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Albisola, persone ingegnose: Andrea esperto di crowdfunding grazie al Campus di Savona

Tra i  personaggi albisolesi innamorati del progetto ‘Il Presepe degli Abissi’, spicca Andrea Alessandri,  ex tecnico informatico per Trenitalia, ora ingegnere elettronico, laureato con tesi in gestione aziendale sul crowdfunding. Nel 2016, per la prima volta, il giro d’affari mondiale del crowdfunding ha superato il volume d’investimenti generato dai fondi di venture capital.

L’ingegnere Alessandri ricorda: Stefania Testa professoressa associata di ingegneria gestionale al Campus di Savona per la tesi di laurea mi propose diversi temi tra cui il crowdfunding di cui mi sono immediatamente appassionato.

Non poca cosa, dato che si parla di 34 miliardi di dollari di raccolta complessiva (il dato si riferisce al 2015, erano 880 milioni di dollari nel 2010). Un tipo energico, che ispira fiducia a prima vista, serio, con mille progetti, conta 47 primavera ma sembra un ragazzo e il suo granitico entusiasmo è contagioso, sempre il sorriso, buon umore, grande cultura dei mercati, ma non promette miracoli e miracolati.

Ci spieghi in  parole semplici cosa significa crowd founding?

E’ una raccolta di denaro di piccole cifre, ma attraverso una moltitudine di persone, tramite piattaforme internet, strutturalmente dedicate per fare questo. Sono utilizzate sia per finanziare aziende start up che per progetti artistico culturali come può essere il Presepe degli Abissi.

Ci fai un esempio?

Uno smartwatch che si chiama Pebble , che le banche e gli investitori avevano snobbato. Sarebbe stato un progetto destinato all’oblio invece gli ideatori, rivolgendosi alle piattaforme di crowdfunding, hanno superato le aspettative raccogliendo 20 milioni di dollari ancora prima di averlo prodotto, raccogliendo cifre pure di pochi dollari. Sarebbero bastati 500 mila dollari solamente.

E in Italia?

L’Italia è stato il primo paese che si è organizzato con una piattaforma di crowdfunding “Produzione dal basso”  ben  5 anni prima della nascita della più famosa Americana “kickstarter”. E l’Italia si è dotata di una legislazione tra le più avanzate in Europa per certi aspetti. Casi famosi italiani sono ad esempio “Un aiuto subito” per i terremotati del centro Italia che in poco tempo ha raccolto milioni di euro.

Come mai è così poco conosciuto il crowdfunding?

Poiché in Italia non vi è ancora sufficiente volume di transazioni di denaro  in rete per quel che riguarda i semplici cittadini.

Cosa ti ha spinto a buttuarti nel crowdfounding dopo l’esperienza come sistemista informatico per Trenitalia ? Una posizione sicura…

Un evento drastico direi anche inaspettato professionale,  mi costringeva a cambiare lavoro. Decidevo di finire il percorso universitario interrotto vent’anni prima, avendo ricevuto allora offerte molto allettanti, ma non garanzie per il futuro, ora diventato il presente. Con ottimi voti in materia economica, pur nel corso di ingegneria elettronica, mi sono rivolto alla dottoressa Stefania Testa professoressa associata di ingegneria gestionale al Campus di Savona. Per la tesi di laurea che mi propose diversi temi tra cui il crowdfunding di cui mi sono immediatamente appassionato.

Cosa ti ha spinto ad entrare nel progetto de “Il Presepe degli Abissi” in maniera gratuita, portando le tue competenze?

Mi ha parlato del progetto l’amico Diego Gambaretto e, per l’amore che nutro per il territorio, ho subito deciso di investire il mio tempo per realizzare questo splendido sogno.

Raccontaci della tesi….

Il titolo è: Come il crowdfounding possa aiutare le pubbliche medie imprese italiane. Analizzo i vari modelli di crowdfunding esistenti in Italia e le Svariate possibilità che offre all’imprenditoria nazionale.

 Cosa ti appassiona di più del crowdfounding.

Apre vasti orizzonti e offre possibilità a chi ha talento, buone idee, ma non il capitale finanziario.

Come vedi il futuro del crowdfunding ? Un pronostico da esperto della materia.

Radioso e in crescita e senza illusionismo. Non tifo mai per i venditori di fumo.

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