Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, il mega porto perde la Bandiera Blu, ma è un gran fiore all’occhiello su cui contare

Un vero peccato, ma non è una tragedia, anzi serve per una riflessione e sprone, persino positiva. Solo Rai 3 Regione e un fugace cenno sui quotidiani locali hanno dato notizia che Marina di Loano è ‘scomparsa’ dalla lista nazionale e ligure Bandiera Blu 2018 della Fee (Foundation for Environmental Education ) a cui apparteneva da sei anni. Non c’è da cospargersi il capo di cenere. Non conosciamo le motivazioni dell’esclusione. La società ha ritenuto di fare una precisazione solo a SavonaNews che in solitaria aveva riportato l’esclusione del porto loanese, unico in Italia a risultare escluso.  Sarebbe compito dell’informazione darne conto ai lettori, ai cittadini, non per  scandalismo, per informare i cittadini senza puerile autocensura. Vedi a fondo pagina il contenuto del sito di Marina di Loano a proposito di Bandiera Blu nel 2017. Leggi anche Loano aderisce ad un progetto Italia – Francia per la valorizzazione del patrimonio naturale (ciò che resta dopo cemento selvaggio) e culturale (molto) del territorio. Leggi e vedi le immagini del successo ‘Loano legge in ogni angolo’.

Una canna da pesca tradizionale per passatempo, unire l’utile al dilettevole nelle acque del porto turistico di Loano

Il beniamino e seguitissimo Ivg.it ha taciuto scrivendo: “Per quanto riguarda gli approdi turistici, invece, la Bandiera Blu sventolerà a Marina di Andora, Marina di Alassio, nella Vecchia Darsena di Savona, a Cala Cravieu a Celle Ligure e a Marina di Varazze.” E Marina di Loano ? Non interessa ai lettori parrebbe di capire. Del resto la società ha un rapporto commerciale con Edinet  Srl dell’editore pietrese Matteo Rainisio e che da gennaio cura anche l’ufficio stampa del Comune: 12 mila euro  netti l’anno, per tre anni. Un commistione con il denaro pubblico che mal si concilia con l’indipendenza di un autorevole web e dei suoi giornalisti.

La nota della direzione, inviata a Savona News, dice: “In relazione alle notizie circolate sulla stampa nella giornata di ieri circa la mancata assegnazione alla struttura della Bandiera Blu 2018, la direzione della Marina di Loano informa che la domanda per l’assegnazione della certificazione per l’anno 2018 non è stata presentata a causa di un disguido. Marina di Loano mantiene pertanto tutte le caratteristiche che negli anni l’hanno sempre vista all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente e della salvaguardia dell’ecosistema marino e continua a lavorare a questi obiettivi con la stessa intensità e l’impegno di sempre. La miglior testimonianza in questo senso è la fiducia e l’apprezzamento ricevuto dal mercato, che ha visto soltanto negli ultimi mesi oltre 160 diportisti scegliere la Marina di Loano come porto di stazionamento per la loro imbarcazione”. Nota che è stata successivamente inviata e pubblicata anche da Ivg.

A Loano se c’è una miniera da valorizzare, spronare, sostenere, oltre ai decimati alberghi, a complessi come Loano 2 Village, Ai Pozzi  hotel residence Village, è proprio quel porto che resta l’unica vera e grande attrattiva dell’era moderna per una città a cui è mancata la saggezza di crescere a ‘misura d’uomo’. Salvaguardare il bene primario dell’ambiente  e le sue caratteristiche peculiari, da cartolina; è difficile immaginare possa facilmente trasformarsi in attrattiva con veri milionari o forse miliardari da yacht da sogno, clienti che approdano alle banchine di Marina di Loano, una clientela di qualità che mal si sposa con l’invasione di massa, la corsa ai numeri, spesa pro capite giornaliera da scoprire. A Savona l’arrivo di Costa Crociere, secondo i dati diffusi dalla società, frutta 62 milioni l’anno e 26 euro per passeggero.

Uno scalo che ad là delle cerimonie inaugurali con patron Salvatore Ligresti finito nelle patrie galere con le  due figlie e il figlio che seguiva le sorti della proprietà a Loano, resta motivo di soddisfazione e vanto per chi l’ha sempre sostenuto, le giunte di centro destra, compresa la discussa concessione da 60 a 80 anni. Non è neppure utile recriminare – sfogliando la rassegna stampa – che non tutte le previsioni, da volano cittadino, si sono avverate. Dal fiorire di una cittadella commerciale con risvolti amalgamati, ai 250  -300 posti di lavoro. Il porto, dove non mancano clienti da nababbi, difficile credere possa trovare, nel tessuto cittadino, locali In, quanto a nomea. Basterebbe sfogliare le guide internazionali e nazionali per avere conferme. Così può accadere che i diportisti più esigenti raggiungano Montecarlo o la Costa Azzurra, oppure Cannes. Non siamo, insomma, la Costa Smeralda. C’è ancora parecchio cammino da fare ?

Sono realtà che devono spronare ad un più incisivo confronto con Marina di Loano e per essa il Gruppo assicurativo- bancario Unipol Spa. Il fatto che la proprietà sia finita ad una società a dimensione nazionale ed internazionale è motivo di solidità e fiducia della ragione nel futuro dello scalo. In qualche circostanza abbiamo ascoltato da un parte le lagnanze della direzione (almeno ex) del Porto nei confronti di una certa tiepidezza del Comune e nel fatto che molta è stata l’attesa, scarsa la risposta del comparto socio economico loanese. “Siamo visti alla stregua di un corpo estraneo e dovremmo solo dare – osservava un ex dirigente-, abbiamo una proprietà a cui non interessa fare beneficenza a fronte di un investimento da oltre cento milioni di Euro, ognuno deve fare la sua parte fino in fondo.” L’ingente capitale era stato speso dai Ligresti ricorrendo a prestiti bancari. E sull’altro fronte, ai di là delle buone maniere, non sono mancate remore e mugugni per un presunto disinteresse della proprietà stessa, Il caso Zeffirino, quello del SeStante,  pur ignorato dai media, non è stato un buon segnale all’esterno. Come non lo sono le attività che hanno lasciato, sotto la pressione del ‘caro affitto’ e incassi inadeguati. Poi tutti quei locali, da anni liberi, in attesa di un ‘cliente’ e di essere occupati.

Oltre ad essere proprietari di un mega yacht c’è chi arriva in porto con l’auto d’epoca, modello unico circolante

La nuova direzione, da novembre, ha tuttavia trovato una cittadella che si è arricchita di ristoranti e pizzerie. Sono adeguate e consone alla ‘clientela’ d’élite ? Hanno una mole di lavoro nel corso dell’anno che consente di resistere alle spese ? Dopo il SeStante, voci insistenti di difficoltà nella conduzione del bar Gavioli inaugurato negli anni ’90 da papà Giuseppe Gavioli, gran lavoratore che gestiva, con i figli, anche il Bar Haiti (ora ha cambiato nome). Beppe, con la moglie otttima collaboratrice e compagna di vita, era solito alzarsi all’alba. Ha combattuto tante battaglie nel porto, per il dehor, gli intrattenimenti musicali. Lui non si occupava di politica, di Lega Nord, pensava a far girare il lavoro.

La direzione di Marina di Loano pare impegnata a rilanciare come merita il ristorante e il bar dello Yacht Club Marina, con una posizione unica,

Al culmine del molo Francheville installata una fontana per i passanti

impagabile. C’è una sola strada: investire nella qualità totale e nella professionalità del team di dipendenti. Purtroppo è quanto non accadeva fino allo scorso anno. Da una parte personale in parte preparato, ma a se ntir loro demotivato, dall’altra  la scelta del risparmio sul personale stesso. Una strategia che alla lunga non paga per chi guarda al domani. Marina di Loano, se gestita con accortezza, capacità professionali ed esperienza, ha tutte le carte in regola per emergere, salire i gradini delle stelle con alcuni  gioielli da valorizzare. Al Comune versa, come abbiamo già scritto, 160 mila euro l’anno. Non sono pochi. Rispetto a qualche anno fa, c’è più cura  alle aiuole e attenzione nella pulizia, al decoro, nel sostituire i lampioni spenti, forse si potrebbe fare qualcosetta di più nella sorveglianza, diciamo preventiva. Per evitare la presenza di balordi o di gruppi di giovani scalmanati, chiassosi. Il porto non è solo patrimonio di un colosso, appartiene alla comunità nel senso del bene comune e della risorsa da far fruttare oltre i suoi confini.

DAL SITO DI MARINA DI LOANO A PROPOSITO DELLA BANDIERA BLU NEL 2017

Per il sesto anno consecutivo, Marina di Loano ha ottenuto la prestigiosa Bandiera Blu della Fee per gli approdi turistici.

La Bandiera Blu non è semplicemente un riconoscimento alla qualità delle acque, ma viene assegnata ogni anno sulla base di un’approfondita analisi sul rispetto e la gestione di tutte le tematiche ambientali, quali la depurazione delle acque reflue, la presenza di un’area ecologica, la raccolta differenziata dei rifiuti e iniziative ambientali a tutela della sostenibilità dell’area della struttura e del territorio.

La Bandiera Blu per gli approdi turistici viene rilasciata dalla Fondazione per l’Educazione Ambientale (Foundation for Environmental Education) sulla base di diversi criteri: le delle acque del porto e quelle prospicienti non devono essere visivamente inquinate; le fognature non sversano nel porto; sono presenti attrezzature per la raccolta di residui di olio, vernici e prodotti chimici; sono dotati di salvagente e attrezzature di pronto intervento; sono disponibili informazioni ambientali e relative alla campagna Bandiere Blu fornite dalla direzione; è prevista la possibilità di smaltire le acque di sentina e delle toilettes delle imbarcazioni; sono contemplati accorgimenti per lo smaltimento dei residui di lavorazione cantieristica; sulle banchine sono disponibili luci ed acqua potabile.

Marina di Loano è dotata di queste e altre prerogative e perciò, come accade regolarmente dal 2012, anche quest’anno il porticciolo loanese è stato premiato con la Bandiera Blu per gli approdi turistici: “Avere ottenuto nuovamente il prestigioso riconoscimento della Fee – commenta il direttore di Marina di Loano, Marco Cornacchia– è la conferma della costante attenzione di Marina di Loano nei confronti della tutela dell’ambiente marino e un premio al lavoro svolto ogni giorno per mantenere questo livello di attenzione. I diportisti vengono continuamente sensibilizzati sull’importanza di ridurre al minimo l’inquinamento delle acque interne. I nostri stessi collaboratori si impegnano quotidianamente per cercare di raggiungere questo stesso obiettivo. Il risultato di questo lavoro è l’aver ottenuto per sei anni consecutivi la Bandiera Blu per gli approdi turistici”.

L’impegno di Marina di Loano non è rivolto soltanto alla tutela delle acque marine, ma anche all’abbattimento delle emissioni nell’aria: a Marina di Loano, infatti, il calore del mare viene utilizzato per riscaldare e per raffreddare tutti gli edifici e le strutture della parte a terra. All’interno dell’area portuale sono presenti diverse centrali termiche (costituite da enormi accumuli di acqua dolce) e pompe di calore acqua-acqua alimentate a corrente elettrica. Realizzando un continuo scambio termico tra l’acqua salata e l’acqua dolce, queste strutture sono in grado di produrre calore in inverno e di raffreddare gli ambienti in estate.

“Questi apparati – aggiunge Marco Cornacchia – ci hanno consentito di ridurre drasticamente l’utilizzo dei classici apparati di riscaldamento o di raffreddamento ad emissioni aeree e quindi di contribuire in maniera rilevante alla riduzione di emissioni inquinanti nell’atmosfera. Inoltre, tale circuito ci ha consentito di diminuire sensibilmente il consumo di energia elettrica”.

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