certamente, meno allegro. Ma è arrivato e, quindi, secondo la tradizione dobbiamo essere tutti buoni. Per le cattiverie se ne parla da Capodanno in avanti. E dunque auguro un Natale sereno a tutti gli amici ma con particolare affetto ai medici, alle infermiere, al personale sanitario tutto che non si risparmia per evitare di farci fare una brutta fine nonostante le nostre cazzate.

Auguri a tutti quelli che il virus ha messo in ginocchio. Sono certo che sì risolleveranno con l’aiuto di tutti e rimetteranno in piedi le loro attività. Auguri a tutti quelli che hanno perso il lavoro. Il momento è duro ma per rialzare la testa ci sarà bisogno di loro e delle loro capacità.
Non auguro nulla ai politicanti perché per loro è sempre festa. (Antoniobenedetto Chirò)

LUCIANO QUARONI ELETTO PRESIDENMTE DEL COMITATO INPS

Luciano Quaroni, ex segretario provinciale della Pubblica amministrazione Cisl, è stato eletto presidente del Comitato Inps che si occupa di verificare le istanze di ricorso inoltrate da coloro che si sono visti negare le prestazioni dell’Assicurazione sociale.

Luciano Quaroni

Luciano Quaroni, 69 anni, è il nuovo presidente del Comitato Provinciale Inps. Ex dipendente della dogana, sindacalista della Cisl, per anni è stato Segretario provinciale in rappresentanza dei dipendenti della pubblica amministrazione e più di recente dei pensionati. Nel periodo 2015 e sino 2020 ha ricoperto il ruolo di componente del Comitato Provinciale in quota Cisl, esperienza che gli è valsa l’elezione a presidente avvenuta questa mattina.
«Un impegno – commenta Quaroni – che da una parte mi rende orgoglioso, da un’altra mi preoccupa per via della mole di lavoro da svolgere. La mia nomina giunge, infatti, in un momento delicatissimo per via della pandemia e del prolungato lockdown. Da tempo sono in giacenza numerosissime pratiche di ricorso inevase. È necessario mettersi subito ed alacremente all’opera».

Il Comitato Provinciale Inps, vale la pena precisare, si occupa di verificare le istanze di ricorso inoltrate da coloro che si sono visti negare le prestazioni dell’Assicurazione sociale. A causa della crisi pandemica il Comitato, dallo scorso marzo, non si è più riunito. «Lavorerò nell’interesse di tutti – aggiunge il neo eletto presidente – stabilendo tempi e modi per recuperare il ritardo».

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