Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Qui Ormea, per un giorno Monesi protagonista. Lotta ai fantasmi con politici e tecnici, ma i giornalisti fuori dalla porta

Monesi seconda località sciistica della Liguria e da anni vittima di squilibri nelle scelte strategiche del potere politico e finanziario. Lo spaccato di una Liguria fragile, ferita da alluvioni e frane, dissesto idrogeologico, lo spettro decisionale dei tempi lunghi. Nelle vallate montane è facile incontrare ‘sindaci patrioti,’ sempre in trincea, tuttofare. E finalmente per un giorno visibilità stampa e televisiva (Rai 3 Liguria con notizia nei titoli di ‘testa’) per Monesi a rischio fantasmi: un centinaio di case inagibili, albergo ristorante e bar chiusi. Siamo al faccia a faccia: tre assessori regionali, il presidente della Provincia di Imperia, il capo staff dell’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, tecnici provinciali, comunali e consulenti. Summit, a Ormea, attorno al ‘moribondo’ Monesi di  Triora e di Mendatica. Isolati da 10 mesi e dove i proprietari di seconde case devono rispettare un divieto di accesso senza fine e distinzioni. La richiesta: ‘Lasciateci almeno entrare nelle case agibili’. A Ormea ‘tavolo tecnico’ allargato, e per il vecchio cronista che ne ha visto di tutti i colori, il ‘divieto’ ai giornalisti di assistere al confronto; liberi di fare domande solo dopo il ‘conclave’. La marea di giornalisti imperiesi e cuneesi tace e acconsente. Sono le nuove generazioni della ‘libertà di stampa’.

Un cenno di colore nella cronaca di un lunedì pomeriggio vissuto a Ormea, scelta quale sede di cura di un malato grave (le due Monesi, di riflesso la vicina enclave Piaggia e le frazioni di Mendatica, Valcona e Salse) che dovrebbe essere curato con priorità assoluta, ripagato per l’emarginazione di cui porta segni e conseguenze da diversi decenni, dopo aver conosciuto un periodo d’oro. Ormea che, a sua volta, è alla prese con i danni del Tanaro, bisogna rafforzare gli argini e i ponti distrutti. Tra ordinanze sindacali per lavori di somma urgenza ed attesa di interventi radicali.

Dicevamo la Liguria dello scii che può contare su Santo Stefano d’Aveto (La Spezia) e Monesi (Imperia), ma con riflessi diretti sulle valli. Se la Valle Arroscia piange, dicono i dati Istat in caduta libera, l‘Alto Tanaro non ride, zoppica vistosamente. Monesi imperiese che dava segni di ripresa grazie al nuovo e primo tratto della seggiovia (per il secondo non sono stati trovati i soldi nè in Regione e men che meno nella Provincia ormai alla canna del gas). E nonostante l’ordinanza burla di Regione e Comune di Triora pro habitat Galli forcelli che sono tutelati nella nidificazione e poi uccisi dai cacciatori. Con le abbondanti nevicate Monesi ha rivissuto l’afflusso di migliaia di sciatori dal Ponente ligure, alla costa francese, al basso cuneese anche per la chiusura di Garessio 2000.

Stagione turistica, opportunità di lavoro e in ripresa le attività commerciali, artigianali, persino graduale risveglio del mercato immobiliare. L’ultima casa è stata venduta pochi giorni prima della grande frana. Qui la ‘miniera’ turismo e sviluppo economico era del resto in attesa di rilancio da tempo. Lontani anni luce dalla realtà che, pur con recessione o stasi, ha continuato a caratterizzare la Riviera del mare, le città, le spiagge prese d’assalto, il primo entroterra tra i beneficiari. Ma la politica ligure, quella che si preoccupa più del consenso elettorale che del futuro dei paesi di montagna, ha continuato a privilegiare la gallina dalle ‘uova d’oro’. L’entroterra solo da pochi anni comincia a prendere coscienza che le divisioni servono ai professionisti politicanti. Essere uniti, pur con le rispettive convinzioni, non è un lusso, una strategia vincente.

La devastazione alluvionale ed idrogeologica, l’assenza di prevenzione e di cura del territorio, ha posto ora di fronte ad un’emergenza drammatica. Senza perdere di vista il problema che Monesi, le vallate Arroscia e Tanaro, non necessitano solo di aspirine una tantum; servono investimenti pubblici efficaci, capaci di fare da volano all’iniziativa privata. Unico antidoto alla desertificazione galoppante, alla fuga dei giovani rimasti. Servono strade, viabilità da paese civile, invertire l’agenda delle priorità. Trasferendo l’attenzione nelle aree più bisognose, come si è fatto da decenni in Alto Adige, poi nel Trentino, sulle Alpi francesi, persino sui Pirenei franco – spagnoli.

Un esempio può essere significativo e forse non ha avuto l’eco che merita. Di fronte a Monesi isolata ed abbandonata, quanti sono i comuni della Riviera opulenta, dei fuochi d’artificio, dei cachet per cantanti e ballerine, che hanno fatto sentire la loro voce con ordini del giorno o mozioni in cui si sollecitano interventi urgenti per il ripristino della viabilità e delle condizioni di vita di Monesi ?  L’elemosina non serve. E’ necessario un segnale di coesione, sensibilità, attenzione corale. Sono  davvero pochi consigli comunali che si sono fatti sentire, salvo omissioni: Imperia, Taggia, Albenga, Alassio, Laigueglia.  E gli altri ? Sanremo capitale dei fiori, della canzone, del casinò; Ventimiglia, Diano Marina… E le altre vallate ? Solo negligenza o indifferenza ?

Nella ‘giornata di Monesi ‘, a Ormea, è emerso almeno una certezza. La Regione Liguria, la giunta del presidente Toti, gli assessori intervenuti  hanno fatto più di una promessa. Sono stati messi a punto le linee guida e d’azione, un appuntamento è fissato il 4 ottobre ” per capire – dice il comunicato stampa – se, con un intervento ulteriore di Regione Liguria e Regione Piemonte, si potrà ripristinare  il transito su rio Bavera “. Il piccolo Comune di Briga Alta, 36 residenti e molte seconde case, si è affidat0 alla consulenza dell’ing. Luca Romano di Albenga e del geologo Marco Barla del Politecnico di Torino. Per salvare il nuovo ponte si ipotizza di realizzare una ‘palificata’ verso Piaggia, liberare l’alveo, ricreando il ‘letto’ del torrente, assicurare un costante monitoraggio. E’ emerso infatti che il ponte, nella sua struttura, viene spinto verso l’abitato di Piaggia e dunque occorre arrestare il movimento. Se l’ipotesi dei consulenti comunali viene condivisa dalle due regioni e dalle due province può iniziare subito l’iter dei lavori.

La Regione Piemonte, nonostante il comunicato stampa della vigilia, non ha partecipato con il suo assessore ai Trasporti, Francesco Barlocco, rappresentato da un assistente, Davide Sannazzaro.  Un’assenza giustificata da impegni più importanti ? Il collega ligure Giovanni Berrino, a domanda, risponde: “Solitamente il collega  è sempre presente, oggi non so che problemi abbia avuto, io sono qui in qualità di assessore al Turismo e non ai Trasporti”.

Nella ‘tana del lupo’ difficile non riconoscere il primo cittadino di Mendatica, Piero Pelassa, che si era messo in pensione da artigiano per godersi la passione di coltivare fasce e terrazzamenti di famiglia, nel paese natio, a Valcona, dove semina patate, ma anche il grano la cui farina, pochi lo sanno, è macinata all’antica ed utilizzata per il pane e la pasta utilizzata dalla famiglia Pelassa (madre e figlia in cucina, Piero in sala) nell’agriturismo -bomboniera. E poi gli ulivi di Pornassio, l’olio nostrano a tavola.

L’assessore Giampedrone ai cronisti ha spiegato che la Liguria è pronta a mettere sul tavolo un milione di euro che si somma ai 500 mila già stanziati per la ‘bretella’ all’abitato di Monesi di Mendatica. E il sindaco Pelassa si dice soddisfatto per l’impegno che Regione e Provincia hanno fino ad oggi dimostrato. “Sarebbe ingiusto lamentarsi anche se dalla parte del cittadino che è colpito direttamente si vorrebbe correre come una lepre. Ci sono i tempi tecnici e non politici.” Eppure difficile ignorare la lagnanza di Rinaldo Sartore, vero  mattatore dell’Associazione Monesi Borgo Antico al quale sta dando man forte il poeta- pittore velista Lorenzo Anfosso Berio: “Siamo ormai a 11 mesi dall’ordinanza che inibisce l’accesso alle nostre case ed è giunto il momento quantomeno di aggiornarla, di rendere accessibili le case non a rischio, è un modo per presidiare il territorio dove è rimasto soltanto, a San Bernardo, il benemerito Walter Gandolfo dell’albergo ristorante Da Settimia. Mi rendo conto che il sindaco deve dare retta al geologo, però è assurdo mantenere il coprifuoco, visto che i tecnici sono pagati si assumano almeno delle responsabilità.” Sartore è stato ricevuto  ‘in privato’ dall’assessore Giampedrone: “Con lui – ha detto ai cronisti che chiedevano gli fosse data pubblicamente la parola – vorrei prima parlare cinque minuti da solo “. Sorrisino di Marco Scajola...

Che dice il sindaco di Mendatica ? ” Sartore….avrà ragione, i tecnici non stanno a guardare ed io ne ho già tante grane e vorrei evitarne delle nuove. Rinnoveremo l’ordinanza, non posso dire domani o dopo, appena possibile.” Pelassa spiega cosa si è fatto e dove si può arrivare in tempi ragionevoli, non brevi. “Le aree dove passa la bretella – variante all’abitato di Monesi – sono state al centro prima di un accordo bonario, poi tenuto conto del numero di proprietari e che in futuro l’arteria potrà passare alla Provincia, stiamo procedendo con gli espropri. Il progetto è già definitivo, la larghezza varia da 4 a 6 metri, con un futuro allargamento. L’importo è di 850 mila euro, 500 già disponibili. Inizieremo dal lavoro più impegnativo, ovvero verso Piaggia. L’iter prevede l’approvazione in consiglio comunale e contestuale Conferenza dei Servizi, Regione, Soprintendenza, Parco, poichè c’è un lembo di Sic. Seguirà l’appalto, la Convenzione che grazie all’Unione Valle Argentina potrà essere reso ancora più celere. Presumibilmente l’opera dovrebbe essere completata nella prossima primavera”.

Il progetto – bretella è dell’ing.Fulvio Fusini con studio a San Lorenzo al Mare che si avvale del geologo Roberto Macciò di Albenga, consulente di Mendatica già nella frana che ha interessato una borgata del paese nel 2014, con un bando di risarcimento danni del 2016. Ai proprietari danneggiati, a seconda se residenti o meno, riconosciuto un rimborso tra il 50 e 80 per cento. E’ lo stesso iter per i danni a Monesi. Tutti i proprietari colpiti hanno già presentato una scheda, il fascicolo trasmesso al Dipartimento di protezione civile che redigerà il bando per accedere ai finanziamenti che possono esser indiretti, attraverso il sistema bancario.

Il sindaco ristoratore è soddisfatto del ‘protocollo di intesa’ e della determinazione dimostrata dalla Regione Liguria: “Fino ad oggi hanno rispettato impegni e che ci eravamo prefissi” ribadisce Pelassa.

Sul fronte del Comune di Briga Alta è stata  approvata una delibera di giunta (Ivo Alberti sindaco, Marco Lanteri vice, Sergio Pastorelli assessore) che prende atto del progetto esecutivo a firma dell’ing. Mauro Marchiano, studio ad Andora, e del geologo Vittorio Vezzaro. Lavori di consolidamento frana che ammontano a 680 mila euro e si tratta  del Piano degli interventi urgenti di protezione civile in conseguenza dell’alluvione del novembre 2016. Responsabile del procedimento lo stesso sindaco, l’ing. Luca Galvagno, con studio a Ormea, ha proceduto al verbale di verifica del progetto rispondente alle esigenze dell’Amministrazione. La copertura finanziaria  è assicurata dalle risorse del Fondo Nazionale delle emergenze  disponibili sulla contabilità intestata al Commissario delegato presidente della Regione Piemonte.

C’è un aspetto secondario, non minore. Da una parte il ripristino della viabilità e stabilità del ponte sul Bavera, dall’altra rendere nuovamente fruibile la vecchia strada che poco più a valle, ha sempre unito Monesi di Mendatica all’abitato di Piaggia e  nel cui tratto sono presenti due ponticelli, in parte resi inutilizzabili. Il Comunicato della Regione dice che ‘sarà la Regione Piemonte e la Provincia di Cuneo a farsi carico finanziariamente della parte bassa della viabilità, mentre la Liguria si occupa del finanziamento del by passa alternativo alla strada provinciale 100″, franata in una sorte di voragine ad occidente dell’abitato di Monesi ed ormai persa inesorabilmente.

Se non sarà possibile, secondo i la supervisione tecnica, ripristinare il ponte sul Bavera “l’alternativa – dice ancora la Regione Liguria nel comunicato stampa – è un’ulteriore soluzione da affiancare al ponte grande, in questo caso servirà un  ulteriore intervento economico e come Liguria siamo pronti a mettere in campo 1 milione”.

Per la cronaca è stato il sindaco Giorgio Ferraris a fare gli onori di casa mentre il ‘coordinamento’ l’ha diretto l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone, 36 anni,  laurea in giuriprudenza,  master di ‘Alta Formazione in conciliatore professionale’, già sindaco di Ameglia (SP), eletto in provincia nel 2014, ex membro esecutivo dell’Anci. Eletto nella lista del presidente Toti dopo un esordio in Forza Italia e Pdl. Presente nella veste di assessore al turismo l’avv. sanremese, Giovanni Berrino, del Gruppo Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. E ancora nel ruolo di assessore all’urbanistica l’imperiese Marco Scajola (Gruppo Forza Italia), accompagnato nell’occasione dal consigliere regionale Alessandro Piana, Lega Nord.

Una piccola osservazione viene spontanea, come spiegare l’assenza di esponenti dell’opposizione in consiglio regionale, nel caso almeno gli eletti in provincia di Imperia ? Non pare abbiano particolarmente brillato su ‘dramma Monesi’, neppure a livello ministeriale, tenuto conto che la Liguria ha due ministri di ‘peso’ Orlando e Pinotti, ci sono i parlamentari. Forse ci sono sfuggiti i loro interventi. vero che servono fatti e non parole, però nessuno ha loro vietato di ‘farsi vivi’, dare una segnale concreto.

Che dire se da giornalisti di provincia impediti a partecipare al ‘tavolo tecnico’; avremmo voluto chiedere perchè non si era ancora proceduto ad una valutazione statica del nuovo ponte sul Bavera e di cui trucioli ha ripetutamente scritto nelle scorse settimana.  E ancora, perchè non erano mai state realizzate quelle briglie a monte del ponte che pochi ricordano fossero state consigliate dal compianto ‘papà Toscano‘ (i figli Terenzio, ex assessore e consigliere, mancato a fine agosto ed Enrico hanno ereditato la montagna di Monesi, la più estesa proprietà privata terriera della Liguria).  Ad ascoltare alcuni tecnici della Provincia di Imperia, la ragione starebbe nella mancanza di fondi. Sic ! Ora si è deciso quantomeno di approfondire uno studio sulla staticità del ponte stesso, un’indagine geognostica affidata all’ing. Antonio Collu di Ventimiglia, con una spesa che dovrebbe aggirarsi su 20-30 mila euro. Un paio di finanziamenti ai fuochi artificiali di cui fanno a gara di visibilità le località costiere crisi o non crisi.  A quando i fuochi pirotecnici a Monesi ? Già una volta ci sono stati, per festeggiare una tappa e l’arrivo del Giro d’Italia. (Luciano Corrado)

 

 

 

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