Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Noli, il ripascimento dell’ingegnere
L’erosione del sindaco, il denaro pubblico
E al cimitero l’ingrato ‘schiaffo’ a Paggi

Dopo aver letto sull’albo pretorio l’ordinanza sindacale No 27 del 25/06/2020, mi permetto alcune osservazioni. Le motivazioni per giustificare l’utilizzo di consistenti somme di “denaro pubblico” (contributi a pioggia e quant’altro messi a disposizione da parte della Regione sotto la voce “erosione arenili” oppure “danni alluvionali”), devono essere inviate alla Regione stessa che ne prende atto. Questo atto si chiama “Determina”

di Carlo Gambetta

Se a Noli impazza il Bananas style con tanto di maglietta firmata. Mentre l’ordinanza sindacale (vedi……..) non appartiene alla vena satirica del mitico Banana’s

Per il litorale di Noli è sempre stata consuetudine avvalorare tutti gli interventi sotto la generica voce “erosione arenile” per giustificare ripascimenti stagionali anche dove l’erosione non può esistere. Troppo semplice per un falso ideologico.
Non viene mai dimostrata l’entità dell’erosione del sito rispetto al passato recente (per non menzionare la realtà storica). Forse perché non esiste un normale, doveroso monitoraggio di riferimento? E, ripeto, tra l’altro, ancora oggi la carta provinciale del litorale di Noli afferma, ad esempio, che esiste erosione anche a causa delle mareggiate di libeccio, quando tutti sappiamo che, nel golfo, col libeccio c’è bonaccia!!!
Dunque, denaro pubblico sprecato quello per ulteriori ripascimenti a Noli? Certo che si, dico io, con riscontri negativi sia a terra che in mare: tutto ampiamente documentato e mai contestato, con consistenti danni economici pubblici e privati. Benvenuto, invece, per rafforzare moli di contenimento, bonifiche strutturali a salvaguardia dell’intero arenile di pertinenza.
Parlo e scrivo per ultra decennale esperienza di un nolese che combatte per evitare ulteriori danni economici ed ambientali ogni volta che sul litorale imperversa una mareggiata di scirocco.
L’ordinanza sindacale in questione fa riferimento a un generico “ripristino e mitigazione del rischio per diversi interventi tra cui la località Chiariventi “erosione costa”. La novità è “l’integrazione”.
La relazione del tecnico incaricato Dott. Ing. Paolo Gaggero in data 24/06/2020 evidenzia la situazione di pericolo delle sponde del canale di deflusso meteorico, ma, guarda caso, non la menziona nella relazione di ripascimento del sito da lui stesso consegnata al Comune in data 14/05/2020.!!! quaranta giorni dopo…???
E non solo, nei lavori di prelievo di materiale di spiaggia grossolano previsti dal progetto ed in parte eseguiti, per quale motivo non è stato rimosso il pericolo esistente?
Cosa succederà a seguito dello smantellamento della canaletta, simile a tutte le altre esistenti sul litorale di Noli utilizzate per ospitare, su una base di tavole, le cabine balneari? Questa si, perché le altre no?
Quanto e come risulterà scavato il livello dell’arenile ogni volta che l’acqua del piccolo rio in cascata dalla tombinatura sotto l’Aurelia lo attraverserà per raggiungere il mare? Non mi pare esista un progetto risolutivo, per cui, come consuetudine, con la scusa della generica “erosione” si continueranno (con un legale falso ideologico) a buttare a mare denari pubblici per l’altrettanto generico “ripascimento” senza voler procedere ad un definitivo intervento strutturale. Tutto improvvisato, ma l’improvvisazione ha un costo!
Basta conoscere la storia del passato di quella zona di Chiariventi, soffocata, violentata dal punto di vista ambientale da discariche intensive di convenienza non debitamente controllate e protette, che hanno quasi totalmente distrutto la pecularietà della zona unica per l’interesse ambientale sottomarino rappresentato dalla sua vastissima area di prateria di poseidonia, per dire con forza : basta ripascimenti, anche stagionali.
Quel sito destinato al degrado ormai da vent’anni anni per scelte sbagliate da parte delle due amministrazioni comunali di Noli e Spotorno da quando, all’inizio degli anni ’90, avevano vincolato urbanisticamente l’area per destinarla a tre tentativi di intervento per “porticciolo turistico” sempre bocciati dalla V.I.A. regionale , ancora oggi pare sia nel limbo in attesa di una destinazione certa di utilizzo. Certamente abbisogna di una sostanziale, consistente bonifica, oltre che favorire la ricrescita della prateria di poseidonia verso riva, l’unico baluardo, difesa naturale contro gli effetti negativi delle mareggiate.
Ed ecco a “fagiolo”, fresco fresco, un servizio, che invito il Sig. Sindaco Fossati, assieme ai suoi collaboratori e tecnici di fiducia, a valutare circa le opportunità che quel sito della spiaggia dei bagni Nereo offre alla protezione ambiente costiero/arenile, e venga, di conseguenza, doverosamente preso in considerazione per l’offerta del contenuto; non certo un ripascimento con scarti di vagliatura di cava di quarzite da eliminare, come da progetto.
Il servizio è rintracciabile su Raiplay: Tg2 ore 13 servizio No 14 di domenica 28 giugno 2020. Con questo, spero di essere stato, da concittadino, collaborativo e propositivo (come sempre … inascoltato…); vedremo gli sviluppi futuri.
In ultimo, non esiste, forse, la stesso rischio di pericolosità per le persone con la presenza delle sponde in cemento dei quattro canali di deflusso meteorico di Corso Italia sulla spiaggia dei pescatori? Cosa dire delle montagne russe prodotte dal materiale asportato da queste canalette che disturbano la linearità dell’arenile con le sue barche? Quanto costa ogni intervento? Vengono addebitati sempre al capitolo “erosione” ? E le minoranze cosa dicono?
Anche qui, in tempi non sospetti, Trucioli aveva dato il suo contributo di idea progettuale/strutturale…ma se lo scrive Trucioli… lasciamolo leggere, senza pubblici commenti, alle sue centinaia di lettori. E così sia.

Carlo Gambetta

Nota di trucioli.it. Mario Lorenzo Paggi, il compagno rosso castigato in vita per disobbedienza, per  coerenza alla sua fede politica e persino ‘ignorato’, dalla giunta comunale che rappresenta il governo della città, il giorno della tumulazione delle ceneri nel camposanto di Noli. Con l’urna deposta nel loculo della mamma dove Renzo ha voluto fossero incise parole del poeta Foscolo.

Dell’illustre prof. Paggi come non ricordare il giorno che il sindaco Ambrogio Repetto lo cacciò da presidente della Fondazione Sant’Antonio. Lo riproponiamo non per coltivare rancore. Non dimenticare cosa può la malvagità e l’ingratitudine umana, forse incisa di certa ignoranza. O forse piccole meschinità. Da monito alle giovani generazioni a ripudiare la cultura dell’odio o far  tacere, emarginare, irridere, voci libere e dissonanti.

Il prof. Paggi, al di là di ogni considerazione, è stato tra le figure benemerite della sua amata Noli. La speranza e l’auspicio è che la comunità tutta gli sia riconoscente a perenne memoria dei meriti culturali e storici, per il suo estroso impegno, senza tornaconti personali e spesso da incompreso. Il suo sapiente contributo a valorizzare e tramandare  la ‘civiltà nolese’.

I figli, pur sempre incolpevoli delle scelte dei padri, offrano il perdono ai cattivi maestri dell’ideologia di stampo comunista o dei suoi germogli che resistono. Ancora capaci di pervicace settarismo anche nel luogo sacro che tutti ci accomuna nell’eternità. Il camposanto.  (l.c.)

IL PROF. PAGGI, L’UOMO CHE NON AVEVA OBBEDITO, E’ TORNATO TRA NOI…

di Carlo Gambetta

Stamane 30 giugno, alle ore 10 precise, nel cimitero di Noli c’è stato il commiato laico con l’inumazione delle ceneri di Paggi.
Si, Paggi (qualche volta Renzo), così era chiamato dalla moglie e confidenzialmente da tutti noi nolesi.
Alla presenza della moglie Antonella Marotta, dei due figli Margherita e Jacopo e di un centinaio tra amici e parenti, Mariuccia Vincenti l’ha ricordato ufficialmente, sottolineando la disumana tragedia sofferta dalla famiglia e da Paggi stesso durante la fase finale e il dopo del suo ricovero ospedaliero, a causa delle regole fortemente restrittive inerenti la difesa dal coronavirus.
Ha poi inteso ripercorrere l’impegno culturale e professionale da lui profuso a difesa dei più deboli (politicamente) e il percorso politico/culturale/storico per la Sua Noli.
A cominciare dalla fondazione del “Circolo Culturale Giordano Bruno”, il suo primo impegno giovanile, anni ’60, che lo aveva visto trascinatore, assieme ad un folto gruppo di coetanei, di un acceso dibattito cultural/politico (di sinistra).
Da Presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno, ha contribuito ad elevare culturalmente le qualità peculiari di Noli con la Passeggiata Dantesca, Premio Stregheta, mostre ed altro, a tutto vantaggio del turismo della nostra cittadina.
Numerose nel tempo le sue assemblee pubbliche di interesse locale/ambientalistico , sempre affollate ed apprezzate, spesso rimaste inascoltate da chi di dovere, come ad esempio le ultime sul castello e sulle antenne.
Altrettanto interessanti le sue relazioni/conferenze di interesse storico/culturale tenute nella sala consiliare del Comune.
Da Presidente della Fondazione Sant’Antonio ha contribuito a lasciare un tesoro inestimabile con la ricerca del passato di vita della nostra comunità contadina e peschereccia, e la conseguente pubblicazione di volumi che immortalano il valore dei nostri avi (di cui andare oggi sempre più fieri), oltre una serie di impegnativi, qualificanti convegni, mostre ed altro (un’attività culturale intensa, mai più ripetuta/proseguita, oggi abbandonata al degrado (ndr)).
Sempre da Presidente dell’Ente ha subito un’offesa, quella di essere stato sfiduciato e rimosso dalla sua carica dallo stesso Sindaco (Repetto n.d.r.) che lo aveva precedentemente nominato; questo “misfatto”, pur condannato dal TAR, ha lasciato Paggi moralmente amareggiato.
Una “purga” di stile bolscevico, frutto di ignoranza intellettuale, con abuso di potere (n.d.r.).
Per finire, è stato ricordato il suo impegno da pubblicista nell’ambito di riviste e mensili nel savonese e in quello del museo della resistenza savonese.
La moglie con i figli hanno disposto che l’urna cineraria riposi nel loculo della mamma, anche per far si che i versi del Foscolo che Paggi aveva voluto incisi sulla lapide, risuonino anche per lui:“A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti”.

Al termine della funzione, un silenzioso passa parola “indignato” ha rimarcato l’inqualificabile totale assenza dell’Amministrazione Comunale (Sindaco o suo delegato) alla cerimonia funebre di un personaggio pubblico che, volente o nolente, e non di poco conto, è comunque stato, con la caratura di cittadino con la schiena dritta.
Evidentemente la “purga” ha avuto un’ulteriore conferma; la “comune” (così la definisce il Sindaco Fossati) continui a prenderne atto.
Forse Paggi l’aveva previsto? … “A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti”.

Carlo Gambetta


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C.Gambetta

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