Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona, Fondazione De Mari. E Scrivano
esordì e concluse: ‘Non nobis Domine…
E in Regione nasce il marchio ‘Bottega ligure’

Il dr. Carlo Scrivano è tra i personaggi della società civile savonese più conosciuti, poliedrico, con molteplici esperienze pubbliche ed interessi amatoriali, oltre alla militanza a Comunione e Liberazione che, a Loano, organizza il Pre Meeting di Rimini. Siamo alla quinta edizione e 100 mila contatti social.

Dagli incarichi di amministratore del Comune di Pietra Ligure, all’assessorato in Provincia, al ruolo di Direttore dell’UPA (albergatori aderenti a Confindustria) e nell’immediato contitolare di un moderna struttura ricettiva nella sua Pietra Ligure. Un sogno che si avvera. Ora le parole di commiato che ha scritto con il fine mandato alla Fondazione Agostino De Mari ( emanazione ex Carisa).

Con una invocazione- citazione, non frequente da leggere per un messaggio pubblico: ” “Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam”. Una pietra miliare per un credente e praticante. Una scuola di vita comunque sia il credo personale.

La speranza per chi ha esperienza e memoria storica è che almeno la Fondazione De Mari sfugga al deleterio ‘mercato’ della peggiore stagione politica- partitica della storia italiana. Non sono più anni delle stragi di stato, del terrorismo rosso e nero, di cui ha fatto le spese anche Savona (senza peraltro scoprire la verità). Non sono più gli anni in cui Savona veniva scossa dal terremoto Teardo (ormai ignorato dai giovani), ma resta una provincia, con il suo capoluogo, soffocata da drammatici problemi occupazionali in ogni ordine e grado si direbbe. Centinaia di giovani laureati e diplomati, loro malgrado, migranti in Italia e all’estero, Con alcune figure che occupano ruoli apicali in aziende ed Università di mezzo mondo e di cui poco o nulla si scrive come meriterebbero.

Si è perso dapprima il tessuto industriale (molte colpe e concause a destra e a sinistra, nel sindacato), si è dannatamente propagata la ‘cultura del mattone’ e della speculazione come strumento di ricchezza e guadagno facile. Si è depotenziato il tessuto alberghiero ricettivo e chi ha resistito o addirittura investito affidandosi al sistema bancario (uno per tutti quello Carige che ha assorbito Carisa) è rimasto ‘bruciato’ sull’altare del risanamento dei debiti dell’Istituto genovese finito nel precipizio e a farne le spese anche chi ha sudato e risparmiato una vita, da generazioni.

Nel ponente ligure sono arrivate  le banche di Credito Cooperativo, o privato, del Cuneese insediandosi anche in provincia di Savona, occupando, in parte, la posizione che aveva Carisa finita, per colpa dei suoi amministratori, nell’abbraccio mortale di Carige. Si pensi che a Savona ora c’è  la Banca Popolare di Sondrio che opera anche su Alassio e Imperia. Chi non ricorda i titoli da Albenga che aveva battuto con 25 a 23 gli sportelli bancari aperti rispetto alla città capoluogo. Era una corsa a chi deteneva più sportelli. Eravamo tra anni’90 e 2000.

Dopo la deindustrializzazione (si sosteneva che turismo ed industria erano incompatibili e comunque sarebbe stata una valida alternativa), si è passati all’implacabile depauperamento del tessuto alberghiero che comunque avrebbe dovuto marciare in armonia con agricoltura e floricoltura.

E ora, non da oggi, stiamo assistendo alla ‘desertificazione’ dei terreni agricoli. Chi non è uso frequentare le campagne del nostro ponente savonese ed imperiese non non si rende conto che non passa giorno senza vedere un appezzamento di terreno incolto ed abbandonato. I roveti dagli anni ’70 hanno iniziato ad invadere gli appezzamenti sulle nostre prime colline da secoli coltivate e strappate a suon di terrazzamenti. A parte le aree coltivate a vitigni ed ulivi, ormai si sono perse coltivazioni e produzioni fiore all’occhiello: pesche (varie stagioni), albicocche, cachi, prugne, mele, pere, ma anche agrumeti (arance, mandarini, limoni)  tutti provenienti dal sud Italia o di importazione: Spagna, Marocco e persino Sud America. Ad Albenga sono infatti attive alcune aziende di import- export ortofrutticolo ne che rifornisce anche il mercato interno. E che dire di Villanova, tra gli esempi, terra di violente; Ortovero e Pogli terra di pesche e rose; il deal della piana di Albenga destinato alla Svezia; le primizie della piana che primeggiavo sui maggiori mercati all’ingrosso del Nord Italia.

E nelle parole d’ordine della Fondazione De Mari,  con il dr. Luciano Pasquale, si può leggere: “Promuoviamo le eccellenze del territorio della Provincia di Savona, sostenere la crescita e lo sviluppo: è questa la filosofia che ci anima da sempre….” (L.Cor.)

CARLO SCRIVANO IL 26 giugno ha postato sulla pagina Facebook –
Carlo Scrivano con i figli sulle Alpi Liguri che dominano anche Monesi

E’ terminata la mia esperienza di Consigliere d’Amministrazione della Fondazione!

Avevo cominciato 4 anni fa postando su FB il canto “non nobis Domine..” il senso era ed è: “non per mia gloria ma per la tua oh Signore”..
Un incarico quindi che intendevo improntare al servizio del territorio, delle persone e non come mero posto di potere..
Penso di esserci riuscito grazie anche al Presidente Federico Delfino, ad Attilio Caviglia, Nicoletta Marconi, Cristina Rossello, Annamaria Torterolo, Giulio Tarasco e Anna Cossetta.
Un grazie speciale alla struttura della Fondazione, al Collegio dei Revisori e al Consiglio d’indirizzo.
Sì, lo posso affermare: è stata una grande e bella avventura con sfide importanti e con una cifra umana di uno spessore incredibile….
Ora buon lavoro al nuovo Consiglio d’Amministrazione e al suo Presidente Luciano Pasquale.
Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam
Non a noi oh Signore, non a noi, ma al tuo nome dai gloria….

COMMERCIO, ISTITUITO IL MARCHIO “BOTTEGA LIGURE”, ASSESSORE BENVEDUTI: “RICONOSCIMENTO ALLA PASSIONE E AL SACRIFICIO DI UN COMMERCIO SANO CHE COSTITUISCE ANCORA OGGI L’OSSATURA DELLE NOSTRE COMUNITÀ”

COMUNICATO STAMPA /GENOVA. “Con grande soddisfazione il consiglio regionale ha approvato ad unanimità il nostro emendamento che prevede il rilascio del marchio “Bottega ligure”. Non solo un riconoscimento alla passione e al sacrificio di decenni di lavoro, ma anche un punto di partenza per estrarre ancora più valore da questa dedizione, con progetti di supporto e valorizzazione promozionale del territorio turistico, che veda sempre di più la qualità come fattore distintivo di un commercio sano che costituisce ancora oggi un’importante ossatura delle nostre comunità territoriali”. Così l’assessore allo Sviluppo economico e al Commercio di Regione Liguria Andrea Benveduti a seguito dell’approvazione in Consiglio regionale del disegno di legge 297.

“Analogamente a quanto fatto  per il mondo degli artigiani – continua Benveduti -, questo vuol essere un primo passo verso un lavoro ancora più stretto tra amministrazione regionale e mondo del commercio, soprattutto in un momento di particolare di difficoltà dovuto alla crisi del Covid-19 e in una situazione oggettivamente già di domanda depressa e di difficoltà diffusa; senza trascurare un possibile connubio tra antico e moderno, con un saggio e sostenibile utilizzo degli strumenti dell’intelligenza artificiale”.

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