Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ceriale: dove non ci sono ‘ personaggi ‘ poco raccomandabili. Tutti promossi, trucioli no!

Quale lezione si trae dagli avvenimenti e dall’attività giornalistica a Ceriale, da anziani cronisti di strada, fuori dalle stanze del potere e amici degli amici ? Se c’è un giornalista che da anni denuncia la convivenza (non connivenza), l’indifferenza, la noncuranza, la tolleranza, l’assuefazione ad una diffusa micro criminalità,  alla radicata rete di prostituzione e proventi riciclati, rassegnazione crescente dei cittadini anche nei confronti della sfacciata sfida di ambulanti (organizzati) nello smercio stradale di frutta e verdura, proprio nella piana più fertile della Liguria; ebbene per un cronista che denuncia, qualcun altro tace. Ovvio che chi si espone all’attacco, al pericolo di ritorsioni, è quello che denuncia, descrive le cose come stanno senza farsi intimorire, magari in forme più o meno subdole, almeno finora.

E’ la sedicesima immagine che da sei anni trucioli.it pubblica sulla costante presenza di ambulanti abusivi (già definiti in passato melonari) che hanno magazzini e base a Ceriale, raggiungendo con 3- 4 camioncini altre città della Riviera. I vigili si dicono impotenti perchè il ‘fermo’ e ‘sequestro’ comporta almeno la presenza di due pattuglie. Non si ha notizia di interventi repressivi o forse saltuari, dei carabinieri e men che meno della Guardia di Finanza. Vendono merce con una vasta scelta e a prezzi super calmierati. La merce di ottima qualità, a loro dire, proviene dalla Campania e dalla Sicilia. Non esistono controlli e garanzie sanitarie, senza scontrini, sleale concorrenza ai negozi e alla stessa agricoltura della piana già alle prese con una crisi senza fine come testimonia lo scenario di decine e decine di terreni incolti, abbandonati anche nella prima fascia costiera. Un crescendo allarmante, sottovalutato dalle Associazioni di categoria, oltre che dalla politica. Merce ‘abusiva’ in vendita che, a quanto si dice, proviene dai mercati generali di Milano e Torino. Cosa significa il silenzio delle istituzioni ? Della prefettura ?

Conseguenze: camminare per le strade di Ceriale ed essere riconosciuti, da ‘guastatori’, non c’è da stare tranquilli. I pochi amici avvertono: occhio perchè molti hanno il dente avvelenato…. Lungi da indossare i panni delle vittime, la paura è umana, soprattutto quando si è rimasti bersaglio di un assalto notturno nella propria dimora a suon di narcotico. Un colpo studiato nei particolari, non improvvisato, nonostante due sistemi di allarme e uno stato di allerta costante. Forse con basisti e mandanti non lontani.

Magari varrebbe la pena riproporre quanto abbiamo scritto lo scorso numero su Ceriale, articolo tra i più letti della settimana (vedi….).. Andrea Camilleri, in un programma Rai, diceva: “La democrazia, partendo dal basso, ha bisogno di una manutenzione quotidiana soprattutto da coloro che indossano una divisa e da chi amministra la giustizia…”. Si spiega perché a Ceriale, da qualche decennio, restiamo inascoltati, abbastanza solitari nel concentrare l’attenzione non solo sugli aspetti positivi (che magari creano amici…), bensì sull’appiattimento dei più, rinuncia alla presa di coscienza. Sul prossimo numero, a conferma di tante battaglie, porteremo alla ribalta una storia che ha dell’incredibile. Non solo da vivi, ci coinvolge da morti.

Chi denuncia si ritrova isolato, guardato in cagnesco anche da certe istituzioni ? Invece di concentrare l’attenzione su una realtà che dovrebbe preoccupare i tanti cittadini onesti, si preferisce delegittimare chi non tace. Quante volte abbiamo documentato, soprattutto con servizi fotografici, la disorganizzazione, l’assenza di un servizio efficiente di polizia urbana, vuoi per mancanza di personale, vuoi per scelte e protezioni sbagliate che si dipanano nel tempo, tra comandanti promossi, ora cacciati, ora tollerati. E l’ultimo comandante non merita di essere l’unico capro espiatorio, ancorché sia il primo laureato e grado da dirigente comunale come non era mai accaduto nella storia cittadina. Chi doveva garantire alla città, ai contribuenti, un comando ed un organico da paese civile e turistico ? Non si dica che il Comune non poteva assumere, visto che hanno assunto cinque vigili con certificato di ‘inabilità’ a prestare servizio sulle strade. Il corpo dei vigili non è mai stato una priorità della giunta Fazio ? Affidato dopo le dimissioni dell’ing. Simone Fresia che ha lasciato anche il consiglio comunale, ad un consigliere artigiano elettricista.

Il pessimo rapporto che esiste tra certi amministratori e il cronista che denuncia, con le immagini che testimoniano e parlano, è anche frutto e figlio di un clima che mira ad isolare chi non si adegua. Che dire di alcune mail inviate a due assessori (in un caso ora dimissionaria) con specifiche domande e solleciti, ma senza risposta ? E l’abc dell’educazione per dire almeno: non ho nulla da dichiarare.

Nell’ultima campagna elettorale (politiche di marzo) si faceva a gara a parlare di sicurezza, c’è chi metteva nella scala delle priorità i migranti, c’è chi faceva di ogni erba un fascio, tra le cooperative che gestiscono i ‘centri’ ed il volontariato che pure è impegnato con gli ultimi della terra: fuggono da fame e guerra, sognano invano una vita migliore e poi si ritrovano emarginati dai più. Verissimo, prima gli italiani, ma se siamo anche cristiani, cattolici praticanti, perchè ignorare gli appelli alla carità, verso i fratelli, di Papa Francesco, del vescovo Borghetti, di tanti parroci, non tutti. Perchè se una giunta di centro destra, accetta i migranti non fa notizia ? E perchè un’altra giunta dello stesso colore  che si rifiuta, viene osannata, acclamata come coraggiosa, difensore del turismo, persino dal rischio di essere contagiati da malattie ? Se ognuno facesse la sua piccola parte non sarebbe più ragionevole ? Il sindaco di Alassio, Canepa, per la sua ordinanza antimigranti, dicono abbia ricevuto grandi attestazioni di solidarietà per via del decreto penale di condanna, non definitiva.

Ceriale almeno in questo si è distinta, salvo qualche brontolio  per essere stata messa di fronte al fatto compiuto, parliamo della presenza di ‘rifugiati’ nel Villaggio Santa Maria Bel Fiore di Peagna di proprietà della Diocesi di Albenga – Imperia. Quella Curia vescovile che ha detto  no all’offerta di un facoltoso imprenditore di Savona che era pronto a comprare per un bel gruzzolo di milioni (sei) e di fronte al fatto che l’area fosse attualmente vincolata rispondeva: “Ci penso io….”. Vale a dire garantirsi una variante al Piano regolatore per un insediamento residenziale- speculativo per lui non era un problema ? Sapeva di avere santi in paradiso ?  Un po’ come accaduto, seppure su altri aspetti, all’imprenditore Andrea Nucera per la T 1. Il suo silenzio sui presunti retroscena dell’operazione forse restano una formidabile carta di credito del futuro. Non è un caso se tutto era partito con il banchiere (ora ex) Gianpiero Fiorani che casualmente dopo anni dalle sue prime disavventure giudiziarie in quel di Lodi, leggiamo in questi giorni dell’inchiesta per autoreciclaggio che lo coinvolge con il secondo azionista (Gabriele Volpi) della prima banca ligure, la Carige. La stessa banca co-protagonista del crack Nucera.

Lui sostiene che proprio dalle infamanti accuse iniziali in cui fu coinvolto dalla Procura della Repubblica di Savona negli anni del procuratore capo Francantonio Granero, e poi prosciolto (associazione a delinquere finalizzata….), gli furono revocate dalle banche, Carige compresa, le linee di credito. Fiorani, protagonista delle scalate bancarie nel 2005 quando chiamava l’allora governatore di Bankitalia Antonio Fazio dicendogli «ti bacerei in fronte». E che aveva comprato le aree dove poi è sorta la T 1. Bisogna dare atto, per chi l’avesse dimenticato, che l’indagine nacque da una relazione dei vigili urbani, poi seguita dai carabinieri del Noe di Genova, col sequestro di tutti e sette gli immobili in cantiere, anni di attesa, processo, ampia assoluzione per il sindaco Fazio ed il predecessore Piero Revetria, oggi sindaco di Vendone, già assessore provinciale nella giunta del presidente Angelo Vaccarezza.

Qualche giorno fa un collega scriveva su la stampa nazionale: “ Hanno vinto le elezioni coloro che hanno cavalcato la sicurezza e l’insicurezza dei cittadini, l’abbandono delle periferie alla delinquenza, ma sono stati zitti, con poche eccezioni, sul tema della sicurezza di chi denuncia la presenza diffusa dell’illegalità, peggio ancora quando siamo di fronte a fenomeni di organizzazioni dedite al crimine,  tra impunità e latitanza dello Stato,  pugno di ferro quando è necessario. Una campagna elettorale che ruotava attorno e soprattutto alla questione dei migranti”. Per le nostre località rivierasche aggiungiamo i ‘venditori’ di chincaglierie sulle spiagge africani e sud asiatici. Se prima il fenomeno era limitato all’estate, ora si incontrano tutto l’anno, sui lungomare, nei centri storici, espongono alla luce del sole. Qualche fuga per i controlli a sorpresa, qualche sequestro, denuncia, multe che nessuno pagherà. Anzichè una seria e costante azione preventiva, quando la marea di ‘abusivi’ si può ancora debellare.

Si utilizzano i vigili per dare la caccia agli ambulanti su aree demaniali, di competenza della Capitaneria di Porto che a Loano ha un comando e uomini per controlli nella stagione balneare,  per far rispettare le metrature, le attrezzature obbligatorie, sorveglianza sul trespolo. Perchè non coinvolgerli quantomeno nel servizi di ‘ronda’ in zone demaniali, spiagge e lungomare ? Si impegnerebbero i vigili in servizi più di istituto ovvero viabilità e controllo del territorio che significa soprattutto prevenzione prima della repressione e coordinamento con i carabinieri delle locali caserme. E senza prevenzione ci ritroviamo un ‘bivacco’ dopo l’altro in ‘terre di nessuno’, vedi la T 1, la Colonia Veronese e altre zone più defilate. Non si deve aspettare che accade il peggio per mobilitarsi. E prima che la piaga diventi cancrena.

Un sorvegliante (società di Milano) di colore al supermercato Lidl di Ceriale

Citiamo, solo perchè non è un fenomeno molto conosciuto, cosa accade nei due maggiori ‘supermercati’ a ponente di Ceriale. Il Gruppo Lidl da qualche mese ha ripreso ad avere un sorvegliante disarmato al suo interno, un aitante cittadino di colore, dipendente di una società di ‘guardie private, di Milano. Ebbene pare che abbia finora sorpreso un centinaio di ‘mani leste’, in qualche caso si ricorre all’intervento dei carabinieri, ma non è difficile immaginare l’attesa e le formalità conseguenti. In un paio di casi si racconta che è saltato fuori il coltello, la fuga, rincorsa all’esterno, il divincolarsi. Va assai peggio al ‘Mercatò’ (ex Famila) dove non esiste sorveglianza e siamo di fronte a  ‘razzie’ quotidiane. Il personale (70 dipendenti) allarga le braccia se si chiede cosa sta succedendo e perchè ci voglia tanto a correre ai ripari. Può persino accadere – ne siamo stati testimoni – che si lasci incustodito il carrello carico della spesa poco prima di arrivare alle casse, e sparisca. In realtà basta osservare bene: ci sono due spazi, alle due estremità delle casse stesse, dove non è difficile allontanarsi con il ‘bottino’. Il più desolato appare il ‘magazziniere’: “Si vede di tutto, dagli scaffali, alle scatole, alle confezioni…, purtroppo siamo impotenti, ci vorrebbe un cronista un giorno intero a raccontare cosa succede”.

Oddio, non vogliamo mettere in relazione quanto avviene nei  due Supermercati con il ‘puzzle’ dei problemi dell’ordine pubblico di Ceriale. La conferma al malessere sociale la si può percepire pure nella formazione delle liste. Gettata alle ortiche la proposta di trucioli.it di un solo schieramento, unito e coeso pur con diverse anime, per superare gli anni peggiori di una crisi senza fine. Da quattro mesi assistiamo a penose ‘sceneggiate’ intrise di personalismi, ripicche, veti ad personam, pretese da chi sembra uscito dall’uovo di Pasqua e si ritiene indispensabile alla vittoria. Come andrà a finire ? Nonostante il vento in poppa del centro destra ‘Modello Toti’, una lista di disturbo potrebbe premiare lo schieramento eterogeneo del candidato sindaco Luigino Romano, che potremmo definire di centro sinistra, con un elemento di spicco della destra ex missina, il vice sindaco Maineri. La speranza che almeno sia una lista all’insegna della competenza, del rinnovamento, dell’assenza di conflitti di interesse. Stesso discorso per l’altro contendente ‘forte’: il candidato (prof Nicolangelo D’Accunto) sostenuto dal gruppo del sindaco uscente Fazio e dalla Lega (probabile vice sindaco, in caso di vittoria, l’ing. Martina Milani), che vede l’adesione del geom. Piercarlo Nervo, a sua volta già candidato sindaco e che muove un buon consenso nella frazione di Peagna dove abita.

L’ultimo interrogativo sarà il risultato che otterrà Luigi Giordano, pure lui con passata esperienza di candidato a primo cittadino. Il consigliere che dall’opposizione più si è speso nella presenza sui ‘problemi’ di ogni giorno, il più assiduo e attivo; ha abbandonato il ‘credo politico a sinistra’ per ‘parlare’ il linguaggio della collaborazione a prescindere. “Non farò campagna elettorale contro qualcuno…mi interessa portare avanti un programma realistico, partendo dalle piccole cose, in sintonia con i bisogni primari dei cittadini, degli anziani in particolare, delle fasce sociali più deboli. Non ho mai sostenuto che i ricchi devono piangere, semmai bisogna essere sensibili verso ci sta peggio, verso i giovani senza colpe se non riescono a trovare lavoro, spesso dopo che le famiglie hanno fatto sacrifici per farli studiare, raggiungere un diploma, una laurea”.

L.Cor.

L.Corrado

L.Corrado

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