Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Savona intervista al mitico notaio Motta
Da 42 anni presidente del Pirandello, 500 manifestazioni: cultura, teatro, storia, turismo, gastronomia. Passione per la Vela
Liguria la mia regione e Sicilia la mia terra


Il notaio Enzo Motta è stato fra i più autorevoli professionisti di Savona negli ultimi decenni e ci è parso opportuno intervistarlo, anche perché siamo convinti della profonda verità dell’esortazione evangelica «Ne pereant fragmenta»! Del resto l’impegno profuso per decenni e gli eventi promossi dal Nostro non possono essere sbrigati in quattro e quattr’otto e le notizie qui porte offrono appena un pallido indizio di ben più sostanziose ed articolate attività. È una presentazione sommaria, ma non priva – si spera – di utilità.

di Gian Luigi Bruzzone

Mi vuoi parlare della tua infanzia?

Dall’album del sodalizio Pirandello il notaio Enzo Motta: Benedico i 5 anni di anticipo del mio pensionamento. E dire che il papà voleva studiasse da medico, anzi veterinario. Al concorso da notaio ha fatto l’ottavo su 2500 esaminandi e il secondo alle prove orali

Sono nato a Raffadali, in provincia di Agrigento l’11 agosto 1935 e lì ho vissuto fino al completamento della quinta elementare con i genitori Peppe e Filomena, un fratello maggiore, Nino, ed una preziosa tata, Santuzza. Circondato costantemente da grande affetto e attenzione, senza mai farmi pesare la secondo- genitura. Bravo a scuola, seguito dagli insegnanti con dedizione (alcuni erano miei parenti: un fratello di mio padre era un grande insegnante), curioso di tutto, avido di letture e sempre assecondato dai genitori. Non ero per niente agile, ma andavo in bicicletta, ho imparato presto a nuotare e camminavo tanto, allora era una vera necessità. Sabato il saggio ginnico con la GIL. Ho avuto e superato tutte le malattie infantili di allora, in anni nei quali si era molto più a rischio che non oggi.

Subito innamorato del paesaggio e del clima. Un sacco di parenti e amici e compagni – amici. Cambiamenti notevoli nel ’43, con l’arrivo degli americani.

Molto devoto per influsso di mia madre, poiché papà era piuttosto agnostico.

Giochi e divertimenti mai lesinati: estate al mare di Agrigento e poi in campagna. Una infanzia molto lieta con poche ombre, insomma.

E dei tuoi studi ? Perché hai scelto giurisprudenza e la professione notarile?

Da piccolo visitavo spesso lo studio notarile di un parente: aveva le auto più belle del paese (a cinque anni ne andavo già matto) ed era sempre di buonumore. La medicina, a cui voleva avviarmi mio padre, veterinario, non mi attirava; i numeri, sebbene molto amati in famiglia, nemmeno. L’avvocatura, anche se l’ho conseguita, per me appariva troppo “litigiosa”.

E’ stato quindi quasi naturale frequentare il liceo classico, allora unico accesso alla facoltà di legge, ma l’avrei scelto lo stesso, e conseguire la laurea. Dura la preparazione al concorso e impegnativa la pratica notarìle, che ho seguito a Roma, imparando bene il mestiere, tanto che gli ultimi anni mi pagavano per il lavoro svolto a studio. Durissimo il concorso: con tre anni di scuola di notariato, un anno di lettura di testi, e la pratica che avevo, al primo concorso sono stato bocciato già sul primo tema (non saprò mai perché). Ma alla seconda prova (e non avevo quasi più studiato, ma solo lavorato) mi sono rifatto: nono – ex aequo con l’ottavo – su duemilacinquecento concorrenti e secondo alle prove orali. Non mi sono mai pentito della scelta; stancato sì, tanto che sono andato in pensione con cinque anni di anticipo sulla scadenza di legge.

Hai professato e vivi a Savona, hai qualche rimpianto per la Sicilia?

Ti dirò la bella risposta formulata da un mio amico e conterraneo; la Liguria è la mia regione e ci vivo benissimo, ma la Sicilia è la mia terra. Le “divinità ctonie” tengono legati a sé anche coloro che sono emigrati per necessità. Nessun rimpianto, ma costanti legami culturali.

Quali i migliori ricordi che conservi di una professione lunga e proficua?

Dal 1977 il notaio Motta è presidente del sodalizio Luigi Pirandello che ha organizzato oltre 500 manifestazioni nel campo letterario, teatrale, storico, turistico e gastronomico.  La sua grande passione è stata la vela, poi con l’età è passato ai cabinato, ai masters ha fatto il primo posto al campionato italiano e 3° al mondiale

Premesso che la professione non è una missione, come retoricamente si sosteneva, va però esercitata con spirito di servizio, specie quando – come ritengo – lo stato col sigillo ti delega a garantire la pubblica fede e a salvaguardare al meglio gli interessi economici delle parti. Ho tratto le mie migliori soddisfazioni dal risanamento di situazioni compromesse, dalla soluzione di problemi in apparenza inestricabili e dal sostegno alla cooperazione, all’associazionismo e al volontariato, particolarmente nel mondo culturale e in quello sportivo.

Cito per tutti la «Fondazione Savonese di Chirurgia della Mano» e la «Fondazione Milena Milani» che ho aiutato a nascere e tenuto a battesimo.

Vuoi confidarci come è nata la tua passione per la vela ?

In Liguria già cinquanta anni fa, la vela era uno sport abbastanza diffuso. lo facevo Rally; furono due clienti a spingermi invece verso la vela; il primo parlandomene con entusiasmo, e il secondo portandomi prima sul suo “dinghy” e poi costringendomi quasi a compilare con lui il primo e il secondo fliyng dutchman la mìtìca deriva allora olimpica. Fu un amore progressivo: la barca è complessa da condurre, specie con vento: decisi quindi di frequentare dei corsi di vela,e da lì all’agonismo il passo fu breve; un amore durato più di quarant’anni e che dura tuttora, sia pure platonicamente, perché dopo gli ottanta il medico mi ha dirottato sui più comodi cabinati. Ho cominciato tardi e quindi non potevo aspirare a grandi risultati ma nella categoria “masters” (i…….vecchietti) ho un primo posto al campionato italiano e un terzo a quello mondiale.

E quella per l’automobilismo, per i rally?

Ho amato le automobili sin dalla prima infanzia; ho cominciato a guidare a tredici anni sulle trazzere (tratturi). Seguivo le vicende dei grandi piloti, anche sulle strade siciliane (Targa Florio, Giro di Sicilia) e poi a Roma all’autodromo di Vallelunga. Fu quindi facile una volta avuta una certa possibilità economica, entrare nella Scuderia Riviera, allora molto attiva a Savona, e nella quale militavano clienti ed amici. La mia prima gara fu la mitica Savona-Cadibona (velocità in salita): penultimo di classe; mi resi conto di non essere tagliato per velocità pura, ero più adatto ai percorsi sterrati sui quali allora si svolgevano i rally (e sui quali avevo imparato a guidare). E così mi dedicai a queste specialità per otto anni, continuando però anche quando passarono i rally su asfalto e progredendo fino a una stagione in cui su cinque gare feci (di classe) con l’Al12 Abarth un primo, due secondi, un terzo, un quarto e un ritirato, correndo nel Nord-Ovest, oltre un diciannovesimo assoluto al Rally dell’Elba.

Ma la vela incalzava: lavorando non potevo far bene due sport impegnativi, e così lasciai il mondo delle auto.

E il «Sodalizio Luigi Pirandello»? Che si propone? Il suo progetto corrisponde al risultato?

Il Sodalizio nacque nel 1977 fra agrigentini ben inseriti nella società savonese, non per coltivare sterili nostalgie di “emigrati”, ma per un interscambio culturale Nord-Sud che consentisse un reciproco arricchimento. Lo volle fortemente un mio vecchio amico professore di lettere, Carmelo Luglio. lo lo presiedo da allora; l’anagrafe e l’economia lo hanno cambiato molto, ma il Sodalizio ha sempre avuto un’accoglienza ampia e cordiale, un vivace continuo incontro con altre realtà culturali; sono oltre cinquecento le manifestazioni organizzate nel campo letterario, teatrale, storico, turistico e ….. gastronomico, abbiamo una rìvistìna, brillantissima condotta dall’ineguagliabile vice presidente Renato Allegra con l’ausilio di un consiglio direttivo composito e “vivace”. Mi sento quindi di dire che l’obbiettivo è stato raggiunto.

Quali eventi organizzati dal Sodalizio hanno dato maggiore soddisfazione?

Con cinquecento manifestazioni all’attivo sopra alluse è difficile scegliere; cito l’esibizione al Teatro «Chiabrera» del Gruppo di Canto popolare Favarese, con uno splendido repertorio di “classici” compresi alcuni inediti del ‘700 suonati con strumenti d’epoca, la pubblicazione con la Campanassa del libro Liguri e Siciliani. Incontri nella Storia, con l’intervento di autori siciliani e liguri fra cui Tu stesso che intervisti; la mostra “II mio Sud”, nell’atrio del Comune con le bancarelle di prodotti siciliani in piazza, la mostra itinerante di opere visive ispirate alle novelle di Pirandello con la partecipazione di molti artisti locali, organizzata con l’associazione savonese «Asso di Cuori» e l’opera instancabile di Emilio Sidoti, uomo di ampia “bivalenza culturale” , la scoperta di Andrea Camilleri, le rappresentazioni ad opera di formazioni locali, anche con la “grande” Luciana Costantino di testi di Pirandello e di Leonardo Sciascia, l’organizzazione di concerti con musiche e testi di autori liguri e siciliani col coro “Concento Armonico” del Maestro Angelo Mulè di origini licatesi, a Savona e nella Valle dei Templi di Agrigento; le tante presentazioni di libri di autori siciliani (fra i quali la nostra Emanuela Abbadessa) e liguri, al “Casino di Lettura” che attualmente ci ospita.

Certo dimentico molto, ma d’altro canto non vorrei essere prolisso.

E gli altri sodalizi di cui dicevi o facevi parte?

Ho partecipato nel tempo ad associazioni culturali sportive e di volontariato. Fra tutte ricordo che sono stato per anni consigliere e per breve tempo presidente della «Croce Bianca» di Savona;

E allora diciamo meglio: quali interessi coltivi da quando sei in pensione ?

Premesso che benedico i cinque anni di anticipo del mio pensionamento, oltre alla vela e al circolo Pirandello di cui ho già parlato, svolgo attività di promozione sportiva col Panathlon Club, mi occupo di auto d’epoca, di storia in generale e di quella siciliana in particolare (grazie anche a Te e alla Società Savonese di Storia Patria), viaggio, promuovo e frequento conferenze vado ai concerti di musica classica e agli spettacoli di prosa e approfondisco gli studi esoterici.

Il prossimo evento?

La diffusione di questa intervista!

Che cos’è la felicità?

Per la mia formazione perseguo l’equilibrio e la serenità; la felicità è una temporanea esaltazione dell”‘anima sensoriale” (Aristotele) dovuta a eventi particolarmente positivi (e alla liberazione delle endorfine); temporanea – dicevo – e quindi da non perseguire con accanimento, specie scegliendo scorciatoie con la droga.

Quando arriva, ben venga: i nostri comportamenti possono aiutare, ma non a spese degli altri. Gli Illuministi rivendicarono per tutti il diritto alla felicità, ma come testa di maglio per rompere il fronte del potere più che a vantaggio di pochi da secoli la negava agli altri. In altre parole era una mossa politica.

Gian Luigi Bruzzone

Un incontro degli amici del sodalizio Luigi Pirandello di Savona



Avatar

Gian Luigi Bruzzone

Torna in alto