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Liguria e Basso Piemonte

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Lettera – appello a Toti e ai sindaci
I 150 mobilieri savonesi: ‘La nostra Fase 2?’

La sindaca di Savona ha già assicurato il suo interessamento presso l’Anci, la Regione e la Presidenza del Consiglio dei ministri. Sono 150 i mobilieri savonesi da 50 giorni chiusi per le norme anticontagio da coronavirus. Una categoria in gravissima sofferenza. La loro voce, fino ad oggi, non ha trovato ascolto.

LETTERA APERTA DEI MOBILIERI SAVONESI

Al Presidente Toti e alla Sindaca Caprioglio

COMUNICATO STAMPA – Un giorno in più di lavoro – per le nostre aziende e per i nostri clienti – si rivela fondamentale come non mai. Lo diciamo dopo 50 giorni di fermo forzato nel rispetto delle norme anti-contagio. E lo confermiamo ancor più all’avvio della Fase 2, nella quale è giustamente prevista qualche ripresa delle attività industriali e commerciali. Una fase nella quale, tuttavia, il lavoro dei mobilieri, degli arredatori e similari è in gran parte dimenticato. E ciò, nonostante i nostri portafogli-ordini ammontino ad oggi a diverse centinaia di migliaia di euro e le attese dei nostri clienti siano ormai al limite della sopportazione. Una situazione che consideriamo paradossale, in vista della normale ripresa della vita civile e commerciale. I mobilieri savonesi – una quindicina di aziende nel solo comprensorio del capoluogo – non chiedono né contributi pubblici, né favore alcuno per le proprie aziende, nonostante i propri redditi d’impresa ormai siano fermi al palo dei primi di marzo 2020. Noi chiediamo semplicemente, ma con forza, di riprendere rapidamente a lavorare, e a produrre reddito per noi e per i nostri dipendenti. Naturalmente con tutte le garanzie per la salute nostra, degli installatori, dei clienti. Ma al momento ciò non è ancora possibile, in quanto il codice Ateco 47.59.10 nel quale siamo inseriti che indica il comparto del commercio al dettaglio di mobili per la casa, non è stato inserito tra il codici che potranno riprendere l’attività lavorativa il 4 maggio, bensì dopo il 18 maggio. Una situazione che ci penalizza come mai è avvenuto, e che ci costringe a rivolgere al Responsabili della Cosa Pubblica la nostra esortazione. La Regione Liguria, il Comune di Savona, nel pieno rispetto degli ordini governativi, consentano al nostro comparto di riprendere il lavoro in deroga al Decreto della Fase 2. Un piccolo, grande segnale di civiltà, oltre che di giustizia amministrativa.

Perché, per noi – lo diciamo con forza-  un giorno in più di lavoro è fondamentale

Emilio Bisi per conto degli oltre 150 mobilieri della provincia di Savona

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