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Cristoforo Colombo: il marinaio dei segreti
Il libro di Busi e le osservazioni di Icardi

A Giulio Busi professore ordinario all’Università libera di Berlino e direttore dell’Istituto di Giudaistica (letteratura e alla storia ebraica). Autore del libro ‘Cristoforo Colombo: il marinaio dei segreti’.Mondadori, 2020.

di Franco Icardi

Le invio una seconda mia osservazione:

  1. a pag. 4, 152 lei scrive nel suo libro (Cristoforo Colombo: il marinaio dei segreti, Milano, Mondadori, 2020) che Cristoforo Colombo è “nato lanaiolo” a Genova.
  • A pag. 20-21 di “Navigare” riporto che nel 1904 “Ugo Assereto ringiovanisce l’Ammiraglio di circa 16 anni. Il suo Cristoforo Colombo sarebbe morto nel 1506 a 54-55 anni circa, senza potersi lamentare della sua vecchiaia.

    Il “documento Assereto” come tutti quelli dell’Archivio di Stato di Genova e di Savona riguardano un Cristoforo Colombo nato a Genova e di professione lanaiolo-taverniere. Ritengo che questi sia un omonimo, un’altra persona, non l’Ammiraglio che scoprì le Indie“. Molti documenti coevi lo dimostrano.

    A pag. 379 e seguenti di “Navigare” riferisco che “l’Ammiraglio Colombo non parla mai di un fratello Giovanni Pellegrino, di una sorella Bianchinetta e del figlio di questa di nome Pantalino”.

    Conoscendo lo straordinario attaccamento dell’Ammiraglio verso i suoi familiari sottolineo un semplice fatto avvenuto alla Corte di Spagna:

  1. L’ammiraglio
    Don Christóval Colón
    (alla Corte in Barcellona il 28 maggio 1493) fece nobilitare i fratelli Don Diego Colón
    (che si trovava in Spagna)
  2. e Don Bartolomeo Colón (che era in Francia alla Corte del re Carlo VIII)
  3. ed i due figli Don Diego Colón
    (primogenito nato in Portogallo – da doňa Felipa Moniz natural de Lisboa, in quel tempo già deceduta – e che si trovava a Córdoba in Spagna)
  4. e Don Fernando Colón
    (che si trovava a Córdoba presso sua madre Beatrice Enriquez de Harana. Questa non venne mai sposata da
    don
    Christóval Colón perché le leggi spagnole proibivano ad un nobile di Spagna di sposare una “non nobile” come era Beatrice).
  5. Ma
    alla Corte in Barcellona il 28 maggio 1493
    non vennero fatti nobili di Spagna con il titolo di Don, né Giovanni Pellegrino, né Bianchinetta Colombo di Genova, né il figlio di questa Pantalino, né alcun altro parente di Genova Quinto. Perciò concludo che tutta la famiglia Colombo di Genova Quinto non faceva parte della famiglia dell’Ammiraglio don Christóval Colón
  • Inoltre nella genealogia della famiglia Colombo di Genova, redatta da Aldo Agosto, questi al n° 11 cita Giovanni Colombo detto Gallo. Quest’ultimo viene riportato l’11 ottobre 1496 nel documento, (fatto a Genova in piazza di Ponticello), dove si legge: “Iohannem de Columbo de Quinto… quondam Antonii” insieme ai fratelli Matteo e Amighetto decide di dividere in tre parti uguali le spese poiché il “dictum Iohannem (de Columbo de Quinto) ire debeat Ispaniam (deve andare in Spagna) ad inveniendum (per trovare, scoprire, rintracciare, venire a conoscere l’ammiraglio del re di Spagna) dominum Christoforum de Columbo, Armiratum regis Ispanie“. Questo Giovanni Colombo da Genova Quinto nomina come procuratori e curatori dei suoi interessi sua moglie Bertonia del fu Giovanni Figarolo, ed i propri fratelli Matteo ed Amighetto (Matheum de Columbo et Amighetum de Columbo fratres suos) prima di partire per la Spagna.
  • L’Ammiraglio don Christóval Colón giunge a Cadice l’11 giugno 1496 di ritorno dal suo 2° viaggio. Sino al 30 maggio 1498 – data della partenza per il suo 3° viaggio – l’Ammiraglio Cristoforo Colombo è in Spagna,
    ma non fa il minimo accenno ad un incontro con un Giovanni Colombo di Genova Quinto.
  • Questi è lo stesso Giovanni del documento del 22 maggio 1497 fatto a Genova, al banco del notaio Leonardo Parissola dove Tomasino e Giovanni Caorsi… figli della fu Brigida che è la figlia del fu Antonio Colombo (filie quondam Antonii Columbi)… hanno ammesso a Giovanni Colombo… (confessi fuerunt et in veritate publice recognoverunt Iohanni de Columbo, Matheo de Columbo et Migeto de Columbo fratribus, filiis dicti quondam Antonii ac eius heredibus) di aver ricevuto l’intero pagamento della dote della fu Brigida.

    N. B.
    In data 22 maggio 1497 Giovanni Colombo è quindi a Genova.

  • Questo Giovanni Colombo di Genova Quinto, detto Gallo, non è Juan Antonio Columbo.
  • Infatti in data 13 dicembre 1497 Juan Antonio Colombo
    mayordomo del Almirante riceve a Siviglia
    12.000 maravedís da Bernardo Pinelo.

    Risiede a Siviglia dov’è maggiordomo e uomo di fiducia dell’Ammiraglio, e non può contemporaneamente vivere a Genova.

  • Inoltre non è possibile che il Giovanni del fu Antonio, soprannominato Gallo, già apprendista sarto
    e
    tessitore di panni di lana a Genova Quinto,
    possa essere il “Juan Antonio Columbo, ginovés, deudo [parente] del Almirante” che nel 3° viaggio – iniziato il mercoledì 30 maggio 1498 – comanda una delle tre navi che Cristoforo Ammiraglio invia direttamente all’isola d’Española.

    Ricordo che a turno, per una settimana a testa, i tre comandanti di queste tre caravelle dirigono la rotta verso l’Española. Essendo la prima volta che essi compiono tale traversata atlantica devono avere alle spalle una lunga esperienza di navigazione e di conduzione di flotte navali.

    Ora non è possibile che Giovanni del fu Antonio, detto Gallo, un tessitore di panni di lana, comandi una flotta di tre navi che, deve portare, per la prima volta, e da solo all’isola d’Española attraverso l’Atlantico.

    Il Juan Antonio Colombo invece lo fa. Cinque mesi dopo, il 28 ottobre 1498, questi torna dall’isola d’Española, dal porto di Santo Domingo, a bordo di una delle 5 navi che fanno vela verso la Spagna.

    Nei miei libri in altre occasioni mostro con documenti coevi che i Colombo di Genova non hanno nulla a che fare con la famiglia dell’Ammiraglio.

    Ad esempio a pag. 47 e seguenti del mio libro intitolato “La fine di un mito genovese…” riferisco che

  • Juan Antonio aveva un fratello di nome Andrea che compare solamente nei documenti d’archivio spagnoli.
    Andrea Colombo nacque nel 1485. Non era fratello di Giovanni Colombo di Genova Quinto, detto Gallo, nato nel 1448, né di Matteo nato nel 1471, né di Tommaso nato nel 1455, né di Amighetto nato nel 1476. Anche se il prof. Aldo Agosto inserisce il nome di Andrea al n° 16 dell’albero genealogico della famiglia Colombo di Genova non è in grado di citare alcun documento degli archivi genovesi che lo riguardano (perché non ce ne sono).

  • Inoltre Don Fernando Colón, secondo figlio dell’Ammiraglio, venne a Genova nel 1512 e vi ritornò durante il suo 2° viaggio in Italia nel 1515-1516. Ma non vi trovò alcuno appartenente alla sua famiglia

    Mentre il 26 e 28 ottobre 1517 a Genova Giacomo Bavarello si accordò col figlio Pantalino per le doti della Bianchinetta, madre di Pantalino e figlia di Domenico Colombo defunto, tessitore di panni di lana.

    Se Bianchinetta Colombo fosse stata la zia di don Fernando Colombo questi certamente ne avrebbe fatto menzione.

  • Anche
    Gonzalo Fernádez de Oviedo non trovò a Genova un parente dell’ammiraglio don Christóval Colón.

    Gonzalo Fernádez de Oviedo a tredici anni era “mozo de cámara” del principe don Juan quando i due figli dell’Ammiraglio Colón (Son Diego e Don Fernando) si trovavano come paggi dell’erede al trono. Poi a ventuno anni Oviedo soggiornò a Genova per quattro mesi e mezzo durante l’anno 1499. Nei suoi scritti affermò che non vi trovò alcun Colombo parente dell’Ammiraglio. E concluse che l’Ammiraglio era nato in un paese della costa ligure, ma non a Genova.

  • Quando il prof. Aldo Agosto tentò una giustificazione dicendo che i parenti di Colombo erano morti di peste negli anni 1528-1529, non tenne conto che sia Don Fernando Colón che l’Oviedo avevano soggiornato a Genova molti anni prima di tale pestilenza.
  • Infine nel 1582-1583 nessuno dei Colombo di Genova rivendicò l’eredità dell’ammiraglio Colombo: nessuno della famiglia Colombo di Genova Quinto andò a Madrid, ma qui giunsero Bernardo Colombo di Cogoleto e Baldassarre Colombo di Cuccaro Monferrato. Veda la “Fine di un mito” pag. 39 e seguenti.

Cengio il 18 settembre 2020.

Franco Icardi  

                                       Direttore della Biblioteca di Cengio (Savona)

                                           Via Gramsci 28/9 – 17056 CENGIO (SV).

                                                        Cel. 340 9472829


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