Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Il fiume Centa e l’acqua di Albenga
Salvaguardia, caratteristiche, evoluzione
I ricordi e le traduzioni con Milena Nari


La regione delle valli d’Albenga ha delle caratteristiche morfologiche e di utilizzazione del suolo che lo rendono differente da tutte le altre valli della costa occidentale ligure.

di Michele Di Giuseppe

Acque dolci e cuneo salino: No fà comme capitan Pesce che o pisciava in mà pe fàlo crsce. “Non fare come capitan Pesce che pisciava in mare per farlo crescere”: come sempre, la saggezza popolare è impareggiabile.
Si dan, con beneficio d’inventario, i seguenti dati sul nostro Fiume Centa: Il suo bacino, con i suoi affluenti, è di 430 Kmq; 60 Km, la somma dei vari corsi d’acqua torrentizi e – da Bastia d’Albenga – perenne, la lunghezza; (anno 2000, -?-);
Le acque vanno una parte nel Roya/Centa; Gallé/Saccarello/Bertrand; dietro i monti l’acqua che scende va nel Tanaro, nel Po e a Venezia.
Fiume torrentizio!
4 Novembre 1994: dal ponte Libero Emidio Viveri (storico Sindaco del “dopo Liberazione”) il fiume appare “corto/stretto/e, con argini, alti””;
Nel 1920, la sua larghezza, era di 120 metri; nel 1980, 112 metri; scendendo a 105 metri e i suoi argini vengono alzati di 2 metri; infine, nel 1994, la larghezza del Ponte viene postato su 95 metri di larghezza.
Concludendo, “O no l’è o viaggio che conta, ma o porto” (Non è il viaggio che conta, ma il porto); “Va ciù unn’onsa de bon senso che tùtto o studio do mondo” (Vale più un pizzico di buon senso che tutto lo studio del mondo).

IL FIUME CENTA E L’ACQUA D’ALBENGA- La struttura del territorio e della sua storia sono strettamente legati per l’aspetto del clima del paesaggio ed anche per la profonda modifica dovuta alle coltivazioni in terrazze, eseguite attraverso i secoli.
Occorre sottolineare, inoltre, che le valli alle spalle d’Albenga, dall’età antica sino ai nostri giorni, sono un passaggio obbligato per gli scambi tra la Liguria ed il Piemonte, ciò ha influenzato la storia della formazione del paesaggio, influenza sia positivamente, sia negativamente, durante i periodi storici.

BACINO IDROGRAFICO DEL CENTA: ORIENTAZIONE, CARATTERISTICHE ED EVOLUZIONE –

Il bacino idrografico del Centa è vasto e comprende tutte le valli che convergono verso la piana di Albenga.
L’asse della valle centrale è attraversata dal corso del torrente Arroscia che va da ovest a est, perpendicolare alla costa che va da Nord a sud.
Le caratteristiche ed i limiti della valle sono la Riviera, l’Alto Tanaro e la Bormida del Basso Piemonte.
Le quattro valli principali che formano la piana alluvionale d’Albenga sono: la valle del Lerrone, quella dell’Arroscia, la valle del Pennavaira e la valle del Neva.
Questa valle alluvionale s’è formata in epoca quaternaria grazie ai detriti di questi quattro corsi d’acqua.
La linea di demarcazione degli incolti è avanzata continuamente grazie anche alle piene (per altro) dannose del Centa.
Questo avanzamento ha continuato in epoca romana e, quando nel XIV secolo (1300-1399) il corso d’acqua è stato deviato a sud d’Albenga, la spiaggia è aumentata ulteriormente.
La natura alluvionale del territorio ha causato l’affossamento di circa due metri degli antichi monumenti romani d’Albenga. Un’altra conseguenza di questo affossamento è la formazione di stagni. Infatti sino al XIX secolo (1800-1899) Albenga era circondata da paludi dove si facevano macerare la canapa e la zona era considerata malsana.
Le opere di bonifica furono effettuate con l’aiuto di famiglie genovesi che s’insediarono sul territorio ed avviarono le coltivazioni di frutteti e di leguminose.

CORSI D’ACQUA CHE ALIMENTANO IL CENTA –  il torrente LERRONE ed il torrente ARROSCIA confluenti a Villanova d’Abenga, il torrente PENNAVAIRA ed il torrente NEVA confluenti a Conscente, frazione di Cisano sul NEVA.

Il LERRONE percorre la lunghezza d’una valle verde e boscosa. La zona orientata a mezzogiorno è coltivata a uliveti e vigneti. La zona orientata a nord presenta delle foreste ad essenze differenti, degli alberi d’alto fusto ed alcuni castagneti.
L’ARROSCIA ha delle caratteristiche simili. A Villanova d’Albenga confluisce con il torrente Lerrone , ad alcuni metri sotto del ponte dell’Autostrada.
La sua valle è più aperta di quella del Neva e del Pennavaira.
Il PENNAVAIRA confluisce a Conscente con il torrente Neva. La sua valle, molto stretta e talvolta inaccessibile, è caratterizzata da dei blocchi di rocce calcaree, alcuni boschi cedui, dei castagneti e degli uliveti.
Il NEVA scorre in una valle chiusa ed adatta agl’insediamenti antropici. Attorno a Zuccarello ci sono degli uliveti coltivati da secoli. Le zone più in alto sono brulle ed incolte.

SALVAGUARDIA DEL BACINO DEL FIUME – Si può definire la salute del fiume buona. Infatti ad Albenga non si è mai dovuto fare ricorso alla legge N. 1604 dell’8/10/1931, perché non si è mai rilevato degli episodi di pesca con l’uso di dinamite.
L’autorizzazione agli scarichi è concessa dopo severi controlli, ai sensi della Legge n. 319 del 1986. Lungo il fiume Centa non c’è che una piccola ditta farmaceutica (oggi non più operante, n. d. traduttore) dotata di depuratore prima della discarica. Negli anni del “boom” edilizio sulla piana alcune anse (svolte) del fiume erano utilizzate per il prelievo della ghiaia ed improvvidamente anche come discariche. Negli ultimi anni, grazie a delle leggi molto severe e delle multe, questi fenomeni sono d’un tratto finiti.
La decreto legge che regola la balneazione (D.P.R. 8/6/1982) non può essere presa in considerazione perché, quando la stagione lo permette, le acque del fiume sono molto basse.

L’ACQUEDOTTO DI ALBENGA – L’acquedotto d’Albenga risale al 1920. I due pozzi dove si preleva l’acqua si trovano a 50 metri di profondità e controlli settimanali da parte dei responsabili dell’U.S.L. n. 4 (Unità Sanitaria Locale n.4 Albenganese / oggi A.S.L. n. 2 Savonese / n. d. t.). A differenza degli acquedotti della Riviera, nei pozzi di Albenga non c’è intrusione salina perché essi si trovano ben a monte dal mare.
Le vene d’acqua di prelevamento si trovano tra l’antico percorso del fiume Centa ed il nuovo percorso (dopo la deviazione); il terreno dei pescaggi (delle pareti del) del pozzo è argilloso, dunque impermeabile.
Non si aggiunge del cloro nell’acqua.
L’acquedotto d’Albenga funziona grazie a 6 operai specializzati in idraulica e a 4 impiegati. I tubi, un tempo in eternit, sono oggi in acciaio e polietilene. Nel corso delle riparazioni d’un tubo, l’acqua dei rubinetti si colora di rùggine momentaneamente a causa dello sfaldamento (dei distacchi) all’interno dei tubi.

TRADUZIONE DI UNO STUDIO IN LINGUA FRANCESE

LE FLEUVE “Centa” ET L’EAU D’ALBENGA.

La région des vallées d’Albenga a des caractéristiques morphologiques et d’utilisation du sol qui le rendent différent de toutes les autres vallées de la co^te occidentale ligurienne. La structure du territoire et son histoire sont étroitement liées pour l’aspect du climat et du paysage aussi bien pour la profonde modification due aux cultivations en terrasses effectuée à travers les siécles.

Il faut souligner en plus que les vallées derriére Albenga, de l’a^ge ancien jusqu’à nos jours, sont un passage obbligé pour les échanges entre la Ligurie et le Piémont, ce qui a influencé l’histoire de la formation du paysage, influence tanto^t positive, tanto^t négative, selon les périodes historiques.

LE BASSIN HYDROGRAPHIQUE DU CENTA: ORIENTATION, CARACTERISTIQUES ET EVOLUTION.

Le bassin hydrographique du Centa est étendu et comprend toutes les vallées qui convergent vers la plaine d’Albenga.
L’axe de la vallée centrale est traversée par le cours du torrent Arroscia qui va de l’Ouest à l’Est, perpendiculaire à la c^ote qui va du Nord au Sud. Les caractéristiques et les limites de la vallée sont la Riviera, le Haut Tanaro et la Bormida du Bas Piémont.
Les quatre vallées principales qui forment la plaine alluviale d’Albenga sont: la vallée du LERRONE, celle de l’ARROSCIA, la vallée du PENNAVAIRA et la vallée du NEVA.
Cette vallée alluviale s’est formée en époque quaternaire gra^ce aux appots de ces quatre cours d’eau.
La ligne de brisement des vagues a avancé continuellement gra^ce aussi aux crues dangereuses du Centa. Cet avancement a continué en époque romaine et, quand au XIV siécle le cours d’eau a été dévié au Sud d’Albenga, la plage a augmenté ultérieurment.
La nature alluviale du territoire a causé l’effondrement d’environ deux métres des anciens monuments romains d’Albenga. Une autre conséquence de cet effondrement est la formation d’étangs. En effet jusqu’au XIX sècle Albenga était entourée de marécages où on faisait macérer le chanvre et la zone était considérée malsaine .
Les oeuvres de bonification furent effectuées à l’aide de familles genoises qui s’installèrent sur le territoire et commencérent les cultures de fruits et de légumes.

LES COURS D’EAU QUI ALIMETENT LE CENTA: le LERRONE et l’ARROSCIA à Vllanova d’Albenga; le PENNAVAIRA e le NEVA à Conscente, hameau de Cisano sul Neva.
Le LERRONE coule le long d’une vallée verte et boiseuse.
La zone orientée à Midi est cultivée à oliviers et vignobles. La zone orientée au Nord présente des fore^ts à essences différentes, des arbres de haut fu^t et queques cha^taigniers.
L’ARROSCIA a des caractéristiques semblables. A Villanova d’Albenga se rencontre avec le Lerrone, à quelques mètres au dessous du pont de l’autoroute. Sa vallée est plus ouverte que celle du Neva et du Pennavaira.
Le Pennavaira se rencontre à Conscente avec le Neva. Sa vallée très étroite et parfois inaccessible est caractériséee par des blocs de rochers calcaires, quelques bois taillis, des cha^taigniers et des oliviers.
Le NEVA cole dans une vallée moins fermée et apte aux installations humaines. Autour de Zuccarello il y a des oliviers cultivés depuis des siècles. Les zones les plus élevées sont sèches et incultes.

SAUVEGARDE DE L’ENVIRONNEMENT DU FLEUVE

On peut définir la santé du fleuve bonne. En effet à Albenga on n’a jamais du faire recours à la Lois 8/10/1931 N. 1604, parce qu’on n’a jamais relevé d’épisodes de pe^che à l’aide de dynamite.
L’autorisation aux décharges est accordée après de sévères contro^les, selon la Lois N. 319 d 1986.
Le long du Centa il n’y a qu’une petite usine pharmaceutique dotée d’épurateur avant la décharge.
A l’époque du “boom” de l’industrie de ba^timent sur la plaine, certaines boucles du fleuve étaient utilisées pour le prélèvement du gravier et malheureusement comme décharge aussi. Dans les dernières années, gra^ce à des lois très sévères et des amendes, ces phénomènes sont en train de disparai^tre.
La lois qui réglemente la balnéation (D.P.R. 8/6/1982)ne peut pas e^tre prise en considération parce que, quand la saison la permet, les eaux du fleuve sont très basses.

L’EAU D’ALBENGA

L’acquéduc d’Albenga remente a 1920. Les deux puits d’où on puise l’eau se trouvent à 50 mètres de profondeur et contro^les chaque semins par les responsables de l’A.S.L. (Azienda Sanitaria Locale).
A la différence des acquéducs de la Riviera, dans les puits d’Albenga il n’y a pas d’infiltrations salines parce qu’ils se trouvent bien en amont de la mer.
Les nappes de prélèvement se trouvent entre l’ancien cours du Centa et la nouvelle déviation; le terrain des parois
du puits est argilleux, donc imperméable.
On n’ajoute pas de chlore dans l’eau.
L’Acquéduc d’Albenga marche gra^ce à 6 ouvriers spécialisée en hydraulique et à 4 employés. Les tuyaux, autrefois en eternit, sont aujourd’hui en acier et poliethilène.
Au cours de la réparation d’un tuyau, l’eau des robinets se colore de rouille momentanément à cause des détachements à l’intérieur des tuyaux.

Ce que vous venez de lire est le résumé en français tiré d’un travail effectué par la Classe III B T.P. (Correspondant à une 4° de Collège en France).
Ce travail, supervisé par le professeur d’Italien, Madame Milena Nari, a gagné le prix du concours pour la Ligurie qui avait pour titre: “De la maison à l’école et retour”, année scolaire 1991/92.
Bonnes vacances
par Monsieur Michel DI GIUSEPPE

Quanto avete letto sopra, è il resoconto in lingua francese tratto da una ricerca scolastica eseguita dalla classe III-B a T.P. (tempo pieno). (Corrispondente a una IV classe di Collège in Francia).
Questo lavoro, supervisionato dalla professoressa di lingua italiana, la signora Milena Nari, ha vinto il premio del Concorso per la Liguria che aveva per tema: “Dalla casa a scuola e ritorno“, anno scolastico 1991/92.

(la TRADUZIONE in lingua italiana è stata approntata dal docente di scuola primaria statale a r., m/o dr. in giurisprudenza Michele DI GIUSEPPE)

 

 


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M. Di Giuseppe

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