Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Qui aeroporto di Villanova, quel giorno di ‘Maradona, uno sconosciuto’. Mi rubò la bicicletta, ritrovata nei cespugli. Il velocipede è custodito nel pre-museo

“Maradona uno sconosciuto …” In quell’anno ( 1986 ) il presidente dell’Aero Club di Savona e Riviera Ligure, era contemporaneamente Amministratore Delegato della Eliliguria s.r.l. e Consigliere della Società dell’ Aeroporto di Villanova d’Albenga A.V.A. s.p.a. oltre al suolo ruolo principale, e di sostegno economico, d’imprenditore edile. La sua bicicletta sparita e trovata dopo alcuni giorni in mezzo alla folta siepe. Frutto di un’acrobazia, finora inedita, del ‘pibe d’oro’. Il velocipede fa ora parte del pre-museo” aeronautico in attesa che sorga finalmente, ad opera della Piaggio, uno spazio storico dedicato all’aeroporto.

di Mauro G. Zunino

Maradona arrivato all’aeroporto di Villanova si era impossessato della bicicletta dell’allora presidente del Club. Mauro G. Zunino, che la  ritrovò abbandonata tra i cespugli

E’ nota la posizione di questo personaggio nei riguardi del calcio: amorfa, scaturita dagli anni trascorsi in collegio agli inizi degli anni 60 ove le uniche possibilità ricreative erano il calcio giocato sul campo in cubetti di porfido del selciato che ricopriva l’area nella corte dell’istituto, il gioco delle figurine con i calciatori, il calciobalilla, il flipper con campo di calcio , evento eccezionale quando ne è stato dotato il …….. del collegio, senza altra alternativa; a volte il proprio naso su una colonna del porticato durante l’area di ricreazione e di gioco al pallone, per “comportamento disdicevole nell’aula didattica o nel refettorio”, sortiva l’effetto ” integrativo” di divenire bersaglio favorito di chi giocava sul campo e, in tali occasioni, la pallonata ‘involontaria‘ sul retroschiena, sortiva l’effetto, veniva applicato lo studio di fisica alla realtà, di una forza che schiacciava il naso dello sfortunato contro il rivestimento del pilastro.

Cio premesso, necessario a giustificare il comportamento del soggetto, arriviamo alla fatidica giornata del 1986 emersa con la scomparsa del “Maradona“, che tra gli altri aspetti è servita a risvegliare alcuni ricordi ed alla ricerca della documentazione grazie ad alcune domande di un noto giornalista del ponente ligure.

Come quotidianamente, il Presidente pluri funzioni, a quei tempi non esistevano ancora pruriti per amministrare una società che non porta voti in campagna elettorale, nel percorso tra le varie attività aeroportuali, utilizzava un proprio mezzo idoneo nell’ambito demaniale per spostarsi tra i vari uffici, ovvero una bicicletta “Bianchi” , una di quelle serie, datate (vedi a fondo pagina*), robustissima e con freni a bacchetta, alla quale onde evitare furtive appropriazioni, veniva applicato tra i tubolari del telaio, una piastra metallica con il logo dell’Aero Club di Savona e della Riviera Ligure, (per la storia la piastra era collegata al telaio con una specie di ” silenbloc” in gomma per evitare crepature, opera dell’addetto al supporto manutentivo denominato ” mano di fata” signor Angelo Rolla di Finale Ligure.

Durante il peregrinare, arrestatosi per il quotidiano impegno presso gli uffici della società aeroportuale, il nostro protagonista, lasciava la bicicletta sul piazzale antistante l’ingresso passeggeri in arrivo, nell’apposito supporto “privilegiato”.

L’arrivo del MU 2 I – FRTL pilotato dall’amico C.te Leopoldo Pollastri, proveniente da Torino, era stato preannunciato in frequenza radio e dal solito saluto nell’etere ” Ciao Poldo ti aspettiamo” classico segnale per avvisare la linea volo dell’aero club che di li a poco sarebbe atterrato il pilota istruttore il quale dedicava il tempo libero dagli impegni di lavoro aeronautico, ( ex pilota AMI di F 104 – istruttore di volo – pilota della flotta Fruttital dei fratelli Orsero ) si dedicava a creare nuovi piloti e collaborare attivamente, disinteressatamente, con il sodalizio aeronautico.

L’arrivo di Polastri era routine, spesso plurigiornaliera e di quando in quando lo stesso presidente dell’aero club, pilota commerciale e IFR abilitato al MU 2, approfittava dell’ invito o necessità di Pollastri e incrementava il suo ” sapere” e bagaglio aeronautico con un pilota d’eccezione.

Torniamo all’arrivo dell’ I-FRTT : atterraggio, rullaggio sino al fronte aerostazione nello stesso momento in cui un gruppetto di noti fotografi professionisti, superando i controlli di polizia con i loro tesserini di “stampa“, assediavano il gruppetto di persone sbarcate, con scatti fotografici, microfoni, taccuini, sino al distacco del gruppetto di un “cappellone“, di bassa statura, tutto muscoli, vivace, che sembrava uscito da una seduta di elettroterapia al altissimo amperaggio il quale si impossessava della mitica “Bianchi” dell’amministratore ed iniziava ad esibirsi sul piazzale di parcheggio aeromobili dell’aerostazione e girovagare per gli impianti carburanti.

Ne nacque un “bailame” : l’amministratore della società, il responsabile ministeriale dell’aeroporto uscirono in un battibaleno: il primo per bloccare le intemperanze, piu che giustificate, del facente funzioni di direttore ministeriale dell’aeroporto, e per redarguire gli addetti al piazzale che non erano intervenuti.

Ne nacque un teatrino degno di “Striscia la notizia” o meglio dei racconti del Guareschi.

Altri scenari: l’incontro di Mauro G. Zunino con il principe Alberto di Monaco, presidente onorario dellA.C.Monaco in occasione del 50° del club monegasco (Foto archivio Trucioli.it)

Scenario : fronte torre di controllo corpo-unico con aerostazione, selciato per transito ed accesso passeggeri, polizia di frontiera, bandiere istituzionali come compete quotidianamente ad un aeroporto internazionale ( di confine) al di la dei suoi avventori, siepi e verde ben curato, un amministratore che inveiva su chi gli aveva portato via il mezzo di locomozione, discuteva con il direttore che voleva stendere verbali sulla sicurezza aeroportuale, con il personale che era rimasto ad applaudire i passeggeri sbarcati e le acrobazie del “pibe di oro” sul velocipede, in allora sconosciuto ai vertici aeroportuali, sino all’arrivo di un pulmino che dotato di autorizzazione all’accesso del parcheggio aeromobili, raccoglieva quella simpatica banda di sportivi d’eccezione dei quali Maradona ne era l’unica veste ” esuberante” nel gruppo di seri vertici mondiali e li accompagnava a Sanremo.

Partito il piccolo bus” Pollastrie i parcheggiatori, raggiunsero l’amministratore ed il direttore che ancora discutevano animatamente, segnalarono chi erano i personaggi e fini tutto in una grande risata collettiva accompagnata da un aperitivo offerto al bar dell’aerostazione.

Ma “la bicicletta” ……. sparita. Venne trovata dopo alcuni giorni in mezzo alla folta siepe e riprese per molto tempo le sue quotidiano funzioni: spostare con l’appoggio del fondo schiena, il Presidente dell’ Aero Club nel suo peregrinare quotidiano senza immaginare che “quel trono” era servito anche a colui che sarebbe divenuto “ un dio sportivo” e ben oltre pur con molti aspetti controversi.

Ora fil velocipede fa parte, unitamente ai resti del P 66 smontato, del “Lynk Trainer ” degli anni 40, dei vari riconoscimenti del sodalizio aeronautico, del “pre-museo” aeronautico in attesa che sorga ad opera della Piaggio, uno spazio storico dedicato all’aeroporto di Villanova d’Albenga.

( Agamennone : gli aneddoti della Storia dell’ Aero Club di Savona e della Riviera Ligure in stesura – tra gli altri :

Ispezione al trasporto del pescato –

Un ipotizzabile contrabbando –

Cambio dell’elica da estiva ad invernale –

Una serata Country –

La colazione del neo istruttore –

Le goliardate ai Direttori d’Aeroporto –

Un istruttore in tenuta poco dignitosa –

La raccomandata dell’Alitalia al C.te Busacchi –

Le visite mediche goliardiche –

L’espansione della logistica –

Il generale “elastico” –

La prima manifestazione aerea il dietro le quinte –

Mano di fata – e molti altri ancora –

Il “dietro alle quinte” deli interventi di Speranza –

Le nostre mascotte –

Le donne pilota dell’Aero Club –

Emilio, Sergio e le competizioni di rally aereo –

Santa Maria Rotonda “una leggenda” –

I piu grandi e noti professionisti locali ai fornelli per solidarietà –

Disperso…….per 34 ore tra il fieno dell’aeroporto –

La guerra dei “pomodori” in aeroporto –

Un aeromodello pulsoreattore in manifestazione aerea – I

“fuori campo ” dei paracadutisti –

L’assalto alla sede delle Frecc Tricolori –

La battaglia con la PAN – Pomes, pilota incubo dei pescherecci –

Un volo a bassa quota finito in rovescio senza danni al piota – L

e lepri, i fagiani, le pernici, di tutto un po –

Lo sfalcio dell’erba by M.R. Massone –

La cucina dell’ A.M.I al distaccamento aeroportuale –

I personaggi che controllavano la nostra attività –

e tantissimo altro nei 71 anni della nostra storia.

(Agamennone)

*Per la cronaca la bicicletta era stata “usucapita” dal Presidente dell’Aero Club, all’acquirente, V.Sindaco della Città di Albenga, il quale ,data la scarsa propensione allo sport ed attività fisica, dopo l’acquisto per trasferirsi dall’uffici di lavoro al Comune, si era reso conto che il rapporto ” peso potenza” era di difficile applicazione anche per tratte brevi ed aveva lasciato il velocipede per un ritorno al ” pedibus calcantibus”.

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