Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Castelvittorio, noi alluvionati e dimenticati. A rischio i laghetti di Rio Gordale. Lavori rinviati e casse vuote

I tanti ospiti stranieri e quelli del Sanremese che li frequentano con assiduità, li considerano vere e proprie “piscine naturali” alle quali fare ricorso soprattutto durante la stagione calda, alla ricerca di un po’ di frescura. Sono i laghetti del rio Gordale di Castelvittorio, nell’Alta Valnervia, entroterra di Ventimiglia, sempre più affollati ad ogni estate.

Il rio Gordale a Castelvittorio prima e dopo alluvione del 2 ottobre 2020

di Angelo Verrando

Un’attrazione turistica sulla quale il paese che domina la vallata, a svettare sul vicino paese di Pigna, può contare per il movimento che produce, oltre che per l’offerta naturalistica veramente notevole. Verde assoluto, silenzio, acque freschissime, aria fine. Questi gli ingredienti che caratterizzano tale autentico angolo di paradiso, come preferiscono definire i cultori della campagna più vera.

Negli anni il Comune di Castelvittorio, seppure nelle ristrettezze economiche tipiche dei paesi più piccoli, ha saputo valorizzare i laghetti del Gordale, mantenendo efficiente una strada già interpoderale, ora carrozzabile e asfaltata, per garantire i collegamenti con la provinciale che si inerpica dal bivio di fondovalle verso il centro abitato di Castelvittorio. Per comprendere quanto sia noto l’itinerario per i laghetti, c’è un solo dato: la strada per le “piscine del Gordale” non è neppure indicata da un cartello al bivio. Chi la deve percorrere sa che è lì, a salire, nel bel mezzo di un insidioso curvone destrorso della provinciale. E basta.

Ma, dopo la rovinosa alluvione di una decina di giorni or sono che ha colpito duramente soprattutto le adiacenti Alta Val Roja, Alta Valle Argentina, Valle Arroscia (da Mendatica a Vessalico, a Ranzo) e relativi sbocchi al mare, lasciando segni profondi anche qui, questo autentico e pregevole scrigno naturalistico ora è a rischio.

La strada del Gordale, infatti, è stata in gran parte inghiottita dal rio ingrossatosi in poche ore, trascinando con sé parte dell’importante arteria verso questo “paradiso” che appare come un vasto taglio della natura tra il monte Vetta, Baiardo e il maestoso massiccio del Toraggio. Una notizia rimasta in gran parte sconosciuta nel vasto comprensorio, quella della strada sprofondata a Castelvittorio, anche perché la parte iniziale è ancora percorribile, almeno fino al lago del Pereguzzo, ossia il più ampio, e a quello della Madonnina. E’ dopo quest’ultimo, che la strada è interrotta da una rovinosa frana che impedisce di raggiungere il lago Ciapazzi e quello del Piano della Mola. Entrambi isolati, così come pure lo scheletro di una mini-centrale idroelettrica in costruzione, sempre sul rio Gordale.

Al momento l’unica alternativa possibile è costituita imboccando una sorta di laborioso by-pass percorrendo la strada di Regione Roveto che si unisce il località Mattogno alla strada per il Gordale. Il Comune di Castelvittorio si è mosso subito per dare il via al ripristino della strada dei laghetti; per il momento l’unica risposta avuta è stato un preventivo di spesa considerato troppo oneroso per la asfittiche casse pubbliche. Ma l’impegno è stato costante fin dal primo giorno. A causa delle rigide temperature invernali e l’intensa umidità di questi luoghi che si preannunciano nei prossimi mesi invernali, è sconsigliato ogni intervento sul posto: se ne potrà riparlare solo alla prossima primavera. Quindi c’è tutto il tempo – anche se non tantissimo – per cercare altri preventivi e altre aziende specializzate. Cercando pure qualche finanziamento provinciale o regionale. Con l’obiettivo di recuperare gli antichi, caratteristici, amatissimi, laghetti del rio Gordale. Un autentico must di Castelvittorio, che fa il paio solo con quello del rio Carne, appena a valle dell’abitato di Pigna.

Angelo Verrando

Nelle foto: una sequenza dei danni subiti

Avatar

Angelo Verrando

Torna in alto