Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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L’autobus è un servizio pubblico
Non una lotteria dove si vince…
Ormea e Garessio orfani in Regione

Dopo la pubblicazione, sul numero scorso di trucioli, dell’articolo a firma dell’ing. Federico Mazzetta di Savona, dal titolo “….Sono in crescita anche a Savona le autolinee Flixbus’, ecco un contributo al dibattito, dell’ing. dr. Roberto Borri, alessandrino. “Certamente, il mezzo collettivo è da preferirsi a quello individuale, tuttavia occorre fare alcune indispensabili osservazioni”. L’autobus, essendo un mezzo stradale a guida libera, ha tutti gli svantaggi di questo sistema di trasporto, sintetizzabili in bassa sicurezza, scomodità derivante dalla maggior probabilità d’indurre cinetosi e dall’allestimento finalizzato a stipare il maggior numero possibile di persone, la minore velocità, anche in rapporto all’autovettura.

Si consideri, inoltre, che, tipicamente, il mezzo stradale, risente della soggezione nei confronti delle condizioni meteorologiche avverse e del traffico intenso, condizioni queste ultime tutt’altro che rare, specie al Nord: entrambe inficianti la regolarità, ma la prima pregiudizievole anche nei confronti della sicurezza. Alla luce di quanto detto sopra, è improponibile per la lunga percorrenza, ma solo per brevi tratte in affluenza e defluenza nei confronti del treno o, nel caso del turismo, da noleggiarsi sul posto, evitando le trottate di migliaia di kilometri su di un mezzo che non è concepito per tale servizio.

Purtroppo, come ben evidenzia l’illustre Collega nell’articolo, complice un’infame politica di liberalizzazione, che ha trasformato il trasporto pubblico in un’attività d’impresa al pari di un’officina o di un gruppo di muratori, le Ferrovie, che sono, per la maggior parte, ancora dello Stato, sono venute meno al loro ruolo ed hanno via via ridotto i servizi, tagliando anche dove c’era utenza non di certo trascurabile, in nome di una farisaica razionalizzazione, che dovrebbe camuffare il ritorno ad un attivo di bilancio, preludio ad una malaugurabile privatizzazione, magari con scorporo delle attività non redditizie: tutto il contrario di un vero servizio pubblico. Inoltre, questi autobus, al pari dei treni ad alta velocità e degli aeroplani, hanno un sistema tariffario somigliante più ad una lotteria, dove, prendendo un determinato biglietto, si vince un forte sconto sul viaggio: anche qui, siamo ben lontani dal concetto di servizio pubblico.

Roberto Borri

P.S. Abbiamo chiesto all’ing. Borri quale è, a suo avviso, lo strumento più efficace per affrontare (e risolvere) la sciagurata sorte della soppressione dei treni, come servizio pubblico e con valenza sociale, in un vasto territorio (Alte Valle Tanaro) sempre più depresso, con abitanti in caduta libera, nonostante le statistiche siano inficiate da ‘residenti’ di seconde case, ovviamente anche per rimediare all’Imu, oppure un mutuo. Ecco quanto scrive sinteticamente lo studioso e memoria storica: “La Val Tanaro, come per tutte le aree periferiche, occorre avere rappresentanti politici equamente distribuiti sul territorio e, quindi, in Provincia di Cuneo e, a maggior ragione, in Regione Piemonte, servirebbe almeno un Consigliere di Ormea o di Garessio, in maniera tale da portare la voce degli abitanti dei luoghi“.

RAGGIUNTO L’ACCORDO SULL’ASTI – ALBA:

LA LINEA FERROVIARIA SARÀ RIAPERTA

DA LA STAMPA – Confermato l’impegno per la riapertura della linea ferroviaria Asti – Alba (chiusa dal 2010 per il crollo di una galleria). Dopo i confronti dei mesi scorsi, il Municipio di Asti ha ospitato un nuovo appuntamento: protagonisti, invitati dalla Regione, i Comuni della tratta (Asti, Isola, Costigliole, Castagnole Lanze, Neive e Alba) e il Tavolo tecnico per la mobilità sostenibile nei territori di Asti e dell’UNESCO, che, da un anno, chiede la riattivazione della Casale – Asti – Alba. Unico l’obiettivo: tornare ad usare i treni a beneficio di pendolari e turisti.

Per la Regione, gli interventi della Consigliera Astigiana Angela Motta e di Davide Sannazzaro dell’Assessorato regionale ai Trasporti, in rappresentanza dell’Assessore Francesco Balocco. La Regione ha ribadito l’impegno alla riapertura della linea, sollecitata negli ultimi anni dai Comuni di Castagnole Lanze, Neive e Alba. I dirigenti della RFI hanno illustrato la reale situazione della galleria Ghersi (Barbaresco), la cui inagibilità era sembrata un serio ostacolo alla riapertura. Un recente studio della RFI ha invece indicato che il consolidamento della Ghersi è una necessità imprescindibile, ma non un limite insormontabile, da risolvere con interventi nel tratto collinare sopra la galleria. La RFI si farà carico della progettazione – ha detto Paolo Grassi (Direzione territoriale Piemonte e Valle d’Aosta). Rispondendo alle domande della Presidente ASP Giovanna Beccuti, il dirigente RFI ha indicato che tempi e fondi necessari (circa 11 milioni di euro), potranno essere definiti con esattezza, una volta firmata la convenzione con Regioni e Comuni interessati. È necessario definire al più presto tempi certi per la riattivazione della tratta, affrontando i nodi ancora irrisolti – ha detto la Consigliera Angela Motta – Al Comune di Asti chiediamo se intende firmare la convenzione, approvata dalla precedente Giunta, per un impegno condiviso sulla riapertura del servizio tra Regione, enti locali, RFI. In sala anche i rappresentanti del Comune di Asti, il Sindaco Maurizio Rasero e il vice Marcello Coppo: Sì alla riapertura – ha detto Coppo – ma i fondi si devono trovare all’interno del bilancio regionale. Siamo intenzionati a riaprire la linea – ha replicato Sannazzaro – ai Comuni non chiediamo fondi, ma sostegno al progetto. Sannazzaro ha anche annunciato che la Fondazione FS punta su treni turistici (s’ipotizza un circuito del vino) sulla Asti – Castagnole – Nizza. Per la RFI, Grassi ha specificato che la Asti – Castagnole è la linea, tra quelle oggi sospese, che ha minori costi, più facilmente riattivabile in tempi brevi. Da Marco Devecchi, l’invito a convocare un incontro pubblico con Comuni e cittadini. Ed il confronto continua: appuntamento il 18 ottobre a Neive.

 

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Roberto Borri

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