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Noli e mareggiate, quella ‘musica stonata’
La Protezione civile a futura memoria
Alluvioni e danni, se dimenticare non paga

Ad ogni mareggiata la musica “stonata” è sempre la stessa per bagni marini e pescatori, con varianti più o meno fastidiose alla vista di tutti , oltre che al portafoglio di coloro che subiscono danno economico: questa volta, ancora una volta dopo pochi anni, ha toccato gli  esercizi commerciali nella zona della piazza municipale. In questa occasione, rispetto ad altre volte, con oltre 24 ore di pioggia più o meno battente, per fortuna non così pesantemente come quella caduta oltre i nostri confini, Via Colombo ha mostrato la sua ripetitiva fragilità.

Noli allagata persino la storica piazza che si affaccia davanti al Palazzo del Municipio

Lo scarico a mare di via Colombo liberato dalla sabbia che lo ostruiva

Via Colombo che convoglia non solo le acque raccimolate nella sua lunghezza, ma anche tutte quelle provenienti dalla zona della “Chiappella“, una volta arrivate in piazza del Comune, trovano sempre il tappo: se sono poche si allaga il sottopasso, se più consistenti , come l’ultima volta, ecco l’allagamento della piazza.
Questo perchè lo scarico a mare, pur liberato pochi giorni prima, con il solito relativo intervento oneroso, si è trovato occluso dal perdurare del moto ondoso, e come sempre, da circa un metro di sabbia.
Ancora una volta, grazie al pronto intervento della Protezione Civile locale, la situazione da subito presa sotto controllo, si è risolta a minor danno.
Due righe, questa volta, devono essere spese per documentare due foto (1 e 2) che la dicono tutta sulla serietà professionale di chi ha progettato il posizionamento della condotta fognaria che parte dalla stazione di pompaggio a ridosso dello stabilimento Ziggurmare per raggiungere il depuratore di Savona.
Si vede chiaramente dove la conduttura è stata posizionata, per essere poi  necessariamente sotterrata  proprio all’altezza degli scarichi a mare delle acque piovane provenienti da Corso Italia, cioè poco meno di un metro sotto l’attuale sedime.
Questo significa che nel tempo, dal dopoguerra ad oggi, a Noli (intendo zona compresa tra Bagni Letizia/ molo S. Antonio) la politica del ripascimento arenili non opportunamente vagliata, ha creato più danni che benefici.
L’arenile è cresciuto in altezza di almeno un metro, la profondità è rimasta la stessa (dalla passeggiata a mare alla battigia), la poseidonia che era a pochi metri dalla stessa è morta soffocata dalla sabbia; ricordo di aver pubblicato foto esplicative.
Ancora oggi basta osservare la foce del rio Mazzeno e della fiumara per valutare di quanto si è alzato

Lo scarico a mare lato mercato del pesce

l’arenile.
Benvenuta quell’amministrazione che prenderà coscienza che l’unica soluzione atta a risolvere definitivamente questa annuale onerosissima situazione, ormai è quella di saper gestire l’accumulo delle acque di Via Colombo, e assieme a quelle di tutto il percorso di Corso Italia, convogliarle forzatamente nella fiumara.
Anche l’arenile avrà un indiscutibile vantaggio dal punto di vista ambientale: non si riscontreranno più quei pericolosi avvallamenti che, tra l’altro, disturbano il piacere di godere il panorama  che ti aspetti, cioè la sua uniformità. Certo…con lo stop ai ripascimenti con materiale esterno.

Carlo Gambetta

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo scarico a mare lato giostra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DALL’ARCHIVIO DI TRUCIOLI PER NON DIMENTICARE

OGNUNO SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITA’

PROTEZIONE CIVILE DELLA LIGURIA E AUTORITA’ GIUDIZIARIA

Il 9 novembre 2018 l’articolo di Carlo Gambetta su trucioli.it titolato”Noli, vi racconto del mie mareggiate (vedi……….). Era il 15 novembre 2018. Trucioli.it pubblicava sempre a firma Carlo Gambetta, sindaco Dc per tre mandati,  titolo: “Noli, il dramma dei pescatori e le colpe dell’uomo. Basta ignorare ciò che tutti vediamo. Ripascimenti lesivi e canali occlusi (Vedi………….). Che riprendeva un articolo del  dicembre 2011, due articoli del 2012, due del 2013, due del 2014 e uno del 2017.

E dove si leggeva, tra l’altro, Il mio scritto (2011) è inviato a ‘futura memoria’ sia alla Procura della Repubblica di Savona (allora retta dal dr. Francantonio Granero), sia la Responsabile della Protezione civile della Regione Liguria. Quest’ultima affinchè apra un’indagine che porti ad una radicale soluzione capace di eliminare l’esistente potenziale pericolo di allagamento  della ‘parte’ dell’abitato del centro storico e le relative conseguenze.

 

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