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Liguria e Basso Piemonte

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‘Buona scuola’ disastrata tra professori fantasma, Carta del docente, sistema informatico in panne, flop negli istituti

L’inizio, quest’anno, sembrava scintillante: per la prima volta gli studenti savonesi, al rientro a scuola, avrebbero trovato tutte le cattedre occupate dagli insegnanti titolari. Ogni professore al proprio posto, da subito e per tutto l’anno, con vantaggi per le scuole, studenti, famiglie. Pia illusione. Oggi, all’apertura delle lezioni, gli allievi savonesi si sono nuovamente ritrovati con molte cattedre vuote (anche più del venti per cento in alcuni istituti superiori).

Il perché è presto spiegato. Le tanto decantate immissioni in ruolo sono state un flop: I docenti abilitati, in particolare di alcune discipline (matematica in primis, ma anche molte materie scientifiche e lo stesso sostegno) semplicemente non ci sono (la scuola da molti anni non è più il paese di Bengodi e chi può va a fare altro e a guadagnare di più) o, se ci sono, non accettano di spostarsi, particolarmente negli istituti di periferia. Così, molti dirigenti scolastici hanno dovuto riprendere in mano le graduatorie dell’Ufficio Scolastico Provinciale (il vecchio provveditorato, per capirci) e affidarsi agli incarichi temporanei. Ma il provveditorato non è ancora riuscito ad aggiornare i vecchi elenchi e le nuove nomine, che avrebbero dovuto esserci il 14 settembre, sono state procrastinate fino a non si sa quando.

Intanto, sono le singole scuole a dover tirare fuori il coniglio dal cilindro fino al rinnovo delle famose graduatorie. Ma di fronte alla prospettiva di dover offrire un posto ad un malcapitato esclusivamente “fino all’avente diritto” e, quindi, magari solo per due o tre giorni, molti dirigenti scolastici si sono rassegnati a lasciare le classi temporaneamente scoperte, dopo avere ingoiato il rifiuto di tanti professori che a loro volta preferiscono aspettare il rinnovo delle liste. Così assistiamo al solito ritornello: classi smistate e assemblate ad altre; insegnanti utilizzati in ruoli non propri per coprire i buchi degli assenti, con gli inevitabili riflessi sulla didattica.

Mario Lugaro segretario provinciale FLC-CGIL scuola

La ricerca affannosa dei professori-fantasma si interseca con la situazione delle segreterie scolastiche, che sta raggiungendo livelli drammatici. Come già da tempo denunciato da Mario Lugaro, segretario provinciale della FLC – CGIL, l’incessante aumento degli impegni si accompagna ad una massiccia riduzione del personale amministrativo, frutto di una logica che ha dell’incredibile. Riguardo all’aumento del carico di lavoro c’è solo l’imbarazzo della scelta: si va dalle incombenze burocratiche relative alla Carta del docente, al sistema informatico che non funziona e costringe il personale a sfiancanti rientri festivi; le scuole nell’ultimo anno si sono addirittura trovate a compilare moduli per il Ministero dell’Economia e oggi anche per quello della Salute. Sul piano degli organici, complice la Legge di Stabilità del 2015 (che non permette più di sostituire gli assistenti tecnico-amministrativi in aspettativa o che hanno assunto mansioni superiori) e del cervellotico sistema del MIUR, per cui l’addetto distaccato in provveditorato non può a sua volta essere rimpiazzato, in alcune scuole savonesi il personale di segreteria si è più che dimezzato rispetto a un anno fa.

La situazione è del tutto fuori controllo e, nonostante gli sforzi di molti dirigenti, le ripercussioni saranno pesanti e ricadranno sull’utenza. Sarà inevitabile, infatti, ridurre l’attività scolastica e limitare l’attività progettuale, che doveva essere il fiore all’occhiello della “Buona Scuola” di renziana memoria.

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