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Liguria e Basso Piemonte

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Savona, bus a calesse, ripristino corse Tpl
Rete a Sinistra presenta una mozione
‘Sanzione furbetti’ a bordo sale a 40 €

Savona, ripristino corse di Tpl: Rete a Sinistra presenta una mozione. Il consigliere Ravera: “Chiediamo di sapere quando tornerà l’orario completo degli autobus di linea”

di Alesben B.

Autobus 1-Tra gli effetti negativi della pandemia legata al Covid 19 c’è stata anche la drastica riduzione dell’orario degli autobus da parte di TPL. Una scelta in parte obbligata prima per la chiusura delle scuole, poi per il cosiddetto lockdown. Una situazione che ha portato sacrifici tra gli autisti e un forte disagio per quei cittadini che hanno continuato a lavorare nonostante la ‘chiusura’”.

Ad affermarlo è il consigliere comunale Marco Ravera, del gruppo di minoranza “Rete a Sinistra”, che ha presentato una mozione sull’argomento del trasporto pubblico.

Ma oggi la situazione è cambiata – continua Ravera e, con gli ultimi DPCM, si è giunti ad una progressiva apertura di (quasi) tutte le attività. Per questo ho presentato un’interpellanza alla Giunta che chiede al Comune di Savona, secondo socio di TPL, quando verrà ripristinato l’orario completo degli autobus di linea. La riduzione degli orari non può continuare“.

La medesima domanda l’abbiamo fatta alla TPL, la risposta è sempre la medesima: “siamo in presenza di un coronavirus quindi gli orari rimarranno così fin quando la pandemia non sarà finita”. Alleluia ! se facessero così anche le Ferrovie dello Stato e le compagnie Aeree, ci domandiamo dove e quando è la tanto decantata ripresa avrà inizio.

Forse la ripresa si è fermata alla fine del XIX secolo quando il calesse era il veicolo maggiormente utilizzato per gli spostamenti veloci con limitate quantità di bagagli o materiali. Usato fino alla prima metà del XX secolo.

Il calesse è un veicolo a due ruote per il trasporto di persone, generalmente trainato da un solo animale da tiro, evoluzione in veste lussuosa del barroccio, dal quale deriva. Il termine calesse trae origine da kolesa che in diverse lingue slave significa “ruote” o concetti analoghi.

Autobus 2 – Un calessino trainato da somaro negli anni trenta.

La presenza di due sole ruote comporta il necessario aggancio ai finimenti del cavallo o dell’asino o del Pony, al fine di assicurare la stabilità longitudinale del veicolo che, in caso di inutilizzo, si inclina ruotando sull’asse trasversale, fino a poggiare sul terreno il traverso posteriore. Per tale caratteristica è facilmente rimessabile in barchesse o porticati, nei quali sfrutta lo spazio in altezza.

In alcuni casi dotato di copertura retraibile detta “mantice”, il calesse era il mezzo preferito da chi voleva percorrere velocemente i lunghi tratti che collegavano i fondi agricoli ad altri fondi viciniori o alle città.

Varianti del calesse sono la calessa e il calessino. La calessa, tipica del sud Italia, consiste in un robusto calesse di generose dimensioni, usato per il trasporto di molti passeggeri. Il calessino è un piccolo calesse particolarmente leggero, adatto ad essere trainato da animali di piccola taglia, oppure concepito per raggiungere alte velocità, in questo caso generalmente assumendo la denominazione di “padovanella”.

Prima città della Liguria,ad Albenga, tornano i calessi e viene riportato alla luce il vecchio registro dei carri, [viene consegnata la targa numero 1 a Roberto Tomatis 11 GIUGNO 2020] che giaceva negli archivi della Polizia Locale da oltre 50 anni. Questa mattina il commissario capo della polizia locale di Albenga Paolo Lavagna e l’assessore Mauro Vannucci hanno consegnato la targa numero 1 a Roberto Tomatis che ne ha fatto richiesta per il suo calesse trainato dal cavallo Nilo dell’Est.

Dice l’assessore alla Polizia Locale Mauro Vannucci: «Riportando alla luce il vecchio registro delle targhe dei carri rimasto negli archivi per oltre 50 anni, non può non venire un po’ di nostalgia dei tempi passati quando i mezzi di trasporto a trazione animale erano ampiamente usati nella nostra Piana. Tra tutti voglio ricordare il traballero che da Porta Mulino portava le persone fino al mare e che è stata una delle ultime carrozze a circolare per la nostra città». «Siamo felici oggi di aver consegnato questa targa, la numero 1, ma prima di riporre nuovamente il registro negli archivi aspetteremo ancora un po’, magari ci saranno altri appassionati che decideranno di farne richiesta e chissà che, vedere carrozze lucenti e calessi  possa diventare anche una ulteriore attrazione per la nostra città»

Mezzo di locomozione non inquinante, ma con i tempi che corrono, chissà se qualcuno, a Roma,  non sforni un decreto dove viene imposto al conducente di portarsi appresso pala e secchio nonché un barile d’acqua per ripulire la strada dai bisogni del cavallo/mulo.

Intanto aspettando che la matassa si dipani seguiamo il “Fiat voluntas Tpl” che per incrementare le perdite subite dal Covid-19, incrementa o vuole incrementare i guadagni con l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie nei confronti dei “Portoghesi” tra i quali c’è pure chi non è in grado di pagare un biglietto/i.

Spiegano il presidente di TPL Simona Sacone e il direttore generale avv. Giovanni Ferrari Barusso: “L’attività di verifica dei titoli di viaggio sarà ancora implementata anche a seguito dei controlli disposti per le regole anti-Covid sui nostri bus, questo sia nelle ore diurne quanto in quelle serali. Speriamo possa essere un utile deterrente. L’evasione, infatti, rappresenta un grave danno per la nostra azienda e vogliamo lanciare una dura lotta contro questo fenomeno, anche nel rispetto di quanti pagano regolarmente il biglietto”.

L’azienda di trasporto pubblico savonese ha intenzione di esporre all’interno dei bus un apposito manifesto ricordando le sanzioni a cui passeggeri potrebbero andare incontro. Una vera e propria campagna con l’obiettivo di sensibilizzare tutta l’utenza, giovani e meno giovani.

Noi aggiungiamo che,  oltre ad essere utile esporre all’interno dei bus un apposito manifesto ricordando le sanzioni a cui passeggeri potrebbero andare incontro, dovrebbero lor signori esporre all’interno dei bus tutte le tratte, complete, che i vari bus fanno. Forse al Presidente ed al Direttore Generale, quando si recano nei loro uffici o alle varie riunioni,  è utile chiedere se per arrivare puntuali [?] si servono del loro mezzo privato o del mezzo pubblico.

Dovrebbero, inoltre, chiarire il perché dell’assunzione a tempo determinato di giovani autisti, la loro mancante formazione stradale ed il perché parecchi “vecchi” autisti, si fa per dire, non essendo in grado di rinnovare la patente di categoria, rinunciano a far parte della Tpl e cambiano mestiere e/o società. [fonte sindacale]

Forse i “furbetti” che viaggiano sui bus senza biglietto, sono i “controllori”, su un bus se ne sono stati contati quattro

Da patente di guida – Ultima modifica: 3 agosto 2017. “Va sottolineato come, una volta che sia stata conseguita la patente D, questa necessita un rinnovo ogni 5 anni, fino al sessantesimo anno di età del conducente. Superati i sessanta anni, questa potrà essere rinnovata solo dopo il conseguimento di uno specifico attestato in merito ai requisiti fisici e psichici del conducente, sottoposto ad accurata visita medica. Una volta poi che siano stati compiuti 68 anni, la patente D sarà declassata a categoria C e il conducente non potrà più mettersi alla guida di un autobus.

Per poter conseguire la patente D è necessario frequentare uno specifico corso. Ci si può iscrivere presentando un documento d’identità e codice fiscale in corso di validità, un certificato medico dotato di marca da bollo dell’importo di 14,42 euro, versamento delle imposte richieste da intestare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel caso in cui il richiedente sia un cittadino al di fuori della Comunità Europea, è necessario allegare anche il permesso di soggiorno in corso di validità o apposite ricevute alla documentazione su indicata.

Al termine del corso, per conseguire la patente D, è necessario il superamento di un test teorico, dopo aver effettuato 300 ore di corso, ed uno pratico. Al superamento del primo step, la prova teorica, si parte con le esercitazioni alla guida del veicolo, in modo da acquisire la giusta padronanza del mezzo di trasporto. Prima di sostenere il test di pratica, sono fondamentali almeno 4 lezioni di guida.

Quello che bisogna apprendere è il modo di fra fronte ad una visibilità ovviamente ridotta, date le dimensioni del veicolo, mentre si è alla guida, allo stesso modo bisogna tener conto delle eventuali oscillazione del mezzo in presenza di forte vento, proprio perché più alto. Importante poi apprendere quali siano le normative vigenti per quanto riguarda questi veicoli e le regolamentazioni che stabiliscono le ore di guida consentite, non solo, vi sono anche le strumentazioni di bordo che bisogna saper utilizzare e queste sono presenti in ogni veicolo che circoli nella Comunità Europea. Differente è anche il sistema di frenata e le precauzioni che bisogna avere durante il sorpasso. Sono tutte nozioni fondamentali che si apprendono durante il corso e che è necessario conoscere bene. Per quanto riguarda i costi per il conseguimento della patente D, questi partono da circa 850 euro. Chiaramente, il costo complessivo varia in relazione ai prezzi stabiliti da ogni singola autoscuola e al numero di lezioni seguite. In maniera dettagliata, 350 euro è il costo dell’iscrizione presso l’autoscuola, 50 euro per bolli e visita medica, 70 euro è il costo per iscriversi agli esami teorici.

Mentre, 96 euro è l’importo per quelli pratici. Le 4 lezioni di guida richieste per legge per avere accesso alla fase successiva contano 70 euro l’una, ma questo potrebbe variare da un’autoscuola ad un’altra. Inoltre, per ottenere la patente D sono necessari circa tre mesi, il foglio rosa ha una durata di 6 mesi. Dal gennaio 2013 è stata anche istituita la patente D1, che consente di guidare i “minibus”, che hanno meno di 16 posti.”

Abbiamo detto: << il perché parecchi “vecchi” autisti, si fa per dire, non essendo in grado di rinnovare la patente di categoria, rinunciano a far parte della Tpl e cambiano mestiere e/o società. [fonte sindacale] >>; ma il rinnovo patente dovrebbe essere a carico dell’azienda come i bus di nuova generazione. Ma essendo il parco automezzi, quelli che collegano i centri fuori città sono per lo più residui bellici e che gli euro delle  multe della dichiarata “guerra all’evasione” non coprono un servizio decente, ecco che le linee che sopravvivono vengono ridotte delle rispettive corse e gli autisti, anche loro che sopravvivono, sono ridotti al lumicino.

Da TPL Linee: La Tpl dichiara guerra all’evasione con un inasprimento delle sanzioni per i “furbetti” che viaggiano sui bus senza biglietto o con biglietti contraffatti.  Dal 15 giugno, infatti, le sanzioni pagate a bordo saranno più salate: 40 euro, anziché i 30 euro di oggi. L’inasprimento delle multe arriva in concomitanza con l’estate, quando si registra un fisiologico incremento dell’evasione.

Un esempio: mi sembra eccessivo un salasso di 40 € per percorrere 5,5 km da Vezzi a Spotorno; quante multe occorrono per dare un rinnovo di patente ad un autista ?, a meno che ………non ne sappia qualcosa l’Agenzia delle Entrate, dove TPL  ha avviato una collaborazione con l’Agenzia per la riscossione delle sanzioni, al fine di recuperare il credito in maniera seria e incisiva: trascorsi tutti i termini per il pagamento, le sanzioni vengono inviate alla stessa Agenzia delle Entrate che provvederà alla procedura di recupero coattivo del credito.

Alesben B.

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