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C’è la mafia stradale e mi firmo
Viaggiare oggi ? Lotteria a prezzo variabile

Ecco il carteggio elettronico intercorso con l’illustrissimo Signor Direttore della testata informatica Targato CN, carteggio finalizzato alla pubblicazione di un articolo purgativo nei confronti della mafia stradale, che si manifesta nella sua versione colorata di verde. Auspico solamente che le popolazioni si mobilitino per avere una rete di trasporti ferroviari non limitata dal dualismo tra alta velocità e rete complementare solcata solamente da treni locali a percorrenza breve o brevissima e fermate in tutte le stazioni, ma un sistema veramente integrato ed assoggettato alle necessarie migliorie infrastrutturali, volte ad assicurare quelle alte prestazioni facilmente ottenibili grazie alla tecnica moderna.

Sul Vostro sito ufficiale, giovedì 7 giugno 2018, alle ore 17:46 è stato pubblicato un articolo sulle nuove autolinee a lungo percorso. Chi scrive, al pari di altre persone, specie se residenti in Svizzera od in Austria, abituate a poter contare sul trasporto ferroviario, che può calare in tavola carte di tutto rispetto come la sicurezza, grazie alla guida vincolata ed alla marcia comandata, la velocità e la regolarità, grazie alla marcia su sede propria protetta e non perturbabile né dalle condizioni meteorologiche avverse, né dal traffico intenso, nonché la comodità, grazie alla più bassa probabilità d’indurre cinetosi ed all’allestimento che, in prima classe, può essere davvero confortevole, per tacere dell’ecologia, in particolar modo se la trazione è elettrica, nutriva non poche perplessità nel vedere le prime riprese audiovisive provenienti dalla sponda occidentale dell’Atlantico, dove il treno aveva un ruolo alquanto marginale e l’autobus era ed è tuttora adoperato su lunghe e lunghissime distanze.

Oggi, purtroppo, a causa di un pilotato sfacelo del sistema ferroviario, che, nel Piemonte e nella Lombardia occidentale, raggiungeva un livello di capillarità ineguagliato in Italia e, forse, nel mondo, siamo costretti ad assistere pressoché impotenti all’istituzione di vere e proprie tradotte, camuffate da servizio pubblico su distanze e, di conseguenza, tempi di viaggio improponibili per il mezzo stradale e, per di più su rotte comodamente percorribili in treno.

Prima della scellerata delibera del 2012, si sarebbero potuti organizzare treni dalla Granda, che, dal capolinea di Cuneo, passando per Savigliano (raggiungibile via Fossano o via Saluzzo), Cavallermaggiore, Bra ed Alba, avrebbero potuto raggiungere comodamente Milano via Castagnole Lanze – Asti – Casale Monferrato – Mortara, come, peraltro, già succedeva in passato, ed, eventualmente, proseguire verso Bergamo (solo da lì sarebbe necessario l’autobus per l’aeroporto di Orio al Serio), Brescia, Verona e successive destinazioni, oppure, da Alba, raggiungere la Val Padana via Castagnole Lanze – Nizza Monferrato – Cantalupo – Alessandria, senza toccare il trafficato nodo di Milano: c’è solo l’imbarazzo della scelta sull’itinerario.

Va da sé che, per un’utenza particolarmente numerosa, anche su itinerari atipici, potrebbe essere istituito un servizio speciale per determinate occasioni oppure regolare, altrimenti, una rete di coincidenze con cambi e servizio bagagli al seguito introduce svantaggi minimi, senza dover costringere i viaggiatori a lunghe e snervanti trasferte stradali. Altro particolare degno di nota – negativa, naturalmente – è l’aver trasformato servizio di trasporto in un’attività economica qualunque a scopo di lucro, con l’inserimento nel comunicato di vari albionismi, per di più appartenenti al gergo dell’economia e della finanza: il viaggio, oggigiorno, è diventato una lotteria a prezzo variabile.

Roberto Borri

 

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