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Cairo M. la pagina piegata in busta gialla

Manoscritto con penna biro, parole ben marcate in blu, lettere grandi, stampatello maiuscolo. Da tenere ben presente che tutta l’operazione si svolse nelle prime ore del pomeriggio. Veniva immancabilmente ogni giorno dalla campagna savonese dove pare che vi dormisse a scopo d’utilità varie. Anche per non soccombere alle furie degli agenti atmosferici molto violenti in quell’anno.

Verificato un temporale molto invasivo, solamente da conoscer per ovvia curiosità, come la risposta naturale di un albero abbattuto. La vitalità dell’uomo, ormai infragilita ma non compromessa, per non soccombere si dovette porre di fronte e anche da una parte della pietra d’inciampo. Dopo aver posato la biro sulla scrivania di vero legno stagionato mise la pagina scritta fittamente nella busta grande e quando uscì di casa la introdusse nella feritoia delle Poste quindi si allontanò per la strada.

Il foglio scritto l’aveva piegato a metà; quando poi fu vicino alla cassetta rossa, introdusse la busta e sentì che scivolava in fondo.

[Aveva messo la pagina scritta – raccontò il testimone occulto – che aveva piegato a metà, nella busta gialla, poi era uscito di casa per imbucarla. Quando fu vicino alla cassetta delle Poste introdusse nella feritoia la sua busta e, mentre questa scivolava verso il fondo, si allontanò per la strada. Ore 16,12]

Quel pomeriggio pensò di aver già fatto abbastanza. La sua lettera cifrata conteneva tutto il piani di fuga di Kappler e il luogo di sepoltura di altri SS. La richiesta particolare che gli era stata rivolta, pensò tra sé, l’aveva assolta nel più rapido e sicuro dei modi.

Da sola, quella semplice pagina piegata in due, valeva tutto il fondo segreto messo a disposizione dei collaboratori privilegiati.per l’intero mese del suo svolgersi. Le più recenti quotazioni dell’oro erano state senza variazioni sui mercati asiatici dove il lingotto, con consegna immediata, passava di mano a 1.293 dollari l’oncia.

Decise che avrebbe lasciato la sera stessa quella località disagevole e si sarebbe trasferito in una delle città più centrali del territorio, in attesa di altri compiti speciali. Era sufficiente aspettare un messaggio di localizzazione che sarebbe arrivato in qualche modo elettronico coperto.

Bruno Chiarlone Debenedetti

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