Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Il vento savonese è pieno di parole
Ferrania 1097, la prima pergamena

La pagina muore mentre le parole la girano, Saona, la patria dei saonensis incapsula la sua memoria storica negli anfratti più impensati e introvabili. Nasconde sotto le macerie su cui sorgono le cantine e le fondamenta dei palazzi in città e in collina, Monturbano, Madonna della Guardia, la Casa del Console, la Torre del Brandale, le parole girano la pagina di oggi… Leggi anche: l’antica pergamena di Ferrania (1097) verso il convegno del 9 giugno.

Il chiostro di Savona

Sono parole nella pagina piena che sembra l’imposta di una finestra del Palazzo del Carretto di via Quarda Superiore, si apre e si chiude con il vento che strapazza…

Quando il vento savonese è pieno di parole si disperde nei chiostri, si infossa nei sottoscala, si rintana nei vicoli scuri della città vecchia… la pagina si gira ancora raccogliendo tutte le parole dialettali del vento che sa di porto e di collina.

La Torretta si perde tra i gabbiani, frastornata da vento, parole e uccelli di mare… l’umido del mare e la risacca pronunciano parole antiche, rombanti, spruzzanti, sonore e stridule di remote tempeste… con la notte si accendono parole calme e scivolano nella pagina larga del porto.

Decollazione di San Giovanni

 

Bruno Chiarlone Debenedetti

 

 

 

 

 

 

Savona Palazzo del Carretto

FERRANIA VERSO IL CONVEGNO DEL 9 GIUGNO CON DOMENICO CIARLO

E LA PRIMA PERGAMENA CONSERVATA

Tra la documentazione medievale presente a Savona, riveste un particolare rilievo la prima pergamena di Ferrania, datata 5 gennaio 1097, il cui originale si conserva nell’Archivio di Stato di Savona. Per la sua datazione è uno dei più antichi documenti locali.

La pergamena fa parte di un fondo documentario – acquisito dallo Stato una ventina di anni or sono – che contiene molta altra documentazione importante sull’istituzione valbormidese. Già alcuni anni prima dell’acquisto pubblico, quando era ancora in mano privata, il Fondo Ferrania era stato fatto fotografare da Angelo Salmoiraghi e studiato in collaborazione con Massimo Sangalli che, in una memoria inedita consegnata alla Storia Patria, mettono a confronto le varie redazioni del documento del 1097. Gli appunti qui riportati derivano dalla loro accurata ricerca.

La pergamena riporta, tra l’altro, i confini del territorio della canonica di Ferrania, in alcuni casi di difficile definizione; tale territorio diventerà, nel XX secolo, la base operativa della grande industria chimica omonima. Nell’XI secolo, il territorio di Ferrania comprendeva “case e altri immobili, vigne, terre arabili, gerbidi, prati, pascoli, … rive, rupi, … castagneti, rovereti e altri alberi da frutto” e ad esso erano collegati i diritti locali di caccia e pesca.

Esistono alcune edizioni a stampa di diverso valore e si conoscono finora quattro copie della pergamena, oltre all’originale savonese: una pergamena coeva e mutila, consultata da Giulio Cordero dei Conti di San Quintino, ma non più rintracciata; una copia rogata ad Alba nel 1315; una copia rogata dal notaio Bono Saliceto nel 1333, non più disponibile; e, infine, una copia molto interpolata effettuata a Savona nel 1534.

La storia dei documenti e del relativo territorio sarà affrontata nel convegno, dedicato a Ferrania, il prossimo 9 giugno. Il paleografo Domenico Ciarlo sta definendo una ulteriore trascrizione della pergamena del 1097, purtroppo giunta a noi con parte del peso dei suoi quasi mille anni.

Avatar

B. Chiarlone

Torna in alto