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Le diocesi e il loro tribunale matrimoniale
Il lavoro del vicario giudiziale interdiocesano
Coinvolte 2536 persone nel ponente ligure

Il canonico don Bruno Scarpino è Vicario Giudiziale Aggiunto del Tribunale Interdiocesano Ligure e Vicario Giudiziale Diocesano di Albenga-Imperia. Istruisce le cause di nullità matrimoniale dei fedeli residenti nella diocesi di Albenga – Imperia e nella zona di Finale Ligure della diocesi di Savona e Noli. Un lavoro che contrariamente a quanto succede nei tribunali dello Stato Italiano non è soggetto a far notizia, le udienze ed i processi non avvengono sotto i riflettori dei media. Eppure rappresenta una realtà sociale molto importante che coinvolge centinaia di persone, compresi i testimoni, gli avvocati, oltre che i più diretti protagonisti (moglie e marito in crisi). Utile focalizzare lo spaccato della società, con dati e statistiche, punti di riferimento. Con il primo anno di attività della sezione senza la diocesi di Ventimiglia e Sanremo che ha iniziato a gestire le cause di nullità matrimoniale dei propri fedeli. Con l’avvento della sezione di Albenga (evitando così viaggi a Genova) sono state coinvolte 2536 persone del ponente ligure. I consulenti del tribunale (Sac. Tiziano Gubetta e Avv. Luigi Nasta) offrono gratis un parere legale canonico presso la Curia Vescovile di Albenga, previo appuntamento (tel. 0182.57.93.1).COMUNICATO STAMPA –

  

Don Bruno Scarpino vicario giudiziale

Il lavoro svolto nell’anno dai due organi giudiziari ecclesiastici operanti ad Albenga, ossia:

  1. La sezione del Tribunale Interdiocesano, soggetto ai Vescovi delle diocesi liguri aderenti, che istruisce le cause di nullità matrimoniale dei fedeli residenti nella Diocesi di Albenga-Imperia e nella zona di Finale Ligure della Diocesi di Savona-Noli, molto più vicina ad Albenga che alla sede centrale in Genova.
  2. Il Tribunale Diocesano, che tratta le materie riservate alla potestà del Vescovo di Albenga-Imperia.

            In tal modo si vuole dar conto del servizio pastorale svolto tramite l’attività giudiziaria canonica.

– A –

Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Ligure – Sezione di Albenga – Attività nel 2017

– 16° anno di vita della Sezione –

Cause:

A = della Diocesi di Albenga-Imperia.    S = della Diocesi di Savona-Noli.        V = residue della Diocesi di Ventimiglia-San Remo.

                    Anni     2016     2017     Totali 2002-2017    Media annuale    Dettaglio 2017

Cause in carico al 1° gennaio:             13     22         **                 (15 A, 7 V)

” pervenute:                 22     21         258         16         (19 A, 1 S, 1 V*)

gestite nell’anno:                 35     43         **         31

” con istruttoria chiusa:             12     26          234         15         (18 A, 1 S, 7 V)

” rinunciate:                 0     0         4

” archiviate:                 1     0          3

” in carico al 31 dicembre:             22     17         **                 (16 A, 1 V)

Audizioni giudiziali (n.ro persone):         171     214     2.536         158

                                        
V= Causa ripresa per un supplemento.

Considerazioni sui dati esposti e alcune riflessioni.

        È stato questo il primo anno d’attività della sezione senza la Diocesi di Ventimiglia – San Remo, che ha iniziato a gestire in proprio le cause di nullità matrimoniale dei suoi fedeli. I dati indicano una tendenza positiva nelle cause nuove (n. 21), in linea con le indicazioni del Sinodo 2015 sulla famiglia, che ha ribadito la via giudiziale come mezzo per verificare – e spesso sanare – i matrimoni religiosi venuti meno, laddove scrive: “Le coppie devono esser informate sulla possibilità di ricorrere al processo di dichiarazione della nullità del matrimonio” (n. 53).

        La sezione di Albenga significa, per le parti in causa ed i testimoni residenti nel ponente ligure (2.536 persone fino ad oggi), un minor disagio per deporre rispetto ad un viaggio a Genova. Sul minimo dispendio ribadito dalle norme papali del 2015, nella realtà italiana il costo di una causa di nullità è misurato e, se vi sono i motivi per iniziare il processo, non è un ostacolo grazie al sistema 8×1000 che finora ha aiutato questo settore pastorale. Nell’anno 2017 sono state assistite gratis, dall’avvocato pubblico, 39 delle 43 cause (90,7%) gestite ad Albenga.

        È ovvio ma utile, ricordare che non si paga la sentenza sul sacramento nuziale bensì i costi per gestire la struttura giudiziaria canonica. Al servizio dei fedeli lavorano molte persone (giudici, cancellieri e notai, difensori del vincolo, avvocati del gratuito patrocinio, periti medici, psicologi, consulenti…), a cui bisogna erogare una retribuzione e versare i contributi previdenziali e pensionistici dovuti. La gratuità indifferenziata delle cause rischia di sottrarre ai veri disagiati le poche risorse, a favore di persone benestanti: può ridurre questo rischio una verifica, pur sobria, dei requisiti reddituali dei richiedenti il “gratuito patrocinio”.

        La riforma processuale voluta da Papa Francesco (Mitis Iudex Dominus Iesus, MIDI), in vigore dal 8 dic. 2015, ha operato snellimenti procedurali e abolito la “doppia sentenza conforme”, ossia l’appello obbligatorio nel caso di giudizio affermativo; ora, la prima decisione pro nullità è esecutiva subito, se non è impugnata da un coniuge o dal Difensore del Vincolo. Ciò comporta una riduzione dei tempi. Inoltre, alcune fattispecie di nullità più evidenti possono essere giudicate dal Vescovo diocesano con rapidità, se i coniugi sono concordi e la prova dei fatti è evidente e subito esibita.

        Le persone ricevute nell’anno in udienza giudiziale sono state 214. L’audizione di una parte in causa impegna circa tre ore e quella di un teste dura oltre un’ora (con la spiegazione del valore giuridico e del senso pastorale di ciò che si compie). Il testimone che vive, a sua volta, un matrimonio religioso venuto meno (o ha parenti e amici in tale situazione) riceve l’indicazione dei consulenti del Tribunale. Infatti, il motu proprio MIDI consiglia: l’indagine pregiudiziale o pastorale che accoglie nelle strutture parrocchiali o diocesane i fedeli separati o divorziati che dubitano della validità del proprio matrimonio (regola procedurale 2). I consulenti del tribunale (Sac. Tiziano Gubetta e Avv. Luigi Nasta) offrono gratis un parere legale canonico presso la Curia Vescovile di Albenga, previo appuntamento (tel. 0182.57.93.1).

        Le cause canoniche di nullità sono poche rispetto alle separazioni-divorzi dichiarati nell’anno dai tribunali civili sia nazionali e sia liguri. C’è spazio per ampliare il servizio pastorale. Le occasioni per conoscere i casi umani e proporre il tema sono collaudate: ad esempio, l’annuale benedizione delle famiglie, o la richiesta dei sacramenti e dell’istruzione catechistica per i figli; sono opportunità religiose di cui si può ancora fare uso. La causa di nullità non è il “divorzio cattolico” e non si pone in concorrenza con la procedura statale.

        Offro, di seguito, alcuni dati numerici sulla realtà italiana e ligure dei matrimoni e le separazioni-divorzi (per approfondimenti: http://www.istat.it/dati/catalogo/
dell’istituto nazionale di statistica).

        In Italia, nel periodo 2008-2014 i matrimoni sono diminuiti di 10.000 l’anno. Nel 2015, si sono celebrati 194.377 matrimoni, di cui col rito civile il 45,3% del totale e il 30,2% delle prime nozze. L’età media degli sposi celibi è di 35 anni e delle nubili 32 (è alta per l’accresciuta scolarità e/o le difficoltà a trovar lavoro). I numeri dicono di una minor propensione alla separazione-divorzio dei matrimoni religiosi.

        In Liguria, nello stesso tempo ne sono stati celebrati 5011, dei quali il 60,5% col rito civile. L’età media degli sposi liguri alle prime nozze è di circa due anni in più di quella nazionale.

        In Italia, nel 2015, ci sono state 91.706 separazioni (il 34% dei matrimoni in essere) e 82.469 divorzi (il 30% dei matrimoni in essere). Quindi, 1/3 ca. dei matrimoni non regge alla prova della vita. Crescono separazioni e divorzi per la recente normativa del csd. “divorzio breve”.

        In Liguria, nello stesso tempo, ci sono state 3.060 separazioni e 2.093 divorzi.

        I dati dell’istituto nazionale di statistica, ovviamente, non consentono di sapere quanti matrimoni contratti con rito civile sono celebrati, in un tempo successivo, anche nella forma canonica, riportando così a normalità la vita sacramentale dei Fedeli interessati.

        Nei prossimi anni si potrà valutare l’impatto delle “unioni civili”, inserite nell’ordinamento da poco tempo, ulteriore ‘vulnus’ alla configurazione giuridico-sociale del matrimonio.

        I pochi dati numerici esposti mostrano le difficoltà d’ogni tipo che il matrimonio soffre nel nostro tempo. Molti hanno, infatti, concezioni della vita e della persona tali che neppure accettano il matrimonio come il consorzio primordiale posto alla base, non solo culturale bensì naturale, della società umana.

        Papa Ratzinger, interpellato sul tema, alcuni anni orsono disse: «(…) Il diritto canonico suppone che l’uomo come tale, anche senza grande istruzione, intenda fare un matrimonio secondo la natura umana, come indicato nei primi capitoli della Genesi. È uomo, ha la natura umana e quindi sa che cosa sia il matri-monio. Intende fare quanto gli dice la natura umana. (…) Ma oggi questo assioma secondo cui l’uomo intende fare quanto è nella sua natura, un matrimonio unico, fedele, si trasforma in un assioma un po’ diverso. “Volunt contrahere matrimonium sicut ceteri homines”. Non è semplicemente più la natura che parla ma i “ceteri homines” quanto fan tutti. E quanto fanno oggi tutti non è più semplicemente il matrimonio naturale, secondo il Creatore, secondo la creazione. Ciò che fanno i “ceteri homines” è sposarsi con l’idea che un giorno il matrimonio possa fallire e si possa così passare ad un altro, ad un terzo e ad un quarto matrimonio. Questo modello “come fanno tutti” diventa un modello in contrasto con quanto dice la natura. Diventa così normale sposarsi, divorziare, risposarsi e nessuno pensa che sia una cosa che va contro la natura umana o comunque si trova difficilmente uno che pensi così. Perciò per aiutare ad arrivare realmente al matrimonio, non solo nel senso della Chiesa, ma del Creatore, dobbiamo riparare la capacità di ascoltare la natura. (…) Riscoprire dietro a ciò che fan tutti quanto ci dice la natura, che parla in modo diverso da questa abitudine moderna. Ci invita, infatti al matrimonio per la vita, in una fedeltà per la vita, pure con le sofferenze del crescere nell’amore. Così, i corsi preparatori al matrimonio dovrebbero essere un riparare la voce della natura, del Creatore, in noi, riscoprire dietro a quanto fan tutti i “ceteri homines” quanto ci dice intimamente il nostro stesso essere. (…) Ma non basta la preparazione, le grandi crisi vengono dopo; quindi è importante un accompagnamento dei coniugi permanente, almeno nei primi 10 anni». [Benedetto XVI, Incontro con il Clero della Diocesi di Belluno-Feltre, Auronzo di Cadore 24 luglio 2007, in: L’Osservatore Romano, 26 luglio 2007, pp. 4-5].

        Per far accogliere la realtà indicata dal Papa oggi emerito, ognuno è un intermediario prezioso, ma più di tutti lo sono i parroci e gli operatori pastorali. Continuiamo quindi a divulgare con umile tenacia la proposta cristiana per mostrarne la bellezza e la saggezza e, altresì, proponiamo sempre la verifica al Tribunale ecclesiastico, perché più spesso di quanto si pensi le nozze sono celebrate con convinzioni e in contesti non veramente cristiani.

        Tornando ai dati numerici della sezione d’Albenga, i capi di nullità invocati nell’anno (74) sono più delle cause gestite (43), perché in un giudizio si possono proporre all’esame diversi motivi d’invalidità del vincolo. Essi sono stati: esclusione della prole n. 15, rifiuto dell’indissolubilità del matrimonio n. 13, rigetto della fedeltà coniugale n. 1, esclusione del “bonum coniugum” n. 1, grave difetto di discrezione di giudizio n. 23, incapacità d’assumere gli oneri coniugali n. 21. Le fattispecie del can. 1095 nn. 2 e 3, ossia il “grave difetto di discrezione di giudizio” e la “incapacità di assumere gli oneri coniugali”, che riguardano problemi psicologici seri, sono la maggioranza dei capi di nullità proposti (n. 44 su 74). Sono molte anche le esclusioni della prole e dell’indissolubilità del vincolo (n. 28).

– B –

Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Albenga-Imperia – Attività nel 2017

Dispensa per matrimonio “rato e non consumato”: nessuna.

Dispensa dagli oneri dell’ordinazione sacerdotale/diaconale: nessuna.

Rimozione di divieti canonici: nessuna.

Cause per altri procedimenti previsti dal C.I.C. nessuna.

Rogatorie eseguite per conto d’altri Tribunali Ecclesiastici: n. 4 cause, persone udite n. 11.

    Audizioni giudiziali: n. 11 persone (anno 2017) – n. 7 persone (anno 2016).

___________________________________________________________

Totale delle audizioni giudiziali effettuate nell’anno 2017: n. 225 persone (214 sezione + 11 diocesano).

_______________________________________________

Le poche notizie riferite e le semplici riflessioni espresse, spero che aiutino a conoscere ed apprezzare meglio l’opera dei tribunali ecclesiastici. Rivolgo un invito affinché sia divulgato tra i fedeli, attraverso i giornali parrocchiali ed altri modi ritenuti utili, il contenuto della presente relazione. Sin d’ora ringrazio.

Porgo ai confratelli il mio saluto cordiale e rivolgo l’augurio che l’anno 2018 sia pastoralmente fecondo.

Albenga, 31 dicembre 2017.

Can. Bruno Scarpino

Vicario Giudiziale Aggiunto del Tribunale Interdiocesano Ligure

Vicario Giudiziale Diocesano di Albenga-Imperia

Tribunale Ecclesiastico Interdioceano Ligure – Sezione di Albenga – Attività nel periodo 2002-2017

(per le cause di Nullità del Matrimonio)

                 Anno: 2002 – 2003 – 2004 – 2005 – 2006 – 2007 – 2008 – 2009 – 2010 – 2011 – 2012 – 2013 – 2014 – 2015 – 2016 – 2017 – Totali Media Annua

Cause in carico al 1° gennaio:         0    11    21 20 8 19 21 14 11 17     6 21 22    11 13 22 ** **

” pervenute:                 16    24    22 13    21 17 15 10 18 6     20 14 6    13 22 21 258 16

gestite nell’anno:             16    35    43 33    29 36 36 24 29 23     26 35 28    24 35 43 ** 31

” con istruttoria chiusa:         5    14    22 24    10 14 21 13 12 15     5 13 17    11 12 26 234 15

” rinunciate:                 0     0     1 1     0 1 0 0 0 1     0 0 0     0 0 0 4 **

” archiviate                 0     0     0 0     0 0 1 0 0 1     0 0 0     0 1 0 3 **

” in carico al 31 dicembre:         11    21    20 8    19 21 14 11 17 6     21 22 11    13 22 17 ** **

Audizioni (n.ro persone):            139    205 217 177 175 156 154 96 125 106     136 157 175    133 171 214 2.536 158


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