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Dal Club Nautico di Savona a Pieve di Teco
Giuseppina ha rilevato il bar One del corso
E addio Officina 84 destinazione Volpedo

A Pieve di Teco raccontano che non si muova foglia senza che il sindaco (in partenza per fine mandato) e la popolare Imperia Tv non vogliano. Non ha mai fatto notizia che nella primavera scorsa aveva aperto l’Officina 84, un locale molto originale, bomboniera del gusto e dei vini di nicchia. Trucioli.it aveva titolato: Portami il pesce e lo cucino. Pranzi e cene su misura. A Pieve di Teco l’oste cambia moda (vedi……)  Eppure non solo fu un successo di lettori (2.162 visualizzazioni), la novità ha riscosso consenso e i clienti non mancavano, soprattutto nel mondo femminile. Ora non poteva non far notizia (anche questa volta solitari) che l’Officina 84 si è trasferita a Volpedo in provincia di Alessandria ed ha cambiato nome ‘Malaspina’ Bistrot wine bar e prosciutteria con cucina. Ai fornelli Claudia, con lei dietro il banco e ai tavoli il marito Efrem Saggio, 45 anni, esperienza di tassista a Milano prima di rilevare il locale bar nella ‘capitale’ della Valle Arroscia.

Giuseppina Garacci, 55 anni, nuova gestore del Bar One di corso Ponzoni a Pieve di Teco

Ora al bar One di corso Ponzoni, uno dei cinque esercizi pubblici del paese, è arrivata una nuova ‘barista’ ricca di una vasta esperienza in terra di Riviera. Non è una ragazzina in cerca di fortuna e di nuove esperienza. Una persona matura e compassata, discreta, per nulla invadente. “Ho sempre lavorato con il pubblico – dice – dal Club Nautico di Savona, a Dai Fre’ di Albisola Superiore, poi in altre aziende commerciali, sono originaria di Vado Ligure, la amo moltissimo la montagna, innamorata della Valle Arroscia, con un fascino molto particolare. Forse chi ci vive non si rende conto “. Eppure è una ‘valle di lacrime’, in ginocchio in gran parte causa alluvione e inesorabile spopolamento, qui per fortuna sono arrivati albanesi, romeni, egiziani, marocchini, ci sono già classi dove gli stranieri sono in maggioranza. Cosa da tanta fiducia a Giuseppina ? “Francamente non conosco la storia passata della valle, né di Pieve di Teco, sono qui perché animata dall’ottimismo, certo non saranno tutte rose e fiori, bisogna lavorare con olio di gomito. Per quello che ho potuto vedere Pieve non è messa poi così male, e comunque approfitterò del giorno di chiusura per godermi queste montagne”.

La signora Claudia brava cuoca e che aveva inaugurato lOfficina 84, ora sgomberata, chiusa e con il cartello affittasi

Lei ha lasciato la costa, il mare, per la campagna, le aree ‘depresse’. Il precedente gestore del bar One, Efrem Saggio, da Pieve si è trasferito, nel paese originario della  moglie  Claudia. Entrambi avevano aperto, nell’aprile dello scorso anno, in un locale attiguo al bar, l’Officina 84, prodotti e vini di nicchia, olio Dop, cinque tavoli, 20 commensali al massimo, in estate si poteva cenare anche all’esterno, sotto i portici. Una cucina ricca di inventiva, piatti delle regioni, piccoli assaggi. Una servizio attento e premuroso, specialità di prima scelta, a partire dalla carne, al pesce, ai salumi. Claudia impeccabile con la sua divisa da cuoca, sempre preoccupata di soddisfare il cliente. Non era un locale per la massa, di buongustai della zona e della Riviera. Se ne sono andati senza far cenno al cronista o salutare che pure aveva fatto il suo dovere dando conto dell’impegno, dell’attività fiore all’occhiello. Purtroppo la riconoscenza non è di questo mondo, o perlomeno pochi fanno eccezione.

Pieve di Teco che si appresta a nuove elezioni comunali, con il vento in poppa del M5S per via dell’unico candidato dell’entroterra al Parlamento nazionale che però non è stato eletto, ma la candidatura è stata utile a far conoscere un giovane talento, universitario e docente a Parigi, di queste montagne, come ce ne sono altri di cui solitamente non si parla. Qualcuno si è brillantemente laureato e vive all’estero. Bisogna dire che Pieve è anche la zona più frequentata dalla folta comunità del centro e nord Europa (non appartengono ai migranti) che hanno acquistato e ristrutturato vecchi casolari di campagna nei paesini e fino ad Ormea dove una borgata è praticamente abitata solo da cittadini tedeschi. Una comunità con un tenore di vita abbastanza elevato,  facile incontrarli nei ristoranti e nei bar, nei negozi. Non è una clientela stagionale. Forse meriterebbe una maggiore considerazione, cercando di coinvolgerli, ascoltarli.

Pieve di Teco dove ci sarebbero in vista altre novità nel settore commerciale e dei pubblici esercizi. Ha chiuso dopo una tenace resistenza Il Portico (boutique di vini e prodotti enogastronomici del territorio), ma la concorrenza finisce per sottrarre lavoro l’una l’altro. E nella realtà pievese, della valle, forse sarebbe utile che ogni attività fosse caratterizzata da un proprio trend commerciale, segnare le differenze. Comunque dove c’era Il Portico dovrebbe trasferirsi una antica bottega di alimentari e prodotti di nicchia, dai formaggi dei pastori della Valle Arroscia, ad altere specialità. Si parla pure dell’ingresso nel ristorante spaghetteria, sempre sotto i portici, di un nuovo gestore che ha una buona esperienza in cucina. Ha lavorato al ‘Palma’ di Alassio della Famiglia Viglietti, prima della chiusura definitiva e quando si fregiava della stella Michelin.

Efrem Saggio ex titolare del bar One a Pieve di Teco mostrava un’originale bottiglia d’olio con scritta dipinta a mano

Pieve di Teco dove si trovano un paio di aziende industriali, una di  famiglia pievese in toto e l’altra appartiene ad una multinazionale, entrambe con preziosissimi posti di lavoro. Dove opera, inoltre, come un fiore all’occhiello la residenza protetta per anziani, il ricovero. Pieve di Teco dove è in attività la più antica panetteria (Ferrari) della Liguria, siamo alla quinta generazione. Pieve di Teco dove un giovane sindaco geometra non ha risolto il problema del parcheggio, né regolamentato con discernimento. Un paese dove minoranza e maggioranza  sono come cani e gatti. Il sindaco che una volta eletto dovrebbe essere il buon padre di famiglia di tutti, in effetti di ‘diplomazia’ non ne ha da vendere. Anzi a seguire la vita comunale è difficile capire da che parte stia l’arte del provocare. In diversi paesi dell’entroterra ci sono consigli comunali all’insegna dell’unità, della coesione, dell’unione fa la forza, dove si può  dissentire, ma alla fine deve prevalere la regola democratica della maggioranza.

Bisogna dare atto al giovane sindaco Alessandri che ha saputo conquistarsi molta visibilità, seppure piuttosto casalinga. Imperia Tv ha una buona audience nell’imperiese, ma fuori dai confini è limitata, quindi è importante avere visibilità in Liguria, nel Basso Piemonte, nella fascia dei vacanzieri. Forse la cosa più producente, per l’immediato futuro di Pieve, sarebbe formare una lista di saggi e all’insegna della meritocrazia, slegata dalle logiche di potere locale ed interessi trasversali, dando voce alle giovani leve, pur senza ignorare il mondo degli anziani, dell’esperienza degli adulti. Bisognerebbe che il tessuto commerciale si rendesse conto di marciare unito ed organizzato. C’è il buon esempio del volontariato in Croce Bianca, manca il buon esempio dell’unità, dell’ascolto, dell’umiltà di chi comanda il paese. Tutti abbiamo da imparare, ma soprattutto, oltre alle capacità personali, la virtù principale resta quella di saper ascoltare. (L.Cor.)

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