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Pieve di Teco perde ‘ArtigianArte’.
E’ nata Aqua Flus, 50 soci, 30 stranieri di 14 nazionalità. Il Comune? Fa il bulletto…

Per la serie le notizie ci sono e vanno date ai lettori. Non è recentissima, ma inedita, la rinuncia a due anni dall’iniziativa di tenere ogni seconda domenica del mese ‘ArtigianArte’, mercatino dell’artigianato vero e della creatività del territorio. Gli organizzatori, di fronte al tirare i remi in barca degli espositori, hanno issato la bandiera della resa. Almeno con tanta buona volontà e impegno, ci hanno provato. Chi invece ha appena iniziato, senza clamori di stampa, anzi in silenzio, sono i promotori della neo Associazione Aqua Flus onlus, con l’obiettivo di ‘gestire’ iniziative culturali e sportive a Pieve di Teco. Il taciturno presidente è un operatore sanitario impegnato nel sociale e un passato in missioni in zone di guerra, Daniele Greco, 60 enne. Con una prima cocente delusione. Il Comune ? Tante promesse e parole…

Il centro storico di Pieve di Teco, all’opera gli attivisti dell’associazione i.theicos con Marco Burasso

Ce l’hanno messa tutta due amici di Pieve di Teco, Dario Rosta e Marco Burasso, entrambi con ‘esperienza commerciale’ sulle spalle: mobilificio e arredamento casa, ufficio in un caso; abbigliamento donna- uomo, medio alto, il secondo. Con loro un piccolo gruppo di giovani tifosi dell’iniziativa. Il sostegno di parecchi commercianti ed esercenti. Un auto-contributo da versare, una collaborazione in sinergia tra gli espositori ed il mondo commerciale pievese. Manifesti, manifestini, attività promozionale tramite una radio ingauna, giornate a tema con l’ingresso dello street food, ormai sempre più di moda nel terzo secolo, copiando quanto da anni è realtà, come la parola inglese dimostra, in altri paesi.

C’è da dire quanto tutti sanno. Pieve di Teco è una ‘locomotiva’ almeno sul mercato – fiera, come dir si voglia, dell’antiquariato tradizionale, il più affermato e consolidato dell’entroterra, solo in qualche località di mare dell’imperiese, gli espositori fanno più affari. Ma qui hanno la fortuna di avere una promotrice, Elisa Bertone,  impiegata comunale che nei giorni liberi e festività gira il Piemonte e la Liguria per scoprire e conoscere altre realtà nelle manifestazioni di antiquariato. Sta di fatto che l’ultima domenica del mese è un appuntamento fisso che non teme concorrenza a Pieve di Teco, diventata tra l’altro la culla della comunità straniera con tutto ciò che comporta. Parliamo soprattutto di paesi del centro e Nord Europa, non di migranti alla ricerca di una vita migliore e di lavoro. E’ vero si tratta di un appuntamento popolare e anche la fiera più significativa nella capitale della valle ha perso col tempo la sua caratteristica, i banchi sono appannaggio della folta comunità di ambulanti extracomunitari.

L’originale logo realizzato dall’associazione i.THEICOS

Alcuni giovani attivisti di ArtigianArte, con Dario Rosta e Marco Burasso, che promuovevano anche un sito internet con centinaia di adesioni e commenti promozionali

Dario e Marco hanno pensato all’opportunità di sfruttare l’appuntamento di quelle che possono essere definite le pur sempre rare eccellenze di un artigianato casalingo, fai da te, ricco di arte e valore intrinseco. L’entusiasmo iniziale, dopo il rodaggio, lasciava ben sperare, poi la fase calante. A questo si aggiunga il blocco della circolazione in un centro storico che resta il vero cuore di ogni attrazione e dove non è ancora stato risolto il ‘problema parcheggio’. Le auto sulla statale, sui marciapiedi, i cartelli di ‘accesso privato’, creano difficoltà ed obiettivi inconvenienti. E il parcheggio, ad ascoltare gli stessi operatori commerciali di Pieve, resta una dei temi più sentiti dai visitatori, la critica più diffusa verso chi non ha risolto il problema alla radice. Non si chieda, per favore, all’unico ed anziano vigile in divisa di mettere mano al bollettario. Certo, a volte siamo  in presenza di intralcio,  stato di pericolo. Insomma, Pieve avrebbe già dovuto affrontarlo e risolverlo. Diciamo che l’Amministrazione comunale ha ignorato, nel complesso, un malessere diffuso. Del resto il sindaco leader e più apprezzato da Imperia Tv, anche per lo spazio a lui riservato, ormai non deve più rendere conto e c’è l’abitudine a dimenticare.

Addio “ArtigianArte” , mercatino dell’artigianato e della creatività, con gli hobbisti creativi. Addio a chi promozionava: “Lungo la famosa via porticata, Corso Mario Ponzoni, si potrà trascorrere una rilassante domenica all’insegna dello shopping e della condivisione nella splendida cornice storica del borgo medievale di Pieve di Teco “.

Addio a chi descriveva l’esperimento che vede Pieve di Teco ” impegnata in un ‘progetto strategico’ nell’innovare l’offerta del suo caratteristico borgo, con l’aggiunta di ‘street fod’ da parte degli esercenti e commercianti dei portici, senza clamori mediatici” A chi commentava ” La prima edizione del mese scorso ha visto la luce quasi in sordina, ma domenica la manifestazione a dimostrato tutta la sua validità e potenzialità. Una quarantina di “banchi” di artigianato di pregevole qualità, ottime offerte di prodotti enogastronomici di “nicchia” e correnti, e attività culturali per intrattenere ed educare all’arte i più piccoli, musica dal vivo, dimostrazione di lavorazione del legno e dell’ardesia, hanno movimentato una giornata molto piacevole che ha tutte le carte in regola per diventare, come il Mercatino dell’Antiquariato, un incontro seriale di assoluta importanza.”

E a proposito di seriale,  trucioli.it che si è  fatto parte diligente nel ruolo di informare, scriveva: “Erano presenti alcuni Artisti del “Cenacoliere, incontri seriali tra artisti del Ponente Ligure”, con opere pittoriche e letterarie , molto visitate, commentate e apprezzate. Per dovere e piacere, cito i nomi degli artisti Pittori che hanno esposto. Alberto Contestabile, Anna Minasso, Nicola Elena, Daniela Apolloni coordinatrice del gruppo e più umilmente lo scrivente Nello Scarato che ha esposto quadri e presentato il suo primo romanzo “La strana storia di Sebastiano Contrario. L’Organizzazione è stata impeccabile, orchestrata dal gruppo I.theicos e dal Comune che lo scrivente ringrazia per la simpatia e cordialità dimostrata”. Più disponibilità di così ! E invece, è arrivato il giorno ‘del giudizio’ terreno. Senza comunicati stampa.

Così come è sorta un’iniziativa altrettanto meritevole di essere fatta conoscere. E trucioli.it che segue il buon esempio del cronista di strada, di marciapiede, piuttosto che del palazzo del potere o della politica, ha casualmente appreso che Pieve di Teco può andare fiera ed orgogliosa di Aqua Flus. L’associazione che si è fatta carico della valorizzazione di Parco Roba, una bella cornice ambientale, ma piuttosto trascurata nei pressi della caserma dell’Arma. L’Amministrazione comunale avrebbe dovuto intervenire al fine di renderla fruibile e soprattutto con un’idonea messa in sicurezza. Nulla. I Comuni piangono per i bilanci in crisi, però nelle scelte strategiche ci sono priorità, opportunità di trovare finanziamenti.

Il presidente dell’associazione di volontariato non sembra possa essere annoverato ai polemisti, ai ciarlieri. Quando gli chiediamo se il Comune fa la sua parte, il dr. Daniele Greco allarga le braccia: “Parole tante, tante, fatti e concretezza zero, lasciamo perdere”.  “Ho più soddisfazione a parlare dell’esperienza positiva nella locale Croce Rossa….”. Eppure forse è un caso unico in Liguria e non si è finora letto una riga sui media. Greco che rinuncia ad una fotografia di circostanza, racconta, a domanda risponde, che i soci  volontari in pochi mesi sono già una cinquantina. C’è stata l’adesione di una trentina di stranieri di 14 nazionalità: Tedeschi, Svizzeri, Inglesi, ma anche Australiani, Nuova Zelanda, solo per citarne alcuni. Un preciso obiettivo, attraverso il Parco Roba, promuovere attività culturali e sportive nel territorio, eventi capaci di attrarre, giovani soprattutto.

Possiamo sapere  cosa ha fatto fino ad oggi nella vita il dr. Greco: “Preferisco vivere nell’ombra, non mi interessa apparire, diciamo solo che ha cercato di dedicare la mia umile esistenza terrena nel campo della beneficenza e del volontariato. Ieri come oggi la mia missione è quella di aggregare, unire, cittadini di diverse comunità, è quanto mi sforzo di fare pure a Pieve di Teco.”

Dicono che lei ha vissuto per 20 anni negli Stati Uniti, è sposato con una cittadina di quel paese. “Si è vero, ma non interessa sapere che lavoro facevo”. E’ stato in missioni di guerra ? “Diciamo solamente che ho vissuto l’Afghanistan”. A Kandahār o Qandahār, in pashtu کندهار, in persiano قندهار) è la seconda città dell’Afghanistan ed è capoluogo dell’omonima provincia, di cui si è scritto tanto nella cronaca di guerra ? ” ” Ho trascorso in quel paese sei anni,  non è il caso di approfondire, ho 60 anni, sono pensionato, ora sono milite della Croce Rossa e non sono un pentito”.

I cittadini stranieri che hanno comprato ruderi, dimore di campagna e di montagna, a Pieve di Teco e nella Valle Arroscia, sono una risorsa per il commercio, gli artigiani, il mercato immobiliare che contrariamente all’opulenza delle città costiere non ha risentito gli effetti benefici neppure col Piano casa dello Stato e del governo regionale di centro destra. A Pieve, come in valle, i prezzi sono un’opportunità e motivo di richiamo da chi rifugge dal caos, dalla frenesia della vita delle megalopoli, l’inferno del traffico, lo smog, le polveri sottili, da qui l’importanza di fare aggregazione tra italiani, paesani e  la comunità straniera. Commenta Greco: “Hanno aderito con entusiasmo all’Associazione, pagando una tessera di 10 euro, ma rendendosi ben presto conto che il Comune se ne stra frega, se vogliamo rendere vivibile e fare polo di attrazione il parco dobbiamo pagare di tasca nostra, non giudico ovviamente le persone, mi attengo ai fatti. Ora devo andare, ho un impegno”. (L.Cor.)

 

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