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Intervista al vescovo Suetta in attesa dell’esito nell”affaire finanziamenti’. E a Ventimiglia i migranti frenano la criminalità

L’ultimo intervento che ha occupato le cronache liguri è di lunedì scorso:  “Il vescovo Suetta ha una precisa idea sulle minacce anonime inviate al sindaco  di Ventimiglia e in cui compare oltre allo stesso prelato, don Rito Alvarez prete dell’accoglienza, la Caritas”. Il vescovo parla di “Strategia sospetta dietro alle intimidazioni, qualcuno è infastidito della presenza di troppe forze dell’ordine”. Ma monsignor Suetta, su richiesta di trucioli.it, per la prima volta fa  il punto sull’inchiesta nella quale sarebbe stato coinvolto, almeno a leggere i numerosi articoli di organi di stampa, con accuse che vanno dall’associazione per delinquere, all’appropriazione indebita,  alla malversazione ai danni dello Stato. Non si ricorda nella storia della chiesa ponentina una storia apparentemente così grave per un sacerdote e a capo di una diocesi. Don Suetta, origini a Loano, parroco per anni a Borgio Verezzi, sempre con ruoli importanti nella vita diocesana.

Don Antonio Suetta vescovo di Ventimiglia e Sanremo

Eccellenza ha già ricevuto, come altri coindagati, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ? L’inchiesta riguarda i fondi pubblici e presunte distrazioni da parte della Coop Il Cammino, diffusa e conosciuta nell’imperiese e nel ponente savonese. Si parla di due milioni di euro ottenuti dal Ministero per l’acquisto e la ristrutturazione di Palazzo Curlo – Spinola a Taggia.  Soldi che secondo la tesi accusatoria della Procura della Repubblica di Savona sarebbero invece stati destinati a ripianare sofferenze bancarie della stessa cooperativa di cui è stato tra i fondatori.

R) Ringrazio in primis, per il dichiarato intendo di richiedere, al sottoscritto, chiarimenti “ai fini di una corretta informazione giornalistica’ in merito alla vicenda riportata sul Secolo XIX (e su altre testate giornalistiche e web) circa l’inchiesta di cui mi ha fatto cenno. Come ho più volte ribadito, ho appreso dell’inchiesta solo dalla lettura dei quotidiani, non essendomi stato notificato (ancora oggi) alcun atto e non essendo stato intrapreso, nei miei confronti, alcun provvedimento giudiziario: perquisizioni, sequestri e altro.

Si è scritto che l’inchiesta penale è nata da uno costola dell’indagine sulla Caritas Diocesana di Albenga, Lei ha avuto un qualche ruolo diretto o indiretto nella vicenda Caritas ?

R) Ho letto, con mio grande dispiacere e sofferenza, quanto riportato dalle testate giornalistiche e diffuso dai media, soprattutto alcuni ‘stralci’ delle intercettazioni che qualche quotidiano ha estrapolato dagli atti (coperti dal segreto istruttorio) senza fornire al lettore l’integrale contesto argomentativo delle conversazioni, con la conseguente compromissione della corretta lettura dei fatti e con l’induzione in erronei convincimenti e /o giudizi della pubblica opinione.

Può dire se le perquisizioni disposte dalla Procura hanno riguardato anche la sua abitazione e ufficio ?

R) Ripeto ad oggi non mi è stato notificato alcun atto, neppure quindi il provvedimento di chiusura delle indagini. Resto in attesa di conoscere, ufficialmente, gli esiti dell’inchiesta, rispettando i tempi e le attività del procedimento e ribadendo e rinnovando la mia piena fiducia nella magistratura.

La Procura di Savona, hanno scritto i giornali, ha proceduto nei suoi confronti per reati gravi ed infamanti. Lei in dichiarazioni stampa si è detto estraneo.

R) Per tali motivi, in merito alle pubblicazioni divulgate dalle testate giornalistiche nulla intendo, per ora, precisare se non quanto espressamente ribadito nei miei precedenti comunicati stampa e riservandomi, successivamente, ogni ulteriore argomentazione nelle sedi e / o circostanze.

Conversando con Francesco Giglio, albenganese, consigliere de Il Cammino, Lei avrebbe detto: ” E’ stato un errore comprare quella villa…” E ancora: ” Servirebbe l’intervento di un benefattore, altrimenti le banche non ci danno più soldi e non ci resta che vendere il palazzo oppure provare a restituirli”. Affari di chiesa in moneta sonante via telefono.

R)  Posso soltanto aggiungere che alla domanda se l’inchiesta era nata da una costola dell’indagine sulla Caritas Diocesana di Albenga, nulla posso affermare non disponendo di alcuna informazione in merito e neppure in relazioni alle indagini e / o al procedimento per gli ammanchi nei conti della stessa Caritas.

E la segnalazione della Guardi di Finanza alla procura della Corte dei Conti della Liguria, proprio per la storia del contributo statale di due milioni al Cammino “come spreco ed oggetto di irregolare gestione di fondi pubblici, sempre per il caso Palazzo Curlo – Spinola”, tra i nomi indicati c’è pure il suo. Ci sono stati sviluppi ?

R)  Così anche per la notizia, riportata dai giornali, della segnalazione alla Corte dei Conti posso soltanto affermare di aver letto sui quotidiani e di non aver ricevuto alcun atto.

Che idea si è fatto, da ex economo della Diocesi di Albenga – Imperia, dell’inchiesta sugli ammanchi Caritas ora a processo ? Condivide la decisione di costituzione di parte civile della diocesi stessa nei confronti dei tre imputati, tra cui due sacerdoti ?  Condivide il giudizio dei difensori che parlano della totale estraneità dei loro assistiti.

R) Nulla da commentare circa le persone ed il loro operato a proposito della mia Diocesi di provenienza di Albenga – Imperia, in quanto l’essere passato ad altro ufficio ha fatto si che io abbia perduto i contatti diretti con le vicende diocesane privandomi di conoscenze obiettive in grado di consentirmi valutazioni e giudizi adeguati.

Innocenti sul banco degli imputati, i processi sono fatti per condannare ma anche assolvere e la prova o meno di un reato si deve raggiungere in sede dibattimentale e nei tre gradi di giudizio. Certamente aver sbattuto in prima pagina un vescovo che dopo un anno non ha ricevuto un ‘pezzo di carta’ dagli inquirenti e dalla giustizia non succede spesso. Diciamo per fortuna. Qualcuno ha preso una abbaglio clamoroso ?

R) Nell’attesa degli esiti di ogni procedimento in corso e di ogni indagine al fine di garantire, come da Lei precisato, una ‘corretta informazione giornalistica’, ringrazio per avermi dato voce.

Luciano Corrado

 

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