Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona, neo assessora leghista (10 deleghe) con un marito famoso e non se ne parla

Convertiti sulla via Damasco. Maria Zunato, classe 1954, descritta su posizioni dell’ala estremista del Pci, approdata dopo un giro di walzer tra i partiti alla Lega Nord e ora ‘crocerossina’ della giunta di centro destra della città capoluogo. Una ‘chiamata’ di prestigio che i soliti maligni anziché attribuirla alle capacità e preparazione amministrativa, hanno classificato a depotenziamento dello strapotere (?) di Silvano Montaldo, commercialista di fama nazionale per ruoli e cariche cui è stato chiamato nel corso degli anni; uomo di assoluta fiducia e probità fino a prova contraria, dell’ex ministro Claudio Scajola. E l’invidia dei media locali (cartacei e online) avrebbe pure provocato una clamorosa e non inedita autocensura. Zunato è moglie e compagna di una bandiera di quel sindacato che a Savona ha conosciuto anni radiosi, in parte citati nel libro – denuncia ‘Fallimento Perfetto’ del giornalista Bruno Lugaro. Ma lui è Bruno Spagnoletti, tornato nell’ovile del Pd, tenace estimatore della ‘buona politica’ dell’ex vice sindaco Livio Di Tullio. Bruno ‘punta di penna’ del sito trucioli savonesi.

Foto ricordo della giunta di Savona con qualche assenza solo casuale

Noi di trucioli.it non possiamo competere con il prestigio ed i numeri di visualizzazioni che raccolgono gli articoli, non sempre logorroici, si fa per dire, dell’ottimo ex sindacalista chimici valbormidese. Uno dei pochi (o dei troppi) che trovava ascolto nella redazione del Secolo XIX quando il prestigioso quotidiano ligure dedicava più spazio e voce ai sindacati liberi e autonomi, fustigatori dell’Italia delle ingiustizie, delle disuguaglianze, delle mazzette, della spartizione dei posti nelle assunzioni, soprattutto nel pubblico ma anche in aziende private, piuttosto che alla cronaca tra la gente comune, in mezzo alla strada. Del resto da chi partì la coraggiosa e solitaria ‘campagna stampa’ che detronizzò i teardiani ? Dal popolo della Cgil, casa di Teardo, alla stregua di quella socialista ?  E comunque non bisogna mai fare di ogni erba un fascio. C’erano gli antiteardiani che si firmavano anche se nessuno, almeno i cronisti dell’epoca, li ascoltava, li vedeva.

Bruno Spagnoletti, checche se ne dica e visitando il suo pianeta on line, la sua ‘lavagna’ tecnologica, fa emergere attivismo, cultura, scienza dell’economia, memoria storica, frequenti visite a locali e ristoranti che vanno per la maggiore e dove se si spende qualcosa di più ma si esce contenti e soddisfatti.

Impossibile competere con Spagnoletti scrittore, platea di lettori in costante ascesa. Pare che tra i primi ad accorgersi sia il grillino con fascino dell’esoterismo non praticato Eric Festa. Il popolo 5 Stelle, con la S maiuscola, segue con molto interesse ed attenzione le analisi, le diagnosi, le soluzioni e proposte che via via Spagnoletti, blogger affermato ed autorevole voce, indica per la ‘rinascita’ di Savona, della sua economia, della concertazione tra le menti illuminate e coerenti.

Come si fa, di fronte ad un quadro così perfetto, non di nani, né di ballerine, credere alla storiella che il riassetto della Giunta Ilaria Caprioglio ormai lanciata oltre i confini provinciali e liguri, sarebbe un mero rimpasto col trasferimento di deleghe alla Zunato. Intanto basta contare il numero di deleghe, sono 10 e supera tutti gli altri assessori. Come si fa a bollare dilettanti della politica che non vedono oltre il proprio naso,  il peso di tanti incarichi. Ha ragione chi scrive che si tratta di una svolta a 360 gradi nel modello di giunta e nel tentativo di dare un referente  istituzionale del Comune alle Forze Sociali, alle vertenze in corso e alla Società civile. E’ forse proprio Maria Zunato ad avere avallato questa tesi. Come quella “conta il merito (non il marito ndr) ed il confronto costruttivo su proposte concrete al servizio della città e dei cittadini”.

Tornando a bomba come ha reagito il primo ‘partito’ d’Italia ? Quello che in provincia di Savona, ma anche altrove, ha rinunciato a presentare liste magari vincenti pur di mantenere la sua integrità ?  Ha ragione chi scrive che “i 5S sono impegnati più a cercare falle nelle multe per divieto di sosta e roba del genere, assai più immediata come ricettore di consenso popolare, che alla retta via nelle scelte e nelle strategie”. E c’è chi azzarda un’eccezione: “A parte il bravo Melis (non paragoniamolo per cortesia agli Spagnoletti ndr), unico pentastellato che provi realmente a fare qualcosa, il ‘cane’ che morde al potere tenebroso, basti pensare che si è preoccupato di presentare un’interpellanza in Regione sul caso di Rolando Fazzari, una mina clamorosa che molti vorrebbero seppellire senza deflagrazione.”

Abbiamo letto con interesse il post di Simona Saccone, politicamente prossima ad Angelo Vaccarezza, il pilastro berlusconiano in questa provincia, consigliera comunale a Savona in quota ‘Vince Savona‘, recentemente passata nel gruppo misto, responsabile UGL delle Politiche sociali per la Liguria e presidente di ‘Custodes terrae – associazione Onlus il cui motto è ‘Prima gli italiani‘ . E chi non può essere d’accordo ? Anzi, forse ha ragione quel sacerdote che a Rai 1, in tarda serata, metteva in guardia dal rischio di ‘conflitto tra deboli, tra gli ultimi’ dove notoriamente sguazzano estremisti e massimalisti. Dove si ascoltava anche che tra un secolo il popolo africano avrà raggiunto quota 4 miliardi, dagli attuali 800 milioni. Ebbene il don dei ‘migranti’ ricordava: certamente bisogna aiutare in primis i poveri italiani, non solo a parole e abbiamo visto nei 10 anni di governo del centro destra; devono essere pure  assistiti, supportati sventurati che fuggono da guerra e fame, dittatura. Basterebbe volontà politica e capacità di andare incontro ai bisogni di sopravvivenza e lavoro delle classi disagiate.

Ebbene è difficile  non apprezzare lo sforzo congiunto Zunato – Spagnoletti – Lega Nord – centro destra di Savona e gli amici Tulliani affinché, uniti, tirino su il morale ai savonesi. Maria , funzionaria comunale, ci aveva provato a Millesimo, presentandosi candidata sindaco, hanno preferito altri e gli elettori pare siano pentiti. Se tornassero indietro…. Altrove si trastullano tra cimici, zecche, parassiti, sotto la Torretta, a Palazzo Sisto, è tempo di svolte e di conquiste. A cominciare dalla caratura e statura di chi è chiamato ad amministrare il denaro dei cittadini e chi meglio di un sindacalista chimico può testimoniarlo ?  L’ex sindaco di Laigueglia, revisore dei conti, sindaco di società, è avvertito. Guardi in alto, ai veri punti di riferimento chiamati in soccorso dai dirigenti leghisti. C’è un Attilio Ripamonti che già vorrebbero spedire in Regione al posto di Stefano Mai promosso per le sue gesta eroiche – pro agricoltori, pro allevatori, pro pescatori, pro liberi escursionisti, pro sviluppo dell’entroterra, pro cacciatori – alla più rinomata stanza del Parlamento e portare avanti la sacrosanta indipendenza del Marchesato di Zuccarello, evitando errori che fecero i principi dell’indipendente Seborga imperiese. La Lega che non ha bisogno di suggeritori e mira sicura ad un nuovo successo elettorale sull’onda del moderato e pragmatico Matteo Salvini. Evviva !

 

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