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Tunnel a Capo Noli, cauto ottimismo ma Finale ha guadagnato una brutta figura

La nota pubblicata su Trucioli.it, il 24 luglio scorso (vedi….),  a firma di Carlo Gambetta, relativa alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale che ha approvato il ricorso del Comune contro il progetto del tunnel di Capo Noli, induce alcune osservazioni, valutazioni di merito e di prospettiva, anche rispetto alle interpretazioni espresse, probabilmente ottimistiche oltre il dovuto.

Inoltre, a margine della sentenza risaltano, sia la costituzione in giudizio pro tunnel del Comune di Finale, sia la reticenza della minoranza di Noli, meritevoli entrambe di alcune considerazioni.

Il ricorso è stato accolto, ma il tunnel non è stato definitivamente cancellato.

Infatti la Sentenza recita che il progetto dell’Anas è “improcedibile per difetto di interesse”, in quanto il Comune di Noli non ha accettato le clausole connesse, previste dal contratto, cioè la responsabilità amministrativa, civile e penale della sicurezza e della manutenzione del tratto stradale dismesso dopo la realizzazione dell’opera.

In sostanza non è stato bocciato questo tunnel, ma piuttosto il suo iter è sospeso per il mancato accordo su alcune prescrizioni accessorie.

Dunque purtroppo, non si tratta di cantare vittoria, ma soltanto di un rinvio che non consente alcuna illusione conclusiva.

Certo si è vinta una battaglia, ma la “guerra” continuerà.

Chiaramente tra meno di due anni saremo daccapo e l’esito dipenderà dalla proposta di una soluzione alternativa “tombale” e/o dalla posizione di merito della prossima Amministrazione Comunale.

D’altro canto, oltre al compiacimento minimale consentito, per il successo effimero conseguito, qualche considerazione doverosa è rimasta nella penna.

E’ certamente dovuto ed ineccepibile il pieno riconoscimento del merito al WWF per il ricorso effettuato “ad adiuvandum”, in parallelo a quello del Comune, ma certamente non è stato compiutamente espresso quello altrettanto meritato dal Comitato spontaneo dei cittadini non rassegnati, non solo nolesi, per la raccolta delle oltre 650 firme di sostegno popolare, proposta, fortemente voluta e realizzata con faticosa dedizione in piazza tra la gente, motivata dall’ intento di diffondere una informazione corretta del progetto, risultata in realtà molto carente.

Inoltre il Comitato ha ritenuto doveroso organizzare nel modo più ampio possibile, l’espressione della democratica partecipazione di sostegno, preferendola a quella elitaria ed esclusiva, di minor caratura e delegata a pochi, per giunta nella disinformazione generale.

Per questo aspetto il WWF è doppiamente meritevole, avendo fatto propria la proposta del Comitato, il quale aveva preventivamente elaborato un modello piuttosto esplicativo per la raccolta firme, forse per questo, si disse, osteggiato da alcuni, tanto che fu infine sintetizzato con il solo simbolo del WWF, di fatto dimenticando il Comitato, ma senza il quale non si sarebbe potuto effettuare l’iniziativa nei soli 10 giorni disponibili.

Tutto ciò espresso non tanto a futura memoria, ma piuttosto al fine di prepararsi consapevolmente al prossimo futuro.

Per concludere, ritornando a margine della sentenza, la posizione assunta dal Comune di Finale, appare quanto meno inconsueta in quanto il tunnel non insiste neppure per un metro quadrato sul suo territorio. Allora si potrebbe forse pensare ad un effetto positivo derivante dal tunnel, se la sua costruzione risolvesse il problema della caduta massi e impedisse ogni interruzione del traffico sull’Aurelia, con relativo calo di afflusso turistico.

Ma questa aspettativa, che risulta essere alla base anche della posizione reticente della minoranza a Noli, è del tutto infondata in quanto il By-pass termina poco prima della zona franosa.

Comunque colpisce la sottovalutazione dell’impatto letale causato dal mega cantiere e dai mezzi pesanti, sul turismo di Noli, oltre che in parte di Finale Ligure, se lo smaltimento del materiale di scavo fosse equamente suddiviso nelle due direzioni possibili.

Giovanni Maina

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