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Liguria e Basso Piemonte

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La frittata Asti – Cuneo: no ad altro asfalto in collina e priorità alla ferrovia, basta poco

Trucioli.it ha pubblicato un articolo – approfondimento dell’ing.Paolo Forzano: “Asti Cuneo, manca poco, ma la vedremo mai finita ? Umberto Tosoni, amministratore delegato della concessionaria Asti-Cuneo, ha dichiarato il 31 ottobre 2017: “La società Asti Cuneo è in attesa del responso positivo dell’Unione Europea sulla proroga delle concessioni autostradali: la risposta sicuramente sarà positiva e trasmessa al ministero a dicembre; dopodiché siamo pronti a siglare l’atto aggiuntivo per il via al progetto. I lavori potrebbero partire nel 2018”. Sarà la volta buona? (vedi…)“. Ora risponde il dr. ing. Roberto Borri che, a sua volta, sostiene: si all’autostrada, ma col progetto originario e priorità alla ferrovia. Ormai che la frittata è fatta, occorre davvero chiudere la fibbia, ma seguendo il progetto originario, per non gettare altro asfalto su quelle colline.
Nondimeno, è quanto mai necessario dare la doverosa priorità alla ferrovia, essendo questa il cardine del trasporto terrestre: non senza colpe, anche gravi, è stato realizzato un nuovo viadotto ferroviario a Castagnole Lanze, ma il servizio ferroviario è fermo da sei anni, con qualche cervellino uscito in fretta, per dirla con il Rev. M.o Adriano Banchieri, a favoleggiare in merito ad autobus autostradali, con tutti gli svantaggi che questo comporta. Non molto lontano, tra Airasca e Saluzzo, fino al 1986, esisteva una ferrovia, su una parte del cui tracciato corre una pista ciclabile, ferrovia che sarebbe costato poco potenziare, mentre, oggi, le stesse menti poco illuminate di cui sopra vagheggiano l’ipotesi di un’autostrada e lo stesso dicasi circa la ferrovia Ceva – Bra, sottotratta della Ceva – Carmagnola, distrutta dall’alluvione del 1994 e mai più ricostruita, ancorché sia stata, quasi subito, stanziata la cifra necessaria.

Roberto Borri

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