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L’omicida (‘il nano di Ceriale’) innamorato della bella panettiera che uccise nel negozio, la zia del candidato sindaco prof. D’Acunto

Una follia, una donna ed un uomo uccisi barbaramente a coltellate. Ceriale sgomenta per un’assurda tragedia. Una delle due vittime era Angelina D’Acunto 27 anni, commessa, zia del prof. Nicolangelo D’Acunto candidato sindaco per lo schieramento Forza Italia – Lega e lui era un ragazzino di 6 anni. L’altra vittima fu Giuseppe Ravetta, 22 anni, rappresentante di commercio. L’assassino, Giovanni Mulè, 37 anni, era stato dimesso dal manicomio perchè “non pericoloso e per mancanza di letti”, faceva il bracciante agricolo in un’azienda della piana. La tragedia si è consumato davanti agli occhi terrorizzati di una bimba, Luigina Marone di 10 anni, nipote dell’uccisa che lavorava nella panetteria – pasticceria Somaglia di via Indipendenza

Angelina D’Acunto era la zia paterna del candidato sindaco di Ceriale

Scriveva l’inviato speciale della Gazzetta del Popolo di Torino, Guido Coppini di Genova: “Il suo dramma era la statura. Dieci centimetri più alto e Giovanni Mulè, bracciante agricolo, sarebbe oggi uno sposo ed un padre felice. Invece è un assassino, un uomo che ha ucciso una ragazza ed il rappresentante che in quel momento si trovava  con lei nel negozietto…non pago ha ferito anche un uomo che cercava di bloccarlo mentre stava cercando di scappare…L’omicida è stato due volte in manicomio. aveva tentato due volte di gettare la moglie dal terrazzo, diceva di essere la reincarnazione di Gesù Cristo. …Angelina D’Acunto, 27 anni, bruna, piccola, graziosa, fidanzata ad una Guardia di Finanza di Ventimiglia (avrebbe dovuto sposarsi a maggio)…Giuseppe (Pino) Ravetta di Pietra Ligure, sposato con una parrucchiera e padre di una bimba… non una sola coltellata è andata fuori bersaglio…Mulè ha colpito sette volte con una coltello dalla lama lunga 25 centimetri, comprato il giorno prima in un ferramenta di Ceriale….Angelina e Pino sono morti subito…Raccontano che abbia pure preso a calci  i corpi ormai esanimi, prima di uscire nel vicolo seminando panico e ferendo Ivo Passalacqua, 46 anni, che aveva capito tutto e gli si era fatto incontro per bloccarlo.  In quel momento nel vicolo c’erano  Gaetano Forte, 24 anni ed il pensionato Bovio Mostardini.

Mullè, originario di Villalba, era in Liguria da 15 anni. Bracciante agricolo in Regione San Giorgio dall’azienda Zunino.  A Ceriale conobbe Celestina, 17 anni, e la sposò dopo soli tre mesi di fidanzamento. La coppia ebbe  una bimba.  In quel tempo Celestina  era domestica  presso la famglia di uno stimato medico, il dr. Bartolomeo Merlo (Bertin) e la bimba aveva  un anno e mezzo quando la moglie lasciò Mulè.  Lui tornò in Sicilia, ma qualche anno fa fece ritorno in Riviera. “Era chiuso   ossessionato dalle donne – dice Sara Lanza, professoressa, che l’ha avuto in casa come inquilino, un alloggio  distante tre portoni dal negozio della strage.Mulè che ripeteva alla professoressa: ” Le donne mi respingono perchè sono piccolo”. E’ poco più di un metro e mezzo. L’abbandono dalla moglie lo aveva prostrato, si sentiva offeso anche nella sua virilità.  “Sa cosa dicono in giro ? Di non essere un uomo. ma vedranno”.  Alle feste da ballo i suoi inviti con inchini veniva  abitualmente respinti. E lui che ripeteva: ” Ho bisogno di una donna, devo trovare una donna. Cosa dice signora, sono davvero un nano ? Alla fine, con una mente distorta e folle, si innamorò, senza essere per nulla contraccambiato, di Angelina D’Acunto.…Il giorno prima ha comprato il coltello per uccidere…. nelle carceri di Savona, Mulè ha risposto alle domande del procuratore dr. Camillo Boccia, dopo aver dormito otto ore filate.  Il povero Ravetta, a sua volta, stava vendendo patatine….La perizia psichiatrica è stata affidata al prof. Aldo Franchini.…L’interrogativo: perchè un paranoico  osserssionato sia stato lasciato libero…e di uccidere”.  Si sentiva preso in giro da tutto il mondo…

Intanto i parenti piangevano la povera Angelina: “Era così buona, semplice, gentile con tutti, lavorava sempre e non conosceva un giorno di festa. Scena straziante anche per Pina, moglie di Ravetta, ignara del dramma che si era abbattuto su di lei e alla figlioletta Marzia. Quando l’hanno convocata in caserma credeva che il marito fosse in stato di arresto, messa al corrente degli eventi è svenuta”, scriveva  Giuseppe Morchio su La Stampa.

QUEL NIPOTE CHE AVEVA TENUTO IN BRACCIO

E CHE SI E’ FATTO ONORE CON UNA BRILLANTE CARRIERA

Nicolangelo D’Acunto, nato ad Albenga nel 1966, forse futuro sindaco di Ceriale, ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dottore di Ricerca in storia medievale alla Cattolica di Milano, ha completato la sua formazione presso importanti istituti internazionali di ricerca storica come l’Ecole Française e l’Istituto Storico Germanico di Roma. Dopo aver insegnato all’Università di Perugia Paleografia e diplomatica (1997-1999), è stato ricercatore  (2000) e dal 2003 professore associato di storia medievale presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel maggio 2010 ha conseguito l’idoneità a professore ordinario e in quel ruolo ha preso servizio a decorrere dal 2014. Dal 2001 al 2007 è stato Mitarbeiter del Sonderforschungsbereich 537 della Technische Universität di Dresden e nel triennio 2008-2010 ha preso parte a un progetto di ricerca sul papato medievale finanziato dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft. Nel 2007 è stato Research Fellow presso la Katholische Universität Eichstätt.

Tesi di dottorato: Il posto dei laici nella Chiesa e nella societas Christiana negli scritti di Pier Damiani, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, VI ciclo.

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