Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga e la Gallinara. Quando ero sindaco
L’isola che non c’è più… di Mauro Zunino

L’ISOLA CHE NON C’E’ PIU’ E IL DOVERE DI CRONACA VERITIERA. PER NON DIMENTICARE.

di Mauro Zunino

Poco meno di venti anni fa, quando Sindaco di Albenga era Mauro G. Zunino, l’Amministrazione Comunale decise di dedicarsi alla valorizzazione dei tanti beni culturali ed ambientali che troppo spesso sono stati dimenticati.

Quando si iniziò a preparare il dossier per l’isola Gallinara, la prima sorpresa fu quella di dover constatare che qualcuna delle precedenti Amministrazioni si era dimenticata di chiederne l’inserimento nelle aree dell’obiettivo 2, destinatarie dei finanziamenti europei per lo sviluppo turistico.

Risolto tale problema, venne contattata la Società proprietaria dell’isola che si dimostrò ben disposta per aderire ad un progetto di valorizzazione che avrebbe avuto la finalità, di consentire una fruizione della natura e dell’ambiente tipici dell’isola Gallinara.

Per consentire l’accesso ai fondi regionali e per una gestione efficace ed efficiente si decise di costituire una società mista, tra Comune di Albenga e Società proprietaria dell’isola (delibera Consiglio Comunale n. 83 del 28/11/2002).

A seguito di riunioni con Associazioni ed Enti venne delineato un progetto di valorizzazione, a fini turistici e culturali, che si concretizzò con l’approvazione dell’Accordo di Programma (delibera Consiglio Comunale n. 54 del 7/7/2003) che comprendeva interventi finalizzati: al ripristino e messa in sicurezza dei percorsi esistenti per visite turistiche e didattiche; alla realizzazione di impianti di prevenzione incendio, di rifacimento degli impianti sottomarini di approvvigionamento idrico ed elettrico; al consolidamento dell’approdo nautico e messa in sicurezza dei versanti prospicienti le banchine; alla realizzazione dei servizi di accoglienza in adiacenza all’approdo nautico; alla realizzazione della nuova casa del custode.

La realizzazione degli investimenti venne prevista in complessivi euro 3.269.090,84 per i quali si chiese, tramite la Regione, un contributo europeo in conto capitale di euro 2.288.363,59.

L’idea venne accolta con grande entusiasmo dalla maggior parte dell’opinione pubblica, ma mentre il progetto andava sempre più concretizzandosi, iniziarono a diffondersi strumentali polemiche su una speculazione edilizia, soprattutto da parte di coloro che non avevano neanche preso visione di quanto si voleva fare.

L’Amministrazione che si insediò dopo quella del Sindaco Zunino non coltivò più il progetto conscia delle “sabbie mobili” che l’argomento era ad alto rischio o, molto più probabilmente che il binomio Zunino – Saccone ( allora eccelso Direttore Generale ) sarebbe stato difficile da emulare per la preparazione in materia.

(Dovere di cronaca MGZ)

ALBENGA 1° AGOSTO – Il sindaco Riccardo Tomatis commenta la notizia relativa alla vendita dell’isola Gallinara (privata dal 1842) ad un imprenditore ucraino Olexandr Boguslayev. 

Afferma il primo cittadino: “Ho appreso la notizia della vendita dell’Isola Gallinara e, in stretta collaborazione e in continuo contatto e dialogo con gli Enti preposti, ci stiamo già attivando al fine di esaminare tutti gli aspetti procedurali della vendita. L’atto, infatti, dovrà essere trasmesso alla Sovrintendenza e comunicato al Ministero, se questo rinuncerà potranno esercitare la prelazione gli Enti Territoriali.Molti aspetti, quindi, devono ancora essere valutati.”

“Detto questo – aggiunge il sindaco – siamo disponibili a un proficuo dialogo e alla piena collaborazione con la futura proprietà dell’isola, collaborazione volta alla valorizzazione di un bene che per Albenga e l’intero comprensorio è di fondamentale importanza”.

Il sindaco Tomatis inoltre precisa: “L’isola Gallinara è un’area di massima conservazione e, quindi, in ogni caso, non può essere oggetto di speculazioni edilizie”.

Ricordiamo che il Comune di Albenga, attraverso il PSR 2014/2020 – in particolare alla sottomisura “Piani di tutela e di gestione dei siti di Natura 2000” – ha ottenuto i finanziamenti volti a predisporre il Piano dell’area protetta “Riserva naturale regionale Isola Gallinara” e il “Piano di Gestione della Zona di Conservazione Speciale” il primo della somma di circa 48.384 euro e il secondo circa 47.134 e che durante il consiglio comunale dello scorso venerdì 31 luglio queste somme sono state inserite nella variazione di bilancio.

Conclude il sindaco Riccardo Tomatis: “L’isola Gallinara è un bene unico che va tutelato e valorizzato attraverso progetti dedicati che tengano conto dell’importanza che riveste dal punto di vista naturalistico. Sarebbe bello valorizzare la Gallinara anche nell’aspetto che riguarda la sua parte sentieristica che è assolutamente unica”.

LO SCOOP DEL CORRIERE DELLA SERA DEL 3 AGOSTO 2020

CHE PER PRIMO HA DATO NOTIZIA DELLA VENDITA

L’isola Gallinara è stata venduta pochi giorni fa per oltre 10 milioni di euro. È l’unica vera isola della Liguria: una riserva naturale ricca di storia, a 1,5 chilometri dalla costa tra Albenga ed Alassio, appartenuta per secoli alla Chiesa e poi, negli ultimi 150 anni, a facoltosi banchieri e industriali. L’ha acquistata – secondo quanto risulta al Corriere – una società di Montecarlo, la «Galinette» con uffici che danno sulla piazza del Casinò.

L’ucraino di Grenada

Dietro la Galinette c’è il nuovo Re della Gallinara: Olexandr Boguslayev, 42 anni, ucraino residente nel Principato ma con cittadinanza di Grenada, l’isola caraibica. A vendere sono stati i nove gruppi familiari piemontesi e liguri che per oltre 40 anni l’hanno posseduta in comproprietà. Le loro abitazioni in cima all’isola sono state acquistate separatamente da Boguslayev per un valore, secondo alcune fonti, di diversi milioni di euro. Ma chi è questo uomo d’affari?

Aerei e cinesi

Nato a Zaporizhia, città industriale dell’Ucraina, dove ha sede la più grande centrale nucleare d’Europa, con ogni probabilità (i dati anagrafici coincidono anche se talvolta è indicato come Alexander) è il figlio (unico) di Vyacheslav Boguslayev politico e industriale di lungo corso. Il padre, 82 anni, guida da molto tempo in Ucraina uno dei più grandi produttori mondiali di motori per aerei, missili ed elicotteri, la Motor Sich, storica fornitrice dell’aviazione russa, finita al centro di un caso diplomatico internazionale da quando nel 2017 la cinese Skyrizon Aviation ne rilevò il 41% del capitale per poi arrivare alla maggioranza. Gli Usa sono insorti, un tribunale ucraino ha congelato le azioni cinesi e lo scorso marzo l’ennesimo ricorso della Skyrizon è stato respinto. Ma è proprio con l’investimento di Pechino che probabilmente i manager azionisti, tra cui i Boguslayev, hanno fatto cassa. Al nuovo padrone della Gallinara fanno capo una serie di altre società immobiliari in Costa Azzurra.

Le regole del parco marino, i cavi elettrici e le tubature dell’acqua tranciati dai pescherecci, il divieto d’accesso, l’annegamento nel porticciolo del custode-eremita (unico residente fisso nell’isola dopo secoli), i sigilli alle abitazioni posti (e poi tolti) anni fa dalla Procura di Savona, la privacy e i turisti che premono: tutti fatti e circostanze che hanno reso difficile la gestione di questo piccolo paradiso e conflittuale il rapporto della proprietà con le autorità e con gli enti territoriali. E poi i bilanci sempre in rosso, i debiti consistenti, anche con l’erario, i problemi economici di qualche socio… La vendita era matura. Boguslayev ha intavolato trattative che già a maggio erano a buon punto. Poi ha incaricato un giovane avvocato di Nizza, Yannick Le Maux, e un legale di Torino, Alberto Cortassa, di concludere. E il 17 luglio l’affare si è chiuso. Ora Boguslayev potrà idealmente piantare la bandiera ucraina (o grenadiana) sulla cima dell’isola-tartaruga.

 

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