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Albenga: ore 20 chiude il Pronto Soccorso
E dirottati al S. Corona. Scarpati, Rapa, Casella scrivono: da Burlando a Toti…

Un post di Alessandro Scarpati, alassino, ex assessore provinciale, geologo, titolare di galleria d’arte. Una denuncia non inedita, attualissima. Pienone d’agosto e Pronto Soccorso dell’ospedale di Albenga (ponente e vallate) che chiude alle 20. Sanità e elezioni. A rischio Sonia Viale, fuori il suo braccio destro valbormidese Paolo Ardenti. Pagano per il ‘fallimento sanità’ e la tenacia all’ingresso dei privati ad Albenga e Cairo Montenotte ?

Indeboliti, semi-emarginati  perchè non fanno parte della folta schiera dei fratelli massoni (Piazza del Gesù) che ‘sussurra’ alla Lega di Salvini premier ed Eduardo Rixi ‘muratore venerabile’ in Liguria ?

Alessandro Scarpati (E’ stato assessore provinciale, geologo  – Alle ore 20 di ogni giorno il Pronto Soccorso (Punto di Primo Intervento) dell’Ospedale di Albenga chiude, e tutti i pazienti vengono dirottati sul Pronto Soccorso di Pietra Ligure, che ovviamente, durante la stagione estiva, è già stracolmo. Questo si traduce in tempi di attesa biblici (tutta la notte)! Siccome la sanità dipende dalla Regione Liguria e tra un mese e dieci giorni si vota, mi piacerebbe avere rassicurazioni tra gli amici candidati (e sono parecchi) che qualcosa cambierà!

Fernando Giancarlo Benzoni- Caro Alessandro Jannacci canterebbe: quelli che Cambiamo si ma in peggio. Questa realtà che, se era per Loro, avrebbe riguardato oltre al P.S. l’intero ospedale, è figlia della gestione lombardoligure della sanità. Spese in salita e servizi a precipizio…..

Jan Casella – Ciao Ale, personalmente ho sempre lottato perché l’ospedale di Albenga rimanesse pubblico. Ho manifestato in prima persona davanti all’ospedale di Albenga sia quando governava Burlando sia quando governava Toti.

Chi adesso dice “Cambiamo”, in realtà si candida con chi ha privatizzato l’ospedale e, se vincerà, continuerà a privatizzarlo. Il gioco è semplice: peggiorare la qualità dei servizi sanitari pubblici, per spingere verso la sanità a pagamento chi può permettersi di mettere mano al portafoglio. E chi non può permetterselo? Aspetta mesi per una visita o un esame e vede la propria salute peggiorare. Non è questa la Liguria che mi piace, non è questa la sanità che voglio

Simona Casagrande – Gli stessi che 5 anni fa in campagna elettorale si battevano il petto con orgoglio per privatizzare gli ospedali pubblici, a causa delle lunghe liste di attesa (invece di preoccuparsi di far funzionare il sistema pubblico, perché il modo c’è, basta volerlo!!!) ora, dopo il COVID, vorrebbero renderlo nuovamente pubblico. I politici si muovono a favore di vento… per cui ho imparato che invece che dare peso alle promesse future, la cosa più saggia sia guardare al passato. Per cui le domande che mi pongo sono: Chi è che ha privatizzato un ospedale pubblico, nuovo di zecca, pagato con i soldi dei contribuenti? Chi è che si è opposto alla privatizzazione?

Gino Rapa – Se cerchi tramite Google le promesse elettorali del 2015 sono le stesse che si sentono ora. Poi le cose sono andate diversamente. Sul nostro Ospedale si sono accaniti tutti purtroppo: prima la sinistra, poi la destra. A farne le spese malati, pazienti e familiari. Onore ai medici e agli infermieri. I problemi li ha portati e li porta la cattiva gestione della politica sanitaria dello Stato e della Regione. E poi, ormai è noto a tutti, intorno alla Sanità ruotano grandi interessi. La salute dei cittadini è vittima. Molti rinunciano a curarsi per i tempi di attesa allucinanti e per i costi non sostenibili dovendo rivolgersi al settore privato.

Massimiliano Lussana, ex capo redattore a Genova de  Il Giornale – Perchè Viale e Ardenti sono i due che – con tanti errori, fra cui io ci metto il ruolo troppo forte dato ad Alisa e al suo commissario Walter Locatelli, con alcune scelte non solo loro, ma della giunta di Giovanni Toti al completo che non ho condiviso per nulla e che ho sempre sottolineato, su tutte quella sull’ospedale di Rapallo che io avrei dato a Villa Esperia di Beppe Croce Bermondi e Adele Andriulo direttamente e senza passare dal via – comunque hanno sempre lavorato. Tanto. E Sonia Viale, Paolo Ardenti, Paola Cerri, Piera Pastore, Angela De Filippo finchè ha potuto, non si sono mai risparmiati. Facendo anche scelte difficili, controverse. Io non sempre condivido il loro fervore salvianiano, ma li stimo. Perchè, vivaddio, lavorano. Sonia e Paolo non li ho visti mai fermarsi in tutti questi mesi. E credo che un consiglio regionale o una giunta senza di loro, sarebbero un consiglio e una giunta più poveri. Così come non dimentico che, quando ci sono state da fare scelte strategiche, hanno chiamato professionalità come quelle di Pietro Piciocchi e Marco Sinesi, due dei migliori professionisti che abbia conosciuto in politica e dintorni.

Sinceramente, credo che Sonia e Paolo non vorrebbero mai una Puntina come questa, anzi magari crea loro pure dei problemi, ma chissenefrega.

Ma quando ci vuole ci vuole: Ardenti non è nella lista della provincia di Savona, Viale sarebbe candidata solo a Imperia e non a Genova, dove il favoritissimo (anche giustamente, perchè è una persona perbene e di cuore, a cui voglio bene) è Alessandro Piana, presidente del Consiglio regionale e credo che la Lega non possa certamente ambire a due piazze imperiesi. Insomma, io Viale e Ardenti li rivorrei ancora in Regione, perchè il lavoro va sempre premiato.

E loro hanno lavorato più di tutti.

ALBENGA A SCUOLA DI AMBIENTE…

In realtà, l’Italia, in Europa non brilla per ‘coscienza ambientale’. Non solo perchè i partiti ambientalisti da anni sono fuori uso e con percentuali da 0, Utili insegnare ai più piccoli, senza ignorare che la formazione inizia con il buon esempio degli adulti. “Gioco e Imparo al Peter Pan” per avvicinare i più piccoli all’educazione stradale e ambientale. Una giornata per imparare giocando al Parco Peter Pan dedicata all’infanzia.

Il sindaco Tomatis ed in vice Passino con la Protezione civile di Albenga

COMUNICATO STAMPA – Afferma il vicesindaco Alberto Passino:Una occasione per vivere

La protezione civile di Albenga impegnata nell’educazione ambietale e stradale al Parco Peter Pan

un parco divenuto riferimento per tante famiglie e bambini. La collaborazione tra i responsabili del progetto NonUnoMeno, i vigili e i volontari della protezione civile, ha senz’altro amplificato le tante potenzialità che quest’area verde, così ben tenuta e gestita, può dare a tutta la città e di cui la collettività deve essere orgogliosa per ciò che rappresenta, un luogo di integrazione e socializzazione.”

Marta Gaia consigliere comunale e referente del progetto NonUnoMeno: “Come Progetto Nonunomeno, Anffas Albenga  e Cooperativa Jobel,  vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno organizzato e partecipato a questa splendida giornata di gioco e laboratori per tutti. Vedere il parco così vivo ci riempie di orgoglio e ripaga di tutto l’impegno che noi tutti mettiamo nel mantenerlo pulito, ordinato e accogliente.

Il Peter Pan è un luogo polifunzionale in cui non solo i bambini trovano uno spazio in cui giocare, ma che è anche terreno fertile per la collaborazione con enti e associazioni differenti del territorio. Integrazione e inclusione sono le parole d’ordine sia nel parco che nel bar sociale al suo interno.”

Aggiunge l’Ispettore di polizia municipale Gianluca Dagnino: “Voglio ringraziare tutti i partecipanti a questa fantastica serata ed in particolare ai fantastici ragazzi dell’associazione NonUnoMeno che con il loro impeccabile servizio e la loro pazienza ci hanno sfamato. Grazie alle ragazze diversamente giovani della consulta dei disabili e grazie ai volontari della protezione civile, ai ciclisti della fiab, all’Amministrazione comunale che come sempre ci supporta e anche a tutti i colleghi che hanno rinunciato a una serata a casa per venire a portare allegria e simpatia a tutti i bambini. Un ultimo ringraziamento a tutti i bambini che hanno partecipato e ai loro genitori che hanno creduto in questa iniziativa”.

Gianni Bari della Protezione Civile di Albenga:E’ stato un piacere per noi partecipare a questa bellissima iniziativa che ha avvicinato i bambini all’educazione stradale e ambientale tematiche particolarmente importanti”.

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