Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio – Loano story, una moglie ringrazia
Giò il giornalista e Vaccarezza il politico.
E Del Balzo, un post supermercati stranieri

Claudia Dama il 21 marzo alle ore 17 (vedi……..) ha postato di ritorno del marito Karim Abaach vittima della lunga quarantena come maitre dell’Hotel Bel Sit di Alassio, salito alla ribalta della cronaca ligure e nazionale: ospitava la prima ‘comitiva’ di turisti lombardi colpita da coronavirus sulla Riviera di Ponente, seguiranno i casi di Laigueglia e Finale Ligure (sempre ospiti di alberghi). Scese intanto a 10 (siamo a martedì  24) le quarantene alassine. Ci occupiamo inoltre di un altro ‘caso loanese’, di diverso tenore, che fa discutere e riguarda il settore dei supermercati.  E i ricordi, a posteriore, della figura di Saverio Mangiola. Chi era, per chi si batteva e cosa non si è scritto di lui, delle sue battaglie civili in difesa degli utenti. E dall’archivio uno scritto del mitico loanese Bellamigo. Il titolo:’ IL SILENZIO  E’ D’ACQUA. A Loano c’era un Mangiola che si è rimangiato il suo attivismo per Assoutenti. Ora costretto a tacere su ordine e per conto di chi?’

E un ricordo doveroso che non abbiamo riportatoa tamburo battente con la morte di Saverio Mangiola, ragioniere e perito commerciale, una vita nel commercio (negozio Crai) con la sua famiglia. Dal 1978 al ’92 militante nella locale sezione della Democrazia Cristiana con il ruolo di segretario amministrativo ed organizzativo. E’ stato consigliere comunale di maggioranza nel Pdl dal 2006 al 20’11.  Dal ’92 al 2004 responsabile della sezione di Loano di Assoutenti. Con ciò che ha rappresentato nelle ‘battaglie civili’, la sua resa finale. Quello spaccato che gli ‘storici locali’ tenacemente dimenticano. Meglio stare dalla parte dei più forti, spesso da lecchini, smemorati, distratti e che distraggono, giocherelloni; c’è ‘Loano che legge’ ?, segue con diligenza le cose di Palazzo Doria ? mette a confronto ciò che si promette e si realizza ? ‘fa scuola’  anche in questo ? Purtroppo.

Occupiamoci ora del post di Giacomo Del Balzo (famiglia di imprenditori commerciali) a proposito della presenza di supermercati stranieri in Italia. ma anche la sorte toccata alla famiglia proprio in tema di concorrenza sulla piazza di Loano con l’apertura del supermercato Arimondo (famiglia imperiese che si sta espandendo dentro e fuori la Liguria con una micidiale forza di penetrazione ed investimenti). Si parla di prossime aperture anche ad Albenga, in forse a Borghetto S. Spirito. Già attivi molti centri commerciali di ‘area Arimondo’ in provincia di Savona, dalla Riviera alla Valbormida. Pur sempre un’azienda ligure che compete con altri colossi.

CLAUDIA DAMA (SABATO 21 MARZO ORE 14 )– Stamattina quando un numero di provenienza Asl mi ha contattata pensavo ad un

Claudia Dama

appuntamento per una visita che aspettavo. “Sono la dott.ssa XY dell’Asl cerco il signor Abaach posso parlargli?” …..” Guardi se vuole parlargli lo trova al’ Hotel Bel Sit di Alassio dove da praticamente un mese lo avete trattenuto “ . Forse l odissea è finita. Non sono tempi facili. Per nessuno. Per chi ha un malato ancora meno. Ma non crediate che questa esperienza sia stata facile. Un grazie infinito e col cuore alle sole persone che realmente si sono interessate a questi ragazzi: Gio’ Barbera e Angelo Vaccarezza. Più amici e persone care che si son sempre fatte sentire vicino. Per il resto … preferisco non proferire alcun pensiero o parola.” Sullo scorso numero trucioli.it aveva dato scritto che erano trascorsi già 20 giorni senza che qualcuno dall’Asl si fosse fatto vivo a proposito della quarantena del marito nei locali del Del Sit. E’ seguito un paio di giorni dopo l’articolo de La Stampa, a firma di Giò Barbera, sulla lieta ‘fine’ della ‘reclusione’ al Bel Sit.

Loano, Karim Abaach finalmente sorridente

Nuovi DPI distribuiti ai soggetti a rischio. Scese a 10 le quarantene alassine

Giannotta: Giorno dopo giorno registriamo timidi miglioramenti, anche nell’atteggiamento della popolazione che sta rispondendo positivamente alle ultime disposizioni. Siamo sulla strada giusta!”

E’ stato lo stesso vice sindaco di Alassio, Angelo Galtieri che nella mattinata di ieri si è recato a Genova per ritirare le 650 mascherine che la Protezione Civile, per mezzo della Regione Liguria, ha messo a disposizione delle amministrazioni locali a tutela dei soggetti più a rischio.

Al termine di una riunione del Coc alassino è stato quindi definito il criterio di distribuzione dei dispositivi di protezione individuale che sono così stati assegnati alla Polizia Municipale, ai volontari della Protezione Civile, della Croce Bianca e della Croce Ross,a più una fornitura sia per cantonieri e giardinieri​ sia per i tecnici della Sca.

“Questo perchè – spiega Franca Giannotta, Assessore alla Protezione Civile del Comune di Alassio – la macchina comunale e i tecnici per il regolare funzionamento ed erogazione dei servizi alla cittadinanza, non si sono mai fermati. E’ vero molti dipendenti comunali, la stessa Giunta, oggi lavorano da remoto grazie all’Ufficio Informatica che in tempi rapidi ha convertito il sistema con i criteri dello smartworking, ma molti altri invece sono chiamati sul campo, in prima linea ed è giusto provvedere alla loro tutela: a tutti indifferentemente va il nostro ringraziamento e il riconoscimento del grande lavoro svolto in un momento così delicato per garantire presenza e servizi”.

“Continua anche l’attività dell’Amministrazione Comunale e del Coc, che in questi giorni è allargato agli amministratori coinvolti con le loro deleghe nell’emergenza  – prosegue Giannotta – che si interfacciano regolarmente con l’autorità sanitaria e la Regione monitorando la situazione a livello cittadino e provvedendo a quanto necessario. Eravamo infatti partiti con 58 quarantene – tra cui i dipendenti degli hotel alassini che a febbraio avevano ospitato i gruppi piemontesi e lombardi – ed oggi siamo scesi a 10 persone ancora sotto quarantena obbligatoria per essere venuti a contatto con portatori del virus. Giorno dopo giorno registriamo timidi miglioramenti, anche nell’atteggiamento della popolazione che sta rispondendo positivamente alle ultime disposizioni. Siamo sulla strada giusta!”

LOANO, UN POST DI DEL BALZO E I SUPERMERCATI STRANIERI

GIACOMO DEL BALZO, contitolare di supermercati a Loano (Albenga chiuso), laurea breve in Economia e Commercio, all’Università degli studi di Torino, diploma all’Istituto Tecnico Commerciale di Loano, ha postato il 21 marzo 2020, sulla sua pagina Facebook, un ‘manifesto’ denuncia- riflessione-commento sulla catena di supermercati ‘made in Germania e Francia’ che operano in Italia e l’invito a ‘comprare italiano’. Forse motivi di opportunità impediscono all’imprenditore loanese – appartiene ad una stimata ed operosa famiglia ‘storica’ che ha investito e creato posti di lavoro, compreso un hotel ed un residence – di ricordare con quali strumenti ci si deve confrontare nella nostra provincia e nel comprensorio loanese. I Del Balzo che si sono trovati la concorrenza della Conad in quel di Toirano – Borghetto, una storia, con retroscena, mai raccontata fino in fondo e di cui trucioli.it  ha fatto solo pochi approfondimenti, ma che un’inchiesta giornalistica potrebbe e dovrebbe approfondire. Non certo la ‘forza redazionale’ del coraggioso IVG.it (Il Vostro Giornale), peraltro sensibile, per i suoi bilanci, anche alla pubblicità Conad, assai generosa anche in campo locale. Come si arrivò all’apertura Conad dopo che invano aveva cercato di insediarsi Esselunga, il suo compianto proprietario (Bernardo Caprotti, morto di cancro il 30 settembre 2016 e in questi giorni i media hanno dato notizia della fine della ‘guerra ereditaria’ tra la seconda moglie, la di lei figlia ed i due fratelli della prima moglie dell’industriale che non esitò a denunciare anche con un libro gli scandali rossi delle cooperative). Proprio i Del Balzo – come ha scritto solitario, in due articoli, il nostro blog – che si sono trovati il bellissimo ‘regalo’ dell’amministrazione comunale di Loano e del suo centro destra al potere – che al di là della concorrenza (regime fiscale e Iva) della Coop sull’Aurelia – con la trasformazione dell’ex cinema Loanese in ‘centro commerciale’ (vedi Loano Babbo Natale ed il Supermercato Arimondo di trucioli.it) (Vedi Benvenuto il nuova Pam – Arimondo trucioli.it), (Vedi supermercato Delbalzo di Albenga chiuso trucioli.it).

E’ vero ci siamo trovati in solitudine,  per combattere una battaglia di informazione e di verità (vergognosa quella che emerge sui retroscena del Loanese che il proprietario dei muri Tommasino Delbalzo (non è lo stesso nucleo famigliare e da oltre mezzo secolo titolari dell’Hotel Villa Lina di corso Europa) aveva inutilmente e per due, tre anni cercato di affittare al Comune affinché la città non rimanesse priva di un locale – teatro – convegni di quella portata. Alla fine ha ammesso di averlo affittato al doppio di quanto lui chiedeva al Comune, pur senza essere un filantropo. Nessuno parla più – tutto dimenticato come sempre accade in questa Italia dei parolai e dei senza memoria (non tutti per fortuna) – derlla sorte del parcheggio  che il Gruppo Arimondo ha dovuto costruire su due piani a ridosso del centro storico e che è condannato a restare inutilizzato. Parole al vento, purtroppo, quelle pronunciate in una recente assemblea del Pd e di LoaNoi, dall’ex sindaco Dc avv. Mario Rembado: “Loano unica città della Riviera dove si è aperto un centro commerciale nel cuore del centro storico….con conseguenze facilmente immaginabili….”.  Battiamoci pure per l’Italialità – come pare condivida Giacomo Del Balzo – dei supermercati, ma forse non era da ignorare la ‘Loanesità’ al fine di non far morire l’unica iniziativa imprenditoriale e commerciale dei Bel Balzo, messi all’angolo da interessi e poteri fin troppo palesi.  Non conosciamo, né siamo in grado di prevedere quale sorte ai tre punti ‘vendita’ Del Balzo sull’Aurelia di ponente (ai confini con Borghetto) e dove ha sede anche la distribuzione alimentari all’ingrosso, in via Doria (centro storico a levante) e via Trento Trieste (all’ingresso del centro città). Comunque la si guardia una pagina forse ingloriosa che la famiglia Del Balzo non meritava proprio dalla città dei suoi avi tanta insensibilità e dissennatezza, senza dover invocare prima i loanesi e prima gli italiani. Bastava il buon senso ed una educazione alla riconoscenza. Ma si sa, la memoria non è un bagaglio forte in certe società civili alla stregua della coscienza civile. Poco importa se rimarremo in pochi a non dimenticare.

COMMENTI – Andrea Valentini: Paradossalmente Lidl, Aldi, Eurospin per quanto concerne l’Italia hanno la sede generale in provincia di Verona….tutte e tre con i loro centri logistici distributivi ..e li’ lavorano italiani, persone venete che devono arrivare anche loro a fine mese…. vi è una visione distorta delle cose a mio avviso.

Gianluca Uccella: Secondo me dovreste ridimensionare la vostra percezione di giusto. Queste aziende danno lavoro a tante famiglie italiane e pagano tasse italiane. Nel caso di Lidl offre spesso e volentieri ottima qualità a prezzi molto bassi. Trovate lo stesso presso qualche altro supermarket italiano? Avete mai fatto un comparing dei prodotti dell’uno e dell’altro? Prima quindi di sentenziare, poiché un giorno siete virologi, uno avvocati, un altro ancora giudici e così via, dovreste informarvi un po’ di più, e forse forse, viaggiare un po’ di più.

Salvatore Iacono: Lidl è tedesca (il nome) ma 80% di merce è italiana , con nome diverse di tante aziende italiane. In più danno lavoro a tanta tanta gente famiglie italiane. Per non parlare delle 500000 ero che ha Donato per l’ospedale sacco di Milano e quello di Bergamo per sostenere questa situazione. Ah già nessuno ne parla di questo perché non fanno pubblicità delle loro buoni azioni come in altrettante situazione. Quindi prima di scrivere e puntare il dito informiamoci meglio, leggiamo la provenienza di quello che compriamo.

Patrik Lozupone: Da quando LIDL, ALDI, Penny ecc. sono approdati in Italia, hanno riempito tutta la Germania di prodotti italiani con i loro carichi di ritorno.  20 anni fa in Germania nessuno sapeva cos’era una mozzarella, prosciutto, gorgonzola, mascarpone ecc. Comunque sia – boicottare, gente, boicottare…  …poveretti quelli che ci lavorano. Come disse il grande Totò: “Signori si nasce”.
Io dico: “Nazionalisti si muore”.
Il vice sindaco di Loano, Luca Lettieri, il 18 marzo 2018, Festa del papà, con  Giacomo Delbalzo, Delfino Agostino e Salvatore Garziano

SAVERIO MANGIOLA, UN LOANESE CHE HA AIUTATO CENTINAIA DI PERSONE ALLE PRESE CON LE BOLLETTE DELL’ACQUEDOTTO PRIVATO E TITOLARE DI UN MARKET ALIMENTARI DI VIA GARIBALDI CHE DOPO L’APERTURA DEL SUPERMERCATO ARIMONDO (EX CINEMA TEATRO LOANESE) HA PERSO OLTRE IL 30 % DI INCASSI

Nel piccolo mondo del giornalismo di trucioli.it vorremmo avere il tempo materiale per scrivere ed approfondire tutti i fatti di cronaca che meritano di essere raccontati e meglio approfonditi. Conoscere a fondo le cose per giudicare, farsi un’idea. Certamente non abbiamo reso un servizio, l’onore, il ricordo che meritava Saverio Magiola che, da giornalisti, avevamo avuto modo di conoscere, incontrarlo, sentirlo spesso al telefono. L’occasione erano le bollette dell’acquedotto cittadino (è stato comunale e alle prese, con l’estate e l’alta stagione, dei rubinetti asciutti nei piani alti, ma  capitava anche alle attività commerciali del lungomare, oppure acqua ‘salata’), poi quando è passato alla gestione privata (quasi di proprietà, diciamo). E la prospettiva di tornare ‘pubblico’ con una montagna di soldi da pagare al ‘privato imprenditore’. Si parlava di miliardi ed ora  milioni. Qualche anno fa: sette, otto milioni o forse più. Lavori  realizzati per rifare la rete idrica. Ma chi controllava i lavori, le spese ?

Saverio Magiola che, come spesso accade a chi si occupa della cosa pubblica, andava controcorrente, magari indossava spesso i panni del don Chisciotte contro i mulini a vento. Una persona che trattava la materia ‘bollette e contenzioso relativo dell’acquedotto’ con le capacità  di un docente universitario. Preparato e puntiglioso, mai  all’insegna della demagogia o del tornaconto personale, benchè impegnato nell’agone della vita pubblica. La sua lunga ‘guerra’ dialettica e di sostanza (ricorsi) alla fine non ha prevalso (vedi la sorte del servizio idrico rimasto privato). Saverio sapeva di battersi contro un osso duro, interessi forti, spesso portava a casa, ovvero a favore dei cittadini, risultati, poche vittorie finali che gli stavano più a cuore.

Saverio Mangiola che con  l’avanzare della terza età, aveva resistito  ad un primo attacco di una di quelle malattie che spesso non lasciano scampo. Si era persino ripreso dopo l’intervento chirurgico. Insomma tutto lasciava ben sperare. Si aggiunga quanto fosse utile la sua presenza, esperienza e bagaglio professionale nella gestione del market Crai di via Garibaldi, centro storico. Tra l’altro, dopo che era stato aperto il supermercato Arimondo e ad essere più danneggiata era stata propria la sua attività. Con gli amici confidava un calo di incassi del 30 %, secondo alcuni era assai di più. Una brutta mazzata si direbbe.

C’è da dire che, alla sua morte, si sono lette dichiarazioni di chi avrebbe fatto meglio a tacere, porgere le doverose condoglianze in silenzio. In qualche caso quelle stesse persone che in passato, proprio sul tema acquedotto civico, aveva remato contro. Con armi a volte subdole. Hanno cercato di neutralizzarlo ed isolarlo. Una pratica peraltro assai praticata da un certo potere di turno. E solo per rispetto dei congiunti evitiamo di riportare le ‘verità’ che Mangiola scriveva da promemoria al giornalista, chiedendo spesso di non apparire ‘perchè avremmo finito per metterlo ancora più in difficoltà‘, danneggiarlo, esporlo a ritorsioni (…ti mandono la Finanza, l’Ufficio imposte..…). Il suo impegno, la sua lezione di vita, le sue battaglie civili restano nella mente e nel bagaglio storico di chi ha condiviso il suo operato cristallino, in difesa quasi sempre dei più deboli. Ma si sa, ci sono lotte che non pagano mai. Anzi. Si ripercuotono pure sui famigliari. E alla fine i più si arrendono, si adeguano, si limitano al brontolio dietro le quinte. Anche Loano insegna. Vero o falso ? (L.Cor.)

L’ARTICOLO FIRMATO DA BELLAMIGO ANNI DUEMILA

IL SILENZIO  E’ D’ACQUA A Loano c’era un Mangiola che si è rimangiato il suo attivismo per Assoutenti.
Ora costretto a tacere su ordine e per conto di chi?

Saverio Mangiola, consigliere Pdl
A noi loanesi fa venire in mente il ridere sentir parlare di privatizzazione dei servizi di acquedotto. Da moltissimi anni il nostro acquedotto è in mano a società privata. Ma diciamo che, in generale, le nostre amministrazioni, con una continuità che le contraddistingue, partendo dalle maggioranze democristiane a quelle sedicenti di centrosinistra fino a quella odierna, dichiaratamente di  destra dittatorial berleghista, hanno avuto sulle privatizzazioni le idee molto chiare: privatizzare, più che si può, tutto, se si potesse lo farebbero anche per le strade (d’altra parte, con le lottizzazioni non ci si va lontano). In cotale materia sono maestre e da Tremonti a Brambilla, passando per Scajola, i ministri della sconquassata italica Repubblica, non hanno che da venire a Loano per imparare come si fa.  Portino seco loro, magari, anche Biasotti, per  arricchirne il programma  che sventola con parole d’ordine piuttosto generiche, ritrite e confuse.
Dopo tale doverosa premessa, dobbiamo però ricordare a noi stessi che  tra i Consiglieri  comunali dell’attuale maggioranza siede un personaggio rappresentativo dei “Consumatori” (Assoutenti). Egli si è sempre dato da fare, costituendosi così anche una discreta base elettorale.

Non possiamo dimenticare la passione con la quale, in anni passati, ha difeso i cittadini spesso tormentati dalla gestione dell’acquedotto, come abbia saputo districarsi nelle questioni non semplici delle voci di fatturazione nelle bollette ,come sia più volte riuscito, intervenendo presso il Difensore Civico, a far recedere l’amministrazione della società San Lazzaro da richieste non chiare e ad ottenere la conciliazione di particolari  vertenze tra utenti e acquedotto, con reciproca soddisfazione.

Ma anche nel campo più generale dei rapporti tra gestione dell’acquedotto e Comune, l’attuale  Consigliere di maggioranza è intervenuto, statistiche alla mano, in posizione dialettica.

Ora, noi ci chiediamo dove sia andata a finire tutta codesta passione del sig. Saverio Mangiola e, soprattutto, che ne sia stato delle sue posizioni approfondite in tale materia di rilevante pubblico interesse.

Ma come, in un Consiglio Comunale praticamente convocato per parlare dell’acquedotto, sulla base di una interrogazione della Capogruppo di minoranza avvocato Elisabetta Garassini, il competente Consigliere ha taciuto? Non una parola, non un chiarimento della posizione della maggioranza (e della propria)?

   A questo punto da chi gli è venuto l’ordine di tacere?  Non possiamo credere, infatti, che si sia autoimposto il silenzio . Motivi di alta opportunità politica, trapassati attraverso i dirigenti berleghisti dei quali ha sposato la causa (ma perché?  per fregiarsi del titolo di “Consigliere comunale”? era molto più eminente prima, come libero rappresentante dei consumatori) , hanno certamente determinato tale suo defilato comportamento. I Capi gli  hanno detto, per restare in argomento, “acqua in bocca che siamo sotto elezioni.”

Questo fatto delle “elezioni”, la cui frequenza corrisponde alle variegate scadenze non coincidenti delle amministrazioni  locali, è un alibi costante, aggravato dalla continuazione, dei berleghisti. C’è un’indagine giudiziaria che, avendo i suoi tempi, può essere pubblicizzata in qualsiasi momento ed ecco: siamo sotto elezioni, è la solita manovra dei magistrati comunisti (li trovano tutti loro, noi non ne abbiamo mai conosciuto uno !) sobillati dalla sinistra.

Non si va più a vedere se è vero o non è vero ciò che viene alla luce; lo scandalo non è costituito dai fatti che, a prescindere dalla responsabilità penale, connotano per se stessi un’attività dei poteri politici contro la libertà, i diritti dei cittadini, la gestione delle pubbliche risorse. No, lo scandalo è costituito dalla messa in luce di tali porcherie. Si fa ma non si dice, come la pedofilia se ci sono di mezzo i preti. Sennonché questo alibi , quando si vogliono distruggere i diritti costituzionali del cittadino, non regge.

Tornando al nostro caso, chiediamo formalmente al signor Mangiola perché abbia taciuto  ora che siede in Consiglio Comunale, allorquando tanto aveva parlato – e con competenza- prima di ricoprire tale funzione.

Lo sappiamo, è possibile che egli non abbia cognizione di questo pezzo. Preghiamo quindi i nostri quattro lettori di farglielo avere, poi, se farà spallucce, pazienza!

Il silenzio, a volte, come è diventato luogo comune dire – e quindi ce ne scusiamo- è assordante.

In questo caso si potrebbe paragonare al rumore di una cascata, quella del 46% di dispersione del nostro acquedotto.  Potremmo così concludere, parafrasando un noto proverbio che, per il Nostro, sul tema  nel quale tanto ha precedentemente nuotato, il silenzio è d’acqua.

                                                                                        BELLAMIGO

 

 

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