Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ormea, continuano a chiamarlo Grand Hotel
Quel complesso importante per l’alta valle
ma il 2017 si chiude con 33 morti e 3 nati


L’articolo è stato pubblicato su ‘La Voce delle Comunità Cristiane di Ormea’, in occasione del Santo Natale 2017. A firma dello pseudonimo ‘Gian’ che corrisponde al dr. Gianfranco Benzo più volte primo cittadino e parte attiva della comunità cristiana. L’hobby di studioso della storia socio economica dell’Alta Val Tanaro. Le persone di una certa età conoscono cosa significa ex Gran Hotel, forse lo ignorano o hanno solo un’infarinatura le generazioni più giovani. Magari non è il caso dei residenti, semmai dei vacanzieri, frequentatori saltuari di queste montagne ricche di un patrimonio di madre natura che le rende uniche, come ha ben documentato un libro dell’ing. Filippo Bonfiglietti. Nell’articolo di Benzo sono contenute tante notizie inedite. E per concludere la pagina nati e morti. Una drammatica conferma.

Benzo racconta, descrive, con pathos, la fine dell’Ottocento a Ormea; gli anni della ‘belle epoque’, il clima di spensieratezza ed ottimismo (di cui oggi c’è tanto bisogno purché sia quello della ragione e non della convenienza magari elettorale ) diffuso tra la borghesia di allora, con il turismo aristocratico che sembrava coinvolgere anche le classi meno abbienti. La sorte delle zone ‘esclusive’, d’élite, il turismo climatico in montagna da affiancare alle località balneari del Mar Ligure, prima che si riducessero ad un agglomerato cementizio di seconde case e speculazione immobiliare (miope e poco lungimirante) che non ha tenuto conto, aggiungiamo noi, della salvaguardia primaria della natura, della costa e le conseguenze si pagano con il turismo di massa, in gran parte dequalificato, la fuga degli stranieri del Nord Europa che avevano caratterizzato gli anni d’oro dell’industria vacanziera balneare del dopo guerra fino agli primi anni ’90.

Benzo ricorda che il sistema del turismo aristocratico era basato sui Grand Hotels, lusso e grandi dimensioni, famosi a livello internazionale; ripercorre la nascita del Grand Hotel di Ormea ad opera dei proprietari  di grandi hotels di Sanremo. I progettisti di Imperia e Ceriana. La notizia dell’inaugurazione pubblicata sui giornali inglese e tedeschi.  Poi gli anni ’30 della grande crisi post bellica. I bombardamenti della seconda Grande Guerra fino a diventare di proprietà  dell’Opera diocesana S. Raffaele di Albenga che lo adibì a colonie estive  fino a metà degli anni ’70.

Con una scrittura privata l’immobile era stato affidato all’impresa Lo Cigno di Albenga, quattro fratelli emigrati dal Sud, falegnami e muratori, che con fatica ed impegno erano diventati tra i maggiori costruttori edili di Albenga e della piana, la mente erano Giovanni. Oggi sono in vita i figli, i nipoti, l’impresa Lo Cigno non esiste più.

Il progetto passò in commissione edilizia di Ormea, con un occhio molto attento ad evitare speculazioni. La trasformazione prevista era in Medical Hotel, subentrò nella proprietà l’impresa Ghersi di Diano Castello che non se ne fece più nulla, abbandonò il progetto. Quindi l’impegno degli enti locali: Provincia e Regione, Corpo Forestale, Università di Torino Facoltà di Agraria. Il Comune di Ormea nella veste di coordinatore. L’avvento della prima scuola  forestale in valle.

Il prezzo d’acquisto dalla Curia vescovile di Albenga considerato un affare: 330 milioni di lire. L’avvio, in Municipio,  del primo corso per la qualifica di ‘cooperatore forestale‘ specialista nel governo del bosco.  Dal 1985 i corsi  per la qualifica di ‘Esperto Forestale e Apicoltore’. E chi avesse proseguito  avrebbe raggiunto, al quinto anno, la qualifica di Agrotecnico.  Oggi con il nuovo ordinamento scolastico Gelmini  è diventato un ‘Istituto professionale – settore servizi‘ ad indirizzo Agricoltura e sviluppo rurale.  Al terzo anno si rilascia  la qualifica di Operatore agricolo indirizzo Silvocoltura e Salvaguardia dell’Ambiente’, al quinto anno il diploma di Agrotecnico specializzato in Gestione delle risorse forestali e montane’. Un patrimonio per i giovani, per le future generazioni di cui Ormea può andare fiera. Anche se non basta per rilanciare un’economia, un tessuto sociale che abbracci il turismo e quanto il bosco può garantire. Un binomio che dovrebbe marciare unito, con scelte strategiche prioritarie, ma anche urgenti, prima che sia davvero troppo tardi. L’illusionismo degli annunci non serve.

ARTICOLO DI BENZO TITOLATO: “….CONTINUAVANO A CHIAMARLO…GRAN HOTEL “

ARTICOLO  DEL SECOLO XIX IN CRONACA NAZIONALE NEL 1983

E L’ANNO 2017 A ORMEA SI CHIUDE CON 33 MORTI, 3 NATI, 2 MATRIMONI

Andamento demografico della popolazione residente nel comune di Ormea dal 2001 al 2016. Grafici e statistiche su dati ISTAT al 31 dicembre di ogni anno.

 


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Gianfranco Benzo

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