Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Io innamorato perso di Borghetto S. Spirito
Puntiamo sull’oasi verde ‘quattro stagioni’

Era il 16 novembre 1983, nello studio del notaio Allegri si costituiva il ‘Comitato Cittadino per il turismo di Borghetto’. Con il nobile “impegno di rilanciare il turismo, facendone strumento di equo e generale benessere economico, culturale e di promozione umana; dovrà stimolare e sollecitare tutti gli enti, le associazione, le forze politiche ed amministrative, promuovendo e proponendo iniziative per lo sviluppo del turismo a beneficio dell’intera comunità”. 7 anni di vita e il Comitato si è sciolto. Ma Borghetto può essere lasciata naufragare ? Retrocedere in tutte le classifiche socio economiche ? Il presidente di quel Comitato, Gianni Taboga, propone: ‘ Il Comune ha una proprietà verde, in centro città, di oltre 30 mila mq., si può realizzare un’oasi 4 stagioni. I soldi si trovano, servono idee vincenti, mettere sul piatto un’opportunità unica in Liguria”.

Gianni Taboga e la sua Agave nel giardino collezione con un fiore gigante di 7 m.

Taboga un sognatore, nostalgico di una certa Democrazia Cristiana. E soprattutto una ‘Terza età’ da combattente nei ‘diritti civili’, tra gli innamorati di Borghetto dove vive da oltre mezzo secolo. Testimone severo dei tempi, ieri e oggi. Il papà era originario di Colloredo di Montalbano (Udine), la mamma di antica famiglia di agricoltori loanesi. Un cugino primo illustre, Valentino Castellani,  eletto sindaco di Torino  nel 1993, nel pieno della transizione tra la crisi di Tangentopoli e l’inizio del periodo definito Seconda Repubblica, in una coalizione di centro-sinistra che per la prima volta in Italia metteva insieme post comunisti e democristiani; anni in cui a Torino ‘comandava’ Gianni Agnelli ed il sindacato aveva in Luciano Lama un punto di riferimento etico e di prestigio.

Ecco un Gianni Taboga inedito: “Sono nato nel settembre del 1939 in una boscaglia sull’altipiano di Harar dove papà e mamma erano emigrati e vivevano in un capanno. Sono arrivato in Italia con le ‘navi bianche’ nel 1942. Mio padre è rimasto prigioniero degli inglesi, in Kenia, dal 1941 al ’47. Mia madre era loanese dei De Giovanni, suo papà era soprannominato ‘Battistin U Barì’  e lavorava per il comm. Massa;  la famiglia De Giovanni era  proprietaria di molti terreni lungo il costone di Borgo Castello.”

Di ogni pianta Gianni Taboga conosce il nome, l’origine, la storia quest’esemplare eccezionale non prende il colore verde della clorofilla , rimane e cresce sempre colorato di rosso

Taboga vive in una palazzina sorta negli anni 50 sulla strada che porta a Pineland, per anni il ‘quartiere’ più esclusivo di Borghetto e in perfetta decadenza. E’ la località Cianastri da ‘Gian‘, al Castellaro: uno dei sei borghi cittadini. Un’area antichissima, si dice, pre romana: era luogo di culto e di difesa. Qui si è combattuta la ‘Battaglia di Loano‘ e nel bosco  dei Caccée  si trovano ancora proiettili. Zona di valenza storica, mentre verso il mare si c’erano gli acquitrini.

Taboga è animato da una passione rara e forse unica in quest’angolo di Liguria: coltiva una vera e propria collezione di piante cactacee e succulente, alcune sono ‘pezzi’ da ‘museo botanico’ e di una dimensione straordinaria. Ci sono piante che si trascinano segreti e profumi  di madre natura. Come un esemplare di Agave Xerox che fiorisce ogni 25 anni e poi muore. Ma non è un fiore normale, raggiunge un’altezza fino 8 metri e una sbalorditiva crescita: 25 cm al giorno. Un’altra pianta fenomeno fa ramificazioni e fiorelli piccoli che profumano solo di notte, con l’oscurità. E che dire dell’Agave gigante, la più maestosa esistente della specie: 25 – 30 quintali, non ha bisogno di nulla, devono essere lasciate in pace.

Molte delle piante grasse hanno un’età media di 20 – 30 anni, solo in qualche caso temono il freddo e vengono riparate

Un giardino botanico baciato dall’eccezionale microclima dei Cianastri. Come è riuscito a procurarsi questo straordinario mondo di piante ? Sussurra la moglie: “Lui è nato in Africa, rispecchiano il suo carattere…“. E Taboga: “Credo che qualcosa di simile si possa trovare nei Giardini Hambury, ma qui c’è qualcosa di più. Gli ospiti visitatori restano entusiasti, pochi giorni fa erano qui il sindaco, il vice ed il presidente del consiglio comunale. E questa passione era culminata organizzando a Borghetto  un’esposizione biennale di ‘piante grasse’, siamo arrivati alla sesta edizione, migliaia di visitatori, fino a 15 mila, c’è stato pure l’interessamento dell’ambasciata del Messico che ha offerto piante alla Cactus Magia ed inviato gratuitamente un complesso folkloristico messicano, i Mariachi, tipico dell’Ovest di quel paese e che aveva riscosso un successo strepitoso”.

L’OASI QUATTRO STAGIONI – Borghetto , è l’analisi di Taboga, è una località “climatica di soggiorno e cura, c’è differenza rispetto al turismo mordi e fuggi perchè prevede tempi lunghi  di permanenza, più aderente alle nostre potenzialità”. E allora? Tagoba: “Borghetto deve puntare a tutte e quattro le stagioni, lo può fare creando  le condizioni favorevoli all’accoglienza, riscoprendo e promuovendo in primis la bellezza. Se un ambiente non è bello e decoroso non è incentivante, poi deve accompagnarsi alla gentilezza  e alla signorilità dell’accoglienza”.  Non c’è che da condividere, se qualcuno ha esperienza di viaggi in paesi che promuovono il ‘bello ed il decoro’ a 360 gradi, potrà confermare. Una macchina perpetua di visitatori, di ospiti, di caroselli fotografici.

Discorsi  ed idee, proposte, interessanti. Ora a Borghetto serve un motore capace di far riprendere la corsa, mentre si continua ad andare in retromarcia, nonostante qualche piccolo segnala qua e là. I maggiori indicatori sono negativi: non solo nel pre dissesto del Comune, c’è il commercio, l’artigianato, l’hotelleria, la stessa agricoltura forse quella che ha reagito meglio alla crisi, resta il vuoto nella prospettiva di giovani generazioni in cerca di lavoro stabile. Non si può tirare avanti solo sbarcando il lunario. Sono già decine i giovani emigrati oltre la provincia, la Regione, l’Italia. E di loro non si parla mai. Loro forse ci leggono, non conosciamo le storie, spesso di successo.

Taboga:La mia proposta è la realizzazione di un grande parco naturale: quattro stagioni, dedicando spazio ai quattro periodi dell’anno. Capace di attirare visitatori e luogo di relax per i vacanzieri. Un’attrazione unica che non esiste in Italia, almeno per quanto io conosca. In primavera piante da fiore di alto fusto: penso a mimose, mandorle, prugne, camelie.  In estate piante sempre verdi e col corredo di un laghetto artificiale e spazi di ristoro. In autunno area per latifoglie come aceri, ineguagliabili per la loro intensità di colori. In inverno la piantumazione di un bosco, tipo gli abeti, le betulle. Tanti alberi in grado di trasformarsi in ‘bosco di Natale’. A questo occorre abbinare tutta una serie di eventi, tematiche a carattere culturale ed artistico, facendo ricorso a quanto già può offrire in ricchezze umane la nostra provincia, l’imperiese. Penso all’Accademia Musicale di Savona, ai ‘cori’, ai gruppi vocali, penso ai concerti quattro stagioni di Vivaldi. E senza rinchiuderci in se stessi potremmo coinvolgere in un ruolo attivo il WWF Italia, esseri consigliati ed accompagnati in un disegno di ‘oasi compatibile’, con piccoli animali, oasi di volatili, stanziali o meno, tutti potrebbero popolare  un ambiente meraviglioso”.

Ma da profani ci si preoccupa dei costi, dell’investimento, della manutenzione ? Taboga: “Non voglio salire in cattedra, fare il saputello, non si tratta di provvedere a dei giardini, semmai realizzare un qualcosa che la stessa madre natura alla fin fine mantiene. E poi penso all’Imposta di Soggiorno, non abbiamo alberghi, ma migliaia di seconde case. Il denaro può essere destinato non a fondo perduto, ma ad una risorsa che genera benefici e si riverbera su tutta la comunità. Sarò un solitario sognatore, perchè non promuovere la donazione di piante contraddistinte con una targa del donatore.  Si parla tanto di recupero ambientale, sarebbe un caso unico che ci distingue da tutti gli altri, non per un senso di superiorità, per dare una vera svolta al futuro della città”.

Un’idea geniale si direbbe che dovrebbe essere accompagnata da un assessore ad hoc, da un team, dallo studio alla realizzazione. Non c’è dubbio, la Riviera fino ad oggi ha vivacchiato, non è stata ancora creata un’attrazione popolare che si distingue. Diciamo che nella Val Varatella abbiamo le grotte di Toirano, tra le mete predilette in Liguria, con l’Acquario di Genova, lo dicono le statistiche nazionali.

I PROMOTORI DI UN COMITATO MORTO IN FRETTA

Accennavamo al ‘Comitato Cittadino per il Turismo’. Padri fondatori: Gianni Taboga, classe 1939, Marco Grasso, stessa età e fratello di Giancarlo,  per anni, ex presidente della Camera di Commercio e attuale presidente di Confartigianato Liguria; Giorgio Canale, 1942, tabaccaio; Bruno Angelucci, 1946, imprenditore, ex assessore comunale,  già esponente di primo piano del Pdl e Forza Italia; Vincenzo Drago (deceduto), Angelo Laurino, 1945, già ,medico di famiglia; Claudio Mastogiorgio, 1951, avvocato, Presidente della benemerita Fondazione Vacca; Antonio De Luca, 1943, geometra, Michele Martini, 1916 il decano deceduto, militante dell’allora Pli di Giovanni Malagodi.

Difficile pensare che la rinascita del Comitato possa essere affidata ad un solitario e nostalgico Taboga, la cittadina conosce aspetti e valori importanti del volontariato, dell’associazionismo. Ciò che la politica non ha saputo fare nell’unione, nell’unire le anime e le forze, i cuori, potrebbe trovare motivo e volano. Borghetto si può dividere nella corsa alle ‘poltrone’ e nel potere, dovrebbe essere almeno coesa e forte in un progetto di vera innovazione, capace di guardare ad un futuro meno dal ‘tirare avanti alla giornata’. L’innovazione tecnologica crea grandi ricchezze ed opportunità. Borghetto non può risuscitare solo risanando i suoi conti, deve fare un salto vero. Che non è una predica, è un dato di fatto. L’ultimo appello agli uomini di buona volontà e lungimiranti.

Luciano Corrado

Gianni Taboga con i genitori in Etiopia dove è nato: la mamma di Loano famiglia di agricoltori, il papà della provincia di Udine, famiglia di migranti nel mondo

CAMPAGNA INFORMATIVA PER L’ AFFITTO

DI APPARTAMENTI AMMOBILIATI AD USO TURISTICO

Giancarlo Canepa sindaco di Borghetto S. Spirito

Comunicato stampa – Ha preso il via la campagna di sensibilizzazione voluta dall’Amministrazione Comunale di Borghetto Santo Spirito, presieduta dal sindaco Giancarlo CANEPA, in merito all’obbligo dei proprietari degli “appartamenti ammobiliati ad uso turistico” di effettuare alla Regione apposita comunicazione utilizzando il modello CO-AAUT.

Nei prossimi giorni saranno affissi i manifesti al fine di fornire tutte le informazioni utili e necessarie affinchè  coloro che mettono in locazione le unità immobiliari possano ottemperare alle disposizioni di legge. Come previsto e disciplinato dagli artt. 53 e 62 della Legge Regionale 12 novembre 2014 n° 32, (Testo Unico in materia di strutture turistico ricettive) la locazione di appartamenti ammobiliati ad uso turistico, anche mediante agenzie immobiliari quali mandatarie, è comunicata dal proprietario o dall’agenzia stessa attraverso un apposito modello scaricabile dal sito della Regione Liguria nella sezione “Altre strutture ricettive”.

Il Sindaco, nel rispetto degli accordi sottoscritti con il Patto del Turismo Regionale, intende lottare contro l’abusivismo tutistico in prima battuta con una campagna di sensibilizzazione e informazione.

“La campagna informativa che si è avviata è un utile servizio ai nostri concittadini e ai proprietari di alloggi siti nel nostro Comune per adeguarsi e rispettare le normative previste” – afferma il Sindaco Canepa. “La fase successiva saranno i controlli veri e propri tramite il competente servizio di Polizia Locale, anche perché stiamo parlando di un fenomeno che, se non contrastato, può avere serie conseguenze negative sul turismo locale e sull‘immagine del nostro paese. Riteniamo prioritario che vengano garantiti determinati standard qualitativi minimi ai nostri ospiti. Senza contare la concorrenza sleale ai danni degli operatori turistici in regola.”

Per eventuali informazioni i cittadini posso rivolgersi al Comando Polizia Locale – Piazza Italia, 1 –  tel. 0182/941450 – fax 0182/950576 negli orari apertura: dal lunedi’ al venerdi’ ore 10,00 -12,30 e 15,00 – 17,00 (chiusura sabato, domenica e festivi)

Michele MANERA – ufficio di Staff del Sindaco

L.Corrado

L.Corrado

Torna in alto