Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona: venduto Motel Mirò, diventa B&B
Pietra L. al via il complesso turistico Scrivano
Il direttore provinciale Upa investe fiducioso

Due notizie apparentemente contrastanti sul fronte alberghiero della provincia di Savona. E’ stato venduto da Gianni Mollea il Motel Agip che prosegue l’attività, a quanto pare, come Bad&Breakfast. Altra novità. Nel ponente via libera alla convenzione tra Comune e Carlo Scrivano, ex assessore comunale e provinciale, dal 2009 direttore tecnico dell’Unione albergatori aderenti a Confindustria. A Pietra Ligure in un’area già agricola della famiglia sarà realizzato un complesso turistico di ultima generazione con 5 ‘case vacanze’ e 6 camere, piscina e giardino. Investimento da 1 milione e mezzo di euro.Il Motel Mirò, sorto nei primi anni ’70 come ‘Motel Agip‘, quando Savona contava 23 esercizi alberghieri, tra cui un meublé e 11 locande; il più rinomato era il Riviera Suisse di via Paleocapa ora chiuso e che sarà in parte trasformato ad uffici. A resistere della ‘generazione sorta negli anni ’60, è rimasto Il Nazionale  di via Astengo.

Il ‘Mirò’ che dopo l’acquisto da parte dei Mollea (il papà ha gestito per anni un’attività di abbigliamento nel capoluogo, la mamma Maria Teresa Marchisio, mancata lo scorso luglio a 79 anni, era tra le maggiori imprenditrici alberghiere di Alassio con il Gran Hotel Mediterranèe, acquistato nel 1986 dalla vedova del compianto cav. Zipzer, oltre a possedere diversi negozi ) era stato negli ultimi anni

Il panorama dal Motel Mirò

messo in vendita. Ora finalmente è arrivato l’acquirente che tuttavia rinuncerà all’attività alberghiera vera e propria (hotel e mezza pensione) per la formula del Bad&Breakfast, molto meno impegnativa e rischiosa, anche sotto il profilo fiscale. Pare che tra gli obiettivi ci sia quello di puntare sempre al mondo dei viaggiatori, ma soprattutto con l’aspirazione di attrarre la clientela studentesca (Campus universitario). Sul sito del Motel è già possibile pagare una stanza doppia uso singola con 60 euro, con caffè e croissant. Il locale nel corso degli anni era spesso utilizzato per serate o eventi organizzati da Lions, Rotary, associazioni.

Gianni Mollea, a sn, con barba ed occhiali, con il sindaco di Alassio Canepa, il giorno del ritrovamento del cadavere di mamma mentre faceva il bagno

Del Mirò (60 camere) si occupava Gianni Mollea che, dopo la vendita si è trasferito ad Alassio per seguire la conduzione più impegnativa del Grand Hotel Mediterranéé, sul mare, 76  camere, suites ed il Meublée che di camere ne ha 24. Il fratello Piero, invece, continua a dedicarsi alla tenuta agricola di Cortemilia, ottimo produttore di vini e soprattutto Nocciole Marchisio Spa. Azienda all’avanguardia sulla collina delle Langhe che ha iniziato l’attività negli anni cinquanta ed ora ha una capacità produttiva di 3.000 ton / anno, una capacità di sgusciatura di 10.000 kg ogni otto ore e una capacità di tostatura giornaliera di circa 11.000 kg. Con due stabilimenti.

L’immobile del Blu Hotel 4 stelle di Pietra Ligure mai inaugurato e chiuso (Foto Ivg.it)

PIETRA LIGURE – Il 2018 inizia con una buona notizia da Pietra Ligure dove il panorama alberghiero non è tra i più rosei, con due clamorose criticità: la sorte del G.H. Royal della famiglia -eredi Catto (dopo una dura contrapposizione con il Comune e cause al Tar, Consiglio di Stato, sembra farsi strada il compromesso, con parte residenziale e parte ricettiva); ancora più eclatante il caso del ‘Blu Hotel’ (ex Villa Assunta),  4 stelle super, nuovo di zecca, 72 camere,  10 suite su sei piani, oltre a 5 mini appartamenti: piscina, centro benessere, sala congressi, spazi per bambini ed amanti della bicicletta; 94 posti auto, dei quali 74 interrati, 20 all’esterno. Struttura completata a fine 2013 rimasta ‘fantasma’ che fa ‘bella mostra’ fronte mare e ferrovia e che dovrebbe attirare i sempre attesi investitori locali o di fuori regione.

Nel settembre scorso IVG.it, autorevole fonte informativa,  scriveva che “si è aperta una concreta speranza per il lussuoso albergo pietrese, con diverse (sic!) manifestazioni di interesse e che hanno portato gli interessati ad un sopralluogo nei locali, in particolare di un gruppo imprenditoriale”. Sono trascorsi 4 mesi e non si è più letto nulla. Forse varrebbe la pena tenere aggiornati i fedeli lettori del giornale on line che ha la propria sede a Pietra Ligure nei locali di un ex hotel, trasformato dall’editore in alloggi e uffici.

Cosa è accaduto al ‘Blu Hotel’ ? Tutto era pronto per l’inaugurazione nel giugno 2013, poi un rinvio e l’attesa per il via delle vacanze di Natale. Improvvisa la morte del titolare della società Alma Casa Immobiliare, Giuseppe Belloni, che aveva fortemente voluto la nuova struttura ricettiva. Apertura rimandata, prima estate passata a vedere l’albergo vuoto, abitato solo da un solitario custode. Nel 2014 altro annuncio di IVG.it : “A buon punto le trattative per la cessione, il sindaco Valeriani si dichiara molto fiducioso…”. Gli eredi preferiscono tenerlo chiuso, pagare l’Imu, piuttosto che rischiare la gestione e la pressione fiscale. Titolari di un’agenzia immobiliare a Monza dove si legge dal sito: “Da più di 30 anni migliaia di persone si affidano ad Alma Casa per realizzare i propri sogni e investire sul proprio futuro venendo sempre ricambiate da massima serietà e totale disponibilità”.

Una storia certamente unica in Liguria, esemplare e che meriterebbe approfondimenti, riflessioni, anche da parte di quella Tv pubblica (Tg3 Liguria) in una regione dove un giorno si è l’altro pure si parla e si scrive, si ascolta (lo stesso telegiornale ligure nel 2017, ha citato 189 volte la sorte dei Bagni Marini Liguri e la lotta contro la Bolkestein perchè danno lavoro soprattutto in estate a migliaia di persone) di problematiche di aziende e occupazione a rischio.

Invece non si è mai, mai affrontato il capitolo di quale sia stato il disastro occupazione (e per le future giovani generazioni) con chiusura e trasformazione di oltre un miglio di aziende ricettive, nel ponente ligure in particolare, mentre tiene ed avanzano le Cinque Terre e le città capoluogo: Genova, ma anche Savona  (la la presenza di gruppi alberghieri internazionali) e Imperia dove si è registrato un mega investimento alberghiero e di stabilimenti balneari delle famiglie Pasquinelli – Valentini, proprietari dell’ hotel ristorante Lorenzina di Nava, della centrale di Ormea e con i Contestabile dell’ex cartiera. Quale sorte, destino attende gli studenti delle scuole alberghiere ponentine, quali prospettive reali mentre in Regione e in molti comuni costieri si brinda alla ripresa turistica, al boom di arrivi e presenze, italiani e stranieri. Quanto durerà e a cosa è dovuto ? Al terrorismo che allontana tanti vacanzieri da mete esotiche e Paesi del Mediterraneo: Egitto, Turchia, Tunisia,  Marocco, la stessa Costa Azzurra, da ultimo i fermenti della Catalogna, gli attentati in Francia e Inghilterra, fino a mete nel continente africano meno sicure di un tempo.

Torniamo alla buona notizia che coinvolge un savonese doc. Carlo Scrivano personaggio popolare per il suo passato impegno in politica, per i ruoli pubblici ricoperti, un cristiano moderato, di ispirazione ciellina, già Margherita, ex assessore nella sua città,ex assessore provinciale alla Cultura con la giunta del presidente Carlo Bertolotto, medico e primario ospedaliero al S. Corona. Scrivano da 9 anni chiamato alla direzione tecnica della principale associazione albergatori della provincia di Confindustria (l’altra aderisce a Confcommercio), un tecnico apprezzato e stimato dal dr. Luciano Pasquale, uno dei pilastri e degli uomini più rappresentativi della provincia di Savona e oggi alla guida dell’Unione Camere della Liguria, dopo la fusione con Imperia. Pasquale un’esperienza pure da banchiere, personaggio accordo, loquace quanto basta, mai una parola di troppo e quando il caso fuori dal coro. Amici e nemici che non mancano. Un ‘padrino’ che molti vorrebbero avere.

Scrivano, pollice in su sorridente, con Roberta Gasco, Eraldo Ciangherotti, il sindaco di Ceriale Fazio

Di Carlo Scrivano, laureato in scienze politiche, con master in Pubbliche relazioni, pioniere a suo tempo del nuovo strategico Sistema Turistico Locale, parliamo ora nella veste di neo imprenditore turistico. Negli anni in cui molti ‘scappano’, lui dimostra di credere nel futuro dell’industria delle vacanze. Il progetto presentato al Comune con la formula di accatastamento di ‘civile abitazione’; la convenzione giunta alla firma prevede un complesso turistico laddove la famiglia della nonna materna Mariangela Fazio

Carlo Scrivano ad una sagra di San Giorgio d’Albenga con i figli, da direttore Upa è conosciuto per aver visitato sistematicamente tutti gli associati da ponente a levante, con entroterra. Quasi un confessore che conosce dall’A alla Z il sistema ricettivo della provincia di Savona

coltivavano la terra, produttori agricoli con i calli alle mani ed il sudore di fronte.  “Io non sono tagliato – ripete spesso agli amici Carlo Scrivano – , non solo perchè si suole dire che la terra è bassa, oggi non si zappa più; penso soprattutto al domani dei miei tre figli. L’area su cui sorgerà il complesso è dietro la chiesa del Soccorso, tra le caratteristiche oltre a tutto ciò che offre la moderna edilizia all’insegna dell’ecologia e dei comfort, la realizzazione di una suggestiva area a giardino”. Insomma un rapporto con quella natura che un tempo faceva della piana pietrese un’area ed un’oasi di verde, di produzione ortofrutticola pregiata. Non sarà casuale se proprio da Pietra Ligure è nato il maggiore gruppo di import – export di frutta della Liguria, leader in Italia (Orsero origini a Magliolo – Tacchini – Ottonello).

Una scommessa, quella di Scrivano, con l’impegno della moglie, della sorella e del cognato, che dovrebbe esordire nell’attività nel giro di un paio d’anni. C’è da credere che la famiglia non vivendo di rendite ha fatto pure ricorso al ‘mercato bancario’. Insomma il coraggio non manca in tempi di fughe dagli alberghi tradizionali. Anche se il 2017 si è chiuso senza notizia di nuove dismissioni. E all’orizzonte si affacciano cauti ‘fondi’ di investimento interessati a complessi con una certa consistenza di camere.

Luciano Corrado

 

 

 

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