Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Borghetto, licenziata fa causa al Comune
Ha chiuso il supermercato Carrefour
Le paghe del sindaco ed assessori
Quattro nomine in enti della giunta Canepa

Notizia top secret, anzi anche il giornalista deve presentare domanda di accesso agli atti. Non ci sono spy story da film, ma un licenziamento in tronco che risale al 13 dicembre 2016 (gestione commissariale) e ora è venuto a galla della cronaca borghettina perchè la giunta comunale ha dovuto costituirsi in giudizio davanti al giudice del Lavoro designando un avvocato. Prime nomine della giunta Canepa per le ‘partecipate comunali’: il dr. Gabriele Cagnino, assessore con il sindaco Gandolfo, designato nella società privata Poseidon che gestisce il porticciolo – approdo turistico. Per la Sael (farmacia) seggio alla candidata non eletta del centro destra, Carolina Bongiorni, impiegata di agenzia immobiliare e Paolo Erre. Entrambi consiglieri, presidente l’avv. Alberto Bonifacino (Savona). Altro scenario: ha chiuso il supermercato Carrefour di via Aurelia. Un cartello indica ai clienti le sedi di Pietra Ligure ed Alassio.La macchina comunale di Borghetto affidata dalla maggioranza degli elettori all’alleanza di centro destra, Forza Italia e Lega Nord, in particolare, si muove quasi in sordina, mentre un suo rappresentante, l’ex sindaco Santiago Vacca, conquista nuove nomine di valenza regionale, genovese: a capo della società ‘Genova Parcheggi‘, dopo essere stato presidente del collegio sindacale di Liguria Digitale e di ‘Cornigliano Spa’.

C’è chi sostiene che il nuovo governo borghettino sia un gruppo abbastanza chiuso, troppo riservato. Be ! Non bisognerebbe conoscere i metodi esoterici – massonici, visto che non mancano ‘fratelli’ e ‘sorelle’ muratori, in Comune e nelle ‘partecipate’. Non è questo che conta quanto si rispetta la legge e si amministra una ‘casa di vetro’, all’insegna dei risultati e meritocrazia, competenza, trasparenza praticata. Finora forse è troppo presto per dire se siano o meno partiti col piede giusto, certamente Borghetto soffre la mancanza di coesione di tutte le forze sane del paese in uno momento non solo difficile, drammatico se è vero che con i quattrini siamo alla canna del gas. E si procede a vista.

Se è vero ciò che abbiamo ascoltato da un edicolante dove è entrato un giovane del posto ed ha raccontato un episodio significativo. “Sono senza lavoro e non so dove andare a mangiare”.  Si è rivolto al Comune e per farla in breve gli avrebbero risposto che  di soldi non se ne parla e buoni pasti sono contingentati, in pratica si deve arrangiare. “Che faccio ? Vado alla Caritas che non so neppure dov ‘è , rubo, rapino, mi incateno ? “. Difficile credere sia un’eccezione.

Non sappiamo se la cura dimagrante abbia colpito anche le indennità degli amministratori eletti. Con delibera si legge che a decorrere dal 12 giugno il sindaco  (artigiano) percepisce un’indennità di funzione mensile lorda di 2.147,43 euro; il vice sindaco Luca Angelucci, imprenditore edile (Lavori Pubblici, Ambiente, Informatizzazione, Sito Internet, Tutela del territorio ed attività outdoor) percepisce 429,48%  il 20 % dell’indennità del sindaco; l’assessore Cinzia Vacca, con edicola di giornali (Sport, manifestazioni turistiche e Pubblica istruzione) 322,12 € pari al 15% dell’indennità del sindaco, stessa somma per Roberto Moreno, affermato commercialista e revisore dei conti (Bilancio, Tributi, Patrimonio, Società Partecipate, Agricoltura ed Edilizia Privata); Maria Ester Terragno Cannonero, dipendente Asl, che ha collezionato, fresca di nomina, una serie di assenze sia in consiglio ed in giunta. Non sappiamo se per motivi di salute, ferie o di famiglia. Forse sapremo qualcosa di più dall’interessata. Infine l’indennità del presidente del Consiglio comunale – 214,75 -, Alessandro Sevega, pure della maggioranza vittoriosa alle elezioni,

In Consiglio comunale si era pure deliberato l’attribuzione di funzioni  e compiti a consiglieri comunali del gruppo vincente: Sevega, già presidente del Consiglio, si occupa di Demanio, Centro storico, Borghi di Ponente, Commercio e Artigianato; l’avv. Maria Calcaterra, Cultura ed Attività commesse; Alessio D’Ascenzo (laurea in Sociologia economica e laureando in Psicologia) Arredo Urbano, Verde Pubblico e Rapporti con i Comuni del comprensorio; Massimo Allegri (tecnico ortopedico), Borghi di Levante, Rapporti con associazioni, Pubblica assistenza e Volontariato.

Da ultimo, ma non per importanza, forse la notizia che fa più ‘ascolto’, dopo le paghe agli amministratori e le designazioni nelle due società partecipate: quella del licenziamento in Municipio. Un argomento da trattare con le molle visto che è in gioco un posto di lavoro a tempo indeterminato e si presume l’onorabilità, il futuro di un pubblico dipendente. Proprio per questo suscita tanto interesse, almeno quando soffia il vento dell’assenteismo, della truffa. Non sappiamo nulla, se non quanto si legge nella delibera della giunta Canepa.

“In data 17 agosto è pervenuto a questo ente ricorso presentato dalla signora N.P.al tribunale di Savona – sezione Lavoro avverso il licenziamento disciplinare comunicato con nota dato 13 dicembre 2016. ” La prima udienza era fissata il 6 settembre davanti al giudice designato, dr.ssa Alessandra Coccoli“.  Si da atto che il Comune di Borghetto si è già costituito nel procedimento giurisdizionale avente per oggetto “l’impugnazione del recesso datoriale per superamento del periodo di comporto”, di conseguenza si ritiene di costituirsi in giudizio, demandare al responsabile degli Affari legali istituzionali l’individuazione del difensore individuato nell’avv. Marco Barilati di Genova.” Si presume che l’atto finale – licenziamento – abbia fatto tutto l’iter previsto nell’ambito del contratto di lavoro. Contestazione, controdeduzioni, sindacato, tentativo di conciliazione . Una scelta si direbbe dolorosa ma che a volte si impone per chi ha responsabilità pubbliche. E deve, a sua volta, rendere conto.

Da ultimo una notizia della chiusura del supermercato Carrefour, una multinazionale. Da l’idea di quale sia il precipizio in cui è finita la cittadina che un tempo era la piccola ‘capitale’ del comprensorio loanese dell’agricoltura, ma anche la prima ad aver intrapreso l’espansione urbanistica più selvaggia che saggia, iniziata senza un piano regolatore e con le soli leggi del Codice civile, diventata terra di conquista di speculatori locali e forestieri, persino prima cittadina dove si organizzò una protesta di operai edili contro una bozza di piano regolatore in itinere ritenuto troppo severo o restrittivo. Proteste contro il blocco di licenze edilizie per le norme di salvaguardia.

Per chi non conosce Borghetto e la sua storia potrebbe apparire una corretta e plausibile giustificazione di lavoratori. Qui siamo nel paese delle altezze massime, delle cubature massime, degli standard minimi, dei monolocali di 14 mq, delle terre agricole spazzate via come fuscelli. Sempre in attesa di un Puc riveduto e corretto anche dalla Regione Liguria e che dovrebbe correre da Speedy Gonzales, non consentire un mc. di cemento in più, far pagare oneri salati ai condoni che riguardano anche pubblici amministratori ed ex, correre come un treno per incentivare al massimo il recupero e l’attività agricola, bonificare il territorio laddove appare un pugno nello stomaco, a cominciare dalle cave. Porre mano ed affidare ad un ‘eletto’ in consiglio, con l’ausilio di un pool di tecnici, legale incluso, la sorte dello scandalo degli scandali: le rovine dell’ex Oleificio Roveraro.

Il palazzo al piano strada che ospitava il supermercato Carrefour

Agricoltura, oleificio, riordino prioritario delle ‘seconde case’, dovrebbero essere tre banchi di prova. Non per dare un voto, per non seppellire con altra cenere il futuro di Borghetto, quello di generazioni a venire del tutto incolpevoli. Se non si hanno capacità in loco, vale la pena e non è una buttade rivolgersi allo studio parigino di Renzo Piano (senatore a vita) ed affidare a lui il ‘destino’ del mostro che ha onorato negli anni la sua storia e quella dei fondatori per finire la sua ‘corsa’ nel camposanto o se volete nella ‘fabbrica’ della vergogna, della vendetta verso tanta ignavia e cocciutaggine da qualunque parte provenga. (l.c.)

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