Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, i binari a monte a battesimo
Sarà rilancio agricolo della piana e turismo?
Pd e Lega uniti, si punta pure all’autostrada
Con migliaia di seconde case valorizzate

L’onorevole Salvatore Margiotta, 55 anni, di Potenza, è Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Governo Conte II in rappresentanza del PD. Nel 2013 ha scritto il libro La stirpe dell’Apocalisse, pubblicato da Cairo Publishing nella collana Scrittori italiani. Dal sud al nord, ad Albenga, per rassicurare che questa volta gli impegni si mantengono. Il Secolo XIX del 1° novembre lo precedeva: “Binari a monte e raddoppio, ci sono i soldi (ora il sottosegretario ha precisato che sono disponibili 256 milioni fino al 2021 ndr) ma il progetto è di 9 anni fa”.  Dunque, deve essere aggiornato. Il sindaco di Albenga, Tomatis: “D’accordo ma vogliamo garanzie per il mantenimento e manutenzione massicciata ferroviaria a protezione della piana”. E Alassio,

si tace da tempo sulla nuova stazione (in galleria ?) e relative aree.  Con palazzi da demolire.

Intanto  l’amministratore delegato della RFI, nell’audizione alla Camera  dell’ottobre scorso, aveva reso noto che servono 10 milioni  per aggiornare il progetto di raddoppio e trasferimento a monte.

E RAFFAELLA PAITA ATTACCA L’EX SOTTOSEGRETARIO RIXI

GIA’ VICE PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, CON TOTI PRESIDENTE.

Il Secolo XIX riportava la dichiarazione della Paita. ” Il precedente governo con Rixi sottosegretario leghista aveva cancellato  l’unico piccolo stanziamento  per il completamento del raddoppio, adesso dopo la revisione del progetto il raddoppio potrebbe essere  finanziato, almeno in parte dal 2021. ” E l’assessore regionale Giampedrone: “Il progetto è vecchio e  bisognerà trovare convergenza politica, la volontà di finanziarlo.  E se il costo resta sotto i due miliardi non si può suddividere in lotti funzionali quindi dovrà essere finanziato in un’unica soluzione.  Il raddoppio, con la Gronda di Genova , terzo Valico e Pontremolese

, è una  della priorità della Regione”.

L’agricoltura della Piana, con i binari a monte, sacrificherà ‘soltanto’ una cinquantina di aziende per il ‘superiore bene comune’.  Che ne pensano, a questo proposito, i silenti ministri e parlamentari dei 5 stelle ? E’ vero che la loro rappresentanza nel ponente è  davvero da un ‘se ci siete, battete un colpo’, un silenzio ufficiale ed ufficioso che perdura e altri tempi quando tutti apparivano attratti dal grillismo.  Molti se la sono squagliata ? Delusi ? Dopo il fallimento nelle liste ed elezioni comunali sono di fatto allo sbando, si direbbe. Oppure è un ‘silenzio d’oro’ ?

Perchè?   Ormai si sono perse le speranze di  raddoppio in sede, nei tratti a binario unico, da Loano a Finale Ligure, e per non privare le cittadine costiere, tra Ceriale e Borgio, di una comoda stazione in centro città. Con una progettualità moderna che elimini i ‘maledetti’ passaggi a livello.  Uno ad Alassio a levante, uno ad Albenga, uno a Ceriale, sei a Loano, due a Pietra Ligure, uno a Borgio.

C’è pure un fronte di cui quasi nessuno parla o ammette. Il trasferimento a monte ridarà valore a migliaia di alloggi, seconde case in maggioranza, che sono ‘disturbati’ dal transito dei treni sotto le finestre. Alcuni anni fa alle notizie dello scontato ed imminente ‘trasferimento’ era iniziata una corsa al rialzo dei prezzi degli immobili interessati. Poi è ripiombato il ‘buio’. Non ci sono dubbi che la parte immobiliare, seppure sotto traccia, abbia importanti e diretti interessi. Ci sono poi le aree che resteranno libere, in qualche caso si è parlato di valorizzarle con un’edilizia ‘dolce’ e non impattante per fare cassa. Insomma c’è ‘ciccia’ per molti. Ma non è difficile prevedere che alla fine gli unici danneggiati saranno i proprietari di aree agricole interessate dagli espropri e manco a dirlo i pendolari delle ferrovie, dipendenti e studenti, pensionati che, come succede nel ponente imperiese, si ritrovano con grossi disagi per le nuove stazioni,  abbastanza lontane dagli abitati. Se poi si aggiunge ciò che si legge, ovvero la desolazione per l’abbandono e la mancanza di adeguati servizi, non c’è da essere allegri.

Sempre Il Secolo XIX, ma del 2 novembre, ha annunciato: “Raddoppio ferroviario di ponente. Toti: Nel 2023 il via ai lavori. La realizzazione deve iniziare  appena sarà chiuso il terzo valico“. Un investimento importante (un miliardo e mezzo con il tracciato a monte)  che produrrà tanti posti di lavoro. Per incentivare il turismo (ormai quello di massa, aggiungiamo, sempre più pendolare) ed alleggerire l’autostrada. Come dire con la nuova ferrovia ci sarà più gente che prende il treno e viene in vacanza in Riviera. Se lo dice Toti politico e giornalista c’è da credere !

Il vice presidente del Comitato Territoriale Franco Stalla  da sempre critico sui binari a monte nella piana, ha reso noto che Albenga conta 800 aziende  agricole (fino agli anni 90 era la prima fonte di guadagno ed occupazione, di benessere), in passato erano almeno il doppio. Con la nuova stazione a Bastia se ne cancellerebbero altre 50, altra mazzata per l’agricoltura di qualità. La Gronda di Genova costerà  140 milioni al km (causa tunnel), lo spostamento dei binari tra Andora e Finale, lungo  32 km, di cui 25 in galleria, si finirà per raggiungere una spesa di tre miliardi e mezzo, ossia più del doppio di quanto previsto. Alcune città perderanno la stazione, mentre a Pietra Ligure una sola fermata tecnica. Il Comitato – dello stesso parere è l’Assoutenti, mentre le tre rappresentanze del mondo agricolo evitano una chiara presa di posizione, o non è cosi ? – non ha mai cambiato idea per il raddoppio in sede, invoca inoltre un tram -treno per spostamenti brevi, con un’Aurelia sempre più intasata, alle prese con frane e chiusure -. Il problema dei passaggi a livello si  può risolvere con i sottopassi, allargando gli attuali o realizzandone dei nuovi come si era previsto a Loano, con tanto di referendum negli primi anni ’80.  Poi c’è chi, sempre Assoutenti, propone un’ulteriore possibilita, il raddoppio può avvenire anche scavando sotto l’attuale percorso. Si spenderebbe assai meno e non si privano le cittadine di un mezzo di comunicazione  in centro abitato e le opportunità che offre.

COMUNICATO STAMPA – Nella sala consiliare del Comune di Albenga i sindaci del territorio hanno avuto modo di incontrare il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvatore Margiotta, accompagnato dall’On. Franco Vazio e alla presenza del consigliere regionale del Pd Mauro Righello e il Senatore Paolo Ripamonti, per parlare dell’importante tema del raddoppio ferroviario. Ad aprire l’incontro il sindaco Riccardo Tomatis che ha colto l’occasione per ringraziare tutti i primi cittadini e gli amministratori presenti nonostante le difficoltà che il maltempo degli ultimi giorni ha lasciato sul territorio.

Un territorio fortemente martoriato che ha subito ingenti danni sia alle attività agricole e commerciali, che, sopratutto, alle infrastrutture (in particolare con il crollo del viadotto sull’A6). Afferma Riccardo Tomatis:“Il tema del raddoppio ferroviario e delle infrastrutture è importantissimo, specie in un territorio fragile come il nostro. Proprio in considerazione di questa fragilità, naturalmente, vorrei sottolineare che lo spostamento a monte della ferrovia deve prendere in considerazione anche il mantenimento della massicciata ferroviaria che protegge la nostra piana e deve essere soggetta a manutenzione.”

L’On. Franco Vazio sottolinea: “Vorrei ringraziare i sindaci e i consiglieri che in queste giornate si sono trasformati in operatori della protezione civile. Impossibile non parlare oggi del crollo del viadotto sull’A6 che poteva essere una immane tragedia. Credo che sia necessario reperire risorse per intervenire in urgenza, ma anche per riuscire a costruire nuove opere in grado di superare una debolezza infrastrutturale che purtroppo esiste in questo territorio. La Liguria ha subito il crollo del Ponte Morandi che l’ha divisa in due e adesso si è aggiunta una grave difficoltà nei collegamenti con il Piemonte. Dobbiamo creare le condizioni politiche per costruire infrastrutture che non mandino in sofferenza la nostra economia. Il raddoppio ferroviario non è importante solo per il turismo, ma anche per il commercio e rappresenta una necessità specie in una logica emergenziale come quella che stiamo vivendo.”

Il Senatore Ripamonti e alcuni sindaci del territorio hanno sottolineato anche l’importanza di tornare a parlare dell’Albenga-Pedrosa tema sul quale il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvatore Margiotta si è riservato di tornare. Rassicurazioni concrete sono state date, invece sul progetto del raddoppio ferroviario.

Dopo pochi giorni dalla mia nomina Vazio mi ha contattato sottoponendomi l’argomento – afferma Margiotta – . Ho avuto un colloquio con l’ing. Gentile di RFI e mi sento di poter dare alcune garanzie. Esiste un progetto definitivo che risale al 2012. L’opera complessivamente costerà un miliardo e mezzo di euro. Nel programma delle opere del 2017/2021 lo stesso è stato finanziato per 256 milioni di euro. Naturalmente il progetto deve essere aggiornato (per l’adeguamento servono 10 milioni) e la tempistica per realizzarlo è di 6 mesi, che spero possano partire da inizio 2020. Da quel momento partirà l’iter autorizzativo che, qualora venisse nominato un commissario prevede una tempistica di 87 giorni. Ci aggiorneremo su queste tematiche, ma garantisco che avete la mia attenzione particolare su quest’opera”.

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