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Cari fratelli massoni savonesi, in Lega comando io e non colpisce solo la lupara

Belfagor l’amico degli amici che soggiornano nell’inferno celeste, non ha un diavolo per capello, ma una gioia infinita. Ho contribuito, con l’editore miliardario di questo blog che vive a Dubay City, alla vittoria di miei protetti savonesi alle consultazioni elettorali politiche e comunali e ho rafforzato la tribù di fratelli muratori uniti nel patto etico-morale tra uomini liberi. Ho promosso il sindaco di Laigueglia, Roberto Sasso del Verme e il mio pupillo di Carcare, Christian De Vecchi, bocciato alcuni fedelissimi di Alassio e Ceriale, tralascio per ora la ‘loggia’ di Pieve di Teco.

Al centro, come merita, un sempre giovane Guido Bonino, non proprio a suo agio con i fotografi, altro che passerelle dei neo onorevoli savonesi e non solo. Con lui il giovanissimo ‘fratello’ Luca Villani di Alassio

Sono il ‘Venerabile’ che ha convertito fra Stefano Mai, già sindaco, poi ‘benefattore’ di agricoltura, pesca, caccia, apicoltura nel bel Palazzo della Regione. Mi sono assicurato fedeltà ed obbedienza dall’on. Paolo Ripamonti, specializzato in agenzie immobiliari, pendolare tra Laigueglia, Alassio, Garlenda, e dalla molto onorevole Sara Foscolo, premiata vice sindaco di Pietra Ligure e in ambulatori medici. Una ascesa fulminea, meritatissima, compensatissima, da 14 mila euro il mese, autostrade, ferrovie e voli gratis. E poi si blatera che in Italia si tira la cinghia. La mia lobby umanistica ? Leggermente trasversale a trazione leghista e dove è vietato l’uso della lupara.

Anzi, lui non ci tiene, ma lo considero il ‘grande vecchio’  buono del partito in Riviera, il valbormidese e il collinare.  Quel mitico fenomeno, schivo, riservato, ascoltato, exoterico alla ligure: poche parole, il fare che conta. E’ lui P.I. Guido Bonino, il Richelieu che non si inginocchia, fa inginocchiare,  il più silenzioso deputato della storia ligure, secondo solo al compianto democristiano albenganese e contadino Bartolomeo Bolla.  Bonino che dovrebbe insegnare a tutti la virtù di ‘abbassare i toni’ , cantanti esclusi, fu più volte sindaco di Cengio già negli anni ‘ 70 col segretario comunale dr. Mauro Suffia, poi è stato senatore, assessore regionale per breve tempo con il ‘fratellino’ presidente Sandro Biasotti; in giunta c’erano l’iniziato Vittorio Adolfo, imperiese e altri miei seguaci. Nel gruppo figurava allora il Bruzzone cacciatore emerito. Dimenticavo, Bonino presidente della Commissione nomine e suo vice quel Nicolò Alonzo nel bel mezzo dei sacrifici richiesti ai comunisti della prima edizione. Bonino chiamato d’urgenza, per pochi mesi, alla presidenza della Provincia di Savona.

Foto dell’archivio di Belfagor: non traggano in inganno le compagnie: chi sale e chi scende, escluso Bonino che resta in cielo per il bene comune

E ora un segreto, proprio segreto ? Belfagor sottoscrisse un patto, tra fratelli terreni, ai tempi dell’insuperabile studioso di storia locale e sindaco di Pietra Ligure, cav. Giacomo Accame. Io, gran diavolo cantaballe, rivelai che lui aveva superato l’esame della ‘pietra grezza‘ e con il compianto fratello principe di Seborga guadagnai l’invito ad un’agape. Ma quando l’estraneo (Belfagor) fu smascherato, dovetti promettere che non avrei mai accolto all’inferno nessuno dei presenti. Tutti meritevoli di paradiso. Ricordai a U Càcura’, alle prese con travagli umani e sentimentali, l’articolo 30 dello Statuto della Lega (allora Nord, oggi Salvini), che recita: “….la qualifica di Socio Ordinario Militante è incompatibile con l’iscrizione o l’adesione a qualsiasi altro partito o Movimento politico, associazione segreta, occulta o massonica e o a liste civiche non autorizzate dall’organo competente…il verificarsi di tale incompatibilità comporta l’espulsione automatica ed immediata dell’associato”. Che rispose ? ‘Gentile Belfagor ti regalo un bigliettino, ci sono i nomi o quasi….divertiti e lasciami in santa pace alla mia veneranda età‘.

Eppure ero orgoglioso di una Lega, versione Belfagor, con un rampante gran ‘capo’ impegnato sul fronte. L’Edoardo Rixi, giovane e riflessivo, affascinante e travolgente, che il non indiavolato gran Salvini detto Matteo (non quella buonanima di Salvini -Firenze, 21 luglio 1925 –  2 ottobre 1982 – medico, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1970  al 1978) ha voluto ora con se al governo più Speedy Gonzales della storia repubblicana di Roma. Edoardo esperienza di capogruppo (nelle legislatura delle spese pazze in Regione Liguria) e ambiziosi traguardi  da assessore regionale allo Sviluppo, dell’isola Gallinara inclusa; direttore d’orchestra nella scelta vincente dei candidati al parlamento e da ultimo di sindaci purchè all’orecchio del gran saggio Bonino. Per amore dell’istituzione massonica non si possono dimenticare, sottacere, i meriti di chi ha lavorato sodo e bene in campagna elettorale. Stefano Mai, dall’autogrilli dell’Autofiori Ceriale Sud al Marchesato di Zuccarello, alla accorta cabina di regia della giunta regionale. Maltrattato ingiustamente dal popolo agricolo ingauno alluvionato.

Stefano Mai assessore regionale e già sindaco di Zuccarello, fratellino massone di Belfagor

Belfagor non li sceglie a caso nel mazzo. Obbligatorio un dirompente curriculum. Mai e poi mai, nato a Santa Margherita Ligure il 25 maggio 1970 ( gli ho fatto tanti auguri….), cittadino super onorario di Zuccarello, diploma da perito elettronico. Volontario e caposquadra del gruppo comunale antincendio boschivo (VAB), socio fondatore della Società pesca sportiva “Amici di Sampei”, già membro del Comitato di gestione del CIO Ingauna (centro intercomunale) quale referente per le Valli Neva e Pennavaire. Per 10 anni sindaco, dal 2008  iscritto alla Lega Nord Liguria; ex consigliere provinciale di Savona con l’incarico di vice presidente della Commissione Affari Costituzionali (ruolo di peso e spessore, da cultura giuridica), capogruppo, dal luglio 2015  assessore regionale multideleghe: Agricoltura, Allevamento, Caccia e Pesca, Acquacoltura, Parchi e Biodiversità, Sviluppo dell’entroterra, Escursionismo e Tempo libero. Bisognerebbe raddoppiare il piccolo stipendio mensile da assessore esterno che ora è di 13.764 € al mese, all’anno 169.168 €. Un’inezia rispetto al ‘cachet’  di Belfagor, dei capistazione e degli orchestrali.

Attenzione, non si dimentichi, nel medagliere, che il mio Mai, da settembre 2016 a marzo 2017, ha ricoperto l’incarico di commissario provinciale della Lega di Imperia. La terra del Casinò e dei crisantemi. Qui ho contato – qualcuno è in sonno profondo – i miei veri  ‘adepti’ nel Carroccio: sono almeno una dozzina, come gli apostoli del mio rivale Gesù in terra. E abbiamo incoronato, sulla Riviera dei Fiori, anche un giovane parlamentare. Ho messo in campo un candidato sindaco che dovrebbe battere uno Scajola che da ministro dell’Interno fotocopiava la lista dei miei ‘protetti’. E’ finita nel dossier di un’indagine, una delle 17 telenovela, con 16 da vincitore.

Sciaboletta sa…, noi sappiamo…, loro sanno…. Chi non può essere soddisfatto di tanto ben di dio ! Dimenticavo un altro successo. Da un anno l’infaticabile Mai (il prossimo onorevole spetta a lui) si deve sobbarcare il ruolo di commissario della Lega (non quella del calcio) del comprensorio di Borghetto S. Spirito, Ceriale e Val Varatella. C’era un tale, credo si chiami ancora Ricotta, detto Enzino, di San Fedele d’Albenga. Da segretario aveva moltiplicati i tesserati;  leghisti e forzitalioti hanno vinto le elezioni, ma i pettegoli sostengono che pretendesse la presidenza della Servizi Ambientali Spa comprensoriale. E fosse rimasta all’asciutto di iscritti. Mistero. Dove siamo, siamo matti ! Subito commissariato, con il plauso al silenzio dei media locali. Alla Spa pubblica depurazione e affini, difesa come un fortino dal santone Vaccarezza e C. meglio farci piovere dall’alto quel ‘fratellino’ che fa rima con Bonifacino, semisconosciuto avvocato valbormidese in simbiosi da ‘lieson’  con un ‘muratore’ della stazza e fedeltà di un Paganelli.

Io Belfagor che ho convinto il rotariano Roveraro iunior a farsi da parte, quel posto non era adatto per lui. Ci capiamo, vero !? Io un nome forte, fortissimo l’avevo. Visto che al prode Franco Vairo, nonostante la lunga carriera in ‘muratoria’ da camici bianchi, da vedovo della zarina siciliana più amata dagli ingauni, promossa al Parlamento per un paio di giorni, nulla era stato dato in dote. La Spa che depura e produce ‘seggiolini’ e ‘poltroncine’ calzava a pennello.  Anche perchè Albenga, con Garlenda, Villanova e Cisano sono sede di mie ‘ambasciate’. Istituzione massoniche e obbedienze varie. Io sogno sempre l’Osbruma di Boissano.  Champagne e girls. Sia chiaro qui lo dico e qui non lo nego. Non si confondano gli amici di Belfagor che stanno tutti dalla parte delle Legalità, con la L maiuscola, con chi rema munito di pattini di ferro, sguazza nella melma come i topi.

Noi indiavolati, checche se ne pensi e se ne dica, facciamo opere di bene nelle Istituzioni Repubblicane: ospedali,  Asl, banche, assicurazioni, amministratori di condomini, enti portuali, Comuni, in aziende pubbliche e private, nel Catasto e delle Entrate. L’ultima benemerenza acquisita da Belfagor fresca fresca ? A Ceriale doveva essere candidata una ‘miscredente’ del diavolo, tale ingegnosa Milani, vulgo ingegnere. Si era messa in testa, persino con tanto di maglietta, di istituire una ‘sezione distaccata‘. Una sgarbo plateale al mio gruppone che ha già una ‘dissidente’, allergica al diavolo e alla diavolerie, tale Sonia, avvocato Viale, fu sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia. E  da imperiese verace un pelino antiscajolana veterana.  Bene la Milani spazzata via come un fuscello, sei mesi in purgatorio. E la sapete l’ultima ? Quale è la candidata della lista dello scienziato in Storia Medievale, prof. D’Acunto, detto il Nicolangelo, che ha preso più preferenze ? Da crepapelle: la cugina…. della Milani. Una vendetta servita….!?

Cari amici di Belfagor sono davvero un diavolo beato perchè la libera stampa cattolica e laica mi lascia campo libero. Io parlo e scrivo, loro tacciono e fan felici i miei antagonisti in loggia. E’ vero sono giovani e spesso malpagati, devono tirarsi su le maniche, molti pagati a notizia,  un giorno il loro pradreterno buono li ricompenserà per tanta osservanza. I big di quel giornalismo da prima pagina ogni tanto parlano dei ‘diavoli’ che non indossano più il cappuccetto nero. Senza disturbarli troppo, allineati ai loro fratelli nell’editoria che conta. A parte quell’indiavolato e arricchito di Travaglio Marco, abbonato alla 7 di mister Corriere della Sera. I lettori, fedeli e non, savonesi ed imperiesi, apprezzano il ‘silenzio stampa’, non gradiscono curiosi e ficcanaso irrispettosi. L’unico che si salva dalla lista è il ribelle, indomabile, Rainisio, in arte Matteo, che da battaglia a tutto e a tutti. Gran coraggio, altro che spaventapasseri. Ha persino dato vita ad una Fondazione: I pellegrini di Ivg. Si dedicano agli uffici stampa.

Il neo senatore leghista eletto nel ponente ligure esibisce al Senato della Repubblica la cravatta ‘no Bolkestein’ ma anche a sostegno dei ‘fratelli’ balneari in pericolo

Vorrei poter concludere in bellezza come solo i  veri indiavolati di Belfagor sanno fare. Peccato, l’avevo avvertito quell’Angiolone di Vaccarezza: tu hai conosciuto, conosci, convivi, ti alleni, hai litigato, hai fatto l’amore (non da sesso) con tanti miei ‘diavoli’ e ‘diavolesse’, con questa tornata delle comunali rischi di bruciare anni di gloria. Attenzione. Comunque consolati almeno con Carcare.  Chi non è con me è contro di te. Salutiamo quel ‘muratore’ del diritto e in toga. Ricordiamolo: Unum castigabis, centum emendabis. Il loanese l’ha prima accarezzato, valorizzato, spinto, poi spazzato via come un fuscello, nonostante il ‘vostro’ si facesse fotografare con ministro imperiese. Chiamiamo a testimoniare Paolino Marson in persona e nella Città della Torretta? Salutiamo il vincitore rivelazione, fratello Paolo Ripamonti che può aggiungere al carniere quel brav’uomo di Roberto Sasso del Verme e la ‘dolce’ compagnia ‘canta che ti passa’. Non serve aver frequentato con diligenza  il ‘Centro Studi e Scuola Quadri della Lega Nord Liguria diretta dall’ex fondatore di AltraSavona, Adriano Faroppa  e da Giorgio Calabria. Io sto con il celodurismo  di chi c’è (Bonino)  e non si vede. Un vedovo, insegnante pensionato, per tre mesi pure presidente della Provincia, pensione di reversibilità, dalla Regione, da Senatore della Repubblica (non delle banane). Si permette solo un’auto nuova.

Anime belle del paradiso. Io mi fregio di aver raccontato almeno tre generazioni di leghisti in soli 15 anni. In principio Giovanni, fra Gian, Genta, primo leader savonese, poi Rino, l’ingegnere Canavese, uno che ha meritato la gran carriera, dall’Ente Porto all’autorità portuale ligure, alla corte del re della autostrade  di Tortona, Marcellino Gavio. Poi toccò a Sergio Cappelli senatore, fino al ‘povero Andrea Bronda, oggi promosso a presidente della Pro Loco di Toirano, ma ha anche ripreso pieno possesso di una pregiata ed estesa tenuta olivicola, con moderno frantoio di famiglia in frazione Cantone di Vendone. Per la ‘confraternita leghista,’ Andreino, piccolo e battagliero, ridotto a miti consigli, il riposo è il purgatorio.

Infine l’Annuncio Vobis….Paolo Ripamonti “si è preso la Lega”, domenica 28 novembre 2010. Stravinto il congresso davanti a 200 iscritti. L’unico suo sfidante il professionista savonese (ex portiere del Savona Calcio) Fiorentino Nacinovich. Che ridere a scrivere quel cognome sulla scheda. Per Ripamonti 39 preferenze su 58 votanti.  Pochi complessivamente perchè i rappresentanti dei circoli votano con la delega di 5 iscritti ciascuno.  Nell’aprile 2012 i giornalacci:  “Lega, scintille Ripamonti – Guarnieri, corrono veleni tra il segretario ed il sindaco di Albenga dietro il voto per il nuovo segretario ligure”. Non contenti del titolaccio del 5 marzo 2012: “Tesseramenti gratis, bufera nella Lega. Novanta iscritti ma alle casse del partito mancano le quote”. Il segretario amministrativo, Erano Lino Belledonne, un cognome che fa invidia, spedisce tutto ai vertici a Milano. “Tempestosa vigilia del congresso cittadino. Resa dei conti tra le due correnti del Carroccio” scrive il carissimo Dario Freccero, poi promosso in quel di Genova, redazione centrale, con l’affidamento al settore sport. Nulla a confronto dell’aprile 2010 con le prime pagine: “La Lega Nord nella bufera, quattro membri del direttivo chiedono la sfiducia della segretaria cittadina Dall’Aglio Rebagliati (oggi consigliere comunale di maggioranza e bombardata da invidiosi….); lei che ai vecchi tempi era l’uccellino di quel terribile, già cronista di giudiziaria, oggi un po’ intronato, che risponde al nome di Corrado, vulgo Luciano. Il torello antiteardiano e amico solo dei massoni collaborativi. Colleghi inclusi.

Edoardo Rizzi, assessore regionale leghista, quando aveva la delega allo Sviluppo economico, all’industria, commercio, artigianato, ricerca ed innovazione tecnologica, energia, porti e logistica, a colloquio a Savona con il vice sindaco Arecco. I ‘fratelli’ ascoltino!

Già, dimenticavo l’ascesa,  nell’inverno 2017, del mio ‘untore’ Roberto Sasso Del Verme e l’intervista: “La Lega avverte i suoi. Basta personalismi pensiamo solo a vincere, da Cairo a Borghetto S. Spirito”. E lui ha stravinto nella sua Laigueglia che ha abbandonato la saggia strada della lista unita. Il segretario leghista aveva giocato una partita vincente con Paolo Ardenti che aveva sfiorato di un soffio l’elezione. A Sasso Del Verme erano confluiti i voti, di fratellanza, vicini al commissario politico savonese Guido Bonino. All’ex consigliere regionale  Maurizio Tortarolo, corrente di Rixi e dal vice sindaco di Savona arch. Massimo Arecco. A proposito sarà anche lui un ‘parrocchiano’ ?

Ma non si dimenticano in fretta quelle sante parole del ‘maestro Bonino‘  sulla pagina nazionale de La Stampa, con l’inviato Michele Brambilla, 24 ottobre 2010:“Dopo le ultime regionali si è deciso di azzerare gli organi provinciali e di rifare i congressi. Perchè? Diciamo che si è ritenuto opportuno fare così. Quando si cresce qualche problema c’è. Rappresentiamo anche noi la società. Non posso dire tutto va bene madama la marchesa, ogni famiglia ha i suoi problemi”. E Belfagor aggiunge: ogni loggia ha i suoi da sponsorizzare o far sedere in panchina, se il caso neutralizzare. Ogni ‘Obbedienza’ deve proteggere gli adepti e metterli in guardia dal rispettare la ‘sacra riservatezza‘. Si aiutano prima di tutto i ‘fratelli veri’ che hanno saputo costruire alleanze e scalate al potere. A Piazza del Gesù sono accolte anche le quote rosa, a Palazzo Giustinani hanno solo diritto al titolo di Stella d’Oriente , meglio stelline, se accompagnate dai mariti e un tempo il tempio era precluso ai separati o divorziati. E ora ? Accolti a Piazza del Gesù ? In Francia io  frequento le Apprentie, Compagnonne, Maîtresse, Parfait Maconne. Sono deliziose e giudiziose, loro rispettano il periodo mestruale.

Per finire con un doveroso, fraterno, abbraccio e stretta di mano con il pollicino, la devo al condottiero di ieri e di oggi. Sette vite vissute nella perfetta osservanza delle mie discipline. Grazie di cuore carissimo Bonino per i fans Guido. Per tutti resti la stella cometa che conduce nel mio regno. Gli ultimi saranno i primi. Chi viene con me avrà bastone, carota e potere. Restiamo uniti nel ‘Grande Architetto’ di Belfagor.

Belfagor

 

 

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