Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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La benedetta primavera di Chiaramonti
‘Il nostro turismo viaggia nel buio pesto’

Sono trascorsi quattro, cinque anni. C’è chi sostiene che a La Stampa Savona si senta orfana dell’intramontabile giornalista Sandro Chiaramonti, un ‘ragazzo della via Gluck’ che festeggerà 68 primavere il 6 luglio 2018, e 42 anni di iscrizione all’albo del giornalisti professionisti il 26 maggio. Non si è mai distinto come ‘osservatore e scrittore controcorrente’. Ha resistito nel ruolo di capo di una redazione distaccata più di ogni altro nella storia recente dell’editoria italiana. Con ‘Benedetta primavera’ che abbiamo ‘festeggiato’, da mercoledì, Alessandro, chiamato Sandro, dava un colpo al cerchio e l’altro alla botte. In compenso scriveva, in quell’occasione, che il nostro turismo (ovvero della Riviera ligure, ponentina diremmo perchè le Cinque Terre fanno storia a se, per fortuna) viaggia nel buio profondo. Non traggano in inganno, diciamo noi, i dati positivi del 2017 e gli osanna dell’assessore regionale sanremase, avv. Giovanni Berrino (Fratelli d’Italia); molti fattori, incluso il terrorismo, ci hanno dato una mano, persino dalla vicina Costa Azzurra. La salute dell’industria delle vacanze si misura dalla ‘forza alberghiera’, come quella industriale dalla produttività ed occupazione in fabbrica. Bene tenere conto di presenze ed arrivi, ma soprattutto conta il quoziente di occupazione delle camere (e la durata dei mesi di lavoro), la quantità della spesa, il numero dei dipendenti. In una provincia dove il sindacato dei lavoratori alberghieri è debole e non fiata. Quanti sono gli iscritti ? Solo chi conosce queste realtà ha titolo per ‘parlare’, pontificare, o criticare. Con cognizione di causa.

Quante volte nel corso degli ultimi decenni abbiamo letto titoli ed articoli da ‘allarme turismo‘, in modo più ricorrente quello degli alberghi. Come è finita ? Sarà colpa del demonio, di Belfagor, del fato, del destino, dei pensionati al minimo, dei migranti, certamente anche di chi ha fatto lo spettatore, o forse dei giullari giornalisti che hanno annunciato decine di volte l’apertura di un nuovo hotel in questa o quella località, sempre a 4 o cinque stelle. E non avere mai dato conto che era solo ‘fumo’.

Pensate all’hotel di lusso che doveva sorgere nell’edificio della vecchia stazione di Albisola; alla nuova zona alberghiera retrostante il porto di Varazze; ai 5 stelle (non di Grillo) dell’ex colonia Milanese di Celle Ligure; alla struttura gioiello ma ridotta a scheletro nell’antica dimora sul mare di Bergeggi che fu dei conti Millelire, ora avviata a ‘seconde case’ di lusso; all’hotel a quattro stelle, sempre a Bergeggi, nelle ex colonie ai confini con Spotorno; un secondo hotel, poco oltr, doveva sorgere nel Comune di Spotorno. E ancora l’hotel a 4 stelle a Noli nell’ex fabbrica refrattari; quel cinque stelle sorto a Varigotti e definitivamente fallito e chiuso nonostante la serietà dell’ex giunta comunale di Finale che al primo tentativo di creare un residenze bloccò i lavori.

L’ultimo annuncio  in ordine dei tempom per Finale, (ma l’undicesimo della serie e forse è la volta buona, non conosciamo i tempi) di un 4 stelle nell’ex cava Ghigliazza. Altra ‘zona alberghiera’ dovrebbe essere in parte realizzata nelle aree ex Piaggio di proprietà di un Gruppo finanziario di Torino. Un quattro stelle era previsto nella ristrutturazione di un vecchio albergo sul mare a Borgio Verezzi. Poi un paio di hotel, tra cui un quattro stelle, nella sede dell’ex cantiere navale di Pietra Ligure. Compie 25 anni di vana attesa e vana gloria la zona alberghiera (erano inizialmente previsti 4-5 hotel, 2 residence) di Loano ai confini con Pietra Ligure e perfino un cinque stelle lusso, ad opera ora di Ligresti, ora di miliardari russi, era stato annunciato a titoloni e locandine nell’immobile del vecchio ed ex ospedale Ospizio Marino con tanto di parco, tutto abbandonato da 26 anni. Poi un cinque stelle o forse quattro stelle, in itinere, nel cantiere molto a rilento (e un porzione residenziale) nel Castello Borelli, a Borghetto S. Spirito, con tanto di parco ed spiaggia sottostante.

Ceriale doveva ospitare tre hotel, uno è sfumato a levante, ex Torelli per via del blocco del progetto porticciolo, altri due nella operazione T 1 di Andrea Nucera, altro hotel a 4 stelle,  ancora da decollare ed in sosta, ad opera del costruttore Pinuccio Fresia. Un paio di nuovi hotel era stati ‘proclamati’ ad Albenga (uno nell’operazione Guidara), un secondo con l’interesse di un gruppo Norvegese nella trasformazione, recupero e valorizzazione del vecchio ospedale chiuso e in rovina da 10 anni. Mentre una caratteristica struttura alberghiera era stata realizzata negli anni ’90 da un grossista di frutta a verdura (Delfino) nella zona di Salea, ma dopo qualche anno ristorante chiuso ed ora solo camere e colazione. Altro hotel 4 stelle era previsto in un’operazione immobiliare di fronte alla Gallinara, sempre nel territorio albenganese. Ad Alassio c’era un hotel, utilizzato anche durante i mondiali di calcio dalla squadra azzurra di Bearzot,  posizione unica e mozzafiato sulla prima collina; lo stabile è candente, già alle prese col fuoco un paio di volte, forse in vendita, ma finora la trasformazione in alloggi non è consentita e resta una bruttissima ‘cartolina’. Pure Laigueglia non è stata immune ad un progetto per un quattro stelle. Per concludere con  Andora, sempre in attesa che decolli l’hotel sul porticciolo turistico, annunciato per la prima volta 18 anni fa e ripetuto nel corso del tempo.

Scriviamo rifacendoci alla rassegna stampa degli ultimi 40 anni. Tutti gli annunci e gli articoli non erano nelle pagine dell’oroscopo, erano pure firmati da giornalisti e da corrispondenti locali, qualcuno è mancato, altri in pensione, altri ancora in attività. Cosa ne pensano, sono stati presi per i fondelli ? Non si arriva a tanto, ma si contribuisce alla mancanza di credibilità ed attendibilità, visto che non si è mai chiesto conto ai propalatori di queste notizie farlocche.

In molti casi la buona novella scaturiva da dichiarazioni ora di sindaci, assessori, presidenti delle Apt (non più in vita), presidenti della stessa categoria di albergatori, ora locali, ora provinciali. Viene in mente quanto ripete uno dei politici di più lungo corso in Parlamento: il ‘giovane’ Pier Ferdinando Casini, nato democristiano e con un ex suocero tra i poteri forti del Bel Paese: “Io ripugno dalla pratica degli annunci…spesso fumo negli occhi per….credo sia molto più serio e meno ingannevole, annunciare ad opera conclusa, realizzata…”. Anche Claudio Scajola ha ripetuto di recente questo concetto ripresentandosi agli elettori come candidato sindaco nella sua Imperia.

Viene però spontaneo chiedersi: perchè tanta frenesia nell’annunciare, a chi giova ? Non accade tutti i giorni di trovare chi ha avuto la pazienza e la passione di documentarsi, forse sapendo che gli italiani dimenticano in fretta e alla politica, a certi politici, pubblici amministratori, non sono simpatici i giornalisti che sono soliti tenersi un fastidioso archivio., essere documentati.

I tre articoli di Chiaramonti, pur nella loro limitatezza di tempo e di argomenti, sono una storica prova del nove. Dove ricorre l’ ‘allarme turismo, che mette in ginocchio le imprese turistiche’. Palazzinari esclusi, agenti immobiliari e Bagni Marini esclusi, come le panetterie e gelaterie, pizzerie, bar, negozi di frutta e verdura extracomunitari. Siamo in pieno boom !

E AL FESTIVAL DI SANREMO l’INTRAMONTABILE GIORNALISTA DI SAVONA

E GLI ONORI DEL PALCOSCENICO A SANREMO CON  MARCO DOTTORE

 

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