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Da Noli, ma questo virus non è la peste!
E quando volevano chiudere il Santa Corona

Coronavirus davvero così letale o allarme esagerato ? Sulle origini del Virus vi sono al momento varie ipotesi.

di Santo Nalbone


La prima, in ordine di tempo, individua l’origine del Covit 19 nei pipistrelli di una remota foresta cinese. Da lì arriva nel mercato di animali selvatici vivi di Wuhan dove contagia i primi esseri umani per poi irradiarsi in breve tempo nel mondo intero.

La seconda parla di un laboratorio sperimentale cinese sempre a Wuhan da cui è uscito accidentalmente il Corona Virus.

La terza ipotesi avanzata da Zhao Liijan, uno dei portavoce del governo di Pechino, è che il nuovo virus sia stato portato in Cina da militari americani in occasione dei “Military World Games” che si sono svolti a Wuhan nell’ottobre 2019.

Infine la quarta ipotesi è che qualche multinazionale abbia “seminato” il virus, scatenato il panico mediatico, per poi vendere al mondo intero medicine e vaccini con ricavi ultramiliardari. Quale di queste ipotesi sia quella giusta “lo scopriremo solo vivendo”… forse… un giorno.

Per ora dobbiamo affrontare il Corona Virus. A gennaio sono cominciate ad arrivare dalla Cina le prime notizie, immagini e filmati del nuovo contagio virale. I cinesi hanno reagito chiudendo in casa 60 milioni di abitanti di Wuhan e del distretto di Hubei, chiudendo fabbriche, attività commerciali non essenziali, trasporti… Lo stesso modello, suggerito dall’OMS, è stato adottato in Italia prima a Codogno e VO’, poi in tutta la Lombardia e14 province, e infine si è chiusa l’Italia intera.

Nota bene: la Cina ha chiuso un distretto di 60 milioni di cinesi, lasciandone un altro miliardo e 370 milioni a lavorare e vivere più o meno normalmente. Noi invece stiamo fermando l’Italia intera.

A questo punto alcune domande;

  1. E’ davvero così grave il Corona Virus?
  2. Mettere in quarantena l’intera Italia, e non sappiamo nemmeno per quanto tempo, risolverà il problema?
  3. Che fine farà nel frattempo la nostra economia? E vero che la salute vien prima di tutto, ma è anche vero che se distruggiamo l’economia rischiamo poi di morir di fame.

Guardiamo i dati ufficiali forniti dall’Istituto Superiore della Sanità il 24 marzo 2020 ( Report-COVID-2019_24_marzo):

  • morti con Corona virus età media 78 anni
  • il 51,2% aveva altre 3 o più patologie gravi
  • il 26,4% aveva altre 2 patologie
  • il 21,4% aveva anche 1 altra patologia
  • solo 1,4% non aveva altre patologie.

Il che significa che ad oggi 25/3/20 su un totale di 7.503 decessi con Corona virus solo 105 sono da attribuire esclusivamente al Covit 19

  • 3841 avevano anche 3 o più patologie
  • 1.981 ne avevano 2
  • 1.606 ne avevano 1

Dunque il Corona virus incide soprattutto su anziani età media 78 anni con salute già compromessa da altre patologie gravi cardiovascolari, tumorali, polmonari… Ovviamente non voglio dire “chi se ne frega degli anziani, lasciamoli morire”. Ma se l’età media dei decessi con Corona virus è di 78 anni, più della metà ha 3 o più patologie gravi, l’altra metà ne ha almeno 1 o 2, e solo 105 non hanno altre patologie, forse sto Corona virus non è poi così catastrofico.

In fondo ogni anno in Italia muoiono mediamente 650.000 persone, 1.780 al giorno. 105 morti di solo corona virus in un mese sono 3,5 al giorno, in tutta Italia.

Eppure le immagini e le notizie che ci arrivano ogni giorno da Bergamo, Brescia, Lodi, Cremona, Piacenza, Parma sono devastanti.

E allora cosa è successo in realtà?

Il Corona Virus è stato la classica “goccia che fa traboccare il vaso”.

Un vaso pieno di tagli alla sanità pubblica e di polveri sottili.

Da 40 anni in Italia non si fa altro che tagliare la spesa pubblica.

Risultato: ospedali chiusi, medici e infermieri ridotti al lumicino, attrezzature insufficienti…

Solo negli ultimi 10 anni abbiamo tagliato 35 miliardi alla sanità, eliminati 70.000 posti letto. (E pensare che qualcuno voleva anche chiudere il S. Corona a Pietra Ligure!!!!!)

Una sanità pubblica ridotta ai minimi termini che a malapena riusciva a sobbarcarsi la normalità ricorrendo a liste d’attesa infinite, accorciando i tempi di ricovero, dirottando pazienti verso la sanità privata…

Nel bel mezzo del picco influenzale annuale, che si registra solitamente nei mesi di gennaio e febbraio, con gli ospedali già pieni di malati che succede?

Arriva il nuovo virus. Non ci sono vaccini per medici, infermieri e anziani, non ci sono anticorpi nella popolazione, il Corona virus arriva e trova davanti a se autostrade aperte, praterie sconfinate, semafori verdi, porte aperte ovunque…

Gli effetti sul sistema sanitario nazionale, già insufficiente alla normalità e sovraccarico di malati stagionali sono devastanti, un vero e proprio tsunami. Migliaia di medici e infermieri contagiati dal nuovo virus, ospedali chiusi per contagio, dispositivi di sicurezza (mascherine e camici) insufficienti o addirittura assenti, posti letto e personale insufficiente, letti per terapia intensiva insufficienti, respiratori insufficienti…

In breve tempo, la decantata e osannata sanità lombarda va in tilt ed il governatore Fontana vuole chiudere tutto: scuole, negozi, fabbriche, trasporti… Tutti a casa per evitare il contagio!!! I suoi colleghi di tutta Italia terrorizzati che la sanità vada in tilt anche nelle loro regioni insieme al governo nazionale blindano l’Italia intera e tutti gli Italiani.

Ora, capisco che per non mandare in tilt il sistema sanitario si possa cercare di contenere il contagio chiudendo gli italiani in casa due settimane, magari anche tre, ma nel frattempo se gli ospedali sono insufficienti bisognerebbe aprirne altri, assumere migliaia di medici e infermieri, trovare mascherine e respiratori…

Possiamo star fermi 2/3 settimane per potenziare la sanità pubblica e metterla in grado di affrontare l’emergenza virus. Dopodiché torniamo a lavorare, riapriamo le scuole, i negozi, i bar, i ristoranti, gli alberghi.

Torniamo alla normalità. Magari con le mascherine, mantenendo un metro di distanza, ma torniamo alla normalità. Il Corona virus non è la peste. Magari cerchiamo di proteggere gli anziani che sono i più vulnerabili, ma liberiamo la nazione. Il virus non finirà standocene chiusi in casa. Magari rallenterà, potrà trasferirsi altrove, ma prima o poi potrà tornare. Magari il caldo lo allontanerà per tutta l’estate ma potrebbe tornare a ottobre, a novembre.

E allora cosa facciamo? Stiamo chiusi in casa 2 mesi, tre mesi…

Poi magari usciamo un po’ per poi tornare a richiuderci quando il virus tornerà con l’autunno o da un’altra parte del mondo? Perché il virus finirà quando l’avremo preso tutti e ognuno di noi si sarà fatto i suoi anticorpi oppure quando scopriranno un vaccino. Ammesso che ci si possa immunizzare al corona virus. In caso contrario potrebbe ripetersi in noi tante volte come si ripete il raffreddore. Questa è la cruda realtà. Ma non è una realtà drammatica, perché questo virus, per fortuna, non è la peste.

E’ soltanto una goccia che ha fatto traboccare il vaso: dotiamoci di un vaso più grande, potenziamo la nostra sanità pubblica, e quella goccia non ci farà più paura. C’è poi la questione delle polveri sottili. Come mai il dramma corona virus è così concentrato e devastante nelle province padane? Basta guardare questa immagine satellitare per avere la risposta.

La Pianura Padana è la zona più inquinata d’Europa: fabbriche, fonderie, traffico, inceneritori, riscaldamento, agricoltura e allevamenti intensivi, 24 milioni di italiani concentrati in 4 regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte). Ovviamente inquinamento e polveri sottili vanno a finire nei polmoni della gente generando malattie croniche polmonari. E’ questa un’aggravante al dilagare di polmoniti e insufficienze respiratorie da Coronavirus soprattutto in quelle regioni?

Santo Nalbone

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