Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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L’avvocato di Savona e revoca ai Benetton:
Le destre, Meloni esclusa, cincischiano
e l’imprenditore che ha distribuito ai politici

L’avvocato Savonese, Antonio Chirò, nell’appuntamento settimanale con i ‘fatti del giorno’, via Facebook, affronta il tema revoca concessione autostrade ai Benetton, con qualche riflessione e considerazione più che pungente. “Penso e osservo con curiosità la vicenda autostrade, revoca si, revoca no. Riassumiamo:Una società per azioni totalmente di proprietà di privati gestisce la concessione di un certo numero di autostrade”. Con qualche significativa reazione.

L’avv. Antonio Benedetto (Nino) Chirò

Fra queste l’autostrada 10 che collega Genova a Ventimiglia. Due anni fa un monumento di questa autostrada, il ponte Morandi, meglio conosciuto come il ponte sul Polcevera, crolla provocando la morte di 48 persone. Da quel momento è cominciato il balletto: revoca si revocano.

Intanto la magistratura accerta da una serie di omissioni e violazioni di legge da parte del gestore che, finora, ha solo incassato i pedaggi ma pare non abbia speso una lira per le opere necessarie di manutenzione. Oggi si discute se devono revocare la concessione o modificarla lasciando a cavallo signori Benetton e scaricando i costi anche i sui cittadini.
Secondo la mia visione dei problemi i sostenitori della semplice modifica della concessione ragionano in questo modo: certo col tuo comportamento hai provocato la morte di 48 persone ma gli imprenditori, si sa, devono correre qualche rischio che non è quello perdere la mucca da mungere ma solo quella di tirare fuori un po’ di soldi.
In sostanza dicono ai Benetton: dateci un po’ di soldi, fate finta di rinunciare a parte della vostra proprietà azionaria e chi ha avuto ha avuto. Non è così uno Stato serio non da concessioni in relazione a settori strategici della sua vita economica senza tenere il controllo e la sorveglianza sulle attività del gestore della concessione.
Quando questo viene meno ai suoi obblighi,  ai suoi doveri gli si revoca la concessione, si espropriano le azioni di proprietà di questi signori e si condannano non solo per i reati commessi, ma anche per i danni immensi provocati in tanti anni di gestione allegra.
Ci si preoccupa per i dipendenti e si dimentica che la revoca della concessione comporta, o dovrebbe comportare, l’ingresso dello Stato nella proprietà dell’azienda e , quindi, procedere alla socializzazione con la creazione di comitati di gestione e controllati e dai dipendenti che, oltre a gestire, dovrebbero partecipare alla divisione degli utili.
Questo chiederebbe governo di destra sociale. Non la sola revoca che eviterebbe ai responsabili della società revocata l’esproprio e il risarcimento dei danni. Le attuali forze di destra, a parte la richiesta di revoca dell’onorevole Meloni, cincischiano, giocano a nascondino, si agitano a difesa del famoso “imprenditore” che finora ha solo preso e tanto. E ha distribuito anche ai politici, quasi tutti, (si vedano i bilanci), ed è per questo che sono ancora lì.
Antoniobenedetto Chirò
COMMENTI – Luciano Chiarenza (avvocato, già presidente della Camera Penale di Savona, candidato al parlamento (capolista nel proporzionale del ponente) per Casa Pound; eletto nelle Elezioni Amministrative del 1996 Consigliere Provinciale e fino al giugno 1999 Presidente della Commissione Consiliare per l’Ambiente, i Parchi e la Caccia): “Concordo su tutta la linea.Bravo Nino…”.

Luca Battaglieri, avvocato finalese ( autore del romanzo storico “Mosaico – Avventura nel Mediterraneo”  dove racconta l’intreccio appassionante di una vicenda legale di guerra e di spionaggio, ma anche una struggente storia d’amore che si svolge tra passato e presente, con la Liguria e il Mediterraneo a fare da sfondo. “Battaglieri ha curato anche la prefazione dell’opera ‘Finalmarina all’epoca dell’Unità d’Italia. Elezioni, scontri politici e il ‘processo Ardorino‘): “Condivido ogni parola. La “Destra Sociale”, che ha commesso l’errore di allearsi con il liberismo di mercato dopo avere abiurato il Fascismo, o almeno, i suoi principi liberticidi, è legalità, tutela dell’individuo, identità sociale. Con la socializzazione propugnava la cogestione delle imprese prima che venisse prevista (e mai attuata) dalla Costituzione, all’art. 41 comma 3.E uno Stato forte, che abbia l’autorevolezza di far rispettare le Leggi, dovrebbe revocare la Concessione, oppure entrare con i propri capitali nella Società di gestione, al fine di esercitarne il controllo nella sua totalità, lasciando agli investitori il capitale in forma obbligazionaria”.

Franco Aglietto, avvocato penalista (ex assessore comunale al Turismo e alla Sviluppo Economico, a Savona, nella giunta di sinistra del sindaco Federico Berruti): “Nino quasi quasi ti voto”.

Mauro Cerulli, avvocato, già insegnante: “Come direbbe Montalbano, mi sono fatto persuaso che quando c’è qualcosa a carattere di monopolio, come le autostrade o la rete eletttrica o la rete ferroviaria, è bene che siano di proprietà pubblica. La rete poi può essere affittata a privati perchè in quel campo ci può essere concorrenza e così anche i binari, Ma le autostrade, come le strade, i ponti, i porti non possono essere sdoppiati: e quindi meglio che appartengano e vengano gestiti dallo stato”.

Giuseppe La Mattina: “A parte che lo Stato ha ha omesso sino alla tragedia ogni doveroso controllo e non può dirsi sicuramente esente da responsabilità per quanto successo e purtroppo potrebbe sembra succedere, cari amici pensate seriamente che la gestione diretta dello Stato farebbe “migliorare” la gestione?

Carmen Ravizza (genovese): “Pura utopia. Uno stato forte ed autorevole non esiste in nessuna parte del mondo. Perché  presuppone governanti e politici onesti ed autorevoli. Ci sono stati e ci sono governi autoritari con tutti i danni collaterali. Alcune precisazioni: le vittime del Morandi sono 43 e la signora Meloni attuale portabandiera della”destra” cambia idea sulla revoca delle concessioni a seconda dell’ora  del giorno, l importante per lei è  criticare le decisioni di altri. Scusate lo sfogo! Politici capaci in altri paesi ci sono anche se non sono tanti e,sopratutto, non si vedono. Io, nonostante l’età, resto convinto che qualcuno verrà fuori anche da noi. Forse mi piacciono le utopie ma sono state le utopie a sconvolgere il mondo.”

Bianca Degnovivo: “Non dimentichiamo Nino che Meloni…e compagnia in precedenza hanno votato a favore di Benetton.…,ora stupisce loro giro di valzer.. Per un’ azione radicale, giusta e da condannare nei riguardi di chi ha costruito male e non ha eseguito lavori di manutenzione ,,nonostante gli avvisi e i segnali di rischio da parte dei cittadini, si deve tener presente..l’utile collettivo, il dolore dei parenti delle vittime ..e la fermezza di condannare chi ha commesso un reato!….revocando la Concessione..; oppure la soluzione dell’ingresso dello Stato nella Società di gestione con piene responsabilità di controllo ,di manutenzione …e altro…”

Dandoti Primo Chiari: “Tutta la rete autostradale deve essere gestita da un ente statale. I costi della sua manutenzione devono essere a carico dello Stato, i nostri pedaggi devono andare alle casse dello Stato. Noi cittadini dobbiamo lottare per difendere i nostri interessi: la Meloni, in questa vicenda ma non solo’ e’ una delusione!”

 

 

 

 

 

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