Trucioli

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Albenga, nel 1987 con Maradona. Gocce di memoria di Willy Olivero

Era il 1987, ho visto da vicino, sul campo di calcio, il Grande Diego Maradona che ora passerà alla storia.  E in questo anno di lutti e grandi dolori  ci accorgeremo di quanto sarà difficile tornare alla vita normale. Eppure sono certo che con il nostro Genio costruiremo un nuovo Rinascimento diventando tanti piccoli Maradona.

di Willy Olivero 

Ho avuto la fortuna, direi il dono, di ammirare dal vivo il talento di Diego Maradona, nell’anno dello scudetto del Napoli, stagione 1986-1987. E di questo devo ringraziare mio padre che adesso, ne sono sicuro, avrà già comprato un biglietto nei Pascoli del Cielo per seguire le Sue nuove esibizioni.

Ho visto Maradona giocare contro Fiorentina, Inter, Juventus ed in ogni fortunata occasione mi concentravo su di lui, come se gli altri ventuno in campo fossero soltanto dei comprimari. E notavo come quello che per altri era il frutto di uno schema, di tattica usata in allenamento, per lui era naturalezza, la totale simbiosi con il pallone nell’affrontare un dribbling, calciare una punizione servire un assist. Mai sopra le righe, anche quando il suo marcatore, frustrato, lo cancellava senza pietà.

E potevi notare il suo carattere di capitano nel trascinare il Napoli verso uno scudetto che era riscatto di tanti dolori e tanta cattiveria verso il Sud.

Sono stato a Napoli nel 1994 e bastava parlare con un negoziante, un ristoratore, un semplice cittadino di cosa rappresentasse Diego. Stanotte, e non credo di essere stato il sole, ho fatto le ore piccole per rivedere la sua partita capolavoro la vittoria contro l’Inghilterra nei quarti di finale del mondiale messicano del 1986.

E proprio mentre vedevo le sue gesta pensavo che lui come tanti altri talenti nelle varie arti avevano messo in atto il loro genio per la fame. Non la fame del successo ma quella nel vero senso della parola, dove si fa difficoltà a mettere insieme pranzo e cena. E allora in questi anni nei quali i talenti scarseggiano, penso che la pandemia, nella sua tragedia, nasconda qualcosa di positivo. Quando avremo alle spalle lutti e grandi dolori  ci accorgeremo di quanto sarà difficile tornare alla vita normale.

E sarà in quel preciso momento che si metterà in evidenza il talento nascosto di tante persone che si cullavano nella normalità della vita. Metteremo in atto il nostro Genio, costruiremo un nuovo Rinascimento diventando tanti piccoli Maradona.

Guglielmo (Willy) Olivero

 

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