Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Vince Valle jr, che figura! La tassa che affascina gli albergatori di Confcommercio

Più li bastoni e più ti vogliono bene. Una sorte strana quella degli albergatori savonesi che negli ultimi decenni hanno segnato la storia turistica con centinaia di chiusure, trasformazioni soprattutto in seconde case, più raramente in residence. La grande fuga da un’attività che ha drasticamente ridotto il periodo di lavoro, l’occupazione delle camere (di cui non si citano mai le statistiche), la perdita di posti di lavoro (zero dati di diffusione). E casi clamorosi di strutture magari nuovissime, altre appena ristrutturate, altre fronte mare, chiuse o mai aperte. Immobili i cui proprietari preferiscono pagare imposte piuttosto che rischiare l’apertura. Si parla di un turismo in generale ripresa, c’è da gioire. Abbiamo letto che l’Unione provinciale, con il presidente Angelo Berlangieri, detta le ‘condizioni’ ai futuri parlamentari che ormai del voto degli albergatori ridotti alla minoranza rispetto alle agenzie immobiliari, ai Bagni Marini, possono anche farne a meno. Non c’è un solo candidato che abbia messo in primo piano le tematiche alberghiere.

Andrea Valle ed Angelo Berlangieri presidenti provinciale delle due associazioni di albergatori (foto Ivg)

Anzi, si leggono analisi assai superficiali sulle cause – origini del boom 2017. Non si fanno raffronti con quanto avviene in altre aree turistiche balneari del Bel Paese. Si finge di ignorare che per una fascia costiera che fa il pieno di bagnanti, a rischio invasione ‘domenicale’ dei barbari sulle spiagge, c’è un entroterra che dovrebbe avere ben altra priorità ed attenzione. Il parente povero che più soffre. Quell’entroterra che tutti a parole mettono al centro dello sviluppo. Si finge di ignorare il pauroso, da terzo mondo, gap nelle infrastrutture, viabilità, servizi, investimenti pubblici. Ma ci sono anche albergatori che preferiscono premiare i colleghi impegnati in politica e pro tassa al turista, come nel caso di Andrea Valle. Riconfermato presidente di Feralberghi provinciale, nonostante la profonda lacerazione dovuto alla Tassa di Soggiorno. Ha avuto persino la meglio su un giovane battitore libero, si direbbe,  come il cellese  Tommaso Tortarolo che ha pagato forse la sua coerenza ed è presidente provinciale dei giovani imprenditori aderente a Confcommercio.

Nessuno dubita che Valle, varazzino Doc, da sempre impegnato in politica anche con ruoli importanti (è stato segretario provinciale di Forza Italia), giovane emergente, di talento, abbia voluto fare un regalo agli amici di partito al governo in Regione (FI, leghisti e Fratelli d’Italia). Lui magari quell’imposta non l’avrebbe sponsorizzata, ma visto che la proposta ha prevalso ed è stata inglobata in un pacchetto pro turismo, remare contro non avrebbe avuto senso. Non si è detto che la Regione, con un assessore avvocato che di turismo si occupa solo da quando è stato nominato in giunta, ha ridotto gli stanziamenti alla voce, al capitolo turismo. Da qui la necessità di trovare risorse ed allora si è messa in moto un’alleanza trasversale sulla pelle degli albergatori. Non è che con l’imposta gli alberghi debbano chiudere. E’ il segnale sbagliato che si è dato nei confronti di una categoria che nel ponente ligure è finita per avere un ruolo, o meglio un peso del tutto marginale.

Da una parte ci sono e resistono conflitti di interesse. Ci sono località della provincia in cui il presidente locale dell’associazione non ha detto parola per il no alla nuova gabella. Ci sono località dove i presidenti o altri associati di peso hanno interessi in campo edilizio ed immobiliare, in attesa magari di una variante, di un permesso e mettersi contro chi comanda non è da tutti. Dunque ha prevalso il silenzio.

Sappiamo che l’imposta è  molto diffusa in Italia. Lo Stato diminuisce gli stanziamenti agli enti locali, i Comuni rivieraschi già ‘ricchi’ con la manna dell’Imu, si sono abituati a spendere. Loro dicono investire nella voce turismo. Non abbiamo mai letto i dati dei singoli comuni. Possiamo dire che si va da una massimo di un milione di euro, a 500 – 700 mila euro nel capitolo ‘turismo’. Sono pochi, sono tanti ? Il discorso è come vengono spesi, a pioggia soprattutto, senza un contesto comprensoriale. Manifestazioni che si ripetono da una città all’altra. Non si copia neppure dai cugini francesi. Dove in un’area che si estende come da Andora a Spotorno, loro si muoverebbero con un coordinamento.

Ora, ad esempio, vanno di moda i progetti outdoor. Basta leggere le promozioni delle singole città. Andora, Alassio, Loano, Pietra, Finale Ligure che è stata antesignana e resta la capitale delle due ruote a pedale. Ha fatto scuola, ha attratto la corrente di turisti giovani che privilegiano i mesi cosiddetti di bassa stagione, primavera, autunno,  ma anche inverno. Nel novembre del 2017 si poteva leggere titoli  come: La Baia del Sole ora punta su 9 sentieri panoramici per il turismo dell’outdoor con Alassio e Laigueglia”. Lo stesso discorso vale per il materiale promozionale, non esiste una strategia intercomprensoriale, ognuno si affida a team di esperti che ritiene, anche con robusti investimenti di cui forse nessuno ci dirà mai il ritorno, come solitamente avviene se un privato investe un tot del bilancio aziendale in promozione e può verificarne  il tornaconto.

Accade per le campagne pubblicitarie in tv, sui media, social, sulle iniziative promozionali. Leggiamo solo gli annunci, le presentazioni, le manifestazioni. E i risultati ? Si è mai chiesto ad un albergatore d’esperienza un parere ? Pensiamo, ad esempio, a Piero De Giovanni, titolare del nuovo complesso alberghiero Ai Pozzi Village e che in precedenza era stato il pioniere di un successo strepitoso con la maxi discoteca (5 mila posti, la più grande della Liguria) Ai Pozzi dove si sono esibiti moltissimi divisi dello spettacolo nazionale ed internazionale, a cominciare dalle affollatissime serate con Beppe Grillo. Un De Giovanni che ha affidato la guida ai figli e che commenta: “A me nessuno ha mai chiesto un parere sulle manifestazioni, sulla promozione”. Un De Giovanni che era solito girare l’Europa per ‘imparare, conoscere, accrescere il bagaglio professionale, imprenditoriale. E un discorso più o meno analogo lo avevamo ascoltato dal comm. Angelo Marchiano, titolare di un 4 stelle a Laigueglia, ex presidente locale, provinciale e regionale degli albergatori. “Da quando non sono più attivo – dice – mai un collega, un sindaco, un rappresentante della Regione mi ha chiesto consiglio…”.

Andrea Valle, del resto, rappresenta la Federalberghi che in provincia di Savona è minoritaria, non ha quel peso diciamo che si attribuisce o si dovrebbe  attribuire all’Unione Albergatori che fa parte di Confindustria ed è strutturata con un team che può contare su un ‘esperto’ della materia, il dr. Carlo Scrivano, al quale manca solo l’esperienza di gestire un albergo in affitto o in proprietà. Lacuna che sarà colmata, come trucioli.it, ha scritto, con la realizzazione di una piccola struttura ricettiva a Pietra Ligure. L’Unione Albergatori che si è affidata alla struttura imprenditoriale di Ivg.it, con l’editore Matteo Rainisio, famiglia di ex albergatori.

C’è un primo aspetto non proprio secondario che le due associazioni avrebbero dovuto autonomamente verificare. Ci sono importanti centri balneari (Andora, Laigueglia, Borgio Verezzi, Vado Ligure, le Albissole, Celle Ligure) dove i Comuni non hanno aderito alla nuova tassa, non parliamo dell’entroterra, con l’unica eccezione di Toirano; entroterra caratterizzato soprattutto dagli agriturismo che, tra l’altro, avevano lamentato ed obiettato di non essere stati assolutamente consultati.

Valle che nell’ambito della Confcommercio, e lo avevamo riproposto, vedeva inizialmente una netta maggioranza contraria. Pensiamo solo ad un operatore di cui conosciamo la storia, Alberto Zanolla, marito di Mally Mamberto. Zanolla che non appartiene certo ai talebani, ai massimalisti. E con lui la voce di altri operatori si pensi alla famiglia Podestà di ‘Punta Est’ di Finale Ligure, altro prestigioso 4 stelle che ha pagato la crisi con un periodo di apertura sempre più risicato. Si pensi ad un altro albergatore come Enrico Mantellassi che finisce per far buon viso a cattiva sorte. “Nel mio hotel l’imposta sarà compresa nell’importo. Non voglio far pesare sui nostri clienti un’imposta che reputo ingiusta”. E’ contitolare dell’hotel Toscana, elevato da 3 a 4 stelle, con investimenti e sacrifici, oltre ad essere titolari di una azienda vitivinicola in Toscana. L’operatore ha spiegato: “Le problematiche di gestione della nuova imposta sono evidenti, sotto gli occhi di tutti. Per redigere i conti e conteggiare gli introiti dovuti è necessario avere una contabilità separata e personale apposito dedicato a questo. Come se non bastasse, al momento del pagamento del conto dovrei far fare su bancomat a carta di credito due addebiti separati. Non ha senso. Ho fatto ormai una scelta consapevole e tiro dritto per la mia strada”. Vale a dire anche se i miei colleghi non sono dello stesso parere.

E come non bastasse  Il Secolo XIX, in cronaca nazionale, ha documentato: “Liguria, via libera al balzello nella babele delle tariffe. Molte amministrazioni scelgono il debutto soft solo dall’estate. I sindaci dicono: non si può farne a meno”.  Molti, sappiamo, hanno invece detto di no.  Ed è una pesante responsabilità che i fautori della tassa si sono assunti, come pure i vertici della categoria che la rappresentano. E’ un ulteriore segnale di debolezza di un comparto che bisognerebbe poter raccontare località per località. Dove emergono realtà sconcertanti, quasi sempre con la sordina. Mettersi contro chi è al potere di turno non è da tutti, anche per la causa più giusta che ci sia. Lo scenario di alberghi chiusi, in vendita, in attesa di trasformazione, dal fronte mare alla prima collina, dovrebbe essere la prova del nove. Invece prevale la gran cassa che la politica sa suonare, sapendo che ha di fronte un perdente e diciamo persino riverente al potere.

ECCO UNA PROVA DELLE TANTE  NOVE DELLA SORTE

DI IMMOBILI ALBERGHIERI ANCHE SUL LUNGOMARE

L.Corrado

L.Corrado

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