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A Noli non si sa proprio più che pesci pigliare. Per ora street art lungo la scalinata. Ma ecco come eliminare il punteruolo rosso

Da Savona News – 26/10/2017: “Questa mattina a Noli è stato avvistato un banco di Acciughe coloratissime! Si tratta di Street Art che sono state realizzate la scorsa estate da un gruppo di piccoli artisti in vacanza a Noli, con l’aiuto della ceramista Nadia Allario e la collaborazione degli Stabilimenti Balneari “Vittoria” e “Baianita”. Le potrete ammirare lungo la scalinata che da via Repetto porta in Via Cavalieri di Malta, insomma, nell’Antica Repubblica Marinara: non solo Street Food, anche un pochino di street art.



Contrasto alla minaccia del punteruolo rosso –

In attesa dell’arrivo, è già stato segnalato in Francia, del punteruolo nero delle agave e del punteruolo nero del fico, quest’ultimo già sbarcato in Italia a La Spezia, spostatosi in Toscana si appresta a marciare su Roma e le regioni del sud. Per entrambi non esistono antidoti ne naturali ne chimici.

Il Comune di Noli ha deciso di prorogare fino al 15 dicembre 2017 l’attività di contrasto alla minaccia del punteruolo rosso e di censimento delle palme (sane e infette) presenti sul territorio comunale.

L’amministrazione comunale aveva già messo in atto in tempi recenti una prima tranche di questi lavori, ma con l’estate si sono moltiplicate le richieste di proprietari di seconde case che sono giunti a conoscenza di questa iniziativa e hanno chiesto al Comune di potervi rientrare, determinando così un significativo aumento del numero di palme da censire.

Nell’ordinanza emessa dal sindaco Giuseppe Niccoli sono inoltre presenti ben precise disposizioni in merito a tutte le operazioni da compiere per il trasporto, accumulo, compostaggio e smaltimento derivanti dall’abbattimento di palmizi infetti.

L’ordinanza comunale è stata resa nota, come da normativa vigente, anche al ministero dell’ambiente, al ministero delle attività produttive, alla presidenza della Regione Liguria, al Comando di Polizia Municipale, all’ufficio Urbanistica, alla Prefettura, al Comando dei Carabinieri di Noli e ai Carabinieri Forestali (ex Corpo Forestale dello Stato).

Sono pesci verdi, ce ne sono in abbondanza, da Loano a Pietra, a Finale, a Spotorno, a Vado, ect… hanno pure le spine, sembrano barracuda.

Ma l’ordinanza emessa dal sindaco Giuseppe Niccoli potrebbe integrarsi con la politica riguardante i migranti, ovvero “importare” momentaneamente con loro, anche, alcune tribù della Nigeria e della Malesia, dove le larve del punteruolo rosso delle palme sono considerate delle vere e proprie prelibatezze. Vengono mangiate crude direttamente dalla pianta, fritte, impanate, alla brace. Ricche di proteine, ferro e potassio, sono una componente fondamentale nella dieta delle popolazioni rurali.

Da bizzarrobazar.com/tag/entomofagia –

Esiste un tipo di cibo che probabilmente voi non avete mai assaggiato, ma che la maggioranza degli esseri umani mangia regolarmente: gli insetti. Secondo molti studiosi potrebbero essere proprio gli insetti la chiave per risolvere la malnutrizione in molte parti del mondo, per la facilità nell’allevamento, la loro resistenza praticamente a tutte le latitudini e l’importante apporto calorico e proteico della loro carne.

Ma mangiare insetti potrebbe anche avere un ulteriore effetto positivo: potrebbe aiutare a salvare l’ecosistema. Tra gli insetti c’è il temibile scarafaggio parassita che attacca le palme: si tratta del punteruolo rosso, un coleottero proveniente dal sud est asiatico che in breve tempo si è diffuso in tutto il mondo, arrivando qualche anno fa anche in Italia. La sua riproduzione incontrollata e l’aggressiva voracità pongono seri problemi in tutto il mondo per la coltivazione delle palme da frutto, in quanto un’infestazione di punteruoli può distruggere una palma secolare in brevissimo tempo.

Visto che la disinfestazione è problematica e difficoltosa, avanziamo qui la nostra “modesta proposta“, alla maniera di Jonathan Swift: mangiamoli da piccoli ! Questo, almeno, è quello che fanno le popolazioni dell’Asia sudorientale, della Malesia, della Papua Nuova Guinea e di molti paesi amazzonici (Perù, Ecuador).

La larva, chiamata sago in Asia e suri in Sudamerica, viene deposta dalla femmina all’interno del tronco della palma e, quando si schiude, comincia a divorare il legno verso l’esterno. Più legno mangia, più diventa grassa e gustosa.

Le larve sono esposte vive nei mercati, e vengono spesso preparate sul momento. C’è chi si arrischia a mangiare queste larve proprio così, ancora vive, ma essendo questa una rubrica di alta cucina, preferiamo consigliarvi alcuni metodi di cottura per rendere ancora più prelibata questa raffinata pietanza. Il metodo classico, se avete un barbecue, è lo spiedino: cucinate alla brace, le larve assumono un sapore simile alla pancetta affumicata e una consistenza piuttosto tenace.

In Perù, invece, vengono pulite (si toglie il condotto intestinale, che corre lungo la parte alta della larva, un po’ come facciamo con i gamberi), e scottate alla brace in un cartoccio di foglie di palma per 5 minuti. Questo metodo mantiene la carne più tenera e “cremosa”, ma ovviamente meno magra. Sempre in Sudamerica il suri viene anche condito con l’aglio e fritto nell’olio, servito poi con rondelle di banana fritta. Se cotte in pentola, senza aggiunta di olio, le larve rilasciano comunque abbastanza grasso da friggersi praticamente da sole; la loro carne si accompagna bene anche con il chili o la salsa di soia.

Le larve sono altamente caloriche, e in Nuova Guinea fanno parte integrante della dieta, fornendo oltre il 30% dell’apporto proteico per la popolazione locale. Sono anche una buona fonte di ferro, zinco e altri nutrienti, e vengono considerate un buon rimedio per le infezioni bronchiali dei bambini. Di cos’altro avete bisogno per convincervi ?”

L’Amministrazione del Dr. Niccoli si rivelerebbe, finalmente, utile in due modi:

1 – Eliminerebbe il punteruolo rosso, conservando le sue palme vanto della Riviera di Ponente;

2 – Eliminerebbe l’uso di vari pesticidi, preservando la salute di tutta la popolazione presente.

Se la soluzione sopra esposta non fosse praticabile in quanto in contrasto con l’attuale politica dei migranti posta in atto e dal governo nazionale e dal governo della Regione Liguria, ecco qui un uccello predatore che si nutre di punteruolo

Il Rufous Treepie ( Dendrocitta vagabunda ) è un Treepie, nativo del subcontinente indiano e le parti adiacenti di Sud-Est asiatico . Si tratta di un membro del Corvidae (corvo ) famiglia . E ‘lunga coda e ha forti chiamate musicali che lo rendono molto visibile. Si trova comunemente in macchia aperta, aree agricole, boschi e giardini urbani. Come altri corvidi è molto adattabile, onnivoro e opportunista per l’alimentazione.

Il Treepie Rufous è un onnivoro arborea alimentazione quasi completamente in alberi frutti, semi, invertebrati, piccoli rettili e le uova e di giovani uccelli , è stato anche conosciuto per prendere la carne dalle carcasse di recente uccisi. Si tratta di un agile foraggiere, attaccamento e arrampicarsi tra i rami e, a volte unendo le battute di caccia mista con specie come drongos e cince . E ‘stato osservato nutrirsi di ectoparassiti di cervi selvatici. Come molti altri corvidi sono noti per cache di cibo. Essi sono stati considerati utili per la coltura della palma nel sud dell’India a causa della loro ricerca di cibo sulle larve delle distruttive punteruolo Rhynchophorus ferrugineus.
^ Krishnakumar R., Sudha G. (2002). “Indian tree pie Dendrocitta vagabunda parvula (Whistler and Kinnear) (Corvidae). A predatory bird of red palm weevil Rhynchophorus ferrugineus (Oliv.)”. Insect Environment 8: 133.

Alesben B.


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