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Albisola, ‘persone da stimare’!
Roberto storie di vita e pescheria ambulante

Roberto Cuvato, 41 enne, nella vita ha sempre dovuto lottare. Il papà siciliano, giunto in Liguria da immigrato, ad Albisola, mezzo secolo fa, ora avrebbe 83 anni. La sua sposa (e mamma), l’ha conosciuta a Valleggia di Quiliano. I Cuvato sono un nucleo parentale talmente numeroso che non si conoscono neppure tutti, siamo già alla terza, forse quarta generazione. Sono diverse decine di persone che vivono nelle Albisole e nel comprensorio. 

Roberto, un percorso esistenziale ricco di sfide, scelte coraggiose e ogni volta impegnato a reinventarsi qualcosa di nuovo. Perché?

Roberto Cuvato con la sua ‘pescheria’ viaggiante, insieme all’amico ed estimatore Diego Gambaretto

Da ragazzino ho svolto diversi lavori, sempre impegnandomi con passione. Ho fatto il pescatore su un peschereccio, poi mi sono  imbarcato in diverse flotte, anche mercantili. Con gli anni la passione del mare è rimasta e ho lavorato da sommozzatore nella ditta di famiglia. Mia moglie, Sendi Lanza, invece aveva trovato lavoro in alcuni ipermercati ma, dopo con contratti di breve durata. Poi disoccupata, con una bimba piccola a cui provvedere.

E la scelta di mettervi in proprio ?
Ci siamo proposti di rischiare aprendo un frutta e verdura in Savona. Non si navigava nell’oro, proprio da quella esperienza abbiamo maturato una scelta, diciamo di beneficenza verso persone più bisognose e meno fortunate di noi. Quasi ogni giorno si donava frutta e verdura ai poveri, al punto che la storia attirò l’attenzione dei giornali locali. La cosa, diciamo, fece quasi scalpore, non era da parte nostra una ricerca di pubblicità. Poter aiutare il prossimo, i meno fortunati, possiamo dirlo rende felici. Anche se alla fin fine non riuscimmo ad andare avanti, sopportare le spese, tra affitto salato, fisco e via dicendo.
Da benefattori a bisognosi ?
Vero, abbiamo attraversato un periodo di buio totale, come sempre più frequentemente capita a tante famiglie e di cui si parla solo raramente, quando succede qualcosa di grave e si finisce sui giornali. Noi non ci siamo rassegnati, non si è perso la speranza, abbiamo ripreso a lottare. Pensando e ripensando mi è venuta l’idea di comprare con gli ultimi spiccioli rimasti un auto negozio ambulante: una pescheria per la precisione .
Una pescheria ambulante ?
Sono riuscito a trovare un furgone attrezzato ad Ancona, nelle Marche. Appena ho saputo dell’opportunità a prezzo  sopportabile per le nostre tasche, ho preso treno e sono corso a comprarlo. Da li è iniziata un’altra stagione di vita. Abbiamo faticato parecchio, le pratiche burocratiche non finiscono mai e bisogna munirsi di tanta pazienza e tenacia.
Fate i mercati, fiere, eventi, come vi siete organizzati ?
Ripeto, non è stato facile, ma ci siamo riusciti. Abbiamo cominciato nei mercati della Valbormida per poi allargarci fino al Basso Piemonte.
Le difficoltà purtroppo non finiscono mai, quando credi di aver superato un ostacolo, eccone un altro. Nel corso dell’estate abbiamo deciso di integrare il pesce con la licenza di somministrazione di alimenti cotti, cosi ci siamo  messi a fare il fritto misto di pesce fresco.
Tipo street food  all’americana e che ora ha invaso anche il Bel Paese. Con un impegno ancora maggiore, fino a quindici ore al giorno, con crescente soddisfazione, prendendo parte alle ‘notti bianche’, alle sagre di paese, agli eventi gastronomici.
Con qualche curiosità, da raccontare agli amici, che quando si ha a che fare col grande pubblico non mancherà mai.
Non tocca solo a noi poter raccontare. Durante una ‘notte bianca’ avevamo davanti al banco una cinquantina di persone, ad un certo punto una delle friggitrici elettriche si è rotta. Per fortuna ne avevamo una di scorta, però molto più piccola. A causa dell’inconveniente, non riuscivamo tempestivamente a soddisfare tutti i clienti, che si accalcavano. Nell’imbarazzo abbiamo deciso di informarli ad alta voce dell’accaduto e dell’inconveniente. Ebbene la gente ha capito ed ha scelto di attendere. Non se ne sono andati.Per noi una bella soddisfazione, nel nostro lavoro c’è il modo ed il tempo di conoscere tanta brava gente, più di quanto si creda.
C’è un segreto per riconoscere il pesce fresco ?
Il pesce fresco si riconosce intanto dalla etichettatura ovale che nel nostro caso si trova sopra ogni fattura quando compriamo il prodotto, ah ah ah. Nell’etichettatura deve essere indicato il lotto da cui proviene, come è stato pescato, dove e quando, se da allevamento. Se decongelato il cliente deve essere avvisato di questo, leggendo sui cartellini dove è indicato il prezzo deve essere scritto tutto questo.
Il modo migliore, diciamo così, per capire se il pesce è davvero fresco, é osservare le branchie; devono avere un colore rosso sangue e gli occhi devono essere brillanti e non opachi . E poi bisogna dire che se vuoi farti una clientela affezionata occorre mettere sempre in pratica l’onestà, meglio dire sempre la verità sul prodotto, non solo se fresco, anche la sua provenienza.
Liguria terra di mare e di pesca. Non mancano neppure i giovani pescatori. I  vecchi raccontano quanto fosse pescoso il nostro mare, arrivavano anche dalla Sicilia. E oggi ? Sono centinaia i locali che offrono  pesce fresco. Ce n’è davvero per tutti?
Il Mar Ligure si è impoverito, come accade in altre zone di mare e di pesca, ma mantiene una buona qualità di pescato. E poi sarebbe davvero grottesco non offrire pesce, del resto lo si trova pure in Piemonte, in Lombardia. Una materia prima sempre ben rifornita.
Qualche consiglio di vita e di mestiere, alle giovani coppie, a chi si domanda quale sbocco lavorativo, come superare un periodo di crisi e difficoltà.
Ormai è difficile per la stragrande maggioranza trovare un lavoro, a volte accade pure per i figli di papà, anche se almeno loro non hanno il problema di arrivare a fine mese. Non è facile neppure individuare quale sia l’attività commerciale che non delude, il rischio è sempre dietro l’angolo. Nonostante tutto se qualcuno ha un’idea vincente e tanto spirito di sacrificio consiglio di provare, accettare la sfida, come abbiamo fatto noi. Peraltro devo ringraziare tutti i clienti che ci stimano e ci danno fiducia, un grazie particolare alle nostre commercialiste Francesca ed Elisa che fin da subito hanno fatto del loro meglio per aiutarci, ci hanno  motivato, spronato a non arrenderci alle difficoltà, a resistere, resistere. Certo non siamo ricchi, ma felici di un lavoro dove ogni giorno non è mai lo stesso e devi dimostrare quanto sei capace. Tra intraprendenza, sacrificio, serietà ed onestà commerciale. Frequento i mercati di Borgio Verezzi, Sassello, Oviglio in provincia di Alessandria, Albisola itinerante, San Giacomo di Roburent itinerante.
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