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Un Savona Calcio sempre più giovane
e più savonese con Giovannini e Lazzaretti
Ma il Bacigalupo resta la grande priorità

La vittoria per 3-0 di domenica contro il Ghivizzano, la chiusura per mancati pagamenti dei cancelli del campo di allenamento di Quiliano e del residence Corallo di Spotorno, dove alloggia la gran parte dei giocatori “foresti”, hanno, curiosamente, un unico comune denominatore: il Savona Fbc per (soprav)vivere deve tornare ad essere sempre più savonese e sempre più giovane. E lo stadio Bacigalupo deve essere sempre più la casa dei biancoblù.

Romeo Giovannini una rete dedicata al nonno

Il principale artefice del ritorno successo contro i toscani è il savonese Romeo Giovannini, 18 anni compiuti il 28 settembre, la vigilia del giorno del primo gol in serie d con la maglia biancoblù. Una rete tutta dedicata al nonno, scomparso a distanza di poche ore e suo più grande tifoso. Un ragazzo cresciuto nel vivaio della Veloce prima e del Savona dopo: due campionati Giovanissimi disputati, uno nazionale, con ottimi risultati; un torneo regionale Allievi Fascia B, vinto senza mai conoscer sconfitta. Poi il salto al settore giovanile del Carpi, serie B, un anno di under 17 ed un altro di Primavera. Quest’anno il ritorno in prestito al Savona. Il suo sogno? Essere il capitano della squadra della sua città.

Jonathan Lazzaretti la mezzala dotata di buon tiro

Il destino di Giovannini si incrocia con quello del coetaneo Jonathan Lazzaretti, che nel settore giovanile del Savona è cresciuto assieme al compagno di tante vittorie, fino all’esordio in prima squadra il 6 maggio 2018: un bel regalo per i suoi 17 anni. Poi il passaggio all’ Albissola (via Genoa) e il ritorno a Savona. Nelle cinque occasioni in cui è sceso in campo quest’anno ha già fatto vedere sprazzi di qualità, da mezzala qual è, dotata di un buon tiro e di un’ ottima visione di gioco.

Francesco Brignone talento dal vivaio binacoblu

Altro grande protagonista della rotonda vittoria col Ghivizzano è stato Francesco Brignone, all’esordio assoluto in serie D. Altro prodotto del vivaio biancoblù, altro talentino del 2001. Dal Savona ha fatto ben presto il salto alla Sampdoria: tornato all’ovile ha giocato un sontuoso campionato di Eccellenza in prestito alla Cairese, per poi tornare con gli striscioni. Dicono sia un ottimo esterno sinistro di attacco, all’occorrenza anche seconda punta, ma mister Di Paola lo vede sulla linea dei difensori. Domenica ha risposto presente.

Alessio Tissone, classe ’98, altro savonese purosangue

Al centro della difesa ha poi svettato Alessio Tissone, classe ’98, altro savonese purosangue, passato in fretta alla Sampdoria con cui ha fatto tutta la trafila fino alla Primavera, poi esperienze fra C e D con Gavorrano, Rezzato ed Imolese, prima dell’arrivo a Savona, dove sta crescendo partita dopo partita: 8 presenze finora, capace anche di adattarsi all’occorrenza a fare l’esterno basso di sinistra.

Infine, menzione anche per un savonese di adozione, Leonardo D’ Ambrosio, ancora un 2001 bravo col Ghivizzano a fare l’ esterno d’attacco, prima a sinistra, poi a destra. Arriva dal Torino: otto presenze e un gol segnato, è nipote dell’indimenticato senatore Ruffino, un istituzione dalle parti della Torretta.

Giovannini, Lazzaretti, Brignone, Tissone e D’ Ambrosio dimostrano che la cura del vivaio in serie D può dare ottimi frutti. In rosa, poi, ci sono tanti altri giovani talenti con voglia di mettersi in mostra: il centrale Albani, che sta crescendo partita dopo partita, gli esterni difensivi Pertica, Marchio e Dinane, il trequartista Siani, ottimo contro il Ghivizzano, l’esterno d’ attacco Mehic, i portieri Vettorel e Guadagnin, entrambi affidabili e di prospettiva. Ovvio, hanno bisogno di essere affiancati da giocatori esperti. Ma perché non sceglierli fra calciatori del posto, con un grosso legame con la città? I nomi non mancano, alcuni hanno anche vestito la maglia biancoblù nelle ultime stagioni. Alla riapertura del calciomercato a dicembre potrebbero essere ben disposti a riabbracciare la causa

Un Savona sempre più giovane contribuirebbe a ridurre i costi di gestione in termine di rimborsi spese ai giocatori, ma un Savona sempre più savonese servirebbe anche a diminuire i costi di alloggio per i giocatori foresti, quei due o tre calciatori di talento, indispensabili per un salto di qualità. Contribuirebbe anche ad aumentare il legame con la città, con i tifosi e, non ultimo, con i potenziali sponsor.

LA QUESTIONE STADIO BACIGALUPO – Sullo sfondo, la questione-Bacigalupo rimane focale. L’impianto necessità di interventi strutturali, dovuti ai suoi 60 anni suonati d’età (è stato inaugurato a settembre del 1959), che nessuna gestione ordinaria sarebbe in grado di sopportare. Spetta alla politica, compatibilmente con le risorse disponibili, trovare le forme e i modi, ferma restando l’urgenza dei lavori. Ma a prescindere da questi, appare chiaro che la sua chiusura vorrebbe automaticamente dire la fine dei colori biancoblù.

Con uno sforzo comune di tutte le parti coinvolte (società, città, istituzioni), il Savona, giovane e savonese, con un tifo che comunque ha saputo recentemente compattarsi e mantenere alto l’entusiasmo, deve tornare a giocare nel suo stadio e lasciare il “Chittolina” di Vado, con un enorme grazie ai cugini rossoblù per la preziosa ospitalità (e col pagamento dei canoni di affitto pattuiti). Non solo, la squadra potrebbe anche tornare ad allenarsi al Bacigalupo, magari solo un paio di volte alla settimana, per non rovinare il manto erboso che è stato appena riseminato e necessiterebbe “solo” di una urgente rasatura dell’erba. Sempre per ridurre i costi di gestione. In attesa di una posa di erba artificiale che garantirebbe una soluzione duratura di tanti problemi, creare una cittadella biancoblù e aumentare quel legame tra prima squadra e settore giovanile, imprescindibile per un sostentamento economico di lungo periodo

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