Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Storie ‘segrete’ di pastori. Che sorpresa La Stalla di Giuseppe, imperiese! Il ‘processo’ Slow Food ad Aldo, il savonese. OliOliva?

I fari e gli applausi per la 15° edizione OliOliva Imperia. Record di visitatori, incassi, vendita di prodotti, tanti turisti, stand e locali assediati dalla folla. E quante storie, ignote ai più, tra i banchi di contadini, commercianti, pastori  iscritti a Coldiretti e altri (pastori?) iscritti a Confartigianato. Una novità ? Si vende e omaggiano formaggi nostrani  ‘La Stalla’, pare squisiti stando alla calca. ‘Stalla’ senza animali propri da latte ? La fonte ufficiosa dice: “Ai nostri uffici non risulta azienda agricola, bensì  artigiana”. E al cronista, in veste di turista ? Giuseppe Campanella diceva: “Ad Arma ho una trentina di mucche e tante pecore, capre; vendo sui mercati e fiere, il mio socio si occupa del pascolo”. Meno fortunato, si direbbe, Aldo Lo Manto, siculo – albenganese, pastore dalla testa ai piedi, da mezzo secolo e senza ‘aquila di diamante’. E’ stato appena ‘assolto’ dai vertici Slow Food per una lettera – denuncia di una coppia di rivieraschi. L’accusa ? Uno dei suoi 7 mandriani romeni morsicato da un cane, trovato vestito di stracci e denutrito. Che padrone ? !

Il vice presidente della Regione Sonia Viale omaggiata da una coppia di visitatori savonesi a OliOliva

Una giornalista di punta ed esperta, come Milena Arnaldi, cresciuta alla redazione di Sanremo, felice consorte di Marcello Gattai, una vita e carriera al Secolo XIX di Imperia e Genova, ho ‘sorvolato’ nei servizi di cronaca sull’evento onegliese dei pastori e loro stand. Ha citato pesce fritto pescato nel mar Ligure, pan fritto, birre artigianali, vino, dolci della tradizione, miele, prodotti dell’orto, torte verdi, frittelle di verdura o di pesce. E ancora, l’angolo Città dell’olio con la ricette tipiche del territorio. ‘La palpabile attenzione per la qualità’, ha rincarato un raggiante Franco Amadeo, commissario straordinario, pur sempre il popolare presidente.

Sugli organi di stampa e web non si è letto una piccola citazione riservata alla pastorizia, ai ‘figli della transumanza’ del terzo secolo. E non certo per partito preso, ci mancherebbe altro. Lo stesso Gattai su Twitter rimarca fedelmente la ‘grande risposta dei media, giornalisti e tv, anche dall’estero’. Non era semplice il girotondo agli oltre 200 espositori; tanti volti noti, giovani e giovani coppie.  Iniezione di fiducia e speranza. Ottimismo. Qualche politico un po’ di visite le ha curate; merita una citazione il vice presidente della Regione e già sottosegretario di Stato, Sonia Viale, leghista senza macchia, delega alla Sanità, alle politiche socio- sanitarie, al terzo settore, alla sicurezza, all’immigrazione e all’emigrazione. Sonia, nella tarda mattinata di domenica, ha partecipato ad un rapido giro, accompagnata dal notaio Amadeo, mancato sentore, futura promessa del centro destra in Parlamento. Più defilato, tra gli ospiti – visitatori, è apparso, in compagnia della moglie, Ferruccio Dardanello, popolare presidente non solo nel cuneese e Unione Camere del Piemonte;  in Liguria e in Italia per aver retto con dinamismo la presidenza nazionale di Unione Camere per due mandati.

Piccoli inciso forse utile a chi ha a cuore il problema dello ‘sviluppo rurale’, attraverso interventi concreti. La Regione Emilia Romagna ha di recente fatto un bando per lo sviluppo rurale 2014- 2020 destinato agli ‘under 40′, con un finanziamento complessivo di 38 milioni di euro riservati ai giovani agricoltori iscritti alla gestione dell’Inps,  Il contributo può coprire fino al 50 % della spesa. Si tenga conto che nel ponente ligure le aziende agricole si sono dimezzate del 50 % negli ultimi 10 anni, nonostante gli interventi della Regione Liguria, evidentemente si è andati nella direzione sbagliata o quantomeno non efficace, poco incisiva.

I FORMAGGI E LA STALLA  – Vale la pena, per colmare un vuoto, soffermarsi su due stand di formaggi ? Diciamo che si possono ascoltare, apprendere, magari per interposta persona utili notizie. Intanto la presenza del banco, vicino ad un produttore agricolo e prima ancora alla ‘pastora di Rezzo’ di cui trucioli.it ha più volte scritto. Poco oltre attrae parecchio l’insegna “La Stalla’. Un nome efficace, sinonimo di letame, di odori, di ovini e per i non più giovani ricordi che non si dimenticano. Le stalle dei nonni producevano un ottimo letame, la ninfa dell’agricoltura sana, robusta e saporita. Le piante e le piantine non avevano bisogno di ‘essere pompati’ per crescere, i prodotti ‘organoletticamente’ eccezionali. Non erano, insomma, drogati. Quello che solo in parte accade per gli orti di casa. Forse può apparire una leggenda, c’è chi nella terza età ricorda che le stalle erano pure luogo dove si poteva dormire. E’ qui che venivano ospitati, parliamo degli anni dopo la Grande Guerra, i viandanti del centro e nord Italia che giungevano  nel ponente ligure.

Giuseppe Campanella vende formaggi di produzione propria ed è iscritto a Confartigianato

IL PROTAGONISTA – Giuseppe (Pino) Campanella, la Campania gli ha dato i natali, ha escogitato un binomio che fa presa. Un vistoso cartello segnala” La Stalla. Formaggi, dalla produzione alla tavola. Le specialità: bocconcini, nodini, primo sale, cacio cavallo, scamorze, trecce, burrato, ricotta. Una lista non proprio comune ai consumatori non più ragazzini della terra ponentina, imperiese, savonese.  Un altro cartello, più piccolo: Formaggi di mucca, di capra. Latte di zona. Dal produttore al consumatore: mozzarella, burrata e stracciatella. Ricotta fresca di giornata”.  efficacia della promozione ? Merita i complimenti. Non è un caso che ovunque vada, lo stand ‘La Stalla’ attira curiosi, acquirenti ai quali viene offerto con generosità l’assaggio. Ottima, manco a dirlo, l’arte e l’impronta napoletana. Pino infaticabile,  stessa ‘divisa’, scoperto per caso un paio d’anni fa alla fiera di Laigueglia. Popolare tra commercianti ed ambulanti dell’imperiese e delle vallate. Col cronista, nella veste di turista e dunque sconosciuto, si può un tantino fuorviare. Complimenti per il banco e la produzione, ma dove possiamo venirla a trovare nell’azienda pastorizia ? Risposta: “Nell’immediato entroterra di Arma di Taggia….”. Una vita dura tra pascolo, stalla, laboratorio, 365 giorni l’anno, gli animali vanno accuditi giornalmente, i mercati, le fiere, gli affezionati clienti.

Aldo Campanella, nel 2014, alla fiera di Laiguglia

Campanella: “Non dura, durissima, però c’è la soddisfazione, la clientela apprezza…“. Tutto da solo, in famiglia ? “E che ! sono mica di ferro. Ho un socio che si occupa del pascolo, noi non facciamo transumanza….”. Proprio la scorsa estate Campanella ha raggiunto Mendatica, ‘capitale‘ della transumanza imperiese (a Savona c’è Bardineto a festeggiare).  La Stalla era presente con i suoi cartelli ed il suo stand sulla antica piazza della chiesa. Pare che qualche mugugno ci sia stato, alla fine prevale il ‘farsi i fatti propri’. Al punto che anche in Comune credono di aver a che fare con un pastore vero. Nulla di male, purchè non si tradisca la buona fede degli acquirenti e soprattutto garanzia di qualità. Pare che il latte, Giuseppe Campanella, lo acquisti dal caseificio Frascheri di Bardineto. Un nome ed una storia prestigiosa.

Il cartello dello stand La Stalla indica formaggi di mucca, capra e pecora

IL PRINCIPE SENZA SCETTRO – Chi non può confondere il consumatore è Aldo Lo Manto reduce dalla trasferta al Terminal traghetti di Genova per la manifestazione di protesta organizzata da Coldiretti, col presidente regionale Gerolamo Calleri. Ha reso noto che in Liguria ci sono 2800 ovini che producono latte, si vende ora a 33 centesimi il litro, rispetto ad un costo che supera di 40 centesimi. Come non bastasse arriva latte dalla Germania, dalla Francia, forse dai paesi dell’est. Tra l’altro, Il Sole 24 Ore, della Confindustria,  scrive che in Italia con la crisi sono diminuiti i consumi a fronte di rincari del 300% al consumatore finale. La Francia e Repubblica Ceca accusano addirittura che il latte ai produttori è pagato ancora meno, si scende sotto i 30 centesimi il litro. Conclusione: il latte è un mercato globale e se si applicasse la regola base del costo più basso, l’Italia sarebbe fuori gioco. Per fortuna resistono tante nicchie. L’azienda Il Boschetto di Aldo Lomanto è tra queste. La più vicina  alle onde del mare. A suo modo è un personaggio, a tratti eccentrico, sempre di compagnia e buon umore.. Striscia la Notizia – 8 milioni di telespettatori –  nel 2014 gli ha dedicato un servizio breve ed efficace dall’alpeggio delle Navette.

Aldo Lo Manto pastore di Bastia e della transumanza sulle Alpi Marittime

Lo Manto rivela che ha dovuto rinunciare a realizzare il progetto di ‘stalla moderna‘, con laboratorio e vendita, a Villanova d’Albenga. La zona prescelta è industriale e l’amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di derogare agli oneri di urbanizzazione. 70 mila euro se  vuole costruire.  Troppi anche per uno scafato del mestiere. “Papà mi portava al pascolo quando avevo tre anni – racconta Lo Manto – , dalla Sicilia ad Albenga con le pecore, il gregge ha attraversato la città, dalla stazione ferroviaria. Da allora vivo con le beste e spesso da bestie, si suol dire. Senza feste, vacanze, al 5 del mattino già all’opera inverno ed estate.  Sulle Alpi Marittime e nella piana di Albenga, in un’area della Tenuta Anfossi.  Ho comprato poco meno di cinque mila metri nella zona agricola di Ortovero – prosegue Lo Manto -, ho presentato un progetto abbastanza analogo a quello di Villanova, sono fiducioso e ciò mi consente di non fare il passo più lungo della gamba, pensare al futuro della famiglia.  Ho due figli maschi di 11 e 8 anni, ed una bimba di 7. Non so chi di loro riuscirà a calcare le orme del padre, finora c’è un nipote molto bravo e volenteroso”.

Vita grama da pastori, si diceva. Le notizie, show esclusi, non sono molte. Un ambiente riservato. si direbbe. A fine estate Aldo Lo Manto è stato al centro di una storiaccia inedita. Sulla questione preferisce tacere. “Non ho nulla da dire, nè commentare”. Trucioli.it, a fine settembre, aveva appreso da un altro pastore delle Alpi Marittime, che era stata pubblicata, sul sito di Slow Food, la lettera di una coppia imperiese che mentre percorreva le Navette si era imbattuta in un giovane romeno, “sanguinante, con abiti sgualciti, stravolto, barba incolta. Barbone, trasandato e mal nutrito’ , il quale avrebbe riferito di essere rimasto vittima di un cane pastore mentre accudiva al gregge. Ferito, senza aiuti, nè  potersi curare. Lo Manto quel giorno si trovava al Castello di Masino per una ripresa di Striscia La Notizia. Il primo ad essere avvertito pare sia stato il nipote. Lo Manto, allarmato e preoccupato, sotto pressione, si sarebbe messo in contatto con i militi della pubblica assistenza della Valle Arroscia, apprendendo che era in atto il soccorso e la persona presentava  vistose ferite sanguinanti ed “una frattura esposta“. La sorpresa un paio d’ore dopo. Al pronto soccorso di Imperia, il ‘paziente’ veniva  però dimesso dopo una visita in quanto non era emerso nulla di grave. Fine di un incubo ? La Monto non è un novizio.  E’ tra i soci del presidio di Slow Food della Riviera dei Fiori e Alpi Marittime che non appare più, così sembrerebbe,  tra i 14  indicati in Liguria dal sito ufficiale.

Sta di fatto che nelle scorse settimane si è tenuta una seduta ad hoc  di Slow Food, da parte di tre produttori ed un dirigente nazionale. Non si è ritenuto sussistessero elementi di gravità tale da ledere il prestigio della Fondazione e l’espulsione del socio. Da qui l’archiviazione della pratica, del ‘capo di accusa’. Sarebbe emerso che al di là delle condizioni psicofisiche del cittadino rumeno in quel giorno, risultava regolarmente assunto da tre anni, per tre, quattro volte era tornato al paese d’origine, il cane che l’aveva morsicato non apparteneva a Lo Manto e la zona non era quella dove avrebbe dovuto trovarsi il pastorello al pascolo.

La questione delle condizioni igieniche da tempo è stata sollevata dallo stesso Lo Manto. Lui prende in concessione ogni anno un terreno di proprietà del Comune di Mendatica  in località Fascia Pornassina. Complessivamente si tratta di 102 ettari, come si legge nella delibera di giunta comunale:“….tale terreno risulta essere soggetto ad uso civico  dalla legge del 1927 e destinato al pascolo del bestiame dei cittadini di Mendatica…. Nei periodi più recenti ha subito un continuo degrado ed una progressione lenta della zona arbustiva laddove prima era tutto pascolo, proprio a causa della mancata presenza sul territorio di un numero adeguato di animali da pascolo e della attiva presenza umana…vista la richiesta di Lo Manto, tenuto conto delle positive passate esperienze, conferma per l’anno 2015 l’importo di € 7 mila euro …La partecipazione degli allevatori alla tradizionale Festa della Transumanza consente uno sconto dell’1% per ogni mucca o 10 pecore o capre che partecipano alla suddetta festa, fino ad un massimo del 2 % di sconto in caso di partecipazione con 20 mucche o 200 pecore o capre”. I terreni sono in provincia di Cuneo, nel Comune di Briga Alta.

In altre zone d’alpeggio sono stati realizzati, sia con la Regione Piemonte (vedi Upega e nella zona del Tanarello cuneese), sia in Liguria, stalle e strutture immobili per ospitare i pastori. Alle Navette, protette da diversi vincoli, dove si trovano già altri immobili, non è stato finora possibile creare un rifugio per pastori.  Per colpa di Lo Manto ? il quale si è trovato alle prese, di recente, con il problema dei lupi assassini di ovini di cui si è tanto scritto sui giornali, per poi dimenticare un utile approfondimento a 360 gradi.  Anzi il suo caso neppure menzionato. Nonostante abbia, da tre anni, 7 cani pastori  bianchi dell’asia centrale. Eppure l’intelligenza dei lupi affamati non lascia scampo. Capaci di distogliere i cani. Così un vitello del valore di 650 € è stato assaltato e sbranato. Era già accaduto una volta. Lo Manto ha fatto la domanda di risarcimento secondo legge. Risposta dalla Regione Liguria:Il fatto è avvenuto in provincia di Cuneo, è competente la Regione Piemonte“. Che a sua volta manda a dire: “Il territorio dove si è verificato il fatto è del Comune di Mendatica, si rivolta dunque alla Regione Liguria”. Per concludere: esiste un progetto copiato dal Comune di Montegrosso con cui si chiedeva, anche a nome di Carlin Petrini di Slow Food e di Giancarlo Vinai, con il sostegno dell’allora Comunità Montana di Pieve di Teco, di realizzare un struttura di riparo per le persone proprio nella zona delle Navette. Tutto inutile, tanto cinismo, belle parole, promesse.

Aldo Lo Manto non rilascia volentieri dichiarazioni stampa. Teme strumentalizzazioni, lui che può vantare diverse visite e il ‘conforto’ dell’ex presidente della Regione Liguria Burlando, quando era presidente. Un paio di cose però vuole fare sapere dalla sua viva voce: “Ho comprato da un po’ di tempo una mungitrici per le pecore (ne possiede un migliaio, oltre a capre e mucche, 1400 capi ndr) alla fine preferisco mungerle a mano, è più naturale, anche se la macchina resta inutilizzata. Sono finito imputato e sottoprocesso, in attesa di sentenza, perché pascolavo nell’alveo del fiume Centa. Doveri tanti, diritti campa cavallo che l’erba cresce. E alla fin fine ascolto critiche di chi sostiene che il mio listino prezzi del formaggio è caro, superiore ad altri. Io ho pecore, capre e mucche e quando è possibile pascolano. Non sono proprio sicuro che la serietà e la qualità paghino. Non mi interessa cosa fanno altri. I furbi sono sempre più furbi di me”.

Luciano Corrado 

IL PRESIDENTE COLDIRETTI DELLA LIGURIA GEROLAMO CALLERI AL TG3 RAI PARLA DI ALLEVATORI E LATTE IN LIGURIA

VISITA AGLI STAND DEL VICE PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA SONIA VIALE E DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA CAMERA DI COMMERCIO FRANCO AMADEO

AL BANCO DELL’ASSOCIAZIONE ‘ A LECCA’, C’E’ DA LECCARSI I BAFFI PER IL LAVORO DI PROMOZIONE E SENSIBILIZZAZIONE

LA COOPERATIVA PESCATORI DI ALASSIO VENDE ACCIUGHE IN VASO PESCATE NEL MAR LIGURE: E’ COME TROVARE UN TESORO, SONO SEMPRE PIU’ RARE, MA TUTTI VENDONO ACCIUGHE , ARRIVARNO DA ALTRE ACQUE E SI SCOPRE SOLO DA UN NUMERINO, CON SIGLA, NON DALLA SCRITTA RIPORTATA

I FORNI A LEGNA, NOME ACCATTIVANTE ANTICA FARINATA DI SAVONA, I CARTELLI, MA NON SI LEGGE IL NOME DEL VENDITORE. TRASPARENZA CERCASI 

IL CARTELLO DICE LIMONI NOSTRANI NON TRATTATI 3 € IL KG. SULLA RIVIERA VERDE E’ FACILE SCOPRIRE ALBERI DI LIMONI CHE NON VENGONO PIU’ RACCOLTI, I SUPERMERCATI VENDONO PRODOTTI DELLA SPAGNA, DEL  SUD AMERICA

TRA I PIU’ AMMIRATI ED ORIGINALI LO STAND DEL COMUNE DI BAJARDO

IL COMUNE DI ANDORA ERA PRESENTE CON UNO STAND AL FEMMINILE E PRODOTTI DEL TERRITORIO

I VETERANI ESPOSITORI DI DIANO MARINA AZIENDA AGRICOLA, OLIO E VINO IN PARTICOLARE E ESERCENTI AL MITICO BAR SITO SULL’AURELIA IN CENTRO CITTA’

NOVITA’ 2015: IL GELATO COL LATTE DI CAPRA DELL’AZIENDA AGRICOLA  CIAPPARIN DI COSIO D’ARROSCIA

IL MITICO VETERANO E ANIMA DELLA CONFRATERNITA, DEL COMITATO SAN GIOVANNI,  VECCHIA INEJA, ALL’OPERA CON I PANINI SENZA BISOGNO DI GUANTI  PER MINIMANGIANDO

GOLOSITA’ GIOVANILI, LARGO ALLE GIOVANI IDEE

ERBE AROMATICHE E PATE’ DI OLIVE, MA NON SOLO

MOLTO RICHIESTI I PRODOTTI DI GARESSIO, ANZI DI PIEVETTA, CON AGRICOLTORI ASSIDUI A MOSTRE E MERCATI

LA FAMIGLIA DI CHIUSAVECCHIA E LUCINASCO PROMUOVE L’OLIVO TAGGIASCO

LA BELLA ESPOSITRICE DI LA FARM EDUCATIONAL SOLITARIA MA NON E’ MAI SOLA, CORDIALE E COMPETENTE

L.Corrado

L.Corrado

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