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Alassio: quel galantuomo di Simone Siffredi
Addio all’avvocato del Pri malato da tempo

Non ha fatto notizia la morte, ad Albenga dove da anni ormai abitava, dell’avv. Simone Siffredi, 80 anni, spentosi nell’abitazione di via Valle D’Aosta 4. Un galantuomo e un gran signore prima di tutto. E’ stato consigliere comunale e provinciale negli anni ’70. Iscritto al Pri ai tempi di Ugo La Malfa ed Oronzo Reale, di quell’epoca a Savona resta la memoria storica vivente dell’avv. Renzo Brunetti. E ad Alassio il Pri aveva avuto altri iscritti con la rettitudine nel sangue: i compianti Enrico Zunino e Sante Galassi.

L’avvocato Simone Siffredi, nel suo studio di Alassio, il 1971, quando era consigliere comunale del Pri (foto Renato, archivio trucioli)

Simone Siffredi che aveva lo studio e l’abitazione in un palazzo di Via Londra. E’ qui che il giovane corrispondente dell’epoca era stato ricevuto, assieme al fotografo del Secolo XIX, Renato Esposito, per una foto ed un’intervista. Era un piacere lavorare da giornalisti in quegli anni, pur con un giornalismo di punta, che non faceva sconti, come voleva il direttore Piero Ottone che aveva avviato in tutta la Liguria l’apertura di redazioni ed uffici. Uno ad Albenga in piazza Petrarca.  Un giornale graffiante quale non erano abituati il lettore, il mondo politico ed ad Alassio, già all’epoca, erano frequenti i fuochi d’artificio in consiglio comunale, nelle stanze più o meno riservate dei maggiorenti politici, amministratori pubblici, costruttori edili in particolare.

Ma c’era un comune denominatore rispetto ad oggi, diremmo. Il giornale spesso menava colpi durissimi a questo o quel potentato, all’epoca era l’edilizia, il mattone, il primo assalto alla collina, le ville, il piano regolatore, a far scalpore. Titoli da prima pagina, indagini, inchieste, esposti, denunce, fuochi e fiamme.  Siffredi che spesso ricopriva  il ruolo di difensore o di parte in causa in questa o quella vicenda,  si distingueva per la collaborazione, magari franca, a volte dura, con il giornalista. Non era il suo nemico, semmai seguiva il metodo del confronto, del dialogo: “Vieni e ti guardi i fascicoli, leggi e poi scrivi quello che ritieni”. Non c’erano segreti, non c’era la volpe sotto l’ascella. Non partecipava alla gara a chi sapeva distribuire più favori. Sport molto di moda nel centro destra e non immune nel centro sinistra.

Foto in M;uncipio ad Alassio, Simone Siffredi, con il sindaco Gino Ferrando (di spalle), a sn il dr. Felice Cattaneo, Angelo Villani e Sante Galassi. Nessuno è più in vita, l’ultimo era l’avvocato (foto Renato archivio Trucioli)

Simone Siffredi politico impegnato,  mai coinvolto in indagini o nell’affarismo politica- cemento – piano regolatore, interessi personali da difendere. Certo aveva le sue idee, i suoi obiettivi, era un moderato, soprattutto persona specchiata, incapace anche nel suo mondo professionale di farti una vigliaccata. Ad Alassio nonostante la città avesse fama di ricchezza ed opulenza, lui non si era arricchito, i clienti facoltosi non correvano da lui sapendo che avrebbero avuto un protettore, un santo in paradiso. Anzi, confidava che qualcuno l’ha perso proprio per non accettare il ‘do ut des’.

L’avvocato Simone,  dopo una lunga malattia sopportata con grande coraggio, riporta il manifesto funebre, se n’è andato lasciando la moglie Liviana, i nipoti Alessandro, Marisa, Camilla, Matteo. L’ultimo saluto nella ‘sua’ Alassio, nella parrocchia di San Vincenzo. Ci resta l’album dei ricordi, i ritagli stampa, le foto nel suo studio e a palazzo Civico.

 

 

 

 

 

 

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