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Ponti di Pornassio, Mario e Gabriella vendono il gregge. Un nipote del sindaco di Imperia crea la stalla modello per capre.
E Aldo ha smarrito tre cavalli sulle Alpi

Il loro gregge di pecore brigasche era una ricchezza ed una caratteristica a Ponti di Pornassio. Non erano personaggi da fare notizia, persino snobbati da quei media che pure raccontano spesso la vita delle nostre vallate, sagre, feste e balli. Gabriella e Mario Peirano, ottantenni, sotto il peso degli anni hanno rinunciato a quel gregge che li ha visti impegnati, da giovanissimi, in uno dei mestieri più duri e ormai rari delle nostre montagne. Ma c’è chi, da giovane, alla sfida non rinuncia. Proprio a Ponti, sulla strada per Acquetico, un giovane nipote del sindaco di Imperia ha acquistato e ristrutturato una stalla, sorta negli anni ’80 ad opera di una cooperativa di pastori. Poi la chiusura, l’abbandono ed ora ospita decine di capre. E terza notizia, sempre in tema pastori, Aldo Lo Manto – possiede il gregge più numeroso della Liguria, con 1300 capi tra pecore, mucche e capre – durante la transumanza, dalle Navette a Bastia d’Albenga, ha ‘smarrito’ tre cavalli e li sta cercando da giorni. ULTIMA ORA – Il pastore ci comunica (oggi sabato 4 novembre) che ha ritrovato i cavalli.

Una veduta caratteristica di Ponti di Pornassio

Ai nostri tempi accade che se chiude un’azienda produttiva, un attività commerciale, meglio se datata, finisce agli onori delle cronache dei media, cartacei, web e nel ponente la beniamina Imperia Tv.  E giusto sia così. Se invece si  vende il gregge e un pastore chiude la stalla, con tutto ciò che ancora rappresenta, non interessa, non ha risonanza. Cronisti distratti, superficiali, poco rispettosi di una certa realtà sociale ? Eppure, osservava di recente proprio una pastore sanremasco e transumante sulle Alpi Liguri: ” Tutti a parole ed ad ascoltare il giornalismo, si sprecano negli elogi alla pastorizia. Ci ammirano, parlano di noi con enfasi, quasi ad invidiarci per la qualità di una vita che un tempo, sulle montagne liguri, era diffusa e praticata dalla maggioranza delle famiglie e oggi siamo come mosche bianche.”

Invece ecco la prova del nove. A Ponti di Pornassio hanno venduto una delle cose più care a Gabriella e Mario, qualcuno ha  segnalato il ‘caso’ alla stampa imperiese. Risposta: “…alla gente non interessa un gran che, vedremo di scrivere qualcosa….”. E’ trascorsa qualche settimana. Trucioli che dedica solitamente più spazio alla montagna, alle vallate, all’entroterra, ai piccoli paesi, ai mestieri passati di moda, piuttosto che alla città e alla loro sfrenata opulenza, ha appreso per caso della vendita del gregge e della perdita dell’ultimo pastore del paese.

A Ponti di Pornassio, nei suoi prati, lungo le sue strade, non si vedrà più la pastorella Gabriella accudire le pecore. Era facile incontrarla mentre le pascolava, magari lungo i prati che si affaccino sulla provinciale, e dalle auto gli occupanti ammiravano, fotografavano, il personaggio. Magari nei giorni di festa mentre il popolo si diverte e il pastore non fa festa.  Oppure sotto la pioggia, col nevischio. E ne sa qualcosa Mario, la sua giornata iniziava all’alba nella stalla, poi sui prati, conduceva il gregge nei pascoli alpini e la sera chiudeva gli occhi dopo essersi assicurato che le bestie erano tutte al loro posto e stavano bene.

Un’esistenza per Mario e Gabriella all’insegna della fatica, dei sacrifici, le domeniche, Pasqua, Natale, Capodanno, Ferragosto, solo segnate sul calendario. Le tante incombenze che comporta mantenere un gregge con il sole e la pioggia, la neve ed il ghiaccio, la stalla ed il pascolo, la gravidanza, la nascita degli agnelli, la pulizia, il letame da smaltire. D’estate sulle montagne sopra Monesi (Losce e le Navette), l’inverno a Ponti di Pornassio. Una coppia esemplare, salute di ferro, entrambi autisti provetti sulle strade sterrate a bordo della jeep.  L’arte di produrre gustosi formaggi, persino il tempo di curare l’orto per vendere ortaggi e frutta, far crescere e vendere agnelli. La stagione della tosatura. Non hanno mai avuto un grosso gregge, un’ottantina al massimo, l’impegno non era da meno perchè facevano tutto da soli, si davano il cambio. Lui una fibra di ferro, pornassino doc, ottima forchetta e di compagnia, negli anni pure cacciatore; lei originaria di Chiusavecchia, donna di casa d’altri tempi.  Un figlio, sposato, vive a Diano Marina e fa l’orefice; una figlia abita a Ponti di Pornassio. Mario e Gabriella nonni, testimoni e protagonisti, di un’epoca che ha visto capovolgere le tradizioni natali. Il ricordo di quel terzo figlio morto in un incidente della strada.

La stalla ‘modello’ del nipote del sindaco Capacci sorge lungo la provinciale Acquetico -Ponti di Pornassio – Mendatica

Per un pastore che lascia, a Ponti di Pornassio, lungo la provinciale che porta alla frazione Acquetico (Pieve di Teco), fa ‘bella mostra’ un’altra storia tutta in positivo. La famiglia imperiese Giordano ha acquistato una stalla – capannone realizzata dalla prima cooperativa agricola di pastori della storia della vallata. Un esperimento che ebbe gli esordi con la costituzione della Pia Unione Pastori delle diocesi di Albenga – Imperia, Ventimiglia e Mondovì. Ora non più attiva. Fondatore e presidente, primi anni ’60, l’allora parroco di Mendatica, don Giuseppe Tassara, storica famiglia loanese. Sta di fatto che la Cooperativa che allevava mucche da latte e vitelli, formata da soci di Pornassio ed Acquetico, ha chiuso i battenti. L’immobile è rimasto chiuso e due anni fa l’acquisto da parte della famiglia imperiese di produttori d’olio, un figlio ha la passione delle capre, dell’allevamento. Ammirevole. E così ha ripreso vita la stalla, con un attiguo terreno di alcune migliaia di metri quadrati, in parte acquistato con l’immobile, in parte preso in affitto. Una dimora ed un’attività che promette bene, tra altro ospita alcuni asinelli che si esibiscono ai passanti.

Il moderno tunnel dove le capre stanno all’aria all’aperto

C’è infine una nota di cronaca per l’ormai popolare Aldo Lo Manto. Nel tragitto della transumanza, a metà ottobre, mentre si trovava nella zona del Garezzo (nel territorio di Montegrosso Pian Latte), da un recinto che ospitava le mucche, sono usciti i tre cavalli che avevano seguito la mandria sulle Alpi Liguri e Marittime per il periodo estivo. “Ho provato a cercarli, sono tornato nelle zona un paio di volte, si sono perse le tracce; non è escluso che siano tornati alle Navette, percorrendo decine di chilometri nei boschi e nei prati. Non ho perso la speranza e tornerò a cercarli, se qualche camminatore, appassionato delle Alpi, dovesse incontrarli, vederli, sono grato di una segnalazione”. (L.Cor.)

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