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Liguria bella e noi tassiamo i turisti. Perfetta follia per lo sviluppo alberghiero da sindaci miopi. Quel presidente che vende l’hotel
E Melgrati: caro sindaco evita brutte figure

Il presidente di Federalberghi (associata a Confcommercio) della provincia di Imperia, Igor Varnero, non ha smentito gli annunci di vendita del suo Nyala Suite Hotel, gioiello a 4 stelle sulle alture di Sanremo e che nel 2013 aveva ottenuto lo svincolo urbanistico. Con pragmatismo il numero uno degli albergatori della provincia di Imperia, al giornalista Andrea Fassione, ha risposto: “Siamo imprenditori, quando arriva la giusta offerta vendiamo”. Varnero non è un personaggio qualunque, è stato assessore al Turismo del Comune e c’è chi lo inserisce tra gli ‘autorevoli fratelli muratori’ di una solida loggia del ponente. Sulla Riviera dei Fiori si parla di almeno una trentina di hotel in vendita e non si tratta di gestione, ma dei muri. Non va meglio sulla Riviera delle Palme. Tra tutti si potrebbe citare lo storico Golfo e Palme di Diano Marina di un’apprezzata famiglia dianese imparentata con i Drago della De Agostini. A Bordighera, intanto, il consiglio comunale da l’addio all’hotel Savoy. E potremmo continuare. Leggi il comunicato stampa degli albergatori del comprensorio albenganese contro l’ipotesi di tassa di soggiorno. Leggi  l’appello dell’ex sindaco e futuro candidato sindaco ad Alassio, Marco Melgrati, architetto. Facciamo un salto di qualche centinaio di km, 408 per l’esattezza, a Merano e nella sua conca. Qui in basso nessuno, pare, può garantire la qualità dell’aria in certi periodo e certe giornate. I media, con qualche editore interessato al business alberghiero, tacciono. Ebbene se in Riviera è quasi una corsa a riuscire a vendere al meglio questa o quella struttura ricettiva (hotel tradizionali soprattutto, compresi quelli fronte mare) perchè fatti tutti i conti non è remunerativa, né la ripresa del turismo può tranquillizzare il futuro, in quella provincia, in quelle terre di montagna e di campagna, di mele e di vino che gareggia sulle guide italiane ed internazionali, è una vera e propria corsa a chi costruisce e realizza l’hotel più avveniristico, più moderno, più dotato di servizi.  E’ verissimo, in quella provincia non da oggi si paga la tassa di soggiorno, ma per far favore non c’è paragone con la Liguria di ponente: dal tasso di occupazione delle camere, alla quantità e qualità della spesa del cliente, al quoziente straniero, tedeschi, svizzeri, inglesi, alla stagione che ormai raggiunge 10 mesi all’anno e sono in maggioranza gli hotel che osservano un periodo di chiusura di  soli 30 – 40 giorni. Non sarà un caso se il plurimiliardario Silvio Berlusconi alla fin fine ha scelto Merano per la ‘Remise en forme’, già la terza volta nel 2017 e i giornali dell’Alto Adige fanno intendere che ‘cerca pure casa’. Pensando magari ai figli. Non è un caso se neppure ‘sottocosto’ (vedi il Royal Palace di Spotorno dove negli ultimi anni la famiglia Bertoglio aveva pure investito nel Centro benessere) nessuno si fa avanti per l’acquisto e non è il solo esempio a cui capita di assistere quando le vendite avvengono alla luce del sole. Non è un caso se si può leggere su La Stampa del 20 novembre scorso l’articolo di Stefano Maggi, ordinario di storia delle comunicazioni e dei trasporti all’università di Siena, in cui si ricorda che l’industria turistica avrà un futuro a patto che ci siano gli investimenti adeguati. L’Alto Adige ha creato un sistema integrato e ben funzionante del trasporto su gomma e di quello su ferro, dove sono messi insieme, con un unico sistema tariffario e con orari coordinati, bus di linea, funivie, funicolari (a decine), e treni regionali, ma anche la Lombardia, che ha messo insieme Trenitalia e Ferrovie Nord, per gestire il trasporto ferroviario in tutta la Regione. Il punto è che bisogna coordinare treni e Pullman e anche le metropolitane, così come le tranvie di superficie; fanno parte di questa visione. Nelle città, bisogna fare scendere la gente dalle auto e portarla in giro coi mezzi pubblici. Per farlo, però, questi devono andare più velocemente delle macchine. E’ anche una questione di salute pubblica.

Vogliamo creare le condizioni per un turismo solido, in salute, con il nostro sistema da 10 – 15 km di code per ogni week end al mare ? L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita in Liguria ha parlato di accelerare al massimo, prossimo obiettivo, il raddoppio Andora – Finale, dimostrando di essere male informato sulla realtà ferroviaria di quest’area e di quanto è accaduto da Andora a Sanremo con lo spostamento a monte. Nessuno immagina di lasciare le cose come stanno, ma ci sono esperti che senza conflitti di interesse e senza volpe sotto l’ascella, senza rincorrere il consenso elettorale, hanno posto alcune questioni per risolvere i problemi di viabilità, non solo su binari. La nostra Riviera offre ai turisti e ai residenti un’Aurelia semiparalizzata dal traffico da mattino a sera e come ha  messo in evidenza un medico di Noli siamo ormai arrivati all’inquinamento diffuso da polveri sottili, proprio conseguente all’elevato carico veicolare.

Renzi non ha parlato del ‘problemino’ , per lui, tassa di soggiorno, e neppure che non esiste solo il problema del raddoppio, c’è il tema per nulla secondario delle bretella ferroviaria Bastia d’Albenga – Garessio – Ceva. Intervento strategico dicono gli esperti, non i ciarlatani improvvisati dell’ultima ora. Il Nyala realizzato nel 1984 a poca distanza da due strutture di richiamo internazionale come il campo ippico ed il tennis club Solaro può far gola ad un palazzinaro piuttosto che ad un imprenditore alberghiero, una categoria che a quanto si vede continua a restare alla larga dagli investimenti nella ricettività tradizionale ligure. Il Nyala non può fare ‘scandalo’ perchè oggi la chiusura e la trasformazione di un hotel non fa neppure più notizia. Sono talmente tanti che siamo all’assuefazione. Eppure hotel significa indotto certo, costante, significa posti di lavoro che non possono essere sostituiti dalle tecnologie come accade nelle fabbriche, significa prospettive vere per i giovani che escono dalle scuole alberghiere molti dei quali, anzi la maggioranza, cambia lavoro oppure espatria. La mancanza di hotel in alcune località è drammatica, pensiamo solo a Ceriale, a Borghetto S. Spirito, pensiamo che in tutte le località costiere il numero delle agenzie immobiliari ha superato la quota degli alberghi. Il longevo sindaco e volpe della politica, Renato Zunino, di Celle Ligure, ha detto che “il settore è già fragile per la mancanza di strutture e non ha bisogno di colpo di grazia”. Nella lista dei favorevoli alla tassa di soggiorno figura il sindaco imprenditore Enzo Canepa di Alassio, qualcuno potrebbe chiedergli come mai sua moglie, figlia di un albergatore che nella baia era arrivato alla proprietà di tre hotel, ha preferito vendere e trasformare, lasciando il compito ad immobiliaristi mordi e fuggi. Al sindaco di Loano, Luigi Pignocca, si potrebbe chiedere perchè la famiglia di albergatori del ‘tutore’ Angelo Vaccarezza ha venduto e trasformato in alloggi i due hotel sul mare di cui erano proprietari. Qui non si tratta di rinfacciare l’incoerenza, si tratta di essere seri, onesti con la politica, con gli elettori. Da Varazze fanno osservare che mettere la tassa di soggiorno con i listini 2018 già pubblicati ed i contratti con le agenzie  sottoscritti, significa far pagare l’intera imposta alle strutture. C’è chi come il sindaco di Laigueglia, Franco Maglione, propone semmai una microtassa di pochi centesimi sull’ombrellone piuttosto che i pernottamenti alberghieri. Ma guai a toccare gli intoccabili ! Chapeau ! Il fatto che sindaci di destra e di sinistra siano uniti nell’imporre un balzello ‘ammazza alberghi’ che era stato abolito e che in questo contesto turistico – economico non sarà una Caporetto, ma l’ennesimo pastrocchio capace di fare più danni che benefici, denota due cose. Gli albergatori in quanto associati non hanno avuto la forza e la capacità di ‘pesare’, farsi ascoltare, sviluppare strategie vincenti. La deriva è iniziata quando la provincia di Savona ha fatto da capofila nella scissione, dalla Confcommercio a Confindustria, con presidenti molto sensibili a cariche ed interessi personali, amicali, e si sono visti i risultati complessivi. Non parliamo dei finanziamenti pubblici visto a dove siamo arrivati. Con presidenti di categoria che tenevano i piedi in più scarpe, qualcuno in sintonia con il mondo immobiliare ed edilizio, bancario, qualcun altro con quello della lobby vera dei Bagni Marini. In realtà solo il ponente ligure, con il presidente Amerigo Pilati, dimissionario di giugno 2016, ha avuto un coerente, tenace e coraggioso rappresentante di categoria, tra i primi a battersi, ad esempio, per lo scandalo degli affitti in nero di alloggi, tema poi diventato popolare. Tra i primi, documenta la rassegna stampa, a lanciare segnali di allarme con le trasformazioni. Evasione diffusa, meglio tardi che mai, ma siamo ancora alle quisquilie. La corsa al nero è di massa nelle seconde case. Si potrebbe concludere che la politica avendo come controparte un ‘debole’ lo tratta senza troppi riguardi. E  c’è chi si pone ormai l’obiettivo dello svincolo urbanistico, tenersi buono chi conta. Si può chiudere l’azienda e provare che non è redditizia. Siamo arrivati all’ultima follia di chi crede di far cassa tassando il settore ed il tessuto più fragile e martoriato. E non si dica per favore che lo si fa per incentivare turismo e turisti. Per il bene degli albergatori irriconoscenti, irriducibili. Ci vuole bel altro che la tassa di soggiorno sonnifero. (L. Cor.) COMUNICATO STAMPA DA ALBENGA

Alessandra Segre Zunino presidente dell’Associazione Ingauna Albergatori

Dal momento che i Sindaci di molti comuni liguri si stanno attivando per introdurre la tassa di soggiorno nella propria località, e tra questi anche il Sindaco di Albenga con la sua Amministrazione, la nostra Associazione ribadisce il nostro “NO” a questa nuova imposizione che non aiuta certo il turismo, e che potrebbe creare nel viaggiatore un freno nella scelta della propria destinazione per le vacanze, paragonata alle città della vicina Francia. Ormai siamo in un mercato globale e i confronti non si effettuano all’interno del proprio territorio circoscritto o della propria nazione, ma in virtù di ciò che il mercato offre in termini di economicità, bellezza del prodotto, opportunità di divertimento, sicurezza della destinazione, purezza delle acque marine. La Spagna e la Francia hanno investito molto nel mercato turistico ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, mentre in Italia – nonostante si faccia un gran parlare di attrazioni locali, musei e monumenti – non viene ancora attuata una seria politica turistica. I turisti dovrebbero essere accolti come risorsa per il territorio. Purtroppo, le amministrazioni comunali sono sempre alla ricerca di nuove entrate e intravvedono nell’applicazione della nuova tassa di soggiorno una fonte di reddito, senza riflettere che se pubblicizzassero la propria città con lo slogan “i turisti sono ben accolti qui in Liguria e per loro non imponiamo una tassa”, probabilmente otterrebbero una promozione turistica senza uguali, con risvolti economici ben più alti. Il turismo enogastronomico ed il turismo culturale possono diventare un settore trainante per l’economia di Albenga, ma gli operatori turistici devono essere aiutati ed incentivati ancora ad investire nelle proprie strutture per proporre un’offerta turistica che sia di qualità sempre maggiore – così come il mercato chiede – ed ambire ad ottenere sempre classificazioni più alte. Il Comune di Albenga potrebbe fare la differenza rispetto a tutte le altre cittadine limitrofe e proporsi come modello virtuoso di accoglienza turistica, decidendo di non imporre la tassa di soggiorno, e migliorando la propria offerta locale. Inoltre i frequentatori delle strutture alberghiere ingaune – che ricordiamo sono aperte durante tutto l’arco dell’anno – sono per la maggior parte persone che scelgono Albenga per lavoro, e portano benessere senza “usare il territorio”, per citare un’espressione usata dai Sindaci per giustificare le proprie scelte. Ci auguriamo che un ripensamento sul futuro di Albenga venga fatto da chi ha in mano le chiavi e le sorti della Città.

Alessandra Segre Zunino, Associazione Ingauna Albergatori

Tassa di Soggiorno: solidarietà agli albergatori di Alassio. Il Sindaco Canepa ci ripensi.

Marco Melgrati, vicecoordinatore regionale di Forza Italia e Presidente di Politica per Passione: questa “gabella” sarebbe un danno incalcolabile per gli albergatori, e non risolverebbe i problemi del turismo di Alassio!

Premesso che non contesto assolutamente la decisione della Regione di aver introdotto la possibilità di applicare la tassa di soggiorno, e anzi, in territori come quello della città di Genova, dove le principali strutture alberghiere sono in mano a gruppi alberghieri internazionali, e la tipologia di turismo è assolutamente diversa, questo può essere una opportunità, contesto con vigore l’introduzione della tassa di soggiorno nei Comuni del ponente savonese. Ho già manifestato nel passato la mia contrarietà non alla disposizione Regionale, ma bensì al fatto che il sindaco della mia città, come quelli di altre città della provincia di Savona, abbiano deciso di applicare questa tassa.

Bene ha fatto l’amministrazione del Comune di Alassio ad aderire al “Patto per lo sviluppo strategico del turismo”, predisposto dalla Regione Liguria, condividendo  la disponibilità del Comune di Alassio a partecipare a progetti, anche sovracomunali, di sviluppo e promozione turistica del territorio, finanziandoli, previa verifica e confronto nel merito con gli operatori economici di Alassio.

Diverso è applicare la tassa di soggiorno, ancorchè per i soli mesi estivi. Oggi sarebbe un danno economico per gli albergatori, che hanno già chiuso i contratti con i Tour Operator con prezzi stabiliti, firmato contratti, preso acconti da clienti su soggiorni del prossimo anno a prezzi già concordati, come nel caso dei Residence, dove le prenotazioni si fanno un anno per l’altro, stampato listini prezzi senza considerare l’introduzione della tassa di soggiorno. E lo dico da albergatore, anche se questa non è la mia attività primaria.

E la “alzata di scudi” degli albergatori di Alassio, con la convocazione degli associati prevista il giorno di Lunedì in consiglio Comunale, per testimoniare la contrarietà a questa nuova “gabella”, dovrebbe far riflettere il sindaco di Alassio sull’opportunità, a pochi mesi dalle elezioni comunali, dell’applicazione di questa tassa. Come dovrebbe far riflettere il fatto che Sindaci di comuni limitrofi (Laigueglia per esempio) abbiano deciso di non applicare questa tassa iniqua e dannosa.

Invito quindi il sindaco Canepa, l’amministrazione e soprattutto gli albergatori presenti in Consiglio a ritornare indietro su questa decisione. Farebbero solo bella figura!

Marco Melgrati, Alassio, 01.12.2017

E A BORDIGHERA ADDIO ALL’HOTEL SAVOY CURA CON APPARTAMENTI DA SECONDE CASE

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