Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Le buone notizie: tre nuovi sacerdoti, con don Thomas, 25 anni, cresciuto a Bajardo
E la resurrezione del cardinale Calcagno

Don Thomas Toffetti Lucini, 25 anni il prossimo 26 gennaio (auguri !), nato a Sanremo, cresciuto a Bajardo (IM) e il 13 gennaio scorso ordinato sacerdote dal vescovo Antonio Suetta; un giovane talento non comune nel mondo ecclesiastico del ponente ligure, destinato a Gerusalemme per studiare scienze Bibliche presso l’Istituto Francescano. Ordinazione a presbitero anche per due coetanei di 32 anni: don Antonio Saccomano, originario di Galatina (LE) e don Martin Loza Perez, messicano di Jalostotitlan. Mentre le antenne, tra le mura del Vaticano, lanciano notizie da ‘settimo cielo’: il cardinale prefetto dell’Apsa Domenico Calcagno, già vescovo di Savona al centro di indagini giudiziarie, alcune concluse ed archiviate, di fatto ha preso le redini pure alla Segreteria di Stato per l’economia. Leggi anche: a Savona vocazioni adulte, c’è chi lascia tutto e va in convento: un ingegnere ed un enologo.

Il cardinale Domenico Calcagno già vescovo di Savona

Perché ?  Il cardinale australiano George Pell, tornato nel suo continente e senza che il papa abbia nominato un successore proprio al vertice della segreteria per l’economia. Nel marzo del 2014, come scrive il vaticanista Sandro Magister sull’ultimo numero de l’Espresso, un anno dopo la sua elezione a papa, Bergoglio creò una segreteria per l’economia a cui assegnò il futuro controllo di tutti i patrimoni degli uffici vaticani, comprese le cospicue somme, mai fatte comparire nei bilanci pubblici della Santa Sede, amministrate da un onnipotente ufficio della segreteria di Stato alla quale obbediva anche l’Apsa, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, cassaforte dei beni mobili ed immobili del Vaticano, retta dal cardinale Domenico Calcagno.

Calcagno che da vescovo di Savona aveva cresimato alle Navette (Alpi Liguri) Simone Galleani, terza generazione, nella ‘dimora di montagna’ (casa dei cacciatori) che fu del conte Federico Galleani, poi del figlio conte Enrico, il banchiere di Alassio; infine ereditata dal figlio Luigi (Gigi) papà del cresimato (vedi…..).  ; . Gigi, persona a modo, schiva, ex titolare di un cantiere navale nel porto turistico di Alassio.

I Galleani, seconda generazione con tre fratelli (Ingo, Roberto ed Enrico) che dagli anni ’50 e fino ai primi anni ’80, da banchieri, imprenditori edili ed immobiliari, agenzia viaggi, Golf di Garlenda, Monesi di Triora nel periodo del boom, hanno segnato la storia socio economica turistica di Alassio, Laigueglia, Albenga, entroterra.

Una grande passione per la montagna, quella di Sua Eminenza Calcagno, come quella dei cavalli e della buona tavola, anche nella veste di cuoco, persino produttore di vino. Tra le amicizie savonesi predilette quella con un personaggio che ha fatto, a sua volta, storia nel mondo politico provinciale ai tempi di Taviani super ministro: Aldo Gasco, gran gourmet, che da tipografo della storica Sabatelli di Savona è diventato capo dell’ufficio pubbliche relazione alla Fornicoke di Vado Ligure, segretario sezionale Dc a Loano e per un periodo al vertice provinciale. C’era anche lui tra gli ospiti della cresima.

La figlia Roberta Gasco, avvocato, giovanissima con ruoli nazionali nell’Udeur, ha sposato un rampollo dell’ex ministro – giornalista Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ex ministro del governo Prodi che cadde per un ‘avviso di garanzia’ proprio a Mastella. La moglie è stata presidente del Consiglio Regionale della Campania; sempre assolti dalle inchieste che per anni hanno accompagnato la coppia di Ceppaloni.

Roberta Gasco, mamma, ha messo in disparte l’impegno politico, e con il marito ingegnere hanno aperto tre pizzerie (Al Basilico): la prima sul lungomare di Loano, la seconda sul lungomare di Albenga, la terza a Finale Ligure. Preziosi posti di lavoro per giovani soprattutto.

Torniamo al cardinale Calcagno che in troppi l’avevano dato in disgrazia, causa alcune indagini per operazioni edilizie- affaristiche in quel di Celle e a Savona. Inchieste in gran parte archiviate. Il Secolo XIX del 19 maggio 2016 titolava “ Il sistema Calcagno tra ravioli ed affari. Pranzi e cene in arcivescovado con politici e imprenditori, ma il business non è decollato. Accusa di malversazione con l’Istituto di sostentamento del clero”.  Il giorno prima:  “Il cardinale nella bufera, Calcagno faceva l’imprenditore, non pensava ai poveri.La critica di don Bardini il direttore della Caritas di Albenga rimosso”. In rapida successione:Soldi del clero per speculare in case. Quattro indagati  con l’ex vescovo di Savona”.

Rimarca Sandro Magister nell’articolo titolato: “Parolin alla riscossa”“I risultati  della sorte del cardinale Pell sono sotto gli occhi di tutti. I centri di potere messi sotto assedio da Pell hanno resistito e contrattaccato. Col papa ad ascoltare ed esaudire sempre di più loro che il cardinale australiano. Con Parolin nel frattempo aggiunto agli 8 cardinali del gran consiglio a tirare le fila della controffensiva. Pell si è ritirato in Australia, invischiato in un processo nel quale appare più vittima che colpevole, senza che il papa abbia nominato alcun successore alla testa della segreteria per l’economia. E’ rimasta vacante dallo scorso giugno, anche la seconda carica chiave, quella di revisore generale dei conti, dopo che ne è stato cacciato in forme brutali il primo e ultimo titolare, Libero Milone, accusato di investigare dove non doveva. … Il cardinale prefetto dell’Apsa, Domenico Calcagno, ha di fatto preso il posto di entrambi,  col pieno appoggio0 di Bergoglio che l’ha spesso suo commensale nel refettorio di Casa Santa Marta. E Parolin è più forte che mai, grazie anche alla predilezione di papa Francesco….che ha nominato altri due cardinali, Lorenzo Baldisseri al segretariato generale del sinodo dei vescovi e Benimino Stella a capo della congregazione  per il clero. Non hanno competenza specifica, ma sono esecutori obbedientissimi della volontà di Francesco di pilotare le cose nelle direzioni prefissate: dalla comunione ai divorziati risposati, all’ordinazione dei preti sposati”.

E da ultimo la cacciata del Gran Maestro dei Cavalieri di Malta.

Non appartengono fortunatamemnte a questo scenario le ordinazione sacerdotali che hanno rafforzato la ‘dote’ della diocesi di Ventimiglia – Sanremo affidata al vescovo loanese Suetta, pure lui in attesa dell’esito delle indagini su un finanziamento statale, di cui trucioli.it ha scritto e per il quale ci sarebbe in ballo la prescrizione con un rimpallo di competenze tra procure: Savona, Imperia, Genova e di nuovo a Imperia.

Una buona notizia soprattutto per la comunità di Bajardo. Un tempo i paesi di montagna, in particolare, erano culla delle vocazioni sia sacerdotali, sia di monaci e monache; alcune centinaia e si contavano fino a 8 – 15  tra frati e preti in un solo Comune delle valli imperiesi.

E’ un raggio di sole e speranza la triplice ordinazione nella diocesi’ ponentina. In anni in cui le ‘vocazioni’ sono rare  (in Italia mancano 8 mila sacerdoti ed ha fatto scalpore, nel Trentino, don Maurizio Toldo, 44 anni, che detiene il record con 19 parrocchie, seguito da don Carlo Crepaz con 15 parrocchie, don Enrico Pret 13, don Tiziano Filippi e don Renato Pellegrini 12, don Albino Dell’Eva e don Livio Buffa 10).

Nelle tre diocesi del ponente ligure i parroci più ‘carichi’ non superano le 5 parrocchie. Inoltre c’è l’apporto di ‘vocazioni’ e sacerdoti stranieri. Ad Albenga, con il vescovo (oggi emerito) Mario Oliveri, si era registrato il fenomeno degli arrivi di seminaristi e preti da fuori regione. Afflusso che si è bruscamente interrotto nel 2016 con la designazione del vescovo Guglielmo Borghetti che si è trovato a ‘mettere in riga’ un certo strapotere della comunità gay in talare. Repulisti in punta di piedi, senza eccessivi clamori, forse fin troppo soft.  Sono oltre una ventina i sacerdoti e seminaristi che hanno fatto i bagagli e lasciato la diocesi.

L’ordinazione sacerdotale di don Thomas da parte del vescovo Suetta, al suo fianco il predecessore vescovo Emerito Alberto Maria Careggio

Il vescovo Suetta ha destinato don Saccomano  a vicario parrocchiale di Camporosso (IM), don Martin vicario parrocchiale  alla parrocchia di San Siro a Sanremo. Per don  Thomas Toffetti Lucini  quattro anni di studio all’Istituto biblico francescano in Gerusalemme; lui che a dieci anni, come accadeva qualche decennio fa, era entrato nel Seminario Minore di Bordighera. Un imperiese, si direbbe, in carriera, certamente un’esperienza importante. Ha promesso di  tornare al paese, in estate, per organizzare attività con i ragazzi e dar man forte al parroco don Ferruccio.

C’è un precedente con don Gabriele Corini, nato a Loano, classe 1975, sacerdote della diocesi di Albenga – Imperia; dopo gli studi Teologici nel Seminario Vescovile di Albenga, si era trasferito a Gerusalemme per proseguire nell’approfondimento della Sacra Scrittura  e di lingue bibliche allo Studium Biblicum Franciscanum. Nel libro che don Corini ha dedicato a “Mons. Valerga: un loanese come noi‘ ha voluto riservare la dedica al “compianto e caro mons. Nicola Palmarini vero uomo di Dio, maestro e biblista integerrimo, amico straordinario”.

Il parroco di Bajardo don Ferruccio e don Thomas con i concelebranti

La scorsa primavera Corini ha presentato il suo ultimo libro “Non rimanere caduti. Le quindici malattie dell’amore cristiano secondo Papa Francesco. Sono  numerose le pubblicazioni di questo loanese  che ha conseguito il Dottorato in Teologia Biblica alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (Milano). Membro dell’Associazione Biblica Italiana, è docente di ebraico e Profeti – Scritti nella stessa Facoltà Teologica di Milano; direttore dell’ISSR di Albenga-Imperia, dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Cultura e dell’Ufficio Regionale per l’Educazione, Scuola e Università della regione Liguria. Una figura di pastore mai sopra le righe e per il quale è difficile non immaginare una carriera, un ruolo significativo nella chiesa episcopale. (l.cor.)

 

E A SAVONA C’E’ CHI LASCIA TUTTO E VA IN CONVENTO

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